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Perché sono un Pirata – Lettera aperta ai creatori di contenuti

Posted in Informazioni Locali, Informazioni Nazionali, Internet&Copyright by yanfry on 13 marzo 2012
Step2 è la community di brainstorming lanciata lo scorso autunno da Techdirt per “aiutare creatori, tecnici, uomini d’affari e chiunque altro lavori nei settori dei contenuti” a capire ed entrare in contatto con la propria base di fans, elaborare modelli di business di successo che tengano conto delle esigenze dei clienti, creare una connessione col mercato, chiedere e dare consigli, idee, proposte, etc.
Nell’ambito di questa ottima iniziativa è stato postato (3 mesi fa) un articolo dall’utente Bobbi Smith che merita davvero di essere letto, perchè contrariamente a quanto farebbe pensare il titolo non è una difesa della pirateria ma una spiegazione ai creatori dei contenuti di quale sia il punto di vista, le richieste, le necessità dei “consumatori/fans”, che non sono più “semplici e deboli” acquirenti, ma sempre più  utenti informati ed esigenti, disposti a dare il proprio denaro in cambio di contenuti che diano loro soddisfazione, che non abbiano limitazioni (di tempo, di formato, di licenza) e che abbiano un prezzo equo. Buona lettura.

Introduzione

Una volta ho noleggiato una macchina per lavoro ed ho avuto una spiacevole esperienza. Quando ho restituito la macchina, ho pensato tra me e me, “Non noleggerò mai più da loro.” Dopo averci pensato per un giorno intero, mi sono reso conto che condurre la mia protesta silenziosa non avrebbe aiutato ne me ne l’autonoleggio. Così più tardi quel giorno, ho chiamato il loro quartier generale aziendale ed ho raccontato la mia storia al responsabile delle relazioni con i clienti. Ancora più importante, gli ho detto quello che avevano fatto male e che tipo di esperienza mi aspettavo come cliente se mi avessero avuto ancora come cliente.

Vorrei che tutti i creatori di contenuti leggessero questo post per vederlo come se loro fossero l’agenzia di noleggio auto. Sono un cliente insoddisfatto che potrebbe non acquistare più da voi a meno che non vi mettiate a lavorare con impegno. Di solito non spreco il mio tempo a spiegare queste cose, ma i creatori di contenuti, qui su Step2, sembrano andare nella giusta direzione, quindi spero che queste informazioni siano d’aiuto.

Questo post non è il tentativo di aprire un dibattito. Non leggerete alcun accenno di “furto contro copia”, “esposizione contro perdita di vendite” o di giusto contro sbagliato. Tutto quello che voglio fare è darvi una visione della vita reale dal mondo del file-sharing. Voglio tenervi la mano per mostrarvi come decido cosa comprare e quale sia la motivazione che mi spinge a piratare. Userò i termini pirata, download e file-sharing in maniera intercambiabile in questo post, ma vogliono dire tutti la stessa cosa: scaricare i vostri contenuti gratuitamente.

Alcune persone leggeranno questo e penseranno, “Non mi interessa quello che dice questo ragazzo, la pirateria di Internet è dannosa”. A queste persone, chiedo di saltare il resto di questo post e passare alla sezione inferiore dal titolo, ‘in chiusura.’

Alcuni di voi non vorranno leggere questo post interamente e questo non ferirà i miei sentimenti. Dal momento che voi non volete capire i vostri clienti, noi non compreremo i vostri contenuti. E non leggete questo pensando che, capendo il motivo per cui la gente scarica i vostri contenuti, avrete una speranza di fermarli in futuro. Non si può fermare il file-sharing. Sarebbe come tentare di impedire alla gente di usare l’energia elettrica. Le persone che hanno già pagato per i vostri contenuti sono tra quelli che li scaricano.   E li condivideranno con altri.

 

 

Capitolo 1

Probabilmente sono nella vostra fascia demografica. Maschio, tra i trenta e i quaranta, senza figli e vivo a Los Angeles. Sono anche un downloader senza vergogna. Ho molti album, molti film e tanti giochi che condivido con amici e sconosciuti. La maggior parte di questi li ho scaricati gratuitamente. Sorprendentemente, ho anche molti album, molti film e tanti giochi che ho acquistato e che ho condiviso con amici e sconosciuti. Come è potuto succedere?

Quando avevo 16 anni e trovai il mio primo lavoro, non avevo niente altro di più importante in cui spendere i miei soldi che i film, la musica ed i giochi. Ho accumulato una collezione rispettabile in quei primi due anni. Crescendo, ho scoperto di aver acquistato un sacco di immondizia. Avevo comprato basandomi sulla pubblicità e mi odiavo per questo. Arrivato a 21 anni, smisi di comprare tutto. Giocavo ai videogiochi solo a casa di un amico e affittavo film perché costavano 1 $ l’uno e non mi sentivo derubato se il film faceva schifo. Smisi di comprare musica del tutto perché era difficile giustificare un gioco d’azzardo di 10 $ per CD. E credetemi, questo è quello che sembrava, gioco d’azzardo.

Ero attorno ai 20 anni, quando Napster apparve e mi ricordo ancora il giorno in cui ne sentii parlare. Avevo appena iniziato a convertire la mia collezione di CD in MP3 e Napster mi fece risparmiare un’enormità di tempo. Dopo aver scaricato le cose che avevo già acquistato, iniziai a dare uno sguardo a nuovi contenuti. Trovai subito molti nuovi spettacoli che mi piacevano e iniziai a scaricare gli spettacoli più nuovi. E’ stato avvincente. Quando Napster fu alla fine chiuso, l’industria del file sharing era esplosa. Tutti questi nuovi servizi hanno ospitavano tutti i tipi di media. La velocità di Internet crebbe. Ho dovuto comprare un hard disk più grande per memorizzare tutto.

Notavo qualcosa di strano però. Stavo comprando di nuovo CD musicali E stavo andando di nuovo al cinema. Stessa cosa con i videogiochi e film in DVD. Ho sicuramente iniziato lentamente, ma posso dire con certezza, che trascorro molto più tempo in “intrattenimento” di quanto abbia mai fatto prima di cominciare a scaricare E la mia storia non è unica, molti file-sharer vi diranno la stessa cosa.

Ecco una cosa che molti creatori di contenuti sembrano non capire: sto scaricando il contenuto perché mi interessa. Non sto scaricando per infierire contro di voi, io non vi conosco nemmeno. Spetta a voi rendere il contenuto abbastanza invitante per me tanto da comprarlo. Potrei non comprare questo articolo perché l’ho già, ma se divento un fans, probabilmente comprerò la prossima cosa che produrrete. Molti creatori di contenuti pensano che questo sia ingiusto. “Ho creato il contenuto, devo avere il controllo della distribuzione e dei formati”. No, vi sbagliate.

Un tempo funzionava così. Se la casa discografica diceva: “Rilasceremo questo album a New York il 10 e a Los Angeles il 20 e solo in cassetta” io non avevo altra scelta che subire questa scelta. Ora, non mi importa quando, dove o come lo rilasciate. Se lo voglio, lo prendo. Questo è esattamente ciò che internet ha fatto: ha tolto il controllo a voi e lo ha dato a me. Se non vi piace, potete mettervi seduti in cantina e creare il vostro contenuto per amore della vostra arte invece che a scopo di lucro. Ma se volete venderlo a me, dovete farlo a modo mio.

Io comunque vi darò il mio denaro se mi renderete felice. La parte triste è che ci sono ancora volte in cui sarei felice di pagare per qualcosa, ma il creatore di contenuti non mi ha lasciato altra scelta che scaricarlo. Techdirt ha pubblicato un articolo che parlava di una storia del genere la scorsa settimana. Io non ho intenzione di negarmi il piacere della vostra creazione solo perché non avete capito come incassare.

Proprio per questo, io continuerò a scaricare le vostre cose e a spassarmela. Quando finalmente ci arriverete, comprerò la vostra roba nuova, se il prezzo sarà giusto. Forse, se siete fortunati, parlerò ad uno dei miei amici non tecnologici del vostro film o libro e sarà lui a comprare la copia fisica perché non riesce a capire come scaricarlo. E io non ho intenzione di sentirmi male per tutto questo perché, secondo quanto dice la mia carta di credito, spendo circa 2.500 dollari l’anno per intrattenimento. $ 200 al mese per intrattenimento abitudine che è inequivocabilmente alimentata dal file-sharing.Sì, ho scaricato un valore di oltre $ 200 di contenuti al mese, ma se mi togliete il mio file-sharing, perderete i soldi che sto mettendo sul mercato. Questo è stato definitivamente dimostrato durante i miei giorni pre-Napster.

Capitolo 2

Quindi cerchiamo di affrontare tutto questo da una diversa angolazione. Che ne dite se diamo uno sguardo più approfondito al perché pirato il vostro contenuto e come sia possibile spillare denaro da me? Ma prima di discutere su come farmi comprare il vostro album o libro, andiamo a vedere un paio di cose che sono comuni a tutti i tipi di media.

A. Ci sono un sacco di cose che competono per la mia quota di dollari dedicati all’intrattenimento. Non potete aspettarvi che compri il vostro contenuto senza prenderne visione quando la concorrenza mi ha già dimostrato che ha un prodotto di qualità. Dovete farmi vedere quello che avete.

B. Rideterminate i prezzi di vendita per i media digitali. Vedete, si capisce perché un tascabile costi $ 7. Dovete comprare la carta, colla ed inchiostro. Deve essere scritto, editato, stampato, spedito ed immagazzinato. E ciascuna di queste persone coinvolte vogliono coprire i costi e realizzare un profitto. Ma quando scrivete un ebook e tutto quello che dovete fare è premere ‘copia’ per fare un altra vendita, non avete un business che giustifichi un costo di € 7 ciascuno. Ricordate prima quando ho detto che non sto scaricando per cercare di colpirvi? In una situazione come questa, sto scaricando, perché state cercando di colpire me.

C. Non cercate di porre limiti a quando o come posso acquistare il vostro contenuto. L’Internet ha reso il mondo un unico mercato sempre aperto. Il vostro prodotto o è in vendita o non lo è. Non provate a dirmi che non è possibile acquistare un DVD negli Stati Uniti perché l’Europa ha ottenuti i diritti esclusivi per i primi 2 mesi. Andrò a scaricarlo e probabilmente mi dimenticherò di comprarlo.

D. Smettetela di cercare di dettarmi come posso consumare il vostro contenuto. Questo include formati, tipi di supporti e restrizioni di riproduzione. Non mi importa se pensate che sia musica vera solo se è ascoltata dal vinile. Io la voglio in formato mp3 sul mio telefono in modo che possa ascoltarla sul posto di lavoro. Non mi importa se voi pensate che un abbonamento Hulu debba essere valido solo per un computer. Voglio vedere il contenuto sul mio televisore. Non mi importa se pensate che avrei dovuto comprare una copia digitale separatamente al DVD. Io andrò a comprare il DVD e creerò la mia copia digitale. E se tentate di iniettarci un DRM per impedirmi di fare quello che voglio, avrete rovinato la vostra reputazione e non potrò mai più comprare da voi. Invece, mi limiterò a scaricare il vostro contenuto gratis. La domanda non è se avrò il contenuto nel formato che voglio, la domanda è: voi, avrete i miei soldi in cambio per esso? La vostra collaborazione aiuterebbe.

 

 

Capitolo 3

Musica. Se volete che acquisti la vostra musica, devo essere in grado di sentirla prima. Anche se state cercando di vendere a scopo di lucro, dovreste trovare un modo per mettere a disposizione le versioni in mp3 della vostra musica sui siti di file-sharing. Ora so che alcuni di voi mi diranno che da quando avete messo in vendita le vostre canzoni su Amazon od iTunes posso sentire uno spezzone di 30 secondi di anteprima e non ho motivo di piratare. Assurdo.

