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L’abbiamo preso… il babau

Posted in Informazioni Nazionali by yanfry on 13 luglio 2009

Riprendo il mio blog riportando integralmente un ottimo post di Femminismoasudhttp://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/07/12/l-abbiamo-preso…-il-babau

https://i0.wp.com/paura.anche.no/wp-content/uploads/2009/06/zerocalcare.jpg

Alla questura di roma gongolano. L’abbiamo preso, dissero in tivu’. E l’hanno preso facendo il “porta a porta” – continuano – e sfido chiunque a non aver pensato al plastico di bruno vespa e alle analisi psichiatriche di mister ciuffo.

Gli ingredienti ci sono tutti. E’ il mostro d’estate romana. Lo esibiranno presto in quel grande circo che è diventata la capitale. Zanne, corna, messe sataniche, occhi rovesciati, vomito verde e aramaico antico per il più grande esorcismo del mondo.

Già condannato prima ancora di essere preso e processato. Indizi, un filmato con un tizio sgusciante, una fotografia con lo sguardo assatanato, e poi la notizia bomba: era coordinatore di una sezione del pd.

Tra tutte le notizie questa è quella che mi ha fatto più ridere. Un colpo al cerchio e uno alla botte. La costruzione del mostro, non uomo sessista tra gli uomini sessisti, ma mostro (perchè se non è uno straniero deve essere necessariamente un mostro per ribadire che gli italiani queste cose non le fanno, eh), e la demonizzazione di un intero partito che dice di stare all’opposizione.

Che cuore grosso avranno a roma in questo momento. Come gli si saranno ingrossate anche le cistifellee dall’orgoglio di sventolare la notizia che i “pervertiti” stanno anche nel centro sinistra. Così quell’allocco di Ignazio Marino ci casca e dice qualcosa a proposito del come è potuto accadere che un presunto stupratore possa essere diventato coordinatore del partito.

Tra tutte le questioni interessanti da rilevare certo questa era la più importante. Prima della preoccupazione per le donne, prima che per il livello di profondo sessismo che esiste ovunque (“era un ragazzo normale, come tanti, riservato”), normalmente, banalmente, con misure di legittimazione fuori e dentro le istituzioni.

Ma se questa è la preoccupazione allora sarà bene che il pd inventi una prova di ingresso per i futuri coordinatori. Si potrebbero suggerire tante cose. Ore di resistenza chiusi in stanze buie con gli occhi ben sbarrati per vedere immagini di donne nude. Giochi di simulazione simil sapientino con povere femminelle che fanno da cavia e tanti bip che suonano se il futuro dirigente allunga le mani.

L’avevo detto che avrebbero trovato uno, pescandolo tra quelli con precedenti, attribuendogli un profilo preciso come fanno i tizi dei telefilm americani. Avevo detto anche che gli avrebbero attribuito una decina di stupri. Li ho sottovalutati. Gliene attribuiscono 15. Ovvero tutti i casi irrisolti che avevano in archivio. Non una parola sul fatto che decine e decine di stupratori italiani vengono assolti. Non una parola sul fatto che alle donne che accusano un italiano generalmente non si crede (sono le femmine puttane e non gli uomini stupratori! non è forse questo il credo nazionale?). Non una parola insomma sulle responsabilità collettive che portano tanti a coccolare lo stupratore quando commette un abuso salvo poi ripensarci quando si parla di serialità. Cioè: il danno non è costituito dallo stupro in se’ ma dalla quantità delle donne abusate. Se ci si accontenta di uno stupro una tantum va tutto bene. Se invece si persevera allora diventa grave. A favorire e buon appetito ma senza esagerare altrimenti potreste fare indigestione.

La chicca più conturbante sta nella faccenda dei film porno. Qualche tempo fa scrissi un post sul masochismo femminile a partire dall’analisi proprio di alcuni film porno nei quali si simulavano (ripeto: simulavano) degli stupri. I titoli erano tutto un programma e li vedemmo in comitiva per parlarne e capire cosa potesse spingere coloro che li guardavano con soddisfazione. Le reazioni furono differenti e di elementi criticabilissimi ce ne sono tanti, non più di quelli che si possono trovare in mille altre forme di sfruttamento dei corpi femminili nelle immagini pubblicitarie e televisive. Il mercato, in ogni caso, è piuttosto vasto e c’e’ un sacco di gente che li vede e li scarica da internet. Ed eccolo l’altro elemento di criminalizzazione. Come sempre. Tutta colpa di internet attraverso la quale si possono scaricare questi film che poi solleciterebbero i comportamenti dei cattivi soggetti.

