Un momento fuori dalla nostra Alcatraz quotidiana: Augmented DNS Reality Opennicproject.org

Per assaporare le ripercussioni di una probabilita di maggiore liberazione dall’attuale installato dello stack OSI:
- cambiare i propri DNS con questi indirizzi: 192.71.245.208 85.126.4.170 poi aprire il browser e digitare:
- http://grep.geek/
- ed in un’altra tab https://duckduckgo.com
senza l’installazione di ulteriore software di rinforzo alla privacy/pseudoanonimato/anonimato (torproject.org) state gia operando in regime di realta aumentata svincolandovi pochissimamente dalle mafie di internet cosi come mediamente conosciuta (web e risoluzione dei nomi)
se la cosa vi e’ piaciuta … tenetevi i DNS e leggetevi anche cosa hanno da dire gia da un po i tipi dietro questo progetto:
niente di pirotecnico o spettacolare ma sempre meglio di un calcio sui coglioni e se serve a riattivare certe consapevolezze e/o voglia di fare …
allora evviva la biga … che dio la benediga
m
p.s. per avere una migliore percezione della vostra Alcatraz quotidiana…
togliete quei DNS e rimettete i vostri classici di ogni tempo…
poi riaprite il browser e ricaricate la pagina:
sorpresi?
Bentornati ad Alcatraz
Fonte: https://lists.partito-pirata.it/pipermail/open/2013-April/017891.html
Il Governo potrà conoscere, attraverso i servizi, tutte le informazioni dei cittadini ( senza magistratura)
L’ultimo regalo del Governo Monti che se ne va in “gloria” (si fa per dire).
Ma prima regala ai cittadini italiani un’ultima chicca.
La possibilità che i servizi di sicurezza italiani possano conoscere tutti i dati e le informazioni dei cittadini italiani connessi ad internet (e non solo).
Voi direte, non è possibile!
E invece sì.
È stato pubblicato infatti sulla “Gazzetta Ufficiale” del 19 marzo 2013 n. 66, il decreto del presidente del Consiglio dei ministri 24 gennaio 2013 “Direttiva recante indirizzi per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica nazionale”.
Il decreto, controfirmato da mezzo Governo, tra cui anche il ministro della Giustizia, definisce “l’architettura istituzionale deputata alla tutela della sicurezza nazionale relativamente alle infrastrutture critiche materiali e immateriali, con particolare riguardo alla protezione cibernetica e alla sicurezza informatica nazionali, indicando a tal fine i compiti affidati a ciascuna componente ed i meccanismi e le procedure da seguire ai fini della riduzione della vulnerabilità, della prevenzione dei rischi, della risposta tempestiva alle aggressioni e del ripristino immediato della funzionalità dei sistemi in caso di crisi”.
E sin qui potrebbe anche andare bene, l’intento generale appare lodevole, proteggere i nostri sistemi informatici nazionali da aggressioni elettroniche.
Qualcosa però per il cittadino italiano non torna.
La norma prevede, tra le altre cose anche un principio assolutamente inedito per il nostro ordinamento.
L’art. 11 del decreto infatti obbliga gli operatori di telecomunicazioni e gli internet service provider, ma non solo, anche ad esempio a chi gestisce gli aeroporti, le dighe, i servizi energetici, i trasporti, a dare accesso ai servizi di sicurezza alle proprie banche dati, per finalità non meglio specificate “di sicurezza”.
In pratica gli operatori privati, ma anche le concessionarie pubbliche, dovranno spalancare le porte ai servizi di sicurezza sulle proprie banche dati, contenenti i nominativi dei cittadini italiani,e, si presume anche alle azioni compiute da questi ultimi, al di fuori di un intervento della Magistratura.
Fulvio Sarzana di S. Ippolito
Fonte: www.fulviosarzana.it
CITTADINI Digitali: reddito di esistenza, informazione libera e aperta

Mercoledì 6 Febbraio al teatro “Piccolo Eliseo” di Roma si è tenuto un incontro sulle idee e proposte dei cittadini e delle associazione per far crescere la consapevolezza dell’importanza, e del diritto, di essere “cittadini digitali”, ovvero utilizzare gli strumenti della rete per vivere una piena cittadinanza, fatta di partecipazione, trasparenza e democrazia (l’incontro era Organizzato e promosso da Il Secolo della Rete, Art Attack adv, Free Hardware Foundation, Linux Club Italia, Associazione Concreta-mente, Flyer Communication, Ass. Binario Etico, Web Art Mouse-um, FLxER, Associazione Partito Pirata, Patamu.com, Net Left).
All’incontro erano presenti Arturo di Corinto (Pirata candidato indipendente nelle liste di SEL per la regione Lazio) Stefano Rodotà, Nichi Vendola, Paolo Gentiloni, Nicola D’Angelo, Giulio De Petra del Secolo della Rete, Guido Scorza e molti Pirati della capitale, tra i quali il nostro Felynx con il bellissimo intervento che vi riporto di seguito:
Non si può parlare di innovazione senza parlare di economia.
L’attuale sistema economico è basato sulla crescita, una crescita di produzione e di consumi, che corrisponde allo smantellamento di risorse naturali. Un modello assolutamente non più sostenibile.
È impensabile proseguire con questo trend, inutile illudersi che si torni a crescere.
Peraltro, con l’avanzare della tecnologia e dell’automazione è impossibile pensare di dare un tradizionale “posto di lavoro” a tutta l’umanità.
Viene da sé che è essenziale affrontare il tema del reddito di esistenza per garantire a tutti i bisogni primari e una vita dignitosa. Tema che va affrontato tramite fondi pubblici, ma anche il comparto produttivo deve farsene carico.Così come forniamo la sicurezza pubblica, la sanità, le vie di trasporto e gran parte del sistema educativo senza una compensazione diretta, anche un sicuro sostentamento deve diventare parte della nostra infrastruttura.
Si tratta naturalmente di un progetto a lungo termine che richiede una profonda riforma del sistema economico, finanziario, del welfare e della tassazione.Ma è qui che risiede la base di una nuova definizione di innovazione, fondata sulle garanzie di un’esistenza sicura che crea spazio per l’autogestione dell’istruzione, della ricerca, della cura dell’ambiente.
Che permette con il volontariato, la cura di bambini e l’assistenza agli anziani.
Che crea spazi per l’informazione indipendente, per l’attività politica, la partecipazione sociale o la creazione di arte e software libero, a vantaggio dell’intera società.Il software libero e aperto. Free and open source software.
Oggi nella Pubblica Amministrazione è ancora molto presente il software proprietario, un mercato prevalentemente governato da multinazionali che vedono moltiplicare i propri profitti grazie alla vendita di licenze software. Questo comporta costi molto elevati per la collettività, costi a cui non corrisponde alcun vantaggio, anzi…
A differenza del software libero, il software proprietario non dà nessuna garanzia sul piano della trasparenza, della sicurezza e della privacy. Lo sviluppo è governato da logiche di mercato e di profitto.
Con l’adozione di free software la Pubblica Amministrazione si libera anche da pericolosi condizionamenti, favorisce innovazione e sviluppo locale, ha maggiori garanzie di interoperabilità, riduce l’impatto ambientale.
Il software libero, come anche i dati pubblici, sono un bene comune;
favoriscono diritti sociali come l’inclusione digitale, mettendo al centro del proprio sviluppo le persone e la collettività. Gli standard aperti sono tali in quanto permettono una serie di libertà tra cui il diritto di accesso alle conoscenze e alle informazioni, e la libertà di espressione.I concetti di “libero” e “aperto” possono essere applicati in altri settori, iniziando da quello industriale con i brevetti, i marchi, i
segreti industriali, ambiti da riformare per ripristinare un equilibrio tra gli interessi degli operatori economici, quelli dei consumatori, degli inventori, dei ricercatori e quelli della società nel suo complesso; a quello dell’arte e della cultura in cui da riformare è il diritto d’autore.
Fino ad arrivare all’ambito dei saperi e della conoscenza. Qui è il diritto allo studio e alla conoscenza che va tutelato e garantito dando agli studenti la possibilità di condivisione e di libera circolazione dei libri di testo, consentendo anche l’accesso ai loro sorgenti.
Ecco che ritornano i concetti di free e open, che vanno gestiti, come per il software o per le produzioni artistiche, con adeguate licenze. Gli stessi concetti sono applicabili anche ai dati.Una produzione questa che per la Pubblica Amministrazione è una vera specialità.
Gran parte della enorme massa di dati prodotta dalla PA, una produzione già di fatto pagata da tutti noi, ci è ancora negata. Questa situazione è poi aggravata dal fatto che altre volte i dati, prima di essere pubblicati, subiscono ulteriori trattamenti ed elaborazioni che vanno ancora una volta a gravare sul bilancio pubblico per poi uscire in un formato parziale, non più usabile e manipolabile. Ovviamente sto parlando di open data.Un ottimo esempio di ciò che si può fare partendo da dati grezzi è il lavoro svolto dall’Associazione Openpolis, di cui è stato appena pubblicato il rapporto 2013, attraverso lo studio di dati e statistiche per il monitoraggio e la valutazione dell’attività di Deputati e Senatori. Da qui per esempio emerge con chiarezza una tendenza crescente di prevaricazione dell’attività governativa su quella parlamentare.