Il luogo dove si ascolta maggiormente musica non è seduti davanti al computer facendo clic su “Anteprima”, restando in attesa 30 secondi, rifacendo clic su “Anteprima”, restando ancora in attesa 30 secondi, ecc. Tutti ascoltiamo la musica mentre guidiamo in macchina, lavoriamo fuori casa, ad una festa o navigando su internet. Posso scaricare l’intero album in formato mp3 senza restrizioni in meno tempo di quanto possa ascoltare una preview di 30 secondi. Non mi venderete niente costringendomi a stare su di un sito web, facendo clic clic clic per ottenere solo piccoli frammenti della vostra musica. Cio che state facendo è di NON farmi apprezzare i vostri contenuti.

Un giorno ho visto il nome di un artista del quale non avevo mai sentito parlare prima. Aveva pubblicato tre album, ma non aveva avuto un gran riscontro. Ho scaricato tutti i suoi albums ed ho scoperto che mi piaceva una buona parte della sua musica. Pochi mesi dopo su Amazon, ho notato che era uscito un suo nuovo album in digitale. L’ho acquistato senza ascoltare una singola clip di anteprima. Ho anche parlato di lui a molti dei miei amici. Non so se hanno comprato qualcosa, ma non è questo il punto. Il punto è che Lui ha avuto i miei soldi. In particolare, perché sono stato in grado di scaricare i suoi album più vecchi ed il nuovo album era in vendita privo di DRM.

Ora alcuni di voi sono seduti lì a pensare: “Ehi, ora hai quattro album, ma hai pagato solo per uno. L’artista ha perso tre vendite! ” Ovviamente non state prestando attenzione. I vostri fatti sono accurati, ma la vostra conclusione è errata. Nessuna vendita è stata persa. C’erano solo due esiti possibili, nessun download e nessuna vendita o tre download e di conseguenza una vendita. Quale avreste preferito?

Non cercate di ingannarmi. Noi clienti si aspettano che i CD fisici abbiano un costo tra i $ 10 – $ 12. È meglio che restiate in questo range se volete che acquisti. Non avete un business che possa giustificare la vendita del vostro album a $ 25, non fate altro che alienarmi e spingermi a scaricarlo, anche se siete artisti di fama. Sono anche deluso dal prezzo di mercato corrente degli mp3 $ 1 per canzone e $ 9 per album. E’ digitale, dovrei risparmiare denaro non acquistando il prodotto fisico. Penso che $ 0,25-$ 0.50 per canzone e $ 3 – $ 5 per album in mp3 sia la mia fascia di prezzo. Potreste pensare che sono pazzo, ma per fortuna non sono prigioniero della vostra struttura di prezzi, ho altre opzioni.

Queste altre opzioni vogliono anche dire che non ho intenzione di prendere in considerazione la vostra idea di utilizzare meccanismi di riproduzione speciali per ascoltare la vostra musica. Non voglio installare alcun software speciale solo per riprodurre il vostro CD. Non voglio installare iTunes. Non voglio utilizzare Windows Media Player. Ho intenzione di convertire il vostro CD in flac ed mp3 e metterlo su qualsiasi dispositivo io voglia. Voglio la mia musica libera da DRM e senza restrizioni di licenza per uso personale. Un’altra cosa che non ho intenzione di tollerare è quando offrite brani speciali attraverso un rivenditore particolare. Come quando fate un album con 15 canzoni e poi offrite un brano speciale, il 16 esimo, disponibile solo se lo si acquista da Walmart. Sicuramente andrò a piratare quella canzone n° 16 e considererò di piratare tutta l’intero album. Volete i miei soldi si o no?

Volete sapere chi avrà veramente i miei soldi? Gli artisti che si svegliano e si rendono conto che mi possono vendere il loro ultimo CD fisico per $ 20. E pagando $ 20, mi danno illimitate copie senza restrizioni di quell’album e di tutti gli altri loro album. Sapete che verrà maggiormente colpito da questo? Voi. Invece di farmi pagare $ 10 per il loro CD e $ 10 per il vostro CD, ho intenzione di dare loro i $ 20 e piratare il vostro album. E se avete davvero intenzione di vendere il vostro album digitale, apprezzerei le note di copertina. Potete offrirmi un file pdf o semplicemente un link ad una pagina web, ma smettete di ignorare queste informazioni preziose. E assicuratevi di avere un sito web che dettagli tutto ciò che avete pubblicato e a che cosa state lavorando. Non c’è niente di più frustrante che scoprire un nuovo artista sconosciuto che ti piace, che ha la sola pagina di Myspace dormiente.

Anche tenendo la testa sotto la sabbia mi spingerete a scaricare. Il fiasco dei Beatles quando non permisero la vendita della loro musica in digitale è un ottimo esempio. La band, gli eredi e l’etichetta avevano tutti messo le loro mani idiote in varie manovre per raggiungere la posizione a loro più favorevole. Dal momento che non avevano alcun rispetto per i propri clienti, ho deciso di scaricare tutti gli album semplicemente perché ho potuto. Quando finalmente hanno rilasciato in digitale, non ho voluto assolutamente avere niente a che fare con loro.

Ho un collega che ha lavorato con il fratello per rilasciare un album. Erano terrorizzati da internet e si vedeva. Quando ho chiesto di sentire un assaggio della loro musica, mi è stato detto che l’unico modo per sentire qualcosa era di andarli a trovare nel loro studio. Scusa? Venire nel vostro studio? Siete matti? A parte ciò, mi hanno detto di andare a sentirli a suonare dal vivo. Io non sono un fan dei concerti, quindi dubito che andrò anche se fosse ad entrata libera, ma volevano che comprassi dei biglietti. Hanno finalmente messo alcuni brani su YouTube, ma sono ancora ben lontani da raggiungere il mio portafoglio.

 

 

Capitolo 4

Libri, fumetti e riviste. Qualcuno dirà che non è un vero e proprio libro o fumetto, se non si può tenere in mano, girare le pagine e sentire l’odore della carta. Questa è solo una sciocchezza elitaria. Chiunque abbia prestato attenzione al settore, sa che c’è domanda per la letteratura digitale e come produttore, è necessario dare ai propri clienti quello che vogliono. C’è un mercato sia per il fisico che per il digitale ed è meglio assicurarsi di avere entrambi disponibili. Certo, qualcuno enorme come Ray Bradbury può puntando i piedi e trattenere il fiato e dire “No ebooks!” Ma qualcuno come voi non può permettersi di ignorare le tendenze del mercato. E Ray Bradbury che infine rilascia i suoi ebooks è un non-evento per noi downloaders, tutte le sue opere sono già disponibili in formato ebook sui siti pirata.

Proprio come con la musica, alcuni di voi penseranno che se forniscono in anteprima alcuni capitoli, non avrò motivo di piratare. E proprio come con la musica, state sbagliando. Molte volte ho letto capitoli in anteprima e poi sono rimasto deluso dal libro intero. Forse è stata la fine, o forse era il modo in cui avete tirato fuori qualcosa dal culo nel capitolo 17 per salvare la ragazza. Ad ogni modo, non gioco più d’azzardo. Certo, qualcuno potrebbe leggere quei tre capitoli e pensare: “Hey, questo è grande, ho intenzione di comprare questo libro.” Io? Io lo scarico e lo leggo se è avvincente. Se non mi piace, nessun danno, nessun fallo. Ma se mi è piaciuto, due cose sta per accadere. Una, probabilmente andrò a comprare il vostro prossimo libro, quindi assicuratevi di avere un sito web dove posso seguire cosa state facendo. Due, se mi è piaciuto molto questo libro, sto già pensando a chi altro potrebbe piacere.Ho intenzione di acquistare la copia fisica e darla a quella persona. Probabilmente ho acquistato 10 libri quest’anno, ma non ne ho uno solo in casa, perché li ho regalati tutti.

Quindi, se desiderate vendere a me, è meglio che vi assicuriate che il libro sia disponibile sui siti di file-sharing. Tutti i vostri concorrenti sono già lì, quindi non c’è ragione per cui non dovreste esserci anche voi. Inoltre, se compro il libro fisico, dovreste includere nella vendita una copia digitale gratuita. E se mi offrite copie digitali, offritemi tutti i formati possibili. Se offrite solo una versione pdf, non infastidirete la comunità pirata. Possiamo facilmente convertirlo in lit, Mobi o epub. Ma quello che state facendo è perdere una potenziale vendita rispetto a persone come mia madre. Se lei non riesce ad averlo facilmente sul suo Nook, non vorrà averci niente a che fare.

Raramente ho comprato hardcover così voglio evitare di offrire un parere sul loro prezzo. Spingendomi fin dove arriva la fantasia, mi aspetto di pagare $ 6 – $ 9 per un tascabile e $ 3 – $ 5 per un fumetto. Per il formato digitale, gli ebooks dovrebbero essere a $ 1 – $ 3 e gli ecomics a $ 1. Certo, io pago molto più di questi prezzi, se sei tra i miei beniamini, ma è probabile che tu non lo sia. Finitela di stabilire i prezzo dei vostri contenuti come se foste dei divi.

Se siete riusciti a costringermi a comprare il vostro ultimo libro, potreste invogliarmi ad acquistare il vostro materiale più vecchio (che dovrebbe essere sempre più conveniente del vostro materiale corrente, come regola generale.) Per lo meno, dovrei ottenere uno sconto sul materiale vecchio, dato che ora sono vostro cliente. E non sto parlando di uno sconto del 10%, fatemi qualcosa di sostanzioso come il 50% -75% di sconto. O meglio ancora, utilizzate l’esempio che ho proposto nella sezione musica. Vendetemi il vostro libro attuale in brossura a $ 12 e datemi copie gratuite digitali di tutte e cinque i vostri libri precedenti. Trattatemi bene, e io pagherò il prezzo pieno per quello che proporrete in futuro.

Anche se sono un grande downloader, sono ancora abbonato a quattro riviste cartacee ed un quotidiano. Perché dovrei farlo quando tutte quelle cose stampate sono già vecchie è disponibili gratuitamente online? Trasportabilità. Non sto pagando per il contenuto, sto pagando per il servizio di raccolta di tutti quegli articoli in un formato abbastanza comodo perchè possa essere consegnato sotto al mio portico. Ora posso prendere questa collezione facilmente trasportabile e portarla con me ovunque io vada.

 

 

Capitolo 5

Videogiochi. Ho avuto un rapporto molto altalenante con i videogiochi. Quelli che mi piacciono, mi piacciono davvero molto. E quelli che odio, li disprezzo. Di tutti i media con cui entro in contatto, i videogiochi sono quelli che hanno la difficoltà maggiore a prelevarmi denaro e la ragione principale è il loro prezzo.

Prendete World of Goo per esempio. ne ho sentito parlare nel 2008 quando Techdirt ospitò un loro post sul blog che diceva che avevano avuto un tasso di pirateria del 90%. I produttori di World of Goo non si lamentavano della pirateria, stavano solo cercando di dare alcuni dati a scopo di l’analisi. Ho scaricato il gioco per vedere da cosa dipendeva tutto quel trambusto, per vedere cosa aveva di talmente bello questo gioco da aver raggiunto un tasso di pirateria del 90%. Sentivo dire che era un discreto gioco stile puzzle, e mi era piaciuto l’atteggiamento dei creatori riguardo alla pirateria, per cui ho ritenuto di comprarlo. Il problema è stato che costava $ 20. Non pago $ 20 per un gioco stile-puzzle che non è altro che un insieme di livelli simili ma diversi. 5 dollari probabilmente, forse $ 7, ma neanche $ 10. Ci ho giocato un paio di volte per vedere se mi appassionavo. Non è stato così e l’ho cancellato.

Avanzo velocemente al 2010 quando venne rilasciato il primo Humble Bundle . Appena sentiti i dettagli, pensai che era un’idea fantastica e decisi subito che avrei partecipato. Ecco, World of Goo è stato uno di quei giochi. Ho pagato $ 20, quel giorno e ho ottenuto sei giochi. Non ho ancora giocato a World of Goo, ma hanno avuto i miei soldi. Ho acquistato tutte e 7 gli Humble Bundle e continuerò a farlo.