Come dire: se ad ogni porno scaricato corrisponde uno stupratore quanti sono gli stupratori? E non è forse vero che sono gli individui sessualmente repressi, in una società sessualmente repressa che vieta persino i corsi di educazione sessuale nelle scuole, che hanno più problemi di relazione? E senza volere generalizzare, dato che non sono specialista del settore ne penso che qualcuno possa esserlo senza peccare di arroganza e presunzione, che cosa c’entra internet in tutto questo?

C’entra, per loro c’entra sempre e mi pare già di sentire tuonare le fatebenefratelli del pdl mentre sorvegliano le seghe dei loro figlioli e li mandano a messa. Forse in custodia a preti pedofili.

In tutto questo come sempre conta poco la sofferenza delle donne che hanno subito violenza. Fondamentale dimostrare che le istituzioni ce l’hanno duro, grande e grosso e che hanno preso il cattivo. Ora, come è di buona regola in tutti i film western, le damigelle possono dormire tranquille.

Ed è questo falso senso di sicurezza che sovraespone le donne alle molestie, alle violenze che continuano ogni giorno a fare vittime fuori e soprattutto dentro casa. Quasi sempre ad opera di persone di sesso maschile vicine, anzi vicinissime.

L’altro grande successo di queste giornate parrebbe essere il g8. Una bella sfilata sfarzosa condita con libroni di 24 chili e costose realizzazioni (compreso quello spreco del campo di basket per obama) mentre la gente vittima del terremoto continua a stare in tenda.

E’ stata una sfilata di maschi a fare cose da maschi mentre le damine facevano cose da femmine. Gli uomini in posa virile e le donne con la lacrimuccia commosse di fronte alle rovine. Gli uomini a darsi pacche sulle spalle serviti e riveriti da ragazze stagiste di ogni età e le donne vestite come mia zia peppina da vedova a fare visita al papa.

L’unica che si è distinta per estro e originalità è stata la presidentessa della provincia che si è pomiciata un po’ di maschi affascinanti. Ha fatto benissimo. In quel gran costosissimo bordello chiamato g8 durante il quale i maschi decidono le sorti dell’umanità e le donne stanno lì come elementi decorativi almeno lei si è data da fare.

A margine bisogna considerare la manifestazione di venerdì [report], quella che è stata preceduta da così tanta repressione da farci meritare un comunicato dell’iran contro il cattivo operato della polizia italiana, quella che è stata preceduta da tanti arresti e fermi a persone che spesso volevano solo raggiungere il luogo dell’iniziativa, quella seguita con tanta ansia dalla giornalista del tg1 la quale più volte aveva detto che si temeva che i “no global” avrebbero preso d’assalto i cantieri per la ricostruzione. L’ha detto e ridetto e quando i “no global” sono passati dai cantieri ascoltati dagli operai, molti stranieri, e applauditi dagli aquilani deve esserci rimasta molto male. Oltretutto il tg 1 certo non poteva sapere, impegnato com’era nella sua strategia del terrore, che i “no global” sono in territorio aquilano sin dal terremoto, perchè molti vivono lì e altri sono andati ad aiutare e hanno costruito campi, biblioteche, luoghi per bambini, infopoint per le donne, hanno fornito assistenza e aiuto che la protezione civile non ha di certo fornito in modo egregio avendo essa lasciato scoperte fette consistenti di popolazione.

A dire al tg 1 il noglobal pensiero c’hanno comunque pensato alcune persone che come potete vedere dal video hanno mostrato il vero volto dell’informazione mainstream.

Un’altra notizia imperversa nei tg di queste giornate estive. Certo molto più evidente di quella sul ritorno del nucleare con i siti per le centrali imposti dal governo e, a scanso di equivoci, sorvegliati dai militari in assetto di guerra. La sanatoria “selettiva” per gli immigrati. Quando la proposta venne fuori già ero travolta dai conati di vomito. Ora che è stata accettata e diverrà un provvedimento vero e proprio sono talmente arrabbiata che non riesco neppure a trovare la parola adatta ad esprimere quello che sento.

Sanatoria selettiva è un modo per offrire riparo alle famiglie che hanno tenuto in casa donne straniere senza pagare contributi, in nero, come schiave, senza permesso di soggiorno. Sanatoria selettiva significa togliere queste famiglie dai guai nei quali verrebbero a trovarsi per aver dato ospitalità alle “clandestine” e per aver dato lavoro a persone senza permesso di soggiorno.

Sanatoria selettiva significa che dalle donne straniere vogliamo esattamente quello che volevano le bianche statunitensi dalle schiave nere.