Un pessimo esempio invece è quello dei geodati di Roma Capitale. Una grande porzione di territorio della Regione Lazio, vasta quanto le 9 più grandi città italiane messe insieme. Un territorio di cui non abbiamo un solo dato. Non abbiamo in formato aperto e georeferenziato i dati del Piano Regolatore approvato nel 2008 e neanche quelli ambientali o idro-geologici, molto importanti per la prevenzione di disastri naturali o per l’intervento in casi di emergenze.
Dati questi che, oltretutto, sarebbero fondamentali per applicazioni tecnologiche innovative.
Per non parlare di quelli che possono essere gli effetti dei dati aperti nel campo della ricerca e della sanità che potrebbero permettere un’azione collaborativa tra pazienti, ricercatori e studiosi. Oltre ai vantaggi in tutti gli ambiti, sul piano della trasparenza, che gli open data portano con sé.Una rapida carrellata di diritti sempre più essenziali nella società per una crescita in tutti i campi.
Diritto di Accesso alla Cultura, che viene violato quando i fattori economici o strategici prevalgono sui contenuti di un’opera.
Diritto di accesso alla tecnologia, anch’esso violato e condizionato da esigenze economiche o strategiche di aziende private. Si pensi per esempio alle tecnologie mediche.Diritto alla privacy.
Qualunque tipo di comunicazione, audio, telefonica, radio, digitale andrebbe equiparata alla comunicazione
postale. Essenziale in questo l’esplicito riconoscimento del diritto del cittadino ad usare sistemi crittografici per garantire la riservatezza delle proprie comunicazioni.
Diritto del cittadino alla comunicazione, con qualunque altra persona, in qualunque momento ed in qualunque modo. Diritto che viene violato con la negazione all’uso di un canale di comunicazione per ragioni tecniche o commerciali, come quello del libero uso di sistemi Wi-Fi dentro e fuori il domicilio privato o la limitazione dell’uso di sistemi di File
sharing (Peer-to-Peer).Diritto all’espressione, liberando figure come quelle dei blogger dai vincoli pensati per i giornalisti professionisti. Chi parla a proprio nome, o a nome di una associazione di qualunque tipo, e non a nome di un giornale, deve essere libero di dire ciò che vuole, nel modo e nei tempi che ritiene più opportuni.
Dichiarazione sulla libertà di Internet: una discussione globale tra gli utenti e le comunità sull’Internet e sul nostro ruolo in essa
Fonte: http://www.internetdeclaration.org/freedom
Traduzione a cura del Partito Pirata Italiano
La domanda da porsi non è se internet verrà regolamentata, ma come, da chi e quanto i suoi utenti saranno rappresentati:
ecco a quali interrogativi vuole rispondere la Declaration of Internet Freedom, sostenuta da associazioni ed individui come ACLU, Mozilla, Amnesty International, Bits of Freedom, il Tech Meetup di New York, Fight for the Future, la EFF, Aaron Swartz, Jonathan Zittrain, Vinton G. Cerf, Cory Doctorow e molti altri.

Crediamo che una Internet libera e aperta possa portare ad un mondo migliore. Ma per mantenere l’Internet libera e aperta, dobbiamo promuovere questi principi in ogni paese, ogni settore ed ogni comunità. Noi crediamo che queste libertà porteranno più creatività, più innovazione ed una società migliore.
Stiamo unendo un movimento internazionale per difendere le nostre libertà perché riteniamo che valga la pena lottare per esse.
Discutiamo di questi principi – d’accordo o in disaccordo con essi, dibattendoli, traducendoli, rendendoli nostri e ampliando la discussione con la nostra comunità – come solo l’Internet può rendere possibile.
Unitevi a noi nel mantenere un Internet libera e aperta.
(pagina in cui è possibile firmare la dichiarazione)

Su Ideascale, riporto ciascuno dei principi originali come una “idea” separata in modo che li possiate votare, commentare, discutere, fornire feedback, ecc. È inoltre possibile aggiungere i vostri Principi se credete che quelli enunciati non rispondano a tutte le istanze. Vi ingrazio in anticipo dei vostri commenti e approfondimenti.
“Green week”: Chiedete ai Deputati di rigettare l’ACTA Tornano nei propri paesi d’origine
La Quadrature du Net
“Green week”: Chiedete ai Deputati di rigettare l’ACTA Tornano nei propri paesi d’origine
Parigi, 20 febbraio 2012
Questa settimana, i membri del Parlamento UE saranno di nuovo nei propri distretti elettorali per incontrarsi con l’elettorato. Questa rappresenta un’opportunità importante per i Cittadini dell’UE di entrare in contatto con i propri rappresentanti eletti, per assicurarsi che capiscano quanto sia pericoloso e illegittimo l’ACTA. La prossima settimana a Bruxelles, nelle Commissioni del Parlamento Europeo, si svolgeranno molti incontri decisivi relativi all’ACTA .
Questa settimana è la cosiddetta “green week“, quando i membri del Parlamento Europeo (MEP) sono esentati dalle loro attività a Bruxelles e tornano al loro Paese d’origine per incontrare gli elettori. Questo offre l’opportunità, per tutti i cittadini che si occupano dell’ACTA, l’Accordo Commerciale Anti-Contraffazione, di incontrare i propri Deputati al Parlamento europeo, per informarli sui pericoli che comporta e chiedere loro di prendere l’impegno di respingerlo. Finora, i Deputati sono stati oggetto di un’intensa attività di lobbying delle Industrie dell’intrattenimento e della Commissione UE 1 , ed è tempo per loro di interagire con i propri elettori e prendere ferme posizioni pubbliche.
Questa “green week” arriva in un momento opportuno. Il 25 febbraio, i cittadini si raduneranno ancora una volta in tutta Europa per protestare contro l’ACTA e chiedere che venga respinto. La prossima settimana, sono programmati molti incontri, nelle varie Commissioni del Parlamento UE che lavorano sull’ACTA ( INTA , ITRE e DEVE ), per discutere il famigerato accordo, appena prima di un seminario organizzato per il 1 ° marzo. Nel corso di questi incontri, saranno prese importanti decisioni in merito alla procedura dell’ACTA ed quindi fondamentale che i Deputati siano ben consapevoli dei numerosi problemi politici sollevati da questo illegittimo “accordo commerciale”.
Come agire contro ACTA in breve
- Per contattare gli Eurodeputati in merito all’ACTA (in particolare quelli delle Commissioni INTA , ITRE , LIBE , DEVE e JURI), visitate la pagina della nostra campagna su Come_Agire contro ACTA;
- Assicuratevi che i Deputati conoscano tutte le critiche ad ACTA , come quella dell’ European Data Protection Supervisor (EDPS), del Comitato Economico e Sociale europeo (CESE), dei 70 esperti di diritti di proprietà intellettuale e di molti altri.
- Ricordate ai vostri Deputati le controargomentazioni sull’ACTA, per contrastare la bugie della Commissione UE.
- Chiedete ai vostri Deputati una promessa d’impegno personale ed una dichiarazione pubblica, per chiedere il rigetto dell’ACTA ed inseritela nella relativa sezione (“Posizione Pubblica”), in fondo alla pagina della loro memoria politica.
La Quadrature du Net 2008 – 2012
Fonte: https://www.laquadrature.net/en/green-week-ask-meps-to-reject-acta-back-in-their-home-districts
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/
La Quadrature du Net Wiki: Come agire contro ACTA
Rieccomi a voi, Axel de La Quadrature du Net, che è tra le ONG che più si battono per contrastare ACTA, mi ha chiesto di tradurre un bel po di documenti da loro prodotti per descrivere i pericoli ed i potenziali danni che questo trattato può fare al livello mondiale:
dato che al momento per la traduzione dall’eng all’ita sono solo (con la mia tristemente scolastica conoscenza della lingua inglese) chi volesse contribuire può contattarmi inserendo un commento a questo post (non spaventatevi, un aiuto anche per qualche riga è un grande aiuto, il p2p funziona proprio così, ognuno dà il suo piccolo contributo per condividere grandi cose).
A questo proposito vi posto la mia traduzione della pagina Wiki de La Quadrature https://www.laquadrature.net/wiki/Come_Agire_contro_ACTA in cui viene suggerito come agire concretamente per contrastare ACTA 
>>>>>>>>>>>>
Mandate una mail vuota a notoacta-subscribe@laquadrature.net per sapere quando la campagna per far pressione sui parlamentari europei a respingere ACTA inizierà. Useremo la vostra mail solo per questo scopo.
Principali azioni attualmente in corso: –
Potete esaminare il nostro dossier sull’ACTA, vedere un’elenco di ONG, politici, accademici, etc. contrari ad ACTA, leggere le controargomentazioni per rispondere a coloro che difendono l’ACTA ed un video di 2 minuti sull’ACTA.
