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Etichetta fà causa a Google e Microsoft con l’accusa di agevolare il P2P illegale

Posted in Internet&Copyright by yanfry on 10 dicembre 2009

L’etichetta Blues Destiny Records ha fatto causa a Google e Microsoft per violazione di copyright con l’accusa di “restituire i risultati” che consentono agli utenti di trovare la musica pirata ospitata dal servizio di file-sharing RapidShare.
Nella causa, portata questa settimana al tribunale federale del distretto settentrionale della Florida, Blues Destiny sostiene che Google e Microsoft hanno contribuito alla violazione di più di due dozzine di brani di tre artisti – Ronny Sessum, Roy Powers e Peter McGraw.
Blues Destiny sostiene inoltre che il servizio di condivisione tedesco RapidShare ha violato il diritto d’autore dei musicisti.
RapidShare ospita materiale in presunta violazione – tra cui album completi e artwork – che sono caricati e scaricati dagli utenti.

La società (RapidShare) “ha costruito la sua attività mediante una consapevole agevolazione e consentendo il commercio illegale non autorizzato di contenuti protetti da copyright per il proprio profitto,” sostiene Blues Destiny.
La società sostiene inoltre che Google e Bing agevolano la presunta condivisione illegale restituendo i risultati che consentono agli utenti di trovare i file pirata.

Inoltre, Blues Destiny dice che Bing “fa un passo avanti rispetto a Google” in quanto visualizzerebbe i nomi di tutti i titoli delle canzoni disponibili sui siti che perpetuano la violazione.
“Mettendo a disposizione il mezzo attraverso il quale gli utenti localizzano e scaricano illegalmente file musicali protetti da copyright, Microsoft sta spingendo, facilitando e materialmente contribuendo alla violazione del copyright,” precisa la causa.
Le disposizioni di “safe harbor” del Digital Millennium Copyright Act dicono che i motori di ricerca come Google e Bing sono immuni da responsabilità sul copyright fintanto che cancellano la violazione di materiale su richiesta, ma non è chiaro se questo “safe harbor” sia applicabile in questo caso.
La casa discografica afferma nella sua documentazione processuale che Microsoft ha rimosso il link in questione, ma che ha inviato a Google 17 richieste di takedown (rimozione) senza ricevere risposta.

L’esperto di cyberlaw Goldman, direttore della High Tech Law Institute di Santa Clara, ha detto in un post sul suo blog che gli avvisi a Google non specificano se la società sta restituendo i link a RapidShare o ad altri siti collegati al servizio.
Inoltre, egli dice, una precedente decisione della Corte d’appello sui motori di ricerca e safe harbors sembra aver lasciato la porta aperta alla causa delle Destiny’s Blues.
“Data l’ambiguità di tale parere, l’azione del ricorrente qui non è nettamente sbagliata nella dottrina in materia”, scrive.
“Tuttavia, a mio parere, è imprudente e ha scarse probabilità di successo.”

Google e Microsoft non hanno voluto al momento commentare l’azione legale.

Fonte: http://www.mediapost.com/publications/?fa=Articles.showArticle&art_aid=118863

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Una Risposta

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  1. The Athenian Arts said, on 2 gennaio 2010 at 7:08 pm

    …an interesting post over at . ..


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