Possono restare in italia a patto che facciano le serve a tempo pieno. Senza figli, mariti, vita privata, ambizioni, altre possibilità. Badanti. Se sono bariste, sarte, ingegneri, dottoresse non le vogliamo.

La cosa curiosa è la quota di colf e badanti che ogni famiglia può sanare. Tre in tutto. Una badante e due colf. Immaginate voi il giro di soldi che ci sarà. Quante “famiglie” venderanno una firma a straniere in difficoltà mentendo sulla loro mansione.

Le prostitute non le regolarizziamo ne diamo loro l’opportunità di accedere ad ospedali e servizi, sebbene facciano un lavoro di utilità sociale. Le lasciamo ai ricatti dei pappa. Gli italiani comprano solo badanti e colf con stipendi che variano dai 500 agli 800 euro mensili nella migliore delle ipotesi.

Sanatoria selettiva per genere e funzione destinata alle donne. Sanatoria selettiva che decide chi salvi e chi mandi a morire in libia. Come si faceva nel nazismo. Le donne giovani e forti servivano le famiglie e i militari tedeschi, gli uomini forti a lavorare come muli nei campi e tutti gli altri a morire o a fare da cavia nelle sperimentazioni scientifiche.

La sanatoria selettiva è la conclusione crudele alla approvazione di altre leggi crudeli. Razzismo conclamato, terminale, che si consola con le decisioni del g8 annunciate come un modo per “aiutarli a casa loro”. Soldi che passeranno per personaggi orribili come gheddafi o per una cooperazione che non li fa arrivare dove dovrebbero. Soldi che non saranno mai dati e che non arriveranno mai.

E’ vero: l’abbiamo preso! L’abbiamo preso in quel posto. Parlo di tutti e tutte. Parlo di tutto il genere umano.

>>>^^^<<<

—>>>L’immagine sopra viene dal blog di Regina Zabo che fa un singolare invito:

AAA Cercansi autori per la prossima coproduzione lanciata da Collane di ruggine e paura.anche.no: un cofanetto di 30 cartoline ispirate al soggetto del Babau e tratte dalla mostra “Paura del buio?” che sta circolando in giro per l’Italia.

Ma chi è il Babau?

Il Babau è l’ultima frontiera nella politica dell’ansia. Semplice e primordiale paura. Diverso dal terrore, più simile alla goccia che ti cade in testa e pian piano ti porta incosapevolmente alla pazzia.
Il nostro buffo mondo sta prendendo coscienza dell’esistenza del Babau. L’ansia di sicurezza, la paura del proprio simile, il rancore confuso e convulso che trasudano da ogni dove in questi anni difficili trovano la propria naturale conclusione nell’avvento del Babau. Non ci sarà più bisogno di invocare/creare/inventare emergenze e pericoli, tutti avranno paura del buio e basterà invocare il Babau perché ogni complessa manovra di ingegneria sociale trovi una giustificazione.
Il Babau è meglio del terrore, perchè il Babau non ti uccide subito, ti logora e ti porta a modificare il tuo sguardo sulla realtà in un’ottica schizoide, che alimenta se stessa.
Nel paese del Babau può essere vero tutto e il contrario di tutto, il Babau non ti vuole sempre tristo e mogio. Il Babau porta anche allegria, folli risate che si alzano fino al cielo. Se non hai un soldo in tasca e la crisi ti divora, devi ridere, perché ci vuole ottimismo, altrimenti il Babau arriva e ti mangia. Ma non devi sollazzarti troppo, perchè il Babau è in agguato e non ci vuole nulla perché ti rubi il bambino dalla culla, usurpi il tuo posto di lavoro, rubi la/il tua/o donna/uomo.
Prendendo in prestito brandelli di saggezza in pillole da Kurt Vonnegut, potremmo dire che in questo mondo delle mille e una oppurtunità di essere divorati dall’ansia, dalla paura e dall’angoscia, tutto quello che può accadere probabilmente accadrà. Scansatevi in tempo.

Ogni cartolina ospiterà sul retro un breve racconto a tema di circa 1.500 battute.
Se ti piace l’idea di dare una storia a una delle cartoline, inviaci entro fine agosto 2009 un breve racconto all’indirizzo collanediruggine @ inventati . org

Salvo i potenziali contrattempi di una produzione non commerciale, il cofanetto dovrebbe uscire a ottobre 2009.

Sia le immagini, che i racconti verranno pubblicati sotto una licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia.
Dal momento che le cartoline sono solo trenta, tra i racconti che riceveremo potremo pubblicarne soltanto un numero limitato. Cercheremo comunque di pubblicare tutto sul sito paura.anche.no.

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