Ora diamo un’occhiata ai giochi di grosso budget, come Call of Duty, Halo e Madden. $ 60 per un gioco? Dimenticatevelo, lo scaricherò. Se spendo 60 dollari per questo gioco, significa dover saltare l’acquisto di un gioco futuro che potrebbe piacermi molto di più perché ho meno soldi nel mio barattolo. Anche acquistare questi giochi per $ 40 è troppo caro. In questo momento, $ 30 sono il massimo che sono disposto a spendere per un gioco. E questi prezzi sono per l’acquisto di copie fisiche. Mi aspetto sconti quando compro digitale. Penso che $ 20 siano il massimo che posso pagare per un gioco digitale.

Qualcuno là fuori in questo momento sta pensando: “Cosa?! Abbiamo speso 25 milioni di dollari per fare questo gioco, non c’è modo di realizzare un profitto vendendolo a $ 20. ” Non è un mio problema. Se volete che lo acquisti, dovete tenere il prezzo basso. Ecco un’idea, non spendete 25 milioni di dollari per fare uno stupido gioco. Così, mentre vi lagnate per questo, lo sto scaricando e giocando comunque.

Ecco un esempio di come funziona la vita reale. Ho sentito da un amico che Mafia era un gioco divertente. L’ho scaricato, l’ho giocato e mi è piaciuto. Sono subito andato a comprarlo? No, certo che no. Ma quando ho sentito che Mafia II stava uscendo e che era stato fatto dalla stessa azienda del primo, l’ho pre-ordinato. Durante il mio pre-order, per 10 dollari in più, mi hanno offerto Mafia I / II insieme, così li ho comprati entrambe. Quando il gioco è arrivato, ho dato Mafia I ad un amico.

Perché ho scaricato Mafia I invece di cercare il loro demo? Perché i demo dei giochi sono il peggior tipo di anteprime di tutti i media là fuori. Ho giocato la demo di questo gioco, un’avventura, e la demo non era altro che una serie di cutscenes interattive ben articolate. Quando ho comprato il gioco, ho scoperto che il gameplay principale era orribile, il che spiega il motivo per cui non era presente nella demo. E le scene non erano interattive. Sono stato adescato e deviato. Una volta ho giocato la demo di un gioco di ruolo che è durato circa 10 minuti nel quale si doveva combattere in un sotterraneo. Quando ho comprato il gioco, ho scoperto che aveva solo un’altro sotterraneo oltre al primo ed il tempo di gioco totale è stato di circa 35 minuti. Non ne vale la pena, è più facile scaricare il gioco completo. Ho finito con il gioco d’azzardo.

La cosa interessante di Mafia II è che lo piratato ancora. Quando sono andato ad installare il gioco per la prima volta, hanno cercato di spingermi a forza Steam giù per la gola. Non voglio installare Steam o qualsiasi altro pacchetto DRM solo per giocare al vostro gioco. Sto iniziando ad andarci tenero con Steam perché pare che i tipi che lo gestiscono sembra capiscano i giocatori. Ma il mio problema maggiore con Steam è che voglio giocare il mio gioco. Non voglio districarmi tra pubblicità, suggerimenti, aggiornamenti e promemoria. Voglio giocare il mio gioco. Quello che ho comprato.

Una società che non potrà mai riavere i miei soldi fino a quando non si metteranno a lavorare con impegno è Ubisoft. Mi rifiuto di dar loro soldi fino a che non la finiranno con queste sciocchezze. Io giocherò ancora con i loro giochi, ma sono stanco di avere il mio sistema impasticciato o reso meno sicuro a causa di un mal progettato DRM. La protezione più impegnativa che sono disposto ad accettare è l’inserimento di un numero di serie una volta sola, durante l’installazione. Qualcosa di più complicato di così e io probabilmente ignorerò completamente il gioco. Se ci sono un sacco di chiacchiere a riguardo, forse lo posso scaricare per dargli uno sguardo. Molte volte ho avuto una migliore esperienza con la versione pirata di un gioco rispetto alla versione retail. Se qualcosa non funziona correttamente con un gioco, i pirati di solito includono una correzione nel pacchetto di download.

La posizione di Ubisoft sul loro prossimo gioco I Am Alive è piuttosto divertente. Anche se poi hanno fatto marcia indietro, in origine Ubisoft aveva affermato che non ci sarebbe stato alcun porting su pc a causa della pirateria ed il gioco sarebbe stato inizialmente rilasciato su Xbox e PlayStation. Quello che trovo divertente è che le persone che chiedevano a gran voce per un porting su PC sono quelle che probabilmente lo avrebbero acquistato. Il resto di noi non farà altro che scaricare la iso e giocarci su un emulatore.

Se vi aspettate di avere qualche speranza che io acquisti il gioco, dovete realmente lavorare sulla vostra struttura dei prezzi. Nessuno compra un gioco e gioca per 24 mesi consecutivi e poi compra un altro gioco. Siamo costantemente bombardati di pubblicità per il prossimo nuovo grande gioco. E sapete una cosa? E ‘emozionante, ci piace. Vogliamo giocare con i vostri giochi. Quando li fate pagare 60 dollari l’uno, limitate il numero di giochi che possiamo acquistare, ma non limitate il numero di giochi che possiamo scaricare.

 

 

 

Capitolo 6

Film, TV e video. Praticamente tutti i film che mi possono venire in mente sono a portata di mano, e in formati senza restrizioni come a me piace. Netflix e Hulu non possono nemmeno avvicinarsi a quanto i pirati hanno compiuto. Perché abbonarsi a Netflix quando uno studio cinematografico può decidere di non rinnovare l’accordo con loro ed il 25% del materiale a mia disposizione per la visione scompare durante la notte?

Mettete i vostri film e spettacoli sui siti di file-sharing. Se sono interessanti, gridatemi ad alta voce di guardarli che è sempre il primo e necessario passo. Proprio come per gli altri media che ho descritto, probabilmente non correrò a comprarli, ma se mi piacciono terrò d’occhio i vostri lavori futuri quindi assicuratevi di avere un sito web aggiornato.

Ogni DVD che ho acquistato l’ho anche piratato. I file piratati sono compressi in modo da occupare meno spazio nel computer rispetto alla copia dei file del DVD. È possibile adattare 3-6 film digitali nella stessa quantità di spazio che viene occupata da un DVD standard. Posso anche convertire facilmente i file digitali in altri formati quando necessario. Proprio come con la musica, non tollero che mi facciate fare i salti mortali per guardare i vostri film. Non userò hardware o installerò software particolari. Ho già tutto quello che serve per riprodurre i video. Se non riuscite a darmi quello che voglio, lo scaricherò, il che significa che potrei o non meno comprarlo.

Se Hollywood offrisse un servizio con la stessa ampiezza di contenuti offerta dai pirati, ad un prezzo ragionevole, sarei un abbonato. Il problema è che ogni servizio legittimo non è mai stato ‘completo’ e quelli che stavano cercando di proporlo sono stati lacerati quando i proprietari dei contenuti hanno deciso che potevano fare di meglio.

Se volete che acquisti il vostro DVD fisico, non deve esserci alcuna protezione contro la copia e limiti di licenza per uso personale. Lo stesso dovrebbe includere anche una copia digitale, disponibile in diversi formati. Sì, ho un lettore DVD, ma ho anche un PC home theater ed è migliore di un lettore DVD. Posso tenere il mio intero archivio di film e spettacoli televisivi nel PC, per la visualizzazione immediata. Sapete cosa non potete visualizzare immediatamente? Un DVD acquistato in negozio. Dopo aver messo nel lettore il DVD, aspettate la fine dell’avvertimento dell’FBI o di un altro messaggio anti-copia, quindi alcune immagini promozionali degli studi coinvolti nel film, quindi alcuni trailers per altri film e poi finalmente si torna al menu principale . Se state guardando un programma TV su DVD, dovete anche scorrere tra i menu per trovare l’episodio che vi interessa. Con i file digitali la riproduzione è istantanea.

Se state vendendo video digitali, devono essere senza DRM e senza limiti di licenza per uso personale. Devono essere disponibili in diversi formati e bitrate, o almeno un bitrate di alta qualità in modo che possa fare la mia transcodifica. Anni fa, ho fatto un errore ed ho acquistato un filmato digitale con DRM. Dopo averlo scaricato ho scoperto che non potevo passarlo su di un altro computer, il che ha significato che non l’ho potuto vedere sul mio PC home theater. Non fa niente. Ho usato un programma chiamato FairUse4WM per rimuovere il DRM e sono riuscito a copiarlo. L’esperienza mi ha infastidito abbastanza tanto che quando un amico con una configurazione simile alla mia stava comprando quello stesso film, gli ho detto di non preoccuparsi per il fatto che avesse il DRM e gli ho dato una copia di quello che avevo. Ecco qui la vostra definizione di vendita persa.

$ 20 è il massimo che sono disposto a pagare per un DVD fisico, sia esso un film o la stagione di uno show televisivo. In realtà dovrebbe essere nella fascia tra $ 10 – $ 15. Se compro il vostro DVD, dovreste darmi la copia digitali gratuitamente. So che è un pio desiderio, ma potete rimuovere tutto il merdoso FBI-preview dall’inizio dei vostri DVD in modo che si possa arrivare subito al video? Se vendete video digitali, devono essere più economici. Se volete che acquisti il filmato in digitale, deve essere attorno a $ 5, lo stesso per una stagione di uno show televisivo. Un singolo episodio di uno show televisivo dovrebbe costare circa $ 1.

Non andrò più a “noleggiare” video d’intrattenimento. Questo è un concetto che per me ha fatto il suo tempo. Potrei ancora noleggiare un DVD fisico in una circostanza speciale, ma non passerà troppo tempo, prima che ogni lettore multimediale con cui verrò in contatto riprodurrà file video digitali pronti all’uso. Non potrò mai noleggiare i file video digitali, soprattutto perché penso che quelle restrizioni “Avete 48 ore per vederlo in noleggio” sono stupide. Invece di passare attraverso quel bailame, vado a scaricarlo e lo guardaro ovunque e in qualsiasi momento io voglia.

Anche con tutto questo download, vado ancora al cinema due volte al mese. Perchè? Non è per il film in se stesso. Posso sempre aspettare che il film arrivi sui siti di file-sharing, se davvero lo desidero. Vado al cinema, perché mi piace andare al cinema. Mi piace stare seduto in una bella sala buia davanti ad uno schermo gigante insieme a i miei amici. E anche se ho scaricato tutti gli episodi di South Park, ho anche tutte le stagioni in DVD perché voglio che continuino a farlo.

Sapete quale film non comprerò mai? Hurt Locker. La Voltage Pictures può sapere come fare un buon film, ma non sa un cavolo sulla soddisfazione del cliente. Una volta ho sentito che stavano procedendo contro i file-sharer ed ho scaricato il film solo per far loro dispetto.

 

 

 

Capitolo 7

Techdirt sottolinea che i creatori di contenuti hanno bisogno di connettersi con i fans, al fine di indurli a comprare. Quando ho iniziato a sentire ciò, ho pensato che fosse sbagliato. Ho potuto vedere le prove aneddotiche che mostrano come questo funzioni, ma il mio cervello mi diceva che, solo perché un creatore di contenuti mi mostra il suo processo creativo o mette a disposizione una serie di Domande/Risposte, ciò non significa che io sia più incline ad acquistare i suoi prodotti. Ma più ci pensavo, più mi rendevo conto che ciò che diceva Techdirt era assolutamente corretto. Il motivo per cui acquisto certi vostri prodotti è perché mi connetto con voi, a modo mio. Voglio che i miei creatori di contenuti non siano come Scott Ian e Lars Ulrich. Voglio che i miei creatori di contenuti capiscano dove la tecnologia ci sta portando. I ragazzi di South Park mettono ogni episodio del loro show a disposizione per la visualizzazione online gratuita. E così capita che io possieda tutte le serie dei loro DVD. I ragazzi di Humble Bundle sanno che voglio solo giocare con i miei giochi con il minor fastidio possibile. E così capita che io possieda tutti gli Humble Bundle . Quando guardo ai software che ho acquistato, vedo che sono quelli con le EULA senza restrizioni. Il tipo di accordi per i quali posso installare il software, su qualsiasi computer io possieda, non solo su questo computer.