Per essere informati sui prossimi passi per spronare i membri del Parlamento Europeo a respingere ACTA, inviare una email vuota a notoacta-subscribe@laquadrature.net per iscriverti alla nostra Mailing list.
Per discutere ACTA, iscriviti alla nostra lista di discussione inviando una mail vuota a acta-subscribe@laquadrature.net. Non useremo la vostra email per altri scopi.
ACTA è un ampio accordo intergovernativo in corso di negoziazione che minaccia di cambiare Internet come la conosciamo e mette a rischio le libertà fondamentali.
Troverete su questa pagina diversi modi per agire come cittadini con lo scopo di sconfiggere ACTA.
Perciò prima di tutto, grazie, è bello che voi *vogliate* agire!
Le due cose principali da fare sono contattare i membri del Parlamento Europeo e contribuire ad informare sui pericoli dell’ACTA.
Contattate i vostri Rappresentanti Eletti
Contattare i vostri Rappresentanti Eletti è la cosa più utile che potete fare in questo momento e fino alla votazione finale del Parlamento europeo.
Dobbiamo essere pronti ad agire in ogni fase del processo legislativo in seno al Parlamento Europeo.
Ognuno di questi passaggi è un’occasione per farci sentire contro ACTA.
Per avere una visione chiara del processo legislativo, visitate la nostra pagina ACTA: da tenere a mente
Per essere informati sui prossimi passi per sollecitare i membri del Parlamento Europeo a respingere ACTA, inviate una email vuota a notoacta-subscribe@laquadrature.net per iscrivervi alla nostra mailing list. Non useremo la vostra email per altri scopi.
A chi rivolgersi
Contattate la:
- Commissione INTA per il Commercio internazionale
- Commissione LIBE per le Libertà civili, giustizia e affari interni
- Commissione JURI Giuridica
- Commissione ITRE per l’Industria, ricerca e energia
- Commissione DEVE Sviluppo
In questo momento, dobbiamo contattare i membri della Commissione Commissione INTA per il Commercio internazionale: Stanno lavorando su una relazione concernente ACTA che dobbiamo fare in modo descriva tutte le questioni cruciali sollevate da ACTA.
ChiamateLi e dite cosa pensate di ACTA e che volete che il Loro rapporto contenga la vostra opinione come cittadini.
Potete poi contattare i membri della Commissione LIBE per le Libertà civili, giustizia e affari interni, della Commissione JURI Giuridica, della Commissione ITRE Industria, ricerca e energia e della Commissione DEVE Sviluppo per spiegar Loro le molte questioni che riguardano ACTA e influenzare le loro rispettive relazioni.
Sappiamo già che il gruppo parlamentare “Verdi/EFA” voterà contro ACTA. Pertanto è preferibile indirizzare le vostre chiamate verso gli altri gruppi, come l’ “EPP”.
In pochi mesi, avrà luogo una grande campagna per contattare tutti i membri del Parlamento Europeo, quando ACTA raggiungerà la riunione plenaria, che attualmente pensiamo possa essere per la fine di giugno.
Dobbiamo essere in quanti più possibile a chiamare i membri del Parlamento Europeo in modo da far capire Loro quanto sia importante per i cittadini europei che ACTA venga respinto e perché sia così pericoloso.
Come contattare, cosa dire
Gli argomenti chiave sono elencati alla pagina ACTA: da tenere a mente.
I Deputati Europei hanno pubblicato una “nota informativa” sulla presunta inoffensività dell’ACTA per rassicurare i cittadini interessati (che siete Voi). È possibile trovare un documento che smaschera queste bugie qui, in inglese
Come chiamare:
- Prima di tutto, prendete confidenza con questi argomenti (non esitate a provare a parlarne con i vostri amici, famigliari ecc.) Se non riuscite, non vi arrendete. Potete anche chiedere qual’è la posizione su ACTA del Deputato che contattate e farvi spiegare le Sue argomentazioni.
- Scegliete i Deputati d contattare tra i componenti dei Commissioni che lavorano su ACTA (attualmente la Commissione INTA per il Commercio internazionale) e componete il loro numero.
Quando chiamate, è molto probabile che vi risponderà un assistente Parlamentare che di solito sono persone brillanti ed educate, trattateli di conseguenza. - Siate educati e tranquilli, parlate Loro delle vostre preoccupazioni, chiedendo di prendere parte ai dibattiti parlamentari prendendo una posizione contro ACTA.
- Ricominciate dal primo punto e ripetete: selezionate il numero di un altro Deputato e chiamatelo.
Potrete inoltre chiamare anche i membri della Commissione LIBE per le Libertà civili, giustizia e affari interni, della Commissione JURI Giuridica, della Commissione ITRE Industria, ricerca e energia e della Commissione DEVE Sviluppo per parlare anche con loro.
Se vi viene rivolta una domanda a cui non avete risposta non vi preoccupate. Non ci si aspetta che siate degli esperti, ma solo cittadini interessati.
Spiegate che vi informerete a riguardo e richiamerete con più informazioni.
In generale, non esitate ad offrirvi di richiamare con più informazioni, di incontrare il Deputato, di inviare documenti, riferimenti, ecc.
A volte, gli assistenti del Parlamentari vi chiederanno di inviare una e-mail. Non esitate a chiamare in un secondo momento per verificare se l’hanno letta e che cosa pensano a riguardo
Oltre alle telefonate dirette e alle e-mail potete contattare i vostri Deputati utilizzando anche fax e posta cartacea.
Successivamente, è possibile riportare l’esito della vostra chiamata a La Quadrature. Questo ci aiuterà a targettizzare specifici deputati durante la campagna.
Potete leggere qui un esempio di come potrebbe svolgersi una telefonata con un assistente Parlamentare.
Prossimi passi della Campagna
Una volta che le varie Commissioni avranno dato la loro opinione su ACTA, ACTA sarà posta in votazione di fronte all’intero Parlamento Europeo (chiamata anche votazione in seduta plenaria).
Noi non sappiamo esattamente il giorno in cui ci sarà il voto in plenaria, dato che la pianificazione di queste votazioni viene resa pubblica solo pochi giorni/settimane prima. Dobbiamo quindi rimanere vigili.
Appena lo sapremo, nelle settimane precedenti alla votazione sull’ACTA, quante più persone possibili dovranno chiamare i membri del Parlamento Europeo a dire loro perché ACTA è pericoloso, perché è contraria alla democrazia e perché devono rigettarla.
Per essere informati quando questa importante parte finale della campagna inizierà, inviate una email vuota a notoacta-subscribe@laquadrature.net per iscrivervi alla mailing list. Non useremo la vostra email per altri scopi.
Diffondete il messaggio
Un’altro modo importante e gratuito per agire contro ACTA è quello di informare le persone, facendo in modo di far sapere a quante più persone possibile quanto male sia fatto l’ACTA. Può sembrare ovvio, ma la gente sarà invogliata ad agire contro ACTA tanto più verrà informata dei suoi pericoli.
Potete diffondere queste risorse attraverso:
- social networks,
- mailing lists,
- email,
- forums,
- blog personali, etc.
Indirizzate le persone ai file de la Quadrature su ACTA
- Condividete il Dossier ACTA e datene comunicazione alle persone interessate ad avere informazioni.
- L’indirizzo breve è: http://lqdn.fr/acta
Mostrate alla gente il Video NO to ACTA
- Mostrate il video No to Acta alla vostra famiglia, ai colleghi, agli amici (non solo ai geek, a tutti)
- Traducete il video nella vostra lingua
Dal momento che la traduzione in molte lingue è già stata portata a termine, si può collaborare alla sottotitolazione!
Andate a questo EtherPad per vedere se il video NO to ACTA è stato già tradotto nella vostra lingua e se la traduzione è stata trasformata in un file ,srt di sottotitoli:
http://pad.lqdn.fr/p/trad-video-acta
Inviate i vostri file di sottotitoli sincronizzati a contact@laquadrature.net.
- Potete incorporare il video ovunque:
- Utilizzare il seguente codice HTML per inserire la versione originale del video
<iframe src="<a href="http://mediakit.laquadrature.net/embed/716?size=medium" rel="nofollow">http://mediakit.laquadrature.net/embed/716?size=medium</a>" style="width: 640px; height: 500px; border: 0; overflow: hidden"></iframe>
- Oppure andate a questa pagina per trovare il codice per incorporare altre versioni del video in inglese ed a questa pagina per la versione in Francese.
- Il codice per incorporare la versione sottotitolata in Italiano del video, ad esempio, ha questo codice::
-
<iframe src="<a href="http://mediakit.laquadrature.net/embed/716?size=medium&sub=it_IT" rel="nofollow">http://mediakit.laquadrature.net/embed/716?size=medium&sub=it_IT</a>" <pre>style="width: 640px; height: 500px; border: 0; overflow: hidden"></iframe>
- Potete inoltre utilizzare i link embed di Youtube e Dailymotion per diffondere il video.
I video sono rilasciati con una licenza permissiva e libera Creative Commons, in modo da non dover chiedere di usarli.

