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Antipirateria in UK: le preoccupazioni dei Politici inglesi sulle norme proposte

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 9 dicembre 2009

Da un post di a2f2a il blog creato dalla coalizioni di artisti inglese FAC per incontrarsi con gli utenti del P2P e trovare una soluzione comune per al “problema” del File Sharing e da uno dell’blog dell’Openrightsgroup (Organizzazione inglese che ha lo scopo di preservare e promuovere i diritti digitali degli utenti), apprendiamo dei discorsi tenuti alla Camera dei Lord inglese in occasione del dibattito sulla seconda lettura del Digital Economy Bill (proposta di legge che include le norme per contrastare il file sharing di opere protette), in cui diversi poltiici hanno espresso i loro pareri su questa normativa.

Tra coloro che sono in disaccordo con queste norme vi è Lord Ralph Lucas che ha affrontano il temi della copia di beni acquistati ed il diritto dell’acquirente a riutilizzarlo.
Lord Lucas sostiene che la condivisione tra amici di beni precedentemente acquistati è del tutto comprensibile e ragionevole e sostiene che non si possono “confondere” le cifre relative delle perdite per violazione del diritto d’autore con il download illegale:
[…]
Non è affatto certo che molte di quelle canzoni o film sarebbero in realtà sono stati acquistati, se la gente avesse dovuto pagare per loro.
Molte delle persone che stanno facendo questo, non sono in grado di pagare più di quello che hanno già pagato, per cui bisogna stare attenti nella terminologia si usa.
E credo che dobbiamo stare anche attenti riguardo a come l’industria si mascheri elegantemente dietro i singoli piccoli creativi.
Signori, non stiamo parlando di singoli piccoli creativi, qui.
Stiamo parlando di potenti, monopolistiche industrie e dando loro potere sui nostri cittadini ed è una cosa su cui dobbiamo essere cauti.

L’industria discografica è un’altro dei principali beneficiari di ciò che viene fatto qui.
Questa industria non è esattamente conosciuta per la sua gentilezza nei confronti delle persone creative.
Molte persone hanno creato brani musicali e li hanno venduti alle rapaci società di registrazione per un paio di centinaia di sterline, solo per vedere queste aziende fare ingenti somme da quelle stesse opere.
Il rapporto non è equo e, come ho detto, non stiamo trattando dei benefici per gli individui creativi, ma con il beneficio di una potente e monopolistica industria.

Altro intervento contrario è quello della Baronessa Doreen Miller che ha messo i cambiamenti nella tecnologia ed il diritto d’autore in prospettiva storica:
[…]
Questo dibattito mi riporta alla mia tesi di laurea proprio alla fine del mio corso all’università circa 35 anni fa, al problema per l’industria del libro posto dalla pirateria nel mondo in via di sviluppo.
L’invenzione della fotocopiatrice e la mancanza di applicazione della legge sul copyright nel mondo in via di sviluppo avrebbero, si è detto, portano al crollo di tutto il mondo dell’editoria.
Secoli prima, gli scribi che trascrivevano i libri a mano avevano sentimenti simili su Caxton quando egli inventò la stampa.
Essi temevano che questo li avrebbe messi fuori dal mercato.
In realtà, con la più ampia diffusione del libro vi fù una rinascita di tutta l’arte e l’apprendimento sbocciò.
Nel corso dei secoli, il vecchio stile di creatività ha condotto una dura battaglia contro il cambiamento.
È per questo che il governo sta facendo un errore in questo Bill.
Pur comprendendo il desiderio dell’industria per la protezione dalla marea del cambiamento, il governo ha, nelle clausole 4 a 17, posto l’accento troppo sull’arginare questa marea e non abbastanza nell’indirizzare verso nuovi modelli di business.

Lord Maxton ha aggiunto:
[…]
Ci sono dei pericoli in ciò che il governo propone.
La maggior parte del progetto di legge è molto buona e porta l’economia digitale in avanti, ma sono preoccupato circa l’idea di tagliare l’accesso alla banda larga.
Se ho ragione, la banda larga diventerà così importante per le nostre famiglie come il nostro gas, l’elettricità e l’acqua.
Abbiamo fatto molta strada nel tentativo di fermare la società di servizi dal taglio i servizi alla gente se non riesce a pagare, e dobbiamo adottare lo stesso atteggiamento verso l’accesso a banda larga.

Lord Whitty, che è presidente di Consumer Focus (organizzazione di consumatori dell’Inghilterra, del Galles e della Scozia) ed ex segretario generale del Partito laburista ha infine detto:
[…]
Mi auguro che possiamo osservare alcuni di questi temi in commissione.
Potremmo spostare il governo ulteriormente verso lo sullo sviluppo di modelli di business alternativi e l’introduzione di una disposizione del “fair use” nella legge sul copyright che consenta alla maggior parte degli utenti di sfuggire da questa criminalizzazione e garantire che, qualora le sanzioni si applichino, esse siano in linea con i principi di legge e della tutela del cittadino, che normalmente sono al centro delle preoccupazioni di questa Assemblea così come è giusto che sia.

Fà sempre effetto (almeno a noi italiani) constatare che i politici non sono tutti uguali e che anche a costo di essere impopolari (specialmente nei confronti di “potenti e monopolistiche industrie”) c’è chi è convinto che i problemi debbano trovare soluzioni senza per forza “favorire” le corporazioni industriali a scapito dei diritti di legge e della tutela dei cittadini (oltre che al sempre più importante diritto di accesso alla Rete)

Licenza CC: http://www.creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

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