Mi sento male perchè faccio file-sharing? No, neanche un po’. È vero, è tecnicamente illegale, ma lo è anche piombare su di un segnale di stop e attraversare fuori dalle strisce. Eppure tutti coloro che stanno leggendo hanno commesso entrambe quei crimini. Il motivo principale per cui non mi sento male è perchè, come ho specificato in precedenza, so che sto comprando contenuti. Un’altra importante ragione per cui non mi sento male è perché non sto facendo profitto. Non sto prendendo il vostro contenuto per tentare di rivenderlo come se fossi un commerciante legittimo. La pirateria fisica è un vero e proprio problema ed anche le community di file-sharing supportano le leggi contro di essa.

Essendo un file-sharer attivo ho un quadro più chiaro di voi di ciò che sta realmente accadendo. So che quando si scarica qualcosa, che non sia una vendita persa, non è un furto. Il fatto che non potete vedere queste cose non è un mio problema. Io non ho intenzione di lasciare che voi mi impediate di navigare il mondo solo perché pensate che la Terra sia piatta.

Non ho alcun desiderio di sostenere la RIAA e la MPAA. La parte spiacevole è che so che rappresentano artisti che non amano le tattiche che vengono utilizzate. Non ho intenzione di rifiutarmi di acquistare il vostro prodotto, ma vi esaminerò attentamente prima di comprare. Odio essere giudicato per i politici che mi rappresentano, quindi non vi giudicherò per le cause intentate dei gruppi commerciali che vi rappresentano.

Infine, non devo essere vostro amico o condividere le vostre stesse idee politiche per acquistare i vostri prodotti. Si possono commettere errori o tenere un punto di vista non concorde, ma se siete delle persone orribili, potete star certi che scaricherò tutto quello che producete, gratuitamente. Roman Polanski e Chris Brown sono degli stronzi. Non aspettatevi che io compri il loro contenuto. Se decidete di lavorare con loro, non acquisterò nemmeno i vostri prodotti, ma me li godrò.

 

 

IN CHIUSURA

Questa sezione è per le persone il cui punto di vista ‘la pirateria online è dannosa’ non è influenzabile. Probabilmente non avete letto il mio post, ma vi assicuro che non vi era alcuna iperbole. Non ho cercato di convincervi che la copia non è un furto, non ho cercato di convincervi che sono troppo povero per comprare prodotti e non ho cercato di convincervi che il file-sharing è simile alla pubblicità. Ho solo cercato di raccontare le cose come stanno.

Vendere musica, film, libri e videogiochi è un business, un grande business. Vengono prodotti molti soldi nel settore del grande intrattenimento e non ci sono azionisti che vogliono starci senza un motivo. Negli ultimi 10 anni, mi è stato detto che le industrie musicali, di video e giochi stanno perdendo soldi, un sacco di soldi. Anno dopo anno mi è stato detto che il file-sharing online sta decimando le vendite, tutti stanno perdendo soldi, dobbiamo fare qualcosa per fermarlo. Non voglio cercare di convincervi che sbagliate, ma ho una domanda:

Se vendevate hotdogs ed iniziavate a perdere denaro, avreste continuato a vendere hotdogs in perdita per 10 anni consecutivi? Il motivo per cui lo chiedo è perché ho guardato alcuni dei dati diramati dalle industrie stesse e sono sconcertato. Se il file-sharing online sta uccidendo queste industrie, perché avrebbero dovuto continuare a produrre più contenuti? E sono sicuro che qualcuno sta per tirare fuori uno studio che mostra le tendenze pro-capite di spesa al netto dell’inflazione rispetto al reddito discrezionale per residenza unifamiliare, che prova come l’industria dell’intrattenimento è in una posizione sconfortante, ma non è quello che sto cercando di dirvi. Se nessuno sta comprando frustini per calessi, non ne aumentate la produzione anno dopo anno. Eppure, negli ultimi 10 anni:

Il numero di film usciti è cresciuto del 23% – [1]

Il numero di libri pubblicati è aumentato del 47% – [2]

Il numero di album pubblicati è cresciuto del 25% – [3]

L’industria dei videogiochi è cresciuta del 23% – [4]

Quando guardo questi numeri, ho difficoltà a credere a quello che Chris Dodd, Hilary Rosen e Stanislas Mettra hanno da dire. La Warner Bros. non ha appena stabilito il record per profitti trimestrali? Sono confuso. La mia ipotesi è che queste industrie in realtà non stanno perdendo soldi, ma stanno perdendo il controllo. E forse per loro, il controllo è più prezioso di profitti? Non lo so ed è per questo che lo sto chiedendo.

Riferimenti:

[1] – http://bit.ly/rj5mRT

MPAA pagina 13 del report Industriale di settore.

454 film usciti nel 2001.

560 film usciti nel 2010.

[2] – http://bit.ly/uRb4KC

RR Bowker report di output, 2002-2010.

215,138 libri pubblicati nel 2002.

316,480 libri pubblicati nel 2010.

[3] – http://bit.ly/tneVtC

90,324 articoli musicali per il 2001.

113,080 articoli musicali per il 2010.

Purtroppo, non ho potuto trovare alcuna statistica comunicata dal sito della RIAA. Invece, ho usato la funzionalità di Discogs per navigare tra gli anni ed ho annotato il numero di elementi elencati nella parte inferiore della pagina. Questo non è proprio l’ideale, spero quindi che qualcuno possa fornire una relazione più pertinente.

[4] – http://bit.ly/kLHJ2Q

ESA report Industriale pagina 10.

208,7 milioni di unità vendute nel 2001.

257,2 milioni di unità vendute nel 2010.

Non sono riuscito a trovare tutte le informazioni riguardanti il numero di uscite per ogni anno. Ho usato il numero di unità vendute all’anno, invece. Certo, negli ultimi due anni hanno mostrato una diminuzione del 7% e 8%, ma va notato che il grafico in questione si riferisce esclusivamente alla “vendita di nuovi contenuti fisici al dettaglio”. Quindi, se non avete comprato in una catena di vendita al dettaglio o se scaricate legalmente l’acquisto, questo non è incluso nella tabella. La pagina 11 della stessa relazione afferma che il 24% dei contenuti nel 2010 sono digitali. So che non è una metodologia ideale, ma se si aumentano le unità vendute nel 2010 del 24% si ottengono 318,9 milioni di unità, un aumento del 52% rispetto al 2001. Credo che l’aumento del 23% indicato in precedenza sia inferiore al numero effettivo, ma ho anche pensato che fosse importante usare i numeri forniti dall’industria stessa.

Fonte: https://www.insightcommunity.com/step2/311/why-i-pirate-an-open-letter-to-content-creators

Traduzione di yanfry

Nuovo studio della CCIA smentisce le perdite finanziarie lamentate da Hollywood a causa della Pirateria

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 30 gennaio 2012

Un nuovo studio (dal titolo “The Sky is Rising” :)) commissionato della Computer and Communications Industry Association CCIA (@ccianet ONG che sostiene la libertà di Internet, l’apertura dei mercati, i sistemi e le reti aperte e conta tra i suoi membri alcune tra le maggiori Aziende dei settori dei computer, internet, tecnologia dell’informazione e delle telecomunicazioni) smentisce le perdite finanziarie lamentate da Hollywood a causa della Pirateria.

I numeri dipingono un bel contrasto tra la visione di morte e distruzione che l’industria dell’intrattenimento ha mostrato ultimamente,” ha detto il Presidente e CEO della CCIA Ed Black, “avere un quadro più chiaro dei successi economici e delle conquiste dell’industria dei contenuti aiuterà i legislatori di tutto il mondo quando prenderanno in considerazione politiche che incrementino l’enforcement del copyright“.

La relazione rileva che i ricavi al botteghino sono cresciuti del 25 per cento dal 2006 al 2010, passando da 25,5 miliardi dollari a 31,8 miliardi dollari. Nel frattempo, la spesa per intrattenimento, come percentuale del reddito delle famiglie, è cresciuta del 15 per cento dal 2000 al 2008, e l’occupazione nel settore dell’intrattenimento è cresciuta del 20 per cento durante lo stesso decennio.”
Il rapporto evidenzia una crescita particolarmente significativa nel lavoro degli artisti indipendenti, nell’ultimo decennio, pari al 43 per cento, il che suggerisce che Internet ha di fatto reso più semplice, per i creatori di contenuti sostenersi.

“Questo può essere un forte indizio sul motivo per cui si sentono reports di “morte” dell’industria da parte di alcuni palyer: perché le nuove tecnologie e servizi hanno reso molto più facile per i creatori di contenuti trovare successo senza passare per gli intermediari tradizionali” dice il rapporto.

Fonte: http://thehill.com/blogs/hillicon-valley/technology/207361-report-downplays-impact-of-online-piracy

Autore della ricerca Mike Masnick  blogger di TechDirt Twitter @mmasnick

Attenzione a parlare di pirateria musicale…

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 19 agosto 2010

Qualche giorno fa un amico mi ha chiesto un parere su un volantino contro la pirateria che ha ricevuto, a quanto ho capito, nella newsletter di un negozio di informatica, articoli musicali e tante altre cose che dalla sua nascita è “in prima linea a sostenere soprattutto la legalità in un settore che molto spesso si presta a operazioni di contraffazione e pirateria”. Personalmente, la forma del messagggio mi sembra un po’ infelice e controproducente. Il contenuto, invece, è senz’altro utile per riflettere seriamente su questo argomento.

La forma del volantino…

I messaggi email circolari in formato HTML, contenenti solo una immagine che contiene solo testo, vengono filtrati automaticamente come spam da parecchi server e fanno pagare più del dovuto tutti i destinatari che pagano l’accesso a Internet a consumo, come ho già spiegato abbondantemente in una Guida alla Posta Elettronica in pubblico. Formato a parte, il volantino definisce anche come “scena surreale, a dir poco raccapricciante” una passeggiata in bici senza auricolari. Personalmente, ritengo che una passeggiata in bici o a piedi senza auricolari sia l’unico modo di godersi davvero la passeggiata stessa e, almeno in città, di muoversi in sicurezza. Chi va in giro con gli auricolari, a meno che non abbia abbastanza maturità e autodisciplina, non sente clacson e altri rumori che potrebbero aiutarlo a non finire sotto un camion. Quindi l’esempio della passeggiata è come minimo controproducente: io e tantissimi altri non ci sentiamo certo anormali (anzi) perché non ci tappiamo le orecchie con le cuffiette ogni volta che mettiamo il naso fuori casa.

…e la sostanza

Entrando nel merito, che la pirateria a scopo di lucro, cioè la VENDITA di materiale piratato e solo quella sia una perdita effettiva per la “industria” è innegabile. Se quel volantino significa che chi lo ha spedito si rifiuta di (ri)-vendere nel proprio negozio, anche se magari è l’unico a fare così in tutta Italia, Cd piratati prodotti industrialmente, tanto di cappello. Anche se lo fa per motivi e presupposti, o lo dice in modi, che a me non sembrano particolarmente fondati o efficaci. Bravi e grazie, davvero.

