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Ministero Cultura: allo studio la nuova tassa su Computer e Cellulari

Posted in Internet&Copyright by yanfry on 15 dicembre 2009

Abbiamo appreso alcuni giorni fà della nuova tassa su cellulari e computer (si parla di 2/3 euro a pezzo) che Il ministero per i Beni e le attività culturali sta studiando per “risanare i conti della Siae, la Società italiana autori ed editori, dissestati anche dal fenomeno dell’evasione dei diritti d’autore.

Già diversi sono i commenti nel web e sui media tradizionali quindi (bypassando per il momento il discorso sull’iniquità dell’equo compenso) mi limito solo a riportare alcuni dati e lascio a voi le considerazioni del caso:

– La SIAE ha già usato i “mancati proventi” causati dalla pirateria per giustificare l’introduzione delle tasse sui supporti vergini analogici, supporti digitali, videoregistratori, masterizzatori e perfino microchip, o chiavette USB (che ben conosciamo come [equo ?! compenso, articolo 71 septies);
– La Siae ha 90.000 aderenti tra autori ed editori di ogni campo, 671 milioni di diritti incassati nel 2008 (incremento del 5.7% rispetto al 2007) e 1.400 dipendenti e nonostante la pirateria e la crisi economica, il fatturato ammonta a oltre 61 milioni che provengono dall’equo ?! compenso per copia privata ed oltre 62 milioni dal comparto multimediale;
– L’area trainante è quella musicale che ha fruttato incassi per oltre 470 milioni di euro con un incremento di 21 milioni di euro rispetto all’anno precedente;
– La macchina SIAE nel 2008 è costata al sistema cultura oltre 187 milioni di euro (i ricavi dell’Ente sono stati di oltre 207 milioni di euro) ed il bilancio rischia sempre più di non coprire le perdite di gestione, facendo finire i soldi introitati in “tasche diverse” di quele di chi ha prodotto quella ricchezza con l’inventiva e il lavoro;
– Il costo di iscrizione e di rinnovo annuale è così alto che il 60% degli autori musicali è in perdita;
– 15 giorni fà con una lettera aperta oltre 130 autori e 30 fra i maggiori editori (tra cui Adriano Celentano, Paolo Conte, Claudio Baglioni, Andrea Bocelli, Peppino di Capri, Luciano Ligabue, Gino Paoli, Eros Ramazzotti, Peppe Servillo, Franco Battiato, e sigle industriali come SugarMusic, Clan Edizioni Musicali, C.A.M., Emi) si sono scagliati contro l’associazione che non ha nemmeno ritenuto di rispondere;
– La SIAE opera in regime di monopolio;
– Il 50% del vertice della società è formato da «membri che non appartengono alla base associativa»;
– L’equo compenso è una tassa fatta pagare al consumatore “in cambio della possibilità di effettuare registrazioni di opere protette dal diritto d’autore” (http://www.siae.it/Utilizzaopere.asp?link_page=MusicaMFV_CopiaPrivataNormativa.htm&open_menu=yes) ma non tiene in considerazione l’esistenza di restrizioni tecnologiche alla copia privata (DRM) in presenza delle quali il consumatore NON può provvedere alla copia il diritto per la quale ha già pagato alla fonte;
– Attualmente si applica su tutti i supporti di registrazione vergini (circa il 50-60% del costo qualsiasi uso se ne faccia) su tutte le memorie fisse o trasferibili (qualsiasi contenuto esse abbiano) su tutti gli apparecchi di registrazione (il 3% del costo)e viene pagato due volte quando il diritto di duplicazione è già compreso nel prezzo pagato per l’opera;

Byez.

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