Usa, condividi, remixa il volantino NO to ACTA
Usa il nostro volantino No to ACTA per dimostrazioni e azioni informative e condividilo, remixalo ed aiuta a tradurlo!
Usate le vostre parole, immagini e suoni per parlare di ACTA
Creare qualcosa di personale esprimendo voi stessi è un altro modo efficace per informare altre persone.
Il potere dell’arte di spiegare e toccare le persone è molto forte, quindi questo è un ottimo modo per agire contro ACTA se vi piace scrivere, disegnare, dipingere, fare musica, ecc.
Ecco alcune idee:
- Scrivete un articolo sul vostro blog,
- Scrivete un articolo per la vostra scuola, college/università o giornale aziendale
- Scrivete ai vostri giornali chiedendo perchè non hanno parlato di più di ACTA e comunicate loro quanto più possibile
- Create altri video, films, immagini, dipinti contro ACTA nella sua interezza o contro specifiche parti dell’accordo
- Per esempio, potete creare banners, bottoni, illustrazioni contro ACTA (utilizzando le immagini dei video, se volete) che altri possono utilizzare nelle loro firme, come avatar, per illustrare i loro articoli nei blog, articoli di giornale, ecc.
- Se lo fate, vi invitiamo ad inviare un link al vostro lavoro qui.
- Si possono anche remixare e rimodellare i video per personalizzarli dandogli nuova vita.
- Ad esempio, a destra vedete un bel remix del NO to ACTA video con Robocopyright.
Altri modi per aiutare
Organizzate eventi
- Organizzate eventi pubblici a scuola, all’università, nel luogo di lavoro, ecc.
- Organizzate una dibattito su ACTA, collegandolo al vostro corso o al vostro business
- Mostrate il video NO to ACTA
Prendete posizione pubblicamente
- Se fate parte di una ONG, prendete in considerazione di denunciare pubblicamente ACTA e raccontare ai vostri membri dei pericoli di ACTA.
- Se siete una persona nota od una celebrità è anche possibile utilizzare il vostro seguito per informare le persone su ACTA e denunciarlo.
Sostenete la Quadrature du Net
Se potete permettervelo, il sostegno finanziario è naturalmente molto apprezzato.
È possibile effettuare una donazione per aiutare La Quadrature a combattere ACTA e a continuare a lavorare sulle altre problematiche di cui si occupa.
http://lqdn.fr/support
Traducete questa pagina nella vostra lingua
Per aiutare altre persone di diverse parti del mondo ad agire contro ACTA, è possibile aiutare a tradurre questa pagina.
Ricordate di utilizzare sempre la versione in lingua Inglese come fonte per la traduzione, in quanto è la più aggiornata.
In tal caso, ricordate di aggiornare la versione tradotta abbastanza spesso.
Per una traduzione collaborativa e per semplificare la verifica e la correzione della stessa è possibile utilizzare un EtherPad come questo http://pad.lqdn.fr/p/How-to-act-against-ACTA-LANGUAGE
esempio: https://pad.lqdn.fr/p/How_to_act_against_ACTA_es
Una volta tradotta, create una nuova pagina sul wiki con il testo tradotto, e aggiungete un link alla vostra lingua nella parte superiore di questa pagina.
(È necessario un account per creare una pagina sul Wiki, l’editing libero è disattivato per protezione anti-spam.)
Grazie a tutti per il vostro aiuto ![]()
Insieme possiamo fare cose incredibili! Come sconfiggere ACTA!!
Sfatate le bugie della Commissione UE su ACTA
La Quadrature du Net
Sfatate le bugie della Commissione UE su ACTA
Parigi, 30 gen 2012 – La Commissione Europea è impegnata in una vera e propria offensiva per ritrarre ACTA come un accordo commerciale normale, innocuo per i diritti fondamentali e l’accesso alla conoscenza. In molti documenti pubblicati, la Commissione tenta di imporre ACTA al Parlamento Europeo, mentre tace sulle critiche legittime. Ma questi travisamenti non resistono ad un esame approfondito.
Non appena l’organo esecutivo dell’Unione Europea (la Commissione UE oltre a 22 governi degli Stati membri) ha ufficialmente firmato ACTA1, si è aperta la strada per il suo esame da parte del Parlamento europeo. I suoi 754 membri eletti hanno ora l’opportunità, durante un processo che durerà diversi mesi, di accettare o rifiutare ACTA.
I membri del Parlamento europeo (MEP) sono già sotto forte pressione, non solo dai lobbisti dell’industria del copyright, ma anche da parte della Direzione della Commissione europea del Commercio Internazionale2, che ha negoziato il testo nella più totale opacità per 3 anni. I cittadini devono contattare i membri del Parlamento Europeo (MEP) per denunciare le esasperanti bugie della Commissione, ed esortarli a garantire che i valori democratici dell’UE vengano conservati. Gli Europarlamentari devono impegnarsi a lavorare nei loro rispettivi comitati per rigettare ACTA.
“La Commissione europea sta chiaramente mentendo ai membri del Parlamento europeo presentando ACTA come un accordo accettabile. Con la firma dell’ACTA gli Stati membri e la Commissione UE, hanno respinto la legittima preoccupazione di migliaia di cittadini di tutta Europa, che hanno protestato contro ACTA nei giorni scorsi.
I cittadini devono contattare i loro rappresentanti eletti e ricordar loro ciò che ACTA rappresenta: elusione della democrazia e danno alla libertà, per proteggere modelli di business obsoleti di industrie alla ricerca di una rendita monopolistica”, ha dichiarato Jérémie Zimmermann, portavoce de La Quadrature du Net.
Scarica la nostra analisi (in formato PDF) che sfata le bugie della Commissione UE riguardo all’ ACTA.
ACTA è peggiore di SOPA
Sul suo sito web , la Commissione europea recita che l’ACTA “non è SOPA”. Questo è corretto. In alcuni importanti punti, ACTA è peggiore di SOPA. ACTA è un progetto globale per leggi repressive così come SOPA:
- ACTA è l’ispirazione per SOPA/PIPA negli Stati Uniti. Mentre SOPA potrebbe essere stato messo da parte, per il momento, ACTA è un accordo globale negoziato al di fuori di arene democratiche e vuole essere imposto a livello globale. Inoltre, se SOPA venisse adottato, il Congresso degli Stati Uniti potrebbero modificarlo o abrogarlo. L’ACTA impedirà all’UE, ai suoi Stati membri e agli altri firmatari di cambiare le proprie leggi su copyright e brevetti e di sistemare le loro brutali e malate politiche per adattarsi alla nuova economia della condivisione.
- Se ACTA sarà adottato, sarà possibile per l’industria dell’intrattenimento esercitare pressioni su tutti gli attori della Rete, sotto la minaccia di sanzioni penali (art. 23). Gli intermediari saranno così costretti a disporre(art.27) il blocchi automatici, filtraggio delle comunicazioni e cancellazione dei contenuti online. Tali misure porteranno inevitabilmente a limitare le libertà degli utenti ‘on-line.
- L’appello di ACTA per la “cooperazione” tra i detentori dei diritti e i fornitori di servizi Internet viene inoltre promosso dalla Commissione europea come misura “extra-giudiziali” e “alternativa ai tribunali”. Ciò significa che le missioni di polizia (sorveglianza e raccolta di prove) e giustizia (sanzioni) potrebbero essere consegnate a soggetti privati, scavalcando l’autorità giudiziaria e il diritto ad un processo equo. Difendendo questa politica simil-SOPA in ACTA, la Commissione sta preparando la strada per il programma di enforcement delle industrie del copyright, evitando ogni dibattito vero sulle vie alternative alla repressione. Questo si adatta con l’annunciata revisione delle direttive IPRED ed eCommerce.
Vedi anche l’analisi de La Quadrature del testo definitivo del capitolo digitale dell’ACTA.
Sfatate le “note informaive” della Commissione UE sull’ACTA
In un documento pubblicato sul proprio sito web e che circolano nel Parlamento UE, la Commissione comunica altre bugie sull’ACTA.
È possibile scaricare la seguente analisi in PDF3 .
1. “ACTA è importante per la competitività esterna dell’Unione europea, la crescita e l’occupazione nonché la sicurezza dei cittadini”
- ACTA è un sottoprodotto dell’attività di lobbying lanciato nel 2004 dalla Camera di Commercio Internazionale, presieduta da Jean-René Fourtou, Direttore Generale del Vivendi-Universal. La cui moglie ha agito come relatore del Parlamento UE per l’IPR Direttiva Enforcement (IPRED) adottata lo stesso anno. E’ ‘uno dei peggiori esempi di come gli interessi privati possano assumere decisioni politiche.
- ACTA potrebbe anche essere stato negoziato, come altri accordi commerciali, ma non è solo un semplice accordo sulle tariffe. Infatti, ACTA comporta pesanti sanzioni civili e aumenta la portata delle sanzioni penali.
- Il vincolo dell’UE su tali modelli obsoleti e la distribuzione di schemi che possono essere utilizzati come potenziali armi anti-concorrenziali possono solamente ostacolare l’innovazione, la concorrenza e la crescita. Non solo per l’economia digitale, ma in molti campi che si basano sulla libera condivisione di conoscenza, dall’agricoltura alla sanità.