Chiarito questo:

  • bisognerebbe capire seriamente quanto sia grande il danno e per chi, anziché prendere ciecamente per buone le cifre di parte diffuse dai discografici, vedi ad esempio questa analisi
  • tutto quel volantino parla solo di chi pirata per rivendere, non del ragazzino che fa gratis la copia del CD del padre per regalarla a un amico
  • metterla sul piano della “protezione dei poveri consumatori” fa sorridere, a meno che non si voglia parlare solo di chi vende copie illegali allo stesso prezzo di quelle ufficiali. Primo perchè qui non si parla di mozzarelle blu che mandano all’ospedale, in quanto la copia è buona quanto l’originale. Poi perché le “vittime” cioè i consumatori finali di pirateria non sono quasi mai ignari, anzi sono consapevoli, ben contenti di risparmiare e pure orgogliosi (anche se si stanno fregando con le proprie mani!).

continua sul sito di origine: Attenzione a parlare di pirateria musicale… | Stop!
Licenza: http://stop.zona-m.net/it/come-usare-gli-articoli-di-stopzona-m

Il primo Isp Pirata al mondo lanciato in Svezia

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 21 luglio 2010

Il Partito Pirata svedese, in prima linea contro le lobby anti-copyright in Svezia, ha in programma di scuotere il mercato ISP del paese.
Dopo essersi preso carico della fornitura di banda per The Pirate Bay, Piratpartiet è ora partner nel lancio di Pirate ISP, uno nuovo servizio a banda larga, che offrirà anonimato ai clienti e fornirà un sostegno finanziario al Partito.


Per difendere i diritti degli utenti BitTorrent in tutto il mondo, il Partito Pirata svedese volontariamente fornisce larghezza di banda a The Pirate Bay, dopo che i precedenti hosts avevano avuto problemi legali in maggio. All’inizio di luglio, il Partito Pirata ha sorpreso di nuovo. Non solo sarebbe stato il nuovo host di The Pirate Bay, ma avrebbe usato l’immunità parlamentare per gestire il sito dall’interno del Parlamento svedese.

Ora il partito ha fatto un altro annuncio interessante. Insieme a partner tecnologici, entrerà nel mercato della banda larga con il Pirate ISP, un nuovo servizio progettato per offrire Internet ai consumatori in linea con gli ideali del Partito dei Pirati.

Gustav Nipe, studente di economia, da lungo tempo membro del Partito Pirata e CEO di The Pirate ISP ha detto a TorrentFreak che Pirate ISP si basa sull’ontologia hacker.”Se vedi qualcosa che pensi che sia rotta si crea una patch e si corregge. Con questo come punto di riferimento stiamo lanciando un ISP. Questo è un modo di affrontare la società del grande fratello “.

Il Pirate ISP è necessario in diversi motivi. Uno è quello di competere con altri ISP, facendo si che lottino di più per la nostra internet.
Se non si comporteranno in questo modo ci sarà sempre qualcun altro a prendere il loro posto
“, Nipe aggiunto.

Oltre che sul profilo della concorrenza, Gustav Nipe ha detto a TorrentFreak che il Pirate ISP massimizzerà la privacy per tutti i suoi clienti.
Operando con ViaEuropa – la società dietro al servizio di anonimato iPredator – gli utenti del Pirate ISP rimarranno anonimi.

Il servizio ha iniziato il beta testing nella città di Lund ieri con circa 100 residenti di LKF, un’organizzazione di alloggi il cui scopo è fornire sistemazioni di qualità a un costo ragionevole.

Dopo le prime due settimane di test, l’obiettivo iniziale di espansione è quello di prendere il 5% del mercato a Lund e poi impostare altre due sedi in Svezia.
Questo è un obiettivo ragionevole secondo Nipe, che ha detto a TorrentFreak che iniziano in piccolo in modo da poter assicurare un servizio di qualità a tutti i loro clienti.

Alla conferenza Hacknight di Malmö che si è conclusa ieri, Nipe ha detto a Shane Murray della nrli.tv che non permetterà al governo svedese di monitorare gli tuenti di Pirate ISP e rifiuterà di conservare i log. Ha avvertito che ogni tentativo di costringerli a fare altrimenti si tradurrà in un problema costituzionale.

Nipe è stato chiaro anche su come Pirate ISP risponderà alle interferenze esterne, in particolare, dagli Stati Uniti.

Possono presentare tutto quello che hanno, ci rifiuteremo di darvi seguiito. Non siamo d’accordo con quello che stanno dicendo e non siamo d’accordo con le leggi che stanno facendo così se avranno un problema con noi, allora avremo un problema – ma questo è tutto.

Per la maggior parte dei potenziali clienti di Pirate ISP che intendono utilizzare il servizio di file-sharing, le minacce più immediate verranno da più vicino, soprattutto da Henrik Ponten della Svenska Antipiratbyrån, l’ufficio dell’antipirateria svedese. Nipe ha detto che sono pronti ad affrontare questa sfida.

Sarebbe un peccato svelare tutti i trucchi che abbiamo, quindi dovremo risparmiarceli per dopo. Ma noi abbiamo modi per garantire che nessun acquirente debba ricevere una misera lettera a casa da Henrik Ponten “.

Da parte sua, ieri Ponten non sembrava impressionato. “Le nostre indagini si sono concentrate sulle persone con la più elevata sicurezza. La domanda è stato fatta mille volte prima“, ha detto. “Quando la polizia viene chiamata, loro devono rivelare le informazioni.

Sembra che il grande pubblico svedese non dovrà aspettare a lungo per scoprire se il Pirate ISP può sopravvivere alle sue promesse.
Secondo Nipe, il sevizio sarà lanciato in Svezia alla fine di questa estate.

Fonte: http://torrentfreak.com/worlds-first-pirate-internet-provider-launches-in-sweden-100720/
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/
Traduzione a cura di Scambioetico.

La Pirateria … ancora.

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 31 maggio 2010
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Nelle precedenti 24 ore, quattro scrittori distinti mi hanno mandato email per avvertirmi che i miei libri sono stati derubati on-line.

Beh … era ovvio.

Internet è stato creato per condividere e distribuire dati. E ‘la ragione per cui tutto il world wide web esiste.

Naturalmente alcuni di questi dati saranno lavori protetti da copyright. Se possono essere digitalizzati, possono, e saranno, condivisi.

Ciò che continua a stupirmi è come gli autori vadano fuori di testa per questo. Il pensiero che qualcuno sta condividendo il loro lavoro – senza pagare – sembra evocare la stessa reazione di quando qualcuno hackera il vostro conto in banca e fugge con i risparmi della vostra vita.

Come potete vedere dalla recente immagine, sono stato piratato. Google indica 8.880 siti diversi, in cui il mio lavoro è stato illegalmente condiviso. E questi sono solo i siti torrent. Senza contare i siti di hosting file, che credo raggiungano un maggior numero di download dei torrenti.

E tuttavia, io non sono preoccupato. Sto attualmente vendendo 220 ebooks al giorno ed il tasso non mostra segni di rallentamento.

Così tutti devono prendere un grande respiro collettivo, rilasciarlo fuori lentamente e smettere di preoccuparsi della condivisione di file illegali. Eccone alcuni motivi.

1. Il copyright è inapplicabile in un mondo digitale. Punto. Punto esclamativo. In nessun momento della storia qualsiasi individuo, società o industria è stata in grado di interrompere la condivisione di file. Nessun paese o la legge è stata in grado di fermarla. Nessuna tecnologia è in grado di fermarla. Il che ci porta a …

2. La gente vuole condividere i file. Questa condivisione di file va avanti per un motivo. È quello che la gente vuole. La lotta alla pirateria sta combattendo la natura umana. Questa è una battaglia che nessuno può vincere. Arrabbiarsi al pensiero di qualcuno copia il vostro ebook è uno spreco di una buona ulcera. Preoccupartevi per qualche problema che prima o poi verrà risolto. Come la fame nel mondo. O il cancro. O la guerra. Queste saranno risolte prima della condivisione di file.

3. Non ci sono assolutamente prove certe che la condivisione di file faccia male alle vendite. Un file condiviso non è uguale ad una vendita persa, non più di quanto qualcuno che legge un libro in biblioteca sia una vendita persa.

I miei ebook che sono in vendita su Amazon e Smashwords sono disponibili GRATUITAMENTE sul mio sito. Ovvero “costano zero dollari.” Eppure gli ebooks mantengono le vendite. Chiaramente, aver la possibilità di ottenere qualcosa gratuitamente non ne inibisce la vendita.

4. Maggior è il numero di persone che sanno chi sei, meglio è. La condivisione di file certamente aiuta a diffondere la consapevolezza del marchio e il riconoscimento del nome e lo fa senza alcuno sforzo da parte vostra.

Ora ci porremo alcune domande.

D: Ma Joe, se ognuno ruba i tuoi eBook, come farai a fare soldi?

R: Fammi vedere un artista in bancarotta a causa della pirateria e provvederemo a rivisitare questa domanda.

D: No, sul serio, in un futuro dove tutto è gratuito, come farà …

R: Non siamo in un futuro dove tutto è gratuito. Ma facciamo il gioco “facciamo finta che”. Facciamo finta che tutti gli ebooks siano gratuiti. In che modo gli scrittori faranno soldi? Allo stesso modo in cui tutti i media fanno i soldi. Pubblicità, merchandising e licenze.

D: Ma io non voglio annunci pubblicitari negli ebooks.

R: Io non voglio annunci in niente. Ma è così che funziona il capitalismo. Fattene una ragione.

D: La pirateria è immorale e illegale. Dobbiamo diffonderne la consapevolezza, così la gente smetterà di farlo.

R: Certo … è così che la religione è stata in grado di arrestare la masturbazione, il sesso prematrimoniale e quello extra-coniugale. Ed il perchè gli Stati Uniti hanno vinto con successo la guerra alla droga.

Se è illegale non importa. Le persone fanno quello che vogliono fare. L’immoralità è soggettiva. Ed insegnare alla gente a comportarsi in modo contrario alla natura umana NON FUNZIONA.

D: Se creo qualcosa, dovrei avere il diritto di farci quello che voglio, e farci soldi. La pirateria mi priva di questo diritto.

R: No non è così. La stragrande maggioranza della pirateria non monetizza alcunchè per il pirata. E ‘semplicemente condivisione, dove nessuno ottiene un profitto.

D: Non è vero. I siti che ostano la pirateria fanno un sacco di soldi.

R: Lo stesso fa Google. Lo stesso vale per qualsiasi sito web popolare. Ma questi siti non stanno facendo soldi attraverso la vendita illegale di vostro materiale. Essi semplicemente ne facilitano la condivisione.

D: Perché nessuno chiude quei siti?

R: Ci provano. Poi nuovi siti appaiono. E ‘inarrestabile.

D: Ma io non voglio che i miei testi possano essere condivisi.

R: Allora non scrivere. Semplicemente. JK Rowling ha perso milioni di dollari, per aver rifiutato di lasciare che Harry Potter uscisse in forma di ebook. Newsflash: è possibile ottenere tutti gli ebooks di tutti i libri di Harry Potter dai siti pirata. Lei non si è ocupata dei suoi fan, così i suoi fans si sono occupati di se stessi. E se la Rowling non può fermarla (la pirateria), con i suoi miliardi e gli eserciti di avvocati, nemmeno tu puoi.

D: La pirateria è un furto, puro e semplice.

R: Non è questa la questione. E non è effettivamente vero. Prima di tutto, il furto di un oggetto fisico priva il proprietario di tale oggetto, e ciò è una perdita monetaria. La copia di un file non priva il proprietario del file – il proprietario l’ha ancora.

D: E ‘ furto della proprietà intellettuale.

R: Va bene, anche se penso che questo punto sia praticamente inutile, ne parlerò.

Hai mai letto un libro in biblioteca? Hai mai registrato una canzone dalla radio? Registrato uno spettacolo in tv ed eliminato la pubblicità? Prestato un CD ad un amico? Affittato un film o un videogame? Comprato un libro usato?

Indovina un po ‘- hai già goduto della proprietà intellettuale di qualcun altro senza compensare l’artista.

Potremmo giocare alle “zone grigie” e “dove tracciare la linea” per tutto il giorno. Si tratta in ultima analisi, di cosa si intende per diritto di proprietà intellettuale – la proprietà di un oggetto tangibile, o la sua sperimentazione sensoriale?

Se la discussione di partenza è che ogni volta che sperimentiamo sensorialmente un’opera d’arte dovremmo compensare l’artista, allora siamo tutti ladri. Ma se il rubare non riguarda l’esperienza, ma rigurada i beni materiale, allora condividere oggetti immateriali, come i file di dati, non è rubare.

