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#PPTweetComunicato Stampa su incontro Renzi VS 5Stelle per Legge Elettorale

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 30 giugno 2014

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  • Visto e ascoltato streaming Renzi Vs 5 Stelle su Legge Elettorale #PPTweetComunicato
  • Renzi dice “governabilità/preferenze, governabilità/vincere, governabilità” (elevato alla n) #PPTweetComunicato
  • 5 Stelle “…” non pervenuto, silenzio assenso #PPTweetComunicato
  • No! #PPTweetComunicato
  • Legge elettorale deve garantire DEMOCRAZIA #PPTweetComunicato
  • Legge elettorale NON deve sottrarre al popolo la sua sovranità #PPTweetComunicato
  • Non è lecito sottrarre il potere al popolo per darlo ai partiti #PPTweetComunicato
  • Non è lecito instaurare “una dittatura della minoranza più grande” #PPTweetComunicato
  • No ad una Legge Acerbo 2.0 aggiornamento peggiorativo della Legge Acerbo 1.0 #PPTweetComunicato
  • La Governabilità DEVE essere subordinata alla democrazia #PPTweetComunicato
  • Si qualità e lealtà degli eletti con unico fine interessi della comunità tutta #PPTweetComunicato

 

Comunicato democraticamente approvato con iniziativa 5855 sulla piattaforma decisionale del Partito Pirata Italiano

T-TIP, QUESTO SCONOSCIUTO Il trattato che svende la vita degli europei agli Stati Uniti – Sabato 31 maggio #Ferrara

Posted in Ferrara, Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 28 maggio 2014

ttip

T-TIP, QUESTO SCONOSCIUTO.

Il trattato (segretissimo) sul commercio e gli investimenti

che svende la vita degli europei agli Stati Uniti.

Sabato 31 maggio, ore 9.30 Ferrara

Sala conferenze CSV- Agire sociale

Via Ravenna , 52

ALBERTO ZORATTI

Di Fair Watch, Campagna STOP T-TIP

spiega cos’è il Transatlantic Trade and Investment Partnership

modera l’incontro il giornalista scientifico

MICHELE FABBRI

In gran segreto è nato il Trattato di libero scambio Usa/Ue (T/Tip) che elimina qualsiasi barriera al mercato con conseguenze gravissime per la salute delle persone e per l’ambiente. “E’ la più grande ‘Statua Imperiale’ mai eretta”. Possiamo fermarli, come nel 1998 – Alex Zanotelli

Promuovono:

Comitato acqua pubblica Ferrara, Rete Lillliput, Alternativa-laboratorio politico culturale, Gentedisinistra, Circoscrizione soci Banca Etica Ferrara, Altraqualità, commercio equo.

Info: 347/9483330

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#DigiTsipras: L’altra Europa dei diritti digitali

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 15 maggio 2014

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Un gruppo di attiviste/i e candidate/i della lista “l’Altra Europa con Tsipras”, tra cui alcuni iscritti e simpatizzanti del Partito Pirata Italiano, hanno promosso l’iniziativa #DigiTsipras per interagire con gli altri candidati, con i collaboratori e gli attivisti della lista più attenti alle tematiche dei diritti digitali per contribuire all’elaborazione di una serie di proposte programmatiche che sono andate naturalmente a confluire nel programma della lista de l’Altra Europa.

 

Il metodo scelto per elaborare questo documento, un esperimento di scrittura collaborativa in una reale situazione di partecipazione peer-to-peer, è un ulteriore elemento che caratterizza questa nostra lista per contribuire a una crescita politica che guardi al futuro con metodi innovativi e concretamente democratici.

 

Quella che segue è la premessa al programma #DigiTsipras che è possibile scaricare cliccando su questo link.

 

Resistenza digitale

 

La rivoluzione digitale costituisce un’opportunità straordinaria di sviluppo civile e sociale ma rappresenta al contempo una seria minaccia per la libertà e la dignità umana.
La velocità con la quale vengono introdotti i mutamenti è superiore al tempo di reazione della società nel suo complesso. Allo stesso tempo, le opportunità di configurare tale processo attraverso il quadro democratico dei singoli stati stanno scomparendo.

La globalizzazione della conoscenza e della cultura umana attraverso la digitalizzazione e il collegamento in rete sfida tutti gli aspetti dei nostri sistemi giuridici, economici e sociali tradizionali.
Le risposte sbagliate a questa sfida, costituiscono appena una delle ragioni che promuovono l’emergere di uno stato di polizia globale completamente totalitario.
La paura del terrorismo internazionale fa sì che
la sicurezza sembri più importante della libertà e zittisce molti di coloro che altrimenti potrebbero difendere la libertà.

Autodeterminazione dell’informazione, libero accesso alla conoscenza e alla cultura, e tutela della privacy sono i pilastri della società dell’informazione del futuro.
Solo su questa base è possibile che emerga un ordine democratico globale che garantisca la giustizia sociale e l’autodeterminazione.
Un movimento politico Europeo deve voler agevolare questo ordine e incanalarlo per il bene di tutti.

Riteniamo che questi temi debbano avere il sostegno dei cittadini da ogni parte dello spettro politico tradizionale perché la lotta per la tutela della privacy