- Non c’è mai stata nessuna valutazione reale sulla necessità di tale accordo pluriterale. La Commissione non ha mai dimostrato che l’applicazione di queste norme rappresenterebbe l’interesse pubblico dell’Unione Europea, tanto meno del resto del mondo.
- Invece di imporre ACTA nei paesi in via di sviluppo , l’UE deve urgentemente guardare quali saranno le più ampie conseguenze delle sue politiche attuali (EUCD, IPRED) per l’innovazione, l’accesso alla cultura, i diritti fondamentali. Deve riformare queste politiche per gettare le fondamenta di una vera economia basata sulla conoscenza.
- Contrariamente a quanto sostiene la Commissione, la trasparenza su ACTA è stata possibile solo dopo che alcuni documenti negoziali sono trapelati dagli addetti ai lavori, preoccupati delle conseguenze di ACTA. Questi documenti hanno costretto i negoziatori a rendere pubblici i testi delle trattative nella Primavera del 2010, più di 3 anni dopo l’inizio dei negoziati.
- La negoziazione e la realizzazione di ACTA bypassa legittime organizzazioni internazionali (WTO, WIPO) dove vengono discusse le politiche sul copyright, sui brevetti e sui marchi di fabbrica. Ciò è tanto più inaccettabile se si considera che un numero crescente di paesi capisce l’importanza di riformare queste politiche rompendo gli schemi della repressione cieca.
2. “ACTA è un accordo equilibrato, che fornisce una protezione adeguata a settori in difficoltà, salvaguardando i diritti dei cittadini e dei consumatori”
- Le garanzie nel testo sono puramente generiche ed indicative, per lo più nella parte generale del contratto, in cui le disposizioni di enforcement, per lo più formulate vagamente, sono vincolanti per i firmatari. Per esempio, uno studio dei giuristi Kroff e Brown sottolinea che l’ACTA “nel complesso rafforza in modo significativo le misure di enforcement (in particolare ambito penale), senza alcuna delle garanzie e delle eccezioni necessarie per garantire un equilibrio di interessi tra titolari dei diritti e dei partiti”.
- La Commissione dice che l’ACTA non va oltre l’acquis comunitario, ma eminenti giuristi dell’Unione Europea hanno chiarito che sui punti importanti ciò avviene : in particolare sulle misure penali, per le quali non esiste un acquis comunitario, sulle misure alle frontiere e sul risarcimento dei danni.
- La norme di ACTA potrebbero non essere contrarie alla direttiva sull’ eCommerce, EUCD o IPRED, ma consolidarle ed impedire ai legislatori dell’Unione europea dal modificarle nei loro punti cruciali.
- La logica complessiva del capitolo digitale dell’ACTA apre la strada per misure stragiudiziali simili a quelle di SOPA e PIPA, per cui i detentori dei diritti, ISP o fornitori di servizi finanziari, dovrebbero “collaborare” per adottare “misure” contro le presunte violazioni che possono solo concludersi in meccanismi di censura, che bypassano un regolare processo ed il diritto ad un processo equo.
- Questa lettura è confortata dalle sanzioni penali previste per “favoreggiamento” alle infrazioni (art. 23,4). Tali preoccupazioni sono inoltre accentuate dalla strategia sui diritti di proprietà intellettuale della Commissione Europea e dall’attuale revisione della direttiva IPRED ed eCommerce.
3. “ACTA si occupa di far rispettare adeguatamente i diritti di proprietà intellettuale, ma non crea nuovi diritti”
- ACTA modifica la portata delle sanzioni penali negli Stati membri dell’UE, assicurando che verranno applicate per i casi di violazione su “scala commerciale”, definite come “diretto o indiretto vantaggio economico o commerciale” (art. 23). Questo termine è vago, aperto all’interpretazione ed proprio chiaramente scorretto quando si tratta di definire l’ambito di un proporzionato enforcement, in quanto non fa alcuna distinzione tra violazione commerciale e senza scopo di lucro. Diffuse pratiche sociali, come la condivisione dei file non-profit tra gli individui, così come l’editing di informazioni da un sito web di successo o la distribuzione di innovativi strumenti tecnologici, potrebbero essere interpretate come “scala commerciale”.
- Estendendo il campo di applicazione delle sanzioni penali per “favoreggiamento” a “violazione su scala commerciale”, ACTA creerà strumenti giuridici che minacciano ogni attore di Internet. Fornitori di accesso, di servizio o di hosting quindi soffrono di enormi incertezze giuridiche, rendendole vulnerabili al contenzioso da parte delle industrie dell’intrattenimento.
- La Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea (rappresentando 27 Governi degli Stati Membri) deve negoziare insieme alla Commissione. La Presidenza del Consiglio ha negoziato la “sanzione criminale” in un capitolo di ACTA, che non poteva essere negoziato dalla Commissione in quanto il diritto penale fa parte delle competenze degli Stati membri. Questo dimostra che non c’è acquis comunitario in materia di sanzioni penali e dimostra che ACTA cambia il diritto comunitario.
- Al di là di ampliare l’ambito di applicazione del copyright, dei brevetti e dei marchi, ACTA stabilisce nuove norme procedurali favorendo l’industria dell’intrattenimento. Queste procedure avranno un effetto drammatico sui potenziali investitori, specialmente se si considera la pazza e dannosa disposizione ( durante il processo, i titolari del diritto potranno presentare il tipo di valutazione dei danni da loro preferito, vedi art. 9.1).
- Nel futuro, gli scopi di ACTA potrebbero anche essere facilmente trasmessi tramite il “comitato ACTA”. Quest’ultimo ha l’autorità di interpretare e modificare l’accordo dopo che è stato ratificato e di proporre emendamenti. Tale processo legislativo parallelo, che equivale a firmare un assegno in bianco ai negoziatori ACTA, creerebbe un precedente per un continuo aggiramento dei parlamenti in politiche cruciali, cosa inaccettabile in una democrazia. Questo da solo dovrebbe giustificare il fatto che ACTA deve essere respinta.
4. “ACTA ha un’ampia copertura, in modo da proteggere tutti i creatori europei e innovatori, attraverso una vasta gamma di misure “
- Cina, Russia, India e Brasile, paesi dove si produce la maggior parte della contraffazione, non fanno parte di ACTA, e hanno dichiarato pubblicamente che non ne faranno mai parte. Considerando la diffusa contrarietà presente nei confronti di ACTA, l’accordo ha perso ogni legittimità sulla scena internazionale.
- Ancora, la Commisione non ha mai dimostranto la necessità di queste misure restrittive nè che le attuali norme TRIPS non siano sufficienti.
- La Commissione continua a intensificare la repressione, quando in molti casi la contraffazione è al suo interno un fallimento del mercato a causa dell’inadeguatezza dei modelli di business titolari di DPI ‘ e contratti. Allo stesso tempo, nessuna iniziativa della Commissione UE esiste per prendere un approccio positivo per discutere di nuovi modelli di finanziamento per l’economia della conoscenza da adattare allo sviluppo digitale.
- Le indicazioni geografiche – un punto chiave per le piccole imprese europee e per il patrimonio culturale – sono per lo più escluse da ACTA. I pochi riferimenti alle indicazioni geografiche in ACTA non avrannno nessun efetto sul diritto nazionale dei paesi terzi.
Contatta i membri del parlamento UE e assicurarti che sappiano cosa l’ACTA è veramente. Visita la nostra pagina dedicata alla campagna .
FFII ha anche redatto una dettagliata risposta a un altro documento della Commissione europea sull’ACTA chiamata i “10 miti sulla ACTA”.
- 1.http://www.laquadrature.net/en/acta-signed-by-the-eu-lets-defeat-it-together
- 2. Il DG Trade ed il suo commissario Karel De Gucht sono responsabili per ACTA in seno alla Commissione europea.