D: Guarda, è rubare, non importa come si tenta di giustificarlo. Abbiamo bisogno di creare una tecnologia migliore per assicurarci che i pirati non possano rubare.

R: C’è una ragione se iTunes non utilizza più il DRM (digital rights management, lo standard industriale per la protezione contro la copia). Perché la gente non vuole il DRM.

Sapete chi vuole DRM? Gli artisti e le aziende che non sanno cosa diavolo stanno facendo perché hanno reazioni impulsive alla parola “pirateria”.

Se davvero avete paura della pirateria, educate voi stessi. Leggete su di essa. Scoprite com’è fatta. Ascoltate entrambe le parti difendere le proprie posizioni.

Se avete un briciolo di cervello in testa, è facile rendersi conto che la pirateria sarà sempre presente, che nulla può essere fatto per fermarla, che gli artisti possono ancora fare soldi e che sarebbe molto meglio preoccuparsi di qualcosa su cui si ha il controllo, come scrivere di più e meglio i libri.

E la prossima volta che vedete il vostro ebook su un sito di file sharing, non dite: “Oh no! Sono stato derubato! ” Invece dite: “Cool, mi stanno leggendo”. Questo è quello che io faccio.

Addendum:

Ci sono alcuni pareri contrari nel thread dei commenti, quindi volevo solo chiarire e distillare alcuni dei miei pensieri. Io non sono sicuro di come sono passato da “non preoccuparti della pirateria” ad essere un sostenitore completo della pirateria, ma vorrei chiarire che credo che la pirateria sia un furto. Semplicemente non la assimilo a rubare qualcosa di tangibile.

Vorrei anche offrire i miei pensieri finali (per il momento):

1. NON POTETE assumere che un libro scaricato gratuitamente sia una vendita persa. Non è 1 a 1.
In alcuni casi, il pirata non avrebbe comunque mai comprato il libro.
In alcuni casi, il pirata non compra il libro e nessun altro libro dell’autore.
In alcuni casi, il libro langue su un disco rigido senza essere mai letto da alcuno.
In alcuni casi, il pirata non sarebbe mai nemmeno venuto a conoscenza del libro o dell’autore senza trovarlo su di un sito di file sharing.
ecc…

2. E ‘impossibile dimostrare l’effetto del file sharing sulle vendite, senza di fatto intervistare ogni singolo pirata e farlo rispondere in maniera veritiera circa le sue abitudini di condivisione e di acquisto.

3. Le industrie possono perdere soldi per molte ragioni. Manca uno studio che mostri chiaramente che la pirateria sia l’unica causa o che dimostra anche che sia una parte delle cause.

4. La pirateria è un grande business per i gruppi che fanno soldi studiando combattendo la pirateria. Rapporti corretti e imparziali sono difficili da trovare, specialmente quando il capitalismo e la politica sono coinvolti.

5. Ho verificato una significativa crescita a fronte della gratuiità e della pirateria. Così come molti altri.
Anche se è impossibile da dimostrare un legame diretto tra la pirateria e la vendita, dimostrare una crescita delle vendite a fronte della pirateria è un indicatore dannatamente buono di quanto la pirateria non sia nociva. Oppure, se è nociva, non lo è sufficientemente per impattare sulla crescita.

Questa non è opinione. E’ un fatto. Ed è ripetibile.

Non è possibile dimostrare la pirateria vi abbia danneggiato. Ma posso dimostrare che non mi abbia danneggiato. Ergo, la mia tesi è valida.

6. Non preoccupatevi di ciò che non potete controllare. Dormirete meglio.

7. L’unico modo per combattere la pirateria è attarverso i costi e la convenienza, dei quali ho già bloggato in precedenza.

J.A. Konrath (voce su Wikipedia)
Fonte articolo originale: http://jakonrath.blogspot.com/2010/05/piracy-again.html

Traduzione a cura di Scambioetico.

Sia FAPAV la sua volontà?

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 15 gennaio 2010
di G. Scorza – La Federazione contro la pirateria audiovisiva ha rastrellato indirizzi IP. Chiede a Telecom di oscurare siti e accusa l’operatore di complicità nella violazione del diritto d’autore. Il caso Peppermint è passato remoto?

Roma – La FAPAV – Federazione contro la pirateria audiovisiva – ha trascinato in via d’urgenza Telecom Italia dinanzi al Tribunale di Roma chiedendo al Giudice di ordinarle di inibire l’accesso, a tutti i propri utenti, ad una decina di siti attraverso i quali verrebbero rese disponibili opere cinematografiche protette da diritto d’autore. Secondo quanto si apprende dai primi lanci di agenzia e dalle dichiarazioni rese dal Presidente della SIAE – prontamente intervenuta a sostegno della FAPAV nel giudizio – presupposto dell’azione cautelare promossa dalla Federazione antipirateria nei confronti di Telecom sarebbe la circostanza che centinaia di migliaia di utenti italiani negli ultimi mesi avrebbero utilizzato le risorse di connettività messe loro a disposizione da Telecom per scaricare film ed altre opere audiovisive dai “siti famosi del peer to peer” e non solo.

Telecom, a questo punto – secondo la tesi della FAPAV, sostenuta dalla SIAE – sarebbe tenuta ad impedire l’accesso a tutti i propri utenti ai siti in questione e dovrebbe ritenersi corresponsabile delle condotte di pirateria audiovisiva, giacché, pur essendo stata tempestivamente informata dei pretesi illeciti in atto avrebbe omesso di informare l’autorità giudiziaria e diffidare i propri utenti dal proseguire.
La storia dunque si ripete e, quel che è peggio, l’antipirateria all’italiana sembra incapace di imparare dal passato.

Non si conoscono ancora i dettagli della vicenda e, in particolare, le modalità investigative utilizzate dalla FAPAV per acquisire i dati che le consentirebbero di affermare con certezza che centinaia di migliaia di utenti hanno scaricato determinate opere cinematografiche da altrettanto ben individuati siti internet, ma appare evidente che, quali che siano state dette modalità, ci si trova dinanzi ad un nuovo caso Peppermint.

Ancora una volta, infatti, l’industria ha ritenuto di poter arbitrariamente esercitare poteri investigativi sostituendosi all’autorità giudiziaria ed alle forze di polizia e di poter così – in un intervallo più o meno lungo di tempo – pedinare in Rete milioni di ignari cittadini lungo le autostrade dell’informazione, acquisendo, registrando, archiviando ed incrociando i dati personali di questi ultimi. Sembra, infatti, difficile dubitare che la FAPAV per poter, oggi, agire nei confronti di Telecom, debba almeno essere in possesso degli indirizzi IP – evidentemente assegnati da Telecom – dei presunti pirati, o meglio dei titolari delle risorse di connettività utilizzate dai presunti pirati, e degli indirizzi IP di destinazione dei percorsi di navigazione di tali utenti che contraddistinguono i siti internet dei quali è stato chiesto l’oscuramento.

Si tratta, in altre parole, di una condotta probabilmente ancor più grave di quella posta in essere da Logistep nell’ormai celebre caso Peppermint: FAPAV ha, probabilmente, trattato addirittura dati relativi al percorso di navigazione degli utenti verso determinate risorse telematiche ovvero dati che gli stessi fornitori di servizi di connettività non possono trattare proprio in ragione del loro carattere “personale”.
Sono, d’altro canto, mesi che si ha il sospetto che qualcosa fosse nell’aria e che FAPAV stesse preparandosi al colpo grosso.

Ad aprile dello scorso anno, infatti, Filippo Roviglioni, Presidente di FAPAV raccontava in un’intervista a Gabriele Niola pubblicata proprio su queste pagine, questo aneddoto del quale la vicenda processuale di queste ore costituisce, evidentemente l’epilogo: “Un mese fa con un software trovammo un certo numero di persone che scaricavano film e musica. Andammo dal magistrato molto contenti, con nome e cognome, il magistrato ci chiese come li avevamo ottenuti e visto che ovviamente i pirati in questione non erano consenzienti ci disse che rischiavamo di essere inquisiti per violazione della privacy. Siamo andati allora a parlare con il numero due in materia di privacy che ci ha detto solamente come condivida il nostro senso di impotenza e frustrazione”.
Si tratta, d’altro canto, di dichiarazioni che lo stesso numero uno di FAPAV ribadisce in questo video del quale davo, con sorpresa, notizia in questo post del 26 maggio 2009, profeticamente intitolato “La Confessione”.

Se, come appare ragionevole ritenere, i dati posti a fondamento dell’azione oggi promossa dinanzi al Tribunale di Roma sono i medesimi raccolti da FAPAV nel corso del 2009, dunque, la Federazione antipirateria era, ed è, perfettamente a conoscenza del carattere illecito dell’acquisizione dei dati utilizzati tanto da aver già incassato un diniego all’azione penale da parte della Procura della Repubblica, che anzi le avrebbe paventato il rischio di vedersi costretta ad inquisirla per trattamento illecito di dati personali, ed un parere negativo – sebbene accompagnato da una manifestazione di solidarietà – da parte dell’Ufficio del Garante della Privacy.

In tale contesto sembra agevole concludere che FAPAV ha appena promosso un’azione cautelare dinanzi al Tribunale di Roma ponendo a suo fondamento elementi di prova illegittimamente raccolti.

Se a ciò si aggiunge che, come è ormai noto, nella vicenda Logistep-Peppermint tanto il Preposto Federale per il trattamento dei dati personali svizzero che il nostro Garante per la privacy ritennero illegittima l’attività di monitoraggio di massa posta in essere dagli investigatori dell’etichetta discografica tedesca, pochi dubbi possono residuare sull’illegittimità della condotta della Federazione antipirateria audiovisiva. È vero che il tempo rimargina le ferite ma, salvo prescrizioni, sanatorie e norme “accorcia-processi”, difficilmente rende lecito ciò che è nato illecito.

Sotto tale profilo sta dunque al Tribunale di Roma – auspicabilmente previo intervento dell’Autorità Garante per il trattamento dei dati personali – decidere se, in nome di un’antipirateria sostanziale ed indiziaria, porre a fondamento di una decisione un’attività di investigazione di massa posta in essere in aperta violazione della disciplina sulla riservatezza. Forse un pugno di autori e l’industria audiovisiva ringrazierebbe ma, così facendo, si sacrificherebbe il diritto alla privacy di milioni di cittadini e, soprattutto, si affermerebbe il principio per il quale chiunque di noi, dinanzi al sospetto di un illecito che riguarda il proprio portafoglio, può sostituirsi all’autorità di polizia ed a quella giudiziaria e dar corso a pedinamenti, perquisizioni ed intercettazioni.

La privacy, tuttavia, è solo uno dei profili dell’iniziativa della FAPAV che non convincono.
Quali sono le prove sulla cui base FAPAV sarebbe in grado di dimostrare che un certo numero di utenti Telecom avrebbero violato la disciplina sul diritto d’autore? Basta davvero un enorme foglio di calcolo con una colonna di indirizzi IP di partenza ed un’altrettanto lunga colonna di indirizzi IP di destinazione per sostenere che un cittadino o, meglio ancora, che proprio l’utente contrattualmente legato a Telecom – e non, piuttosto, un suo familiare o amico – è un pirata? La mia sensazione, francamente, è che non sia così e non possa esserlo almeno sino a quando l’accertamento della condotta non sia compiuto da un pubblico ufficiale nel rispetto delle regole del diritto e, in ogni caso, fino a quando in Italia non sia stata varata una disciplina stile HADOPI attraverso la quale sia posto a carico di ogni titolare di risorse di connettività un obbligo di custodia relativo a tali risorse.

La verità è che, allo stato, FAPAV – come peraltro sembrerebbe esserle già stato fatto presente dalla procura della repubblica di Roma nell’aprile scorso – non è in condizione di provare assolutamente nulla. Niente prova, niente provvedimento, dunque.

