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Dirigente di etichetta UK si dimette da BPI e IFPI contro le disconnesioni

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 6 dicembre 2009

IFPI e BPI, gruppi di lobbying che rappresentano le case discografiche, sono stati grandi sostenitori del Digital Economy Bill di Peter Mandelson, che gli concede il potere di cambiare la legge sul copyright in base alle loro volontà e di disconnettere la gente dalla Rete sulla base di accuse (non condanne) di file sharing.

Tuttavia, sembra che almeno alcune case discografiche si stiano rendendo conto di quanto incredibilmente negativa sia questa idea.
EFF ci informa che il capo dell’etichetta indie Pure Mint Recordings ha rassegnato le dimissioni sia dal comitato di IFPI che da quello di BPI ai quali apparteneva, motivandole con la sua opposizione alla Digital Economy Bill, e ad entrambe le organizzazioni che supportano il disegno di legge:

Hall ritiene che la normativa è stata proposta frettolosamente nel tentativo di ottenere l’approvazione del Parlamento prima delle prossime elezioni generali, e rischia di ignorare alcuni sacri principi del diritto (in materia di processo, presunzione di innocenza e onere della prova) e che non risolverà in ogni caso i problemi dell’industria discografica con la pirateria.

Nella sua lettera di dimissioni alla BPI, Hall scrive: “Ho avuto il piacere di contribuire sia al Rights [Comitato BPI] che all’ILC [IFPI], ma sento sempre più che i miei contributi stanno cadendo nel vuoto, come un ordine del giorno che è già stato raggiunto che ora ritengo sia irremovibile. Come sapete, io non credo che la Digital Economy Bill sia un pezzo di legislazione appropriato o ben pensato. A mio parere, è stato proposto in tutta fretta negli ultimi mesi di un parlamento di un governo impopolare e non è una normativa che io voglio sostenere”.

Facendo riferimento alla clausola 17 – “quella che dà ai ministri senior il diritto di modificare le leggi sul copyright per capriccio” – ha proseguito: “Sono particolarmente sorpreso del fatto che l’industria discografica ha scelto di appoggiare la S.17 del D.E.B., che ritengo sia assolutamente antidemocratica e contraria a secoli di buone prassi per quanto riguarda la formazione della nostra legislazione sul copyright. Credo inoltre che possa costituire un precedente pericoloso per il nostro futuro (e potrebbe ritorcersi contro l’industria stessa)”.

Fonte: http://techdirt.com/articles/20091204/1128277207.shtml
Traduzione a cura di Scambioetico

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