- 3. http://www.laquadrature.net/files/Debunking_the_EU_Commissions_fact-sheet_on_ACTA.pdf
Fonte: http://www.laquadrature.net/en/debunking-the-eu-commissions-lies-about-acta
Traduzione: yanfry per Partito Pirata
APPELLO DEGLI EDITORI IN DIFESA DELLA LIBERA INFORMAZIONE A FRANCOFORTE LA SOLIDARIETÀ DEGLI EDITORI STRANIERI A ROMA APPUNTAMENTO AL TEATRO VALLE DOMENICA 16 OTTOBRE
Larghissima adesione internazionale all’appello in difesa della libera informazione lanciato dagli editori Marco Cassini e Daniele di Gennaro (minimum fax), Giuseppe e Alessandro Laterza (Editori Laterza), Stefano Mauri e Luigi Spagnol (Gruppo editoriale Mauri Spagnol). Qui di seguito alcuni fra i firmatari:
Youngsuk Chi, International Publishers Association; Ginevra e Reed Elsevier, Londra; Anand Bhushan The Federation of Indian Publishers, New Delhi; Moon Seung Hyun Koran Publishers Association, Seoul; Thomas H. Allen Association of American Publishers, New York; Nick Perren, Profile Books & Laurence King, Londra; Ibrahim Spahic Uik, Sarajevo; Ana Maria Cabanellas Editorial Heliasta, Buenos Aires; Nantapor Wogngchestha The Publishers & Booksellers Association of Thailand, Bangkok; Ahmed Bedeir, Dar El Shorouk, Cairo; Henrique Mota Principa Editora e Livraria Ferin, Parede Portogallo; Geert Noorman Uitgeversverbond, Amsterdam; Olivier Bétourné, Editions du Seuil Parigi; Michael Kolman Elsevier, Amsterdam; Dejan Papic, Laguna, Belgrado; Gaston Bellemarie, Association Nationale des Editeurs de Livres, Montreal; Shakti Malik ,Abhinav Publications, New Delhi; Asoke K. ghosh Phi Learning New Delhi; Hugo Setzer Manual Moderno Città del Messico; Kristina Ahlinder Swedish Publishers Federation, Stoccolma; Miha Kovac Mladinska, kniga, Lubiana; Werner Stocker, Dike Verlag, Zurigo; Eva Bonnier, Albert Bonniers Forlag; Stoccolma; Manfred Antoni, Ernst Klett, Stoccarda; K. Emrah Ozpirincci, Yaybir, Istanbul; Bojan Svigeij, Mladinska kniiga Lubiana; C.P.Victorico Albores, Santiago, Camara Nacional de la Industria Editorial Mexicana, Città del Messico; Richard Charkin, Bloomsbury, Londra; Bjorn Smith-Simonsen, Pax Forlag, Oslo.
La comunità degli editori ha risposto con una sola voce alla irricevibile proposta di legge del governo italiano volta a bloccare la libera circolazione delle idee e della conoscenza.
Le case editrici italiane hanno detto -pressoché all’unisono- un no indignato al tentativo subdolo di restringere il diritto di informazione dei cittadini coprendolo con l’equivoco velo di tutela della privacy.
Il rinvio dell’esame del disegno di legge è un buon risultato anche se provvisorio . E’ dunque importante che l’opinione pubblica non sia inerte nella consapevolezza che una contrazione della libertà di informazione sarebbe il primo passo di una deriva illiberale.
Ecco perché ci siamo dati appuntamento al Teatro Valle di Roma domenica 16 ottobre alle 11.00 per discutere con giuristi, giornalisti, scrittori, attori e cittadini
L’incontro sarà aperto da Stefano Rodotà; hanno già aderito al nostro invito, tra gli altri, Michele Ainis, Elisa Anzaldo, Anna Bonaiuto, Carlo Bernardini, Luciana Castellina, Arturo Di Corinto, Rosetta Loy, Dacia Maraini, Alessandro Pace, Antonio Pascale, Christian Raimo, David Riondino, Gaetano Savatteri, Igiaba Scego, Marino Sinibaldi, Elena Stancanelli, Chiara Valerio.
Un caloroso ringraziamento agli occupanti del teatro Valle che come cittadini e come lavoratori della cultura hanno deciso di sostenere e ospitare l’iniziativa.
L’elenco completo delle adesioni sarà consultabile dal 14 ottobre sui siti di
MINIMUM FAX
LATERZA
GEMS
Pirateria, i numeri del 2010
Roma – È un’insolita comitiva quella che introduce la ricerca IPSOS 2011 sullo stato della pirateria in Italia. A presiedere è Fabrizio Del Noce, ora direttore di RaiFiction, che esordisce chiedendosi e chiedendo al pubblico “Non so se siano mai stati fatti incontri antipirateria di questo tipo”. A fianco a lui i soli Filippo Roviglioni, presidente della FAPAV (Federazione Anti Pirateria Audio Visuale), e il commissario dell’Agcom Stefano Mannoni. Seduto in sala e pronto ad intervenire Nicolas Seydoux, presidente ALPA (Association de Lutte contre la Piraterie Audiovisuelle), uno dei principali sponsor e fautore della nota legge antipirateria francese, chiamato ad illustrare la normativa francese e a rispondere in prima persona alle “solite accuse”.
Dopo i consueti moniti e cassandre introduttive sulla fine dell’intrattenimento e della produzione intellettuale, è Pagnoncelli di IPSOS ad annunciare come questo report, che arriva a due anni dall’ultimo, presenti una situazione sostanzialmente identica al precedente. La cosa è al tempo stesso una non-notizia e una notizia, perché nonostante le misure, le richieste e i molti dibattiti avvenuti in Italia nel 2010, il 37 per cento dei 2.017 intervistati si è dichiarato pirata (il 5 per cento in più del 2009). Si tratta di italiani scelti per essere rappresentativi di tutti i sessi, le età, le provenienze e i segmenti socio-economici.
Il perché di un tale immobilismo sembra chiaro a Roviglioni: “L’approccio della privacy con la sua interpretazione severa non ha permesso una serie di azioni necessarie, ma dopo questo periodo di inerzia e di difficoltà di applicazione ora il ministro Romani ha spostato i meccanismo di controllo all’Agcom, un passaggio che riteniamo molto positivo”. A Roviglioni fa eco Mannoni dell’Authority: “I fatti dimostrano una crescita del fenomeno e l’inadeguatezza delle norme, cosa che spero ci farà superare la demagogia che finora ha imperato. È inutile in Italia continuare ad invocare il giudice perché si rischia di rimandare tutto alle calende greche. Ecco perché da noi il modello americano non può reggere, in Francia invece il giudice coopera con l’amministrativo mentre da noi non è così”.
La ricerca diretta da Federico Galimberti mostra come, a fronte di un aumento della propensione a rimanere in casa degli italiani (dato che si riscontra anche in virtù dell’aumento di fruizione televisiva), ci sia un stato aumento della pirateria, specie di quella indiretta, ovvero quella dei DVD prestati, visti in compagnia o in famiglia. Se da una parte il profilo del pirata che esce dalla ricerca è sempre il medesimo (principalmente tra i 15 e i 34 anni, buona istruzione, con una forte propensione all’uso tecnologico), dall’altro i dati di soddisfazione dichiarata rispetto alla qualità del materiale scaricato illegalmente sono in crescita, smentendo il mito della qualità (quello secondo il quale il consumatore cerca sempre il prodotto di qualità) spesso sbandierato dai produttori di hardware come dall’antipirateria.
Altro dato interessante, che per la prima volta esce con decisione da un ricerca di questo tipo, è quello secondo il quale, del campione esaminato, il 72 per cento di chi scarica abitualmente contenuti protetti da copyright sarebbe interessato ad un’offerta legale, particolarmente nel caso questa prevedesse la disponibilità dei contenuti video usciti in contemporanea su tutti i mezzi (cinema, home video, download) o usciti in contemporanea mondiale. Addirittura un 24 per cento degli interessati dichiara che non scaricherebbe più illegalmente nel caso di offerte simili.
Questo introduce il dato secondo il quale circa il 50 per cento delle motivazioni che spingono alla pirateria giri intorno al risparmio e alla comodità di accesso (rapido e casalingo). Motivazioni quindi che potrebbero facilmente essere estinte o attenuate qualora la suddetta offerta (completa, libera e accessibile a prezzi minimi) fosse messa in piedi.
Infine una piccola postilla su una questione tecnologico-cinematografica emersa assieme al ritorno della tecnologia 3D, cioè quella per la quale la tecnologia potrebbe avere anche una funzione di antipirateria. Secondo IPSOS i tre quarti degli intervistati che si sono dichiarati pirati ha visto, vuole vedere e vedrà film in 3D e nell’80 per cento dei casi sceglie di vederli al cinema.
La seconda parte della presentazione è stata riservata a Nicolas Seydoux, presidente di ALPA, e evangelist di HADOPI. Dopo un lungo ed esaustivo monologo, riportato qui sotto in forma integrale, è stato possibile porre domande. Seydoux però non è parso incline a rispondere. Alla domanda su quali siano i suoi commenti al fatto che dopo un anno di HADOPI la parola “french” compaia al quinto posto tra le più cercate sui motori torrent (per la cronaca l’altra parola che indica una lingua a comparire è “hindi” al 37esimo posto), la risposta è stata: “Il download su Internet varia a seconda del successo di certi film in certi momenti. Ciò che viene scaricato di più è ciò che è più visto. Ed è vero che certe opere francesi hanno avuto un momento di forte successo che può aver fatto sembrare che fossero le più scaricate, specie quelle che interessano gli adolescenti di sesso maschile”.
Fatto notare che la risposta non centrava il punto della domanda, che il cinema francese di quest’anno non ha presentato clamorosi successi internazionali e che la parola “french” non indica che vengono cercati film francesi ma le versioni francesi di film stranieri, Seydoux ha risposto: “La prossima volta faremo vedere un nostro studio che stiamo per presentare in cui spieghiamo come avvenga il download delle versioni francesi dei film. Si tratta di un meccanismo uguale per tutti: prima arriva la versione americana in lingua originale, poi arriva quella del Quebec e poi arriva per ultima quella doppiata. Questa è poi la più scaricata. Del resto è il motivo per cui gli americani spesso fanno uscire i loro film in contemporanea mondiale”.