Ma andiamo avanti perché la circostanza che FAPAV, allo stato, non sia in grado di provare alcunché in ordine all’imputabilità agli utenti Telecom di una condotta illecita, porta con sé un’ulteriore importante conseguenza. Telecom, ricevuta la diffida di FAPAV, non aveva alcun obbligo di fare alcunché perché non si può pretendere che sia sufficiente ipotizzare una violazione di un proprio diritto per pretendere che un intermediario si adoperi per segnalare un illecito che magari non esiste ad un’autorità giudiziaria o, piuttosto, per diffidare un utente che, magari, ha semplicemente subito un furto di risorse di connettività.

A prescindere poi da tutta una serie di altre considerazioni relative alla disciplina degli intermediari della comunicazione che – cavalcando l’onda lunga della decisione The Pirate Bay e Mediaset c. YouTube – la FAPAV pretenderebbe di travolgere, sembra opportuno formulare un’ultima considerazione sul contenuto del provvedimento richiesto al giudice: l’oscuramento di tutta una serie di siti internet dai quali sarebbero stati scaricati anche taluni film.
È, evidentemente, un provvedimento sproporzionato e privo di qualsivoglia fondamento giuridico.

Il titolare dei diritti, infatti – a prescindere da ogni altra considerazione – può, a tutto voler concedere, esigere che l’autorità giudiziaria ordini all’intermediario di adottare i provvedimenti necessari ad interrompere la prosecuzione della specifica violazione contestata – e dunque l’inibitoria all’accesso ad una singola URL che contraddistingua un determinato contenuto. Ma non può, in alcun caso – tanto più senza neppure convenire in giudizio i titolari dei siti in questione – esigere l’oscuramento di un’intera piattaforma di comunicazione elettronica, determinando così, di fatto, la cessazione dell’altrui attività di impresa ed una forte restrizione dell’altrui esercizio della libertà di manifestazione del pensiero. Un simile provvedimento non è contemplato in alcuna norma di legge, e se lo fosse la relativa norma sarebbe in evidente contrasto con gli articoli 21 e 41 della Costituzione per violazione della libertà di manifestazione del pensiero e della libertà di impresa.

Leggendo questo articolo, forse, qualcuno penserà che si dovrebbe smettere di difendere i pirati per evitare di veder morire la nostra industria dei contenuti ma, in tutta franchezza, credo esistano modi e forme per continuare a riconoscersi in un Ordinamento che non abdica ai principi fondamentali dello Stato di diritto in nome dell’antipirateria senza perciò dover rinunciare a cultura e creatività. Non si tratta di difendere i pirati che, se tali, si appropriano di quanto di più prezioso esiste nella società dell’informazione, ovvero le idee e la creatività nella dimensione immateriale. Si tratta più semplicemente di difendere le regole del diritto ed alcune libertà fondamentali che non possono e non devono cedere il passo ai diritti patrimoniali di un numero sempre più esiguo di soggetti.

Guido Scorza
Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione
http://www.guidoscorza.it

Fonte: http://punto-informatico.it/2786807/PI/Commenti/sia-fapav-sua-volonta.aspx
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

PS: Tra i siti per cui si chiede l’oscuramento vi sono:
The Pirate Bay, Italianshare, ItalianSubs, Vedogratis, Youandus, Italianstreaming, 1337x, Dduniverse, Angelmule, Italiafilm, Ilcorsaronero.
Fonte: http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/01/14/news/peer_to_peer-1949434/

Distribuire gratuitamente ebook

Posted in Internet&Copyright by yanfry on 14 dicembre 2009

Originariamente pubblicato su Forbes, dicembre 2006 – Cory Doctorow

Da quando è uscito il mio primo romanzo, ho sempre distribuito gratuitamente i miei libri e, accidenti, ho sempre guadagnato un sacco di soldi.
Quando Down and Out in the Magic Kingdom (il mio primo romanzo, appunto), è stato pubblicato dalla Tor Books nel gennaio del 2003, ho anche messo su Internet l’intero testo elettronico sotto una licenza Creative Commons che ha incoraggiato i miei lettori a copiarlo in lungo e il largo. In un solo giorno ci sono stati 30.000 download dal mio sito (e coloro che lo scaricavano erano liberi di farne delle copie).
Tre anni e sei ristampe più tardi, più di 700.000 copie del mio libro sono state scaricate dal mio sito. Il libro è stato tradotto in talmente tante lingue che non riesco più a tenerne traccia, i concetti chiave sono stati adottati per progetti di software, e ci sono due diversi adattamenti audio realizzati da fan online.

Non tutte le persone che scaricano il libro poi lo comprano, ma non lo avrebbero comprato in ogni caso, quindi non ho perso alcuna vendita, ho solo guadagnato un po’ di pubblico.
Una piccola minoranza di coloro che ne hanno scaricato una copia, considera l’ebook come un sostituto del libro stampato: queste sono vendite mancate.
Ma una più larga minoranza considera l’ebook come un incentivo per comprare il libro stampato. Queste sono vendite acquisite. Fino a quando le vendite acquisite superano quelle perse, sono ancora in gioco. Dopotutto, distribuire quasi un milione di copie del mio libro non mi è costato niente.

Il fatto è che un ebook è un oggetto sociale. La copia passa da un amico all’altro, splende dallo schermo di un palmare, incollato su una mailing list. Può essere convertito in una simpatica firma in calce a un’e-mail. È così fluido e immateriale che si può diffondere per la durata della vostra vita. Niente fa vendere i libri quanto una raccomandazione personale: quando lavoravo in una libreria, le parole più dolci che potessi sentire erano “Il mio amico mi ha detto di scegliere…” L’amico aveva venduto il libro al mio posto, dovevo solo renderlo effettivo. In un’epoca di amicizie on-line, gli ebook trionfano sugli alberi morti grazie al passaparola.

Ci sono due cose che gli scrittori mi chiedono su questo argomento: in primo luogo, vendi più libri? E in secondo luogo: come hai convinto il tuo editore a intraprendere questo progetto folle?
Non c’è alcun modo empirico per provare che regalando ebook si vendano più libri, ma io l’ho fatto con tre romanzi e una raccolta di brevi racconti (e continuerò a farlo con altri due romanzi e un’altra raccolta l’anno prossimo), e le vendite dei miei libri hanno sempre superato le aspettative del mio editore. Rapportando le vendite dei miei libri ai numeri forniti dai colleghi si nota che i miei vanno un po’ meglio di altri titoli di scrittori simili, a uno stadio simile delle loro carriera. Ma non si può averne la certezza senza tornare indietro nel tempo per realizzare nuovamente gli stessi libri nelle stesse circostanze ma senza il progetto dell’ebook gratuito.
Ciò che è sicuro è che ogni scrittore che ha tentato di distribuire ebook gratuitamente per vendere libri ne è stato contento ed è pronto a ripetere l’esperienza.

Come ho convinto Tor Books a farlo? La Tor non è un’ardita, arrogante compagnia online. È la più grossa casa editrice di romanzi di fantascienza nel mondo, ed è una divisione del colosso dell’editoria tedesca Holtzbrinck. Non sono informatici hippy che profumano di patchouli convinti che l’informazione debba essere libera. Sono, piuttosto, astuti ispettori del mondo dei romanzi fantascientifici, forse il più sociale tra i generi letterari. La fantascienza è guidata da un organizzato mondo di appassionati, volontari che allestiscono centinaia di convention letterarie in ogni angolo del globo, ogni weekend dell’anno. Questi intrepidi promotori trattano i libri come marchi di identità e come artefatti culturali di grande importanza. Evangelizzano i libri che amano, creano una subcultura attorno a essi, li citano in discussioni politiche, a volte riadattano persino le loro vite e i loro lavori attorno a essi.

Ancora, i primi seguaci del romanzo fantascientifico definirono il carattere sociale di Internet. Data l’alta presenza di appassionati di fantascienza tra coloro che sono impiegati nel settore tecnico, era evidente che la prima discussione non tecnica su Internet sarebbe stata su questo genere. Le norme online di chiacchiericcio, di organizzazione degli appassionati di fantascienza, di editoria, e per il tempo libero derivarono dal mondo degli appassionati di fantascienza, e se ogni letteratura ha un suo spazio naturale nel cyberspazio, è il romanzo fantascientifico stesso che ha coniato il termine “cyberspazio”.
Difatti, il romanzo di fantascienza è stato la prima forma di letteratura online selvaggiamente piratato attraverso canali “bookwarez” che contenevano libri scansionati a mano, una pagina alla volta, convertiti in testi digitali e corretti. Anche oggi, il genere letterario più piratato è quello fantascientifico.
Niente può rendermi più ottimista per il futuro. Come l’editore Tim O’Reilly ha scritto nel suo determinante saggio “Piracy is Progressive Taxation”, “essere abbastanza famosi da essere piratati è il coronamento del successo�I bit saranno sempre più facili da copiare. Quindi dovremo inventarci qualcos’altro da far pagare. Questo non significa che non si debba pagare per un bit copiabile, ma sicuramente non si può più obbligare un lettore a pagare per ottenere l’accesso alle informazioni.

Questa non è la prima volta in cui imprenditori creativi hanno affrontato questa transizione. Gli interpreti del teatro Vaudeville hanno dovuto affrontare il brusco cambiamento portato dalla radio, dall’avere il perfetto controllo su chi poteva ascoltare una rappresentazione (se non compravano il biglietto, li buttavano fuori) a non controllare più nessuno (ogni famiglia il cui membro dodicenne era in grado di costruire una radio, l’equivalente dell’epoca dell’installazione di un programma di file-sharing, poteva sintonizzarsi). Esistevano modelli di business per la radio, ma prevederli a priori non era facile. Chi avrebbe potuto prevedere che la grande fortuna della radio sarebbe passata attraverso una Blanket License[16], la protezione di un decreto del Congresso, una collecting society, e l’invenzione di una nuova forma di statistica matematica per trovarne le frequenze?

Predire il futuro dell’editoria – se cambierà il vento e i libri stampati diventeranno obsoleti – è altrettanto difficile. Non so come gli scrittori si guadagneranno da vivere in tale mondo, ma so per certo che non lo scoprirò voltando le spalle a Internet. Facendo parte dell’editoria elettronica, guardando cosa centinaia di migliaia di miei lettori fanno con il mio ebook, ho una maggiore consapevolezza di mercato di quanta ne potessi ottenere con qualsiasi altro mezzo. La stessa cosa si può dire per il mio editore. Sono seriamente convinto che continuerò a lavorare come scrittore nell’immediato futuro e la Tor Books e la Holtzbrinck lo sono altrettanto. Dipendono dal futuro dell’editoria più di quanto non faccia io. Quindi quando mi sono avvicinato al mio editore con il progetto di distribuire gratuitamente libri per venderli, per loro, era una scelta scontata.

Credo sia un buon affare anche per me. Questa sorta  di “ricerca di mercato” basata sulla distribuzione gratuita di ebook fa vende libri stampati. Inoltre, la grande diffusione dei miei libri mi apre nuove opportunità per guadagnarmi da vivere con attività connesse al mio lavoro di scrittore, come per esempio la cattedra Fulbright presso l’università della California del Sud ottenuta quest’anno, questo articolo super-pagato per Forbes, partecipazione a convegni e altre opportunità di insegnare, scrivere e rilasciare la licenza della mia opera per la traduzione e l’adattamento. L’instancabile opera di evangelizzazione da parte dei miei fan non fa vendere solo i miei libri, fa vendere anche me.

L’età dell’oro di centinaia di scrittori che vivevano solo di diritti d’autore, è una fesseria. Nel corso della storia, gli scrittori dipendevano da lavoretti, insegnamento, sovvenzioni, eredità, traduzioni, concessione di licenze e varie altre fonti per sbarcare il lunario. Internet non solo vende più libri per me, ma mi da anche più opportunità di guadagnarmi da vivere attraverso attività correlate alla scrittura.
Non c’è mai stato un momento in cui più persone hanno letto più opere di più autori. Internet è un universo letterario di parole scritte. Che cosa piacevole per gli scrittori.
[15]  “Being well-enough known to be pirated [is] a crowning achievement.”
[16]  La Blanket License viene rilasciata dalla ASCAP (American Society of Composers Authors and Publishers) e permette le esecuzioni pubbliche di tutto o parte del catalogo, dietro un pagamento annuale.