L’intervento di Nicolas Seydoux
Dieci anni fa, a New York, Steve Case di Warner durante una riunione mi trattò come un dinosauro. Per lui parlare di opere e contenuti voleva dire non far parte di quella new economy che non aveva dato bella prova di se stessa. Gli azionisti della Warner hanno poi capito che Steve Case non rappresentava il futuro e che il futuro erano i contenuti. A Bruxelles non hanno capito questo e per la prima volta nella storia i provider non sono stati considerati editori ma elementi ospitanti, non responsabili di quel che passa nelle loro reti.
Alcuni non credono quando dico che oggi il fatturato mondiale della musica è la meta di quello che era 7 anni fa. In Francia emerge la metà dei nuovi talenti che emergevano in precedenza e in alcuni paesi che non nominerò in tutto il 2010 non sono stati firmati nuovi contratti musicali. Per il 2014 e il 2015 per la musica registrata si prevede un fatturato pari al 10 per cento di quello che era all’inizio del secolo.
Il download illecito è una piaga più grossa in Francia che in Italia a causa della migliore dotazione di banda larga e delle tariffe inferiori. Anche per questo la Francia è tra i paesi europei con leggi molto severe per lottare contro l’industria del rasoi, prevedendo multe fino a 300mila euro o in alcuni casi la prigione. Cosa applicata effettivamente contro alcuni negozianti che sono stati pizzicati a rivendere copie contraffatte nel retrobottega.
Queste sanzioni sono tuttavia da considerarsi inefficaci per quel segmento tra i 15 o i 35 anni, da qui è nata l’idea di intervenire con tre azioni: prima informare e evangelizzare, poi avere un’offerta legale diversificata (in Francia oggi è possibile scaricare più di 5.000 titoli e su iPad più di 1.500, con prezzi di noleggio equivalente a quello dei film di catalogo: 2 euro per i più vecchi e 4 euro per i nuovi), infine per chi non si lasciasse sensibilizzare da questa campagna o non è stato attirato da questa offerta diversificata, nel caso di doppia recidiva interviene la sanzione.
È quella che noi chiamiamo la risposta graduale e che ci è stata copiata dagli americani senza nemmeno cambiare il nome. La chiave di volta di tutto questo meccanismo è che chi riceve il primo messaggio capisce che c’è un controllo e che i sistemi attuali consentono un vero monitoraggio dei contenuti.
Oltre a questo con il primo avvertimento viene anche inviata una lettera raccomandata al titolare dell’abbonamento internet, che ricorda le sanzioni che arriveranno se si insiste con un atteggiamento illegale. Gli studi fatti in Francia, negli Stati Uniti e in altri paesi mostrano che a quel punto l’85 per cento delle persone sarebbe pronta a mettere fine a quest’atteggiamento. Tutto questo però funziona solo a patto che poi la sanzione, l’ultimo stadio, sia credibile.
Per mettere a punto il meccanismo che ho illustrato, per noi che abbiamo inventato il diritto d’autore, ci sono voluti 5 anni e un Presidente della Repubblica compiacente. Eppure siamo stati accusati di tutto: di essere intrusivi nella corrispondenza individuale, di limitare la libertà individuale e di impedire l’accesso alle opere dello spirito. Non insisterò ancora su quest’ultimo punto, in Francia gli artisti votano quasi tutti a sinistra e accusare di impedire l’accesso alle opere di ingegno era una cosa tanto assurda che piano piano è scomparsa da sé. Per le libertà individuali poi c’era stato già l’intervento della Commissione europea, la quale aveva difeso la proprietà letteraria e artistica considerandola una libertà fondamentale, in accordo con il consiglio costituzionale francese che vede l’accesso ad internet una delle libertà fondamentali.
Una decisione molto importante, che per qualsiasi giurista rappresenta un cambiamento nel diritto positivo francese. Dovete capire quindi che il testo finale della legge HADOPI, votato dal parlamento e approvato anche dal consiglio costituzionale, ora rispetta questa nuova libertà fondamentale, consentendo solo al giudici, ed eventualmente, di intervenire con la sospensione dell’abbonamento e dell’accesso.
Si è infine detto del controllo sostenendo che improvvisamente chiunque poteva leggere le lettere d’amore che mando alla mia nuova amante. Cosa impossibile perché chi sorveglia il download illegale sorveglia solo le opere che vengono scaricate. L’ALPA è l’organismo che sorveglia i download per il cinema. Abbiamo alcuni agenti giurati che fanno questo ogni settimana su un certo numero di film e per un certo numero di ore di opere cinematografiche che portano una determinata impronta. Questo DNA particolare consente di sorvegliare solo e unicamente queste copie. E se per esempio stiamo controllando Il gattopardo siamo certi che si tratti della versione integrale, non di un falso, non di un remake e non di una versione porno, ma solo del film di Visconti.
Tutti questi meccanismi son stati messi a punto sotto l’egida della commissione nazionale informatica e libertà che controlla il nostro intervento, assicurandosi che sia che ignoriamo i nominativi di chi opera il download illegale sia che non penetriamo la loro corrispondenza.
A che punto siamo quindi? È un po’ presto perché esistiamo dall’autunno 2009 e solo ora stiamo diventando davvero operativi sviluppando rapidamente la nostra azione. Ad oggi il cinema da una parte e la musica dall’altra inviano ogni giorno 25.000 verbali rispetto a download illegali, mentre HADOPI da parte sua manda ogni giorno 1.000 mail di segnalazione sia per la musica che per il cinema. Dovrebbe arrivare ad inviarne 10.000 al giorno in primavera. Non posso fare un bilancio ma posso dire che se dovessimo fallire la situazione sarebbe drammatica per cinema, musica ed editoria.
Prima di venire qui ho incontrato i rappresentanti del sindacato dell’editoria francese i quali vorrebbero un meccanismo come il nostro. Penso che mai saremmo riusciti a convincere il Parlamento francese se tutte le industrie culturali non fossero state solidali in questo movimento. Ma quando si è di fronte ad una guerra mondiale le alleanze devono essere più forti delle differenze.
E mi rivolgo ai giornalisti per dire che non ho mai partecipato ad un’intervista telefonica e televisiva senza che mi chiedessero se fossi contro la cultura, contro i giovani o contro la diffusione di opere d’ingegno. Sia chiaro che rispetto la vostra opinione e alla fine rispondo sempre a chi mi fa questa domanda spiegando che anch’egli vende proprietà intellettuale, e se questa si trovasse gratis non avrebbe più nulla da fare o da vendere.
Si può pensare che siano i grandi musicisti o cineasti i più colpiti, ma sono invece le cinematografie e gli editori di musica più fragili ad essere più in difficoltà, rischiano addirittura di non essere mai conosciuti o pubblicati. Coloro che dicono che internet e il download illecito sono i mezzi per creare e offrire maggiore diversità in realtà non guardano le cifre. I download numericamente importanti sono quelli delle canzoni o dei film più importanti e già noti. Internet va nella direzione del già venduto e già conosciuto. Non è la biblioteca perfetta dove si va e si sceglie quelle cose che sarebbe più difficile accedere.
Su quest’apparecchio (uno smartphone, ndr) c’è scritto “design californiano assembled in china”, in tutte le società avanzate la difesa della proprietà intellettuale e artistica è un elemento fondamentale: dobbiamo tenere presente quanto sia importante per noi difendere la creatività nostra, è l’unico modo per l’Europa di cavarsela in un mondo sempre più complesso.
a cura di Gabriele Niola
Source: PI: Pirateria, i numeri del 20… – La parola a Nicolas Seydoux 
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/
Critica ragionata al Commissario Savarese: AGCOM, Copyright e File Sharing
PS: A cosa sta puntando in sostanza l’AGCOM con il testo che si andrà in consultazione il 17 dicembre?
- blocco della connessione Internet (non per l’utente finale) ma per quei siti che ritrasmettono contenuti audiovisivi mettendo a disposizione in streaming film oppure file protetti da copyright tramite peer to peer (è qui tenteranno di includere anche siti che forniscono link/hash/torrent);
- L’autorità “dice” di essere legittimata ad accertare le violazioni e irrogare le sanzioni (provenienti dal decreto Romani e disciplina UE sul controllo degli intermediari);
- i provider dovranno comunicare all’AGCOM tutte le informazioni relative al traffico internet necessarie a “verificare eventuali profili di anomalia” nell’utilizzo dell’accesso alla rete (nel rispetto del principio della privacy … dice il commissario a parole) ovvero tutti coloro che utilizzano TROPPO download e upload potrebbero essere “anomali” e “segnalati” all’AGCOM che userebbe questi dati per individuare DA DOVE e COSA questi utenti scaricano/uplodano (e come fare questo nel rispetto della “privacy” voglio proprio vedere come ce la racconteranno).
Critica ragionata al Commissario Savarese e qualche altro commento a voci che girano su provvedimenti proposti dall’Autorità…
Savarese: “Il nostro copyright sarà garantista” – Corriere delle Comunicazioni.
R. L’Italia soffre un forte ritardo dovuto a due ordini di problemi. Il primo è di natura tecnologica e riguarda la mancanza di banda – quella che c’è è per la maggior parte occupata dal download o streaming illegali
Non me ne voglia il Commissario Savarese, ma non e’ informato correttamente. Questa affermazione ovviamente non ha un riscontro fondato.
Il traffico peer-to-peer, tradizionalmente associato alla pirateria, è in calo, come rivelano i dati di traffico per protocollo (e, ovviamente, non si po’ assumere che sia tutto traffico illegale). ma non solo.
Nielsen (non pizzaefichi) dice che gli utenti sono in calo.
- il secondo è economico. Chi vuole investire nella banda larga ha bisogno di vedere garantiti i ritorni, ma se domina l’illegalità si crea un evidente aborto economico. Se, invece, la fruizione dei contenti via Web viene in qualche modo regolamentata, rispettando i diritti di tutti, si potrebbe dare un maggiore impulso agli investimenti in reti veloci e, conseguentemente, in contenuti.
questa affermazione mette insieme due mercati vicini ma scollegati. come dire che se si pagano le penne si pianteranno piu’ alberi per fare carta.
D. In questo modo non si rischia di violare la libertà di uno strumento, come il Web, “ontologicamente” libero?
R. Credo che se si sostiene il principio di neutralità tecnologica non si può pensare di fare sul Web ciò che è vietato sulla carta stampata o in Tv. Lo hanno capito anche negli Usa dove, con il nuovo corso inaugurato dalla Fcc, si stanno rivedendo le norme sul copyright.
parafraso il Commissario: “non si puo’ pensare di fare con la penna ciò che è vietato alla carta stampata”
perche’ no ?
ma si puo’ fare sul web cio’ che si fa col telefono e con la carta e penna ? perche’ quelli che abitano il web, per lo piu’, non sono soggetti simili a multinazionali media bensì piu’ simili a bipedi.
il modello di riferimento è il mass media o la comnicazione individuale ?
Non si puo’ fare di tutta l’erba un fascio. Ovviamente coesistono, non si puo’ considerare che e’ simile SOLO ai mass media.
Non a caso la direttiva europea sui servizi media si regolamenta solamente i soggetti che, a fini economici, sono “in concorrenza con la radidiffusone televisiva”.
D. Lì però gli utenti hanno a disposizione delle immense library digitali: film, musica e ora anche libri. Le condizioni di partenza sono migliori.
R. Certamente, ma sono migliori anche le condizioni delle infrastrutture. Il territorio è cablato al 100% ed è stato più facile creare un’offerta digitale di
La CableTV arriva nel 96% delle abitazioni USA. Forse il Commissario si riferisce a questo.
Se si guarda la penetrazione a Giugno 2010 (abbonati a broadband fisso ogni 100 abitanti) in USA sono al 27,1% contro il 21,3% in Italia (Dati OCSE, tabella 3.a) Quindi forse la disponibilità della infrastruttura non e’ cosi’ poi determinante rispetto alla nascita di offerte commerciali.
Anche in Italia, 10M di consumatori non sono sufficienti per fare offerte legali ?
qualità. E nonostante ciò, anche lì l’industria dell’entertainment chiede un cambio di marcia nel senso di una maggiore tutela del copyright. E lo chiede ancora di più quella italiana che soffre dei ritardi di cui abbiamo detto sopra. Si tratta di un settore che impiega circa 300mila persone che vivono della vendita dei prodotti e dei diritti su quei prodotti. Se si continuasse a fruire illegalmente del loro lavoro sarebbe una catastrofe.
Pienamente d’accordo.
Chiedo aiuto… Aiutatemi a restare onesto..
la videoteca del mio paesino ha chiuso; per andare a prendere un film da Blockbuster (i 3 piu’ vicini a me hanno chiuso) devo fare 16Km16; online le offerte legali che posso fruire per vedere sul mio televisore sono…1 (oppure devo comprare n set-top-box)
D. Quale ruolo per l’Agcom nel quadro che si verrà a delineare?
R. Data per chiara la competenza dell’Autorità nell’accertamento delle violazioni,
Qui devo manifestare la mia ignoranza. Io pensavo che la competenza dell’Autorità riguardi la sospensione della ricezione o trasmissione di servizi media audiovisivi, non l’accertamento delle violazioni fatte da privati, dato che sui supporti ad uso domestico si paga gia la levy (legge Bondi) e non c’e’ tipicamente diffusione in pubblico……
Qualcuno mi potrebbe indicare la fonte normativa della titolarità del’accertamento in capo all’Autorità?
ciò che potrebbe delinearsi è l’imposizione in capo agli Isp dell’obbligo di comunicare dati sul traffico Internet nel rispetto della privacy e del principio di neutralità della rete.
Non capisco cosa c’entri la neutralità della rete con i dati di traffico di rete…
Tali informazioni consentiranno all’Agcom di delineare un quadro del fenomeno della pirateria e di mettere in campo le azioni utili a contrastarla.
… a meno che non venga richiesto di esaminare il contenuto di tutto il traffico in passaggio, cosa che avrebbe “qualche” risvolto di incostituzionalità, per quel poco che capisco.
perche’ i casi sono due: o ritengo che tutto il traffico video sia pirateria oppure devo controllare cosa c’e’ dentro analizzando il contenuto del traffico (e comunque non basta a stabilire se era parodia o citazione o se era il titolare dei diritti o se era copia privata o se era effettivamente pirateria).
Il regolamento in lavorazione, infatti, è solo una parte di una strategia più ampia di lotta all’illegalità sul Web.
aboliamo la commutazione di pacchetto, e non se ne parli piu’..
pero’ si potrebbe anche fare offerte legali, multipiattaforma, con obblighi di must carry e must offer sulle piattaforme, con un po’ di concorrenza che fissi i prezzi nell’equilibrio offerta-domanda. Forse se ne sta occupando il Comitato Antipirateria presso la Presidenza del Consiglio, il cui piu’ recente segno di vita, se non erro, risale al gennaio 2009 ?, giusto due annetti fa ?…
Strategia che passa anche per una forte campagna di informazione per gli utenti sui pericoli e sui rischi da essa generati. Il presupposto perché le misure siano efficaci è la collaborazione di tutti gli attori per comporre nel modo più appropriato tutti gli interessi in gioco.
basta che siano tutti… ma proprio tutti…
anche se un legittimo dubbio rimarrebbe, se un testo dell’Autorità per le GARANZIE nelle Comunicazioni recitasse “effettuate le verifiche eventualmente necessarie, comunicano l’avvio del procedimento al gestore del sito” o anche parlasse di “misure inibitorie che consentano la cessazione immediata della violazione, senza lungaggini, pur nel rispetto dei limiti di difesa, e assicurando la proporzionalita’ delle misure prescelte in funzione delle specificità di ciascuna situazione violativa rilevata” o anche l’obbligo agli ISP di bloccare le porte di rete usate frequentemente per il peer2peer o il blocco dello streaming non autorizzato o il blocco del routing di indirizzi IP o ancora il rallentamento fatto dagli operatori di rete dello scambio di file di grosse dimensioni e anche di farlo fare a Telecom Italia per tutti, come gira voce fosse contenuto nella bozza..
ve lo immaginate filtrare le porte degli IP address di chi fa P2P ? mi verrebbe da ridere…
Ma sono certamente malignità. AGCOM non emetterebbe mai un documento del genere; i consulenti che usa sono esperti che hanno conosciuto dal vivo l’operatività dei fornitori di accesso ad internet e la dimensione delle questioni e delle loro implicazioni…
poi, una domandina per chi sa di queste cose… l’attività di Gogole e di Bing puo’ essere considerata indicizzazione di file protetti da copyright intesa ad agevolarne la diffusione gratuita tra gli utenti di internet senza il consenso dei titolari dei diritti ? ovvero, come si sa se un contenuto che sta su internet è li’ con il consenso dei titolari, se non sono i titolari a denunciarne la violazione ?
se non vado errato, qualunque testo e’ protetto da copyright, no ?
perche’ c’e’ qualcuno che ogni tanto prende testi dal mio blog, introducendosi abusivamente nel mio domicilio informatico, viola il mio diritto d’autore ! non vedo l’ora di denunciare questi comportamenti abusivi ad AGCOM (ho il loro IP address) …
Source: Critica ragionata al Commissar…un Blog di Stefano Quintarelli 

NB: Ogni mio riferimento al Partito Pirata è da intendersi appartenenza a circuito internazionale http://pp-international.net/ del http://www.partito-pirata.it/
[...]"persone accomunate da una scintilla di genialità e da una grande curiosità artistica, menti brillanti inadeguate ad una società grigia, disadattati che non sanno scendere a patti con le regole assurde del mondo in cui vivono, artisti eclettici, ribelli irriducibili, creativi geniali, programmatori brillanti ... in una sola parola: pirati"
(Carlo Gubitosa, Elogio della pirateria)






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