Fonte: http://www.librishop.it/aree/?p=260
Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/

Industrie discografiche citate per oltre 6 miliardi per pirateria dagli artisti

Posted in Internet&Copyright by yanfry on 9 dicembre 2009

Sicuramente le major si lamentano sempre dei danni a loro arrecati dal download illegale ma che dovrebbero dire gli artisti che essi stessi “pirateggiano”?

Spesso, infatti, vendono CD senza pagare i diritti d’autore agli artisti, basta pensare ad esempio alla vicenda di pochi mesi fa, quando un grande artista dell’America Latina, Alejandro Fernández, ha inviato la polizia in un ufficio della Sony Music a confiscare oltre 6.000 CD e questa è, giustamente come dice Torrent Freak, solo la punta di un iceberg.

Infatti, le etichette hanno preso l’abitudine di utilizzare le canzoni di una grande varietà di artisti per le compilation, senza garantire i diritti degli autori. Semplicemente utilizzano la registrazione e questo è in corso dal 1980 e da allora l’elenco dei brani non retribuito è cresciuto a 300.000.

Stanchi di ciò un gruppo di artisti hanno depositato una class action in Canada nei confronti di quattro importanti etichette collegate al CRIA, l’equivalente locale della RIAA. Nel mese di ottobre dello scorso anno Warner Music, Sony BMG Music, EMI Music e Universal Music sono stati citati in giudizio per uso illegale di migliaia di brani e al momento il caso è ancora in corso.

Il problema è che dati i mezzi e gli avvocati a disposizione delle etichette discografiche la causa potrebbe andare avanti per anni e giustamente gli artisti nella loro denuncia hanno scritto “ “Il comportamento delle case discografiche è aggravato dal loro approccio rigoroso e incessante nella difesa dei loro interessi e dei propri diritti d’autore nei confronti dei consumatori”.

Quindi chi è tanto rigoroso nel colpire le violazioni della legge quando si tratta del proprio tornaconto ancora di più la stessa legge dovrebbe rispettarla.

Il processo è ancora in corso, ma già alle etichette saranno richiesti risarcimenti di almeno $ 50 milioni di euro per aver violato i diritti degli artisti, e questa cifra potrebbe arrivare a 6 miliardi di euro. Allora, come dice Torrent Freak, chi sono i veri pirati qui?

Fonte Torrent Freak
Traduzione a cura di Janet
Licenza CC: http://www.creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

Makers: La minaccia per autori ed editori

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 7 dicembre 2009
[L'introduzione a Makers, l'ultimo romanzo di Cory Doctorow, è un'ottima spiegazione di quel che l'autore pensa dell'editoria presente e delle possibilità che offre alla persona autrice. Makers è stato pubblicato in USA Canada UK, ed è disponibile contemporaneamente come ebook gratuito senza che questo ostacoli le edizioni a stampa. La traduzione è mia - Jan Reister]

A proposito di questo ebook – di Cory Doctorow

C’è un pericoloso gruppo di attivisti anti-copyright che rappresenta una minaccia grave ed impellente per il futuro di autori ed editori. Non rispettano né la proprietà né le leggi. In più, sono potenti ed organizzati, e riescono a farsi ascoltare dai politici e dalla stampa.

Parlo ovviamente degli uffici legali degli editori di ebook.

Queste persone non credono nella legge sul diritto d’autore. La legge sul copyright dice che quando compri un libro, è di tua proprietà. Puoi regalarlo, prestarlo, darlo in eredità ai tuoi discendenti o donarlo al più vicino dormitorio per senzatetto. Possediamo libri da molto più tempo prima di quando abbiamo iniziato a stamparli. La legge sul diritto d’autore ha sempre riconosciuto il tuo diritto a possedere i tuoi libri. Quando vengono scritte le leggi sul copyright – da politici eletti, per il bene pubblico – esse tutelano sempre questo diritto.

Gli editori di ebook però non rispettano la legge sul diritto d’autore, e non credono che tu abbia diritto al possesso dei tuoi beni. Al suo posto, dicono che quando “compri” un ebook, in realtà stai solo comprando una licenza per quel libro, e che la legge sul copyright è superata dalle migliaia di parole farsesche ed ingiuriose dell’accordo di licenza su cui fai clic quando completi la transazione d’acquisto. (Certo, il pulsante sul sito dice “Compra questo libro” e parlano di “vendite di ebook” alle conferenze – nessuno dice “Licenzia questo libro per il tuo Kindle” o “Le licenze totali per gli ebook sono cresciute cento volte dallo 0.00001% di tutte le edizioni allo 0.0001%”)

Che vadano all’inferno. L’hai comprato, è tuo. Credo nella garanzia di proprietà dei tuoi libri data dalla legge sul copyright.

Perciò possiedi questo ebook. L’accordo di licenza [...] è di Creative Commons e ti dà ancora più diritti di un libro normale. Ogni sua parola è un regalo, non un sequestro. Goditela.

Cosa voglio da te in cambio? leggi il libro. Dillo ai tuoi amici. Fai una recensione su Amazon o alla tua libreria vicino casa. Portalo al tuo circolo di lettura. Fallo leggere ai tuoi studenti (quelli più grandi per favore – quella scena di sesso è tosta) (adesso sei attento, vero?). Come scrisse Woody Guthrie:

“Questa canzone è sotto il Sigillo di Copyright n.154085 delle leggi degli Stati Uniti, per un periodo di 28 anni, e chiunque venga sorpreso a cantarla senza il nostro permesso sarà un nostro grande amico, perché con ce ne importa nulla. Pubblicala, scrivila, cantala, ballala, cantaci uno yodel. Noi l’abbiamo scritta, è tutto quel che volevamo fare.”

Già. Inoltre, se ti piace, compralo o regala una copia ad un’ente meritevole e privo di fondi.

Perché lo faccio? Perché il mio problema non è essere piratato, ma essere sconosciuto (grazie Tim O’Reilly per questo fantastico aforisma). Perché gli ebook gratuiti vendono libri stampati. Perché mi sono fotocopiato anche il c**o quando avevo 17 anni e sono cresciuto spendendo praticamente ogni cent disponibile in libri quando sono diventato grande. Perché non posso impedirti di condividerlo (gli zero e gli uno non diventeranno più difficili da copiare); e perché i lettori hanno sempre condiviso il libri che amano, e quindi posso chiederti di unirti alla causa.

Da quando avevo sei anni ho sempre sognato di scrivere romanzi di fantascienza. Ora lo faccio davvero. E’ un sogno realizzatosi, come fare da grande il cowboy o l’astronauta, tranne che non vieni vessato dai rancher e non devi restare 28 ore sulla rampa di lancio col pannolone. L’idea che possa infastidirmi quando le persone – i lettori celebrano ciò che scrivo è incredibilmente assurda.

Quindi scarica questo libro.

Alcune regole:

E’ tradizione qui che i lettori convertano i miei ebook nel loro formato preferito e me li spediscano, ed è bello! Se hai convertito in un altro formato i file, inviameli [...] e li pubblicherò, ma prima leggi questo:

* [...] Niente copertine. Il testo del libro è liberamente copiabile, la copertina non proprio. Ne controlla i diritti il mio editore, quindi non inserirla nel file.
* Niente DRM. La licenza Creative Commons proibisce la condivisione del file con “DRM” (detto anche “protezione da copia”), e per me è bene così. Non mandarmi il libro con del DRM. Se converti ad un formato che ha l’opzione DRM, controlla di averla disabilitata.

Una parola a insegnanti, bibliotecari e persone che vogliono regalarmi dei soldi

Ogni volta che metto online gratis un libro, ricevo delle email da lettori che vogliono fare una donazione. Apprezzo la generosità di spirito, ma non mi interessano le donazioni in denaro, perché i miei editori sono davvero molto importanti per me. Essi danno un contributo enorme al libro, lo migliorano, lo offrono ad un pubblico che non potrei mai raggiungere, mi aiutano a fare di più col mio lavoro. Non ho intenzione di tagliarli fuori dal giro.

Ma ci deve essere un modo per mettere a frutto questa generosità e forse l’ho trovato.

Ecco come: ci sono tanti insegnanti e bibliotecari che vorrebbero mettere delle copie di questo libro tra le mani dei loro studenti e frequentatori, ma non hanno i fondi per farlo.

Ci sono persone generose che mi vogliono spedire dei soldi per dirmi grazie dei libri gratis.

Propongo di farli incontrare.

Se sei un insegnante o un bibliotecario e vuoi una copia gratuita di Makers, scrivi a freemakers@gmail.com col tuo nome, il nome e l’indirizzo della tua scuola. Verrà pubblicato qui sotto dalla mia fantastica assistente, Olga Nunes, perché potenziali donatori lo possano vedere.

Se ti è piaciuta l’edizione elettronica di Makers e vuoi donare qualcosa per dire grazie, controlla qui sotto per trovare un insegnante o una biblioteca da sostenere. Poi vai su Amazon, BN.com o la tua libreria online preferita ed ordina una copia per loro, invia una copia della ricevuta (se vuoi cancella il tuo indirizzo ed altre informazioni personali) a freemakers@gmail.com così Olga segnerà la copia come spedita. Se non vuoi essere ringraziato pubblicamente per la tua generosità, diccelo e ti terremo anonimo, altrimenti sarai ringraziata sulla pagina delle donazioni.

Vai a http://craphound.com/makers/donate per insegnanti, bibliotecari ed altre persone simili che cercano donazioni.

Fonte: http://nutopia2sergiofalcone.blogspot.com/2009/11/cory-doctorow-makers.html

BBC, niente DRM totale

Posted in Politica&Società by yanfry on 13 novembre 2009

Le autorità UK rispediscono al mittente le raccomandazioni della TV pubblica sulle restrizioni alla copia nelle trasmissioni digitali. E chiedono ulteriori spiegazioni sul perché una scelta del genere dovrebbe giovare ai consumatori

Roma – La BBC aveva invocato – per conto terzi – l’implementazione obbligatoria della protezione dei contenuti in broadcasting su rete digitale, ma l’Office of Communication (OfCom) britannico ha ricevuto dai cittadini una risposta decisamente poco positiva sull’argomento: rispedendo al mittente la questione e ritardando – forse fatalmente – la concretizzazione dei sogni di DRM dell’industria dei contenuti che opera in UK.

In questa partita la BBC si è presentata nelle vesti di semplice “portavoce” delle preoccupazioni dei produttori in merito alla pirateria, ma è indubbio che la prima a uscire sconfitta dalla partita sia proprio la TV di stato inglese.

Nella risposta scritta alle raccomandazioni dell’emittente, l’OfCom ha fatto sentire tutto il peso delle reazioni negative dei teleutenti – che hanno bersagliato di critiche la proposta nell’arco delle due settimane di consultazione pubblica decisa dall’autorità – ripassando la palla alla BBC e chiedendo ulteriori spiegazioni in merito.

Ofcom vorrebbe sapere in particolare per quale ipotetico motivo la paventata cifratura-compressione del segnale digitale dovrebbe garantire un beneficio ai consumatori di Sua Maestà, e come la BBC intenda “affrontare i potenziali svantaggi per cittadini e consumatori”.

A questo punto però la partita si gioca su tempi ristretti, perché i produttori di ricevitori e PVR vari hanno fretta di inondare il mercato dei loro prodotti in tempo per la prossima accensione delle trasmissioni a 720p (1280×720 pixel con rapporto dello schermo a 16:9) di Freeview HD: il servizio messo in piedi da BBC, ITV1, Channel 4 e Sky sul digitale terrestre inglese.

Alfonso Maruccia
Fonte: http://punto-informatico.it/2748496/PI/ … otale.aspx
Licenza Creative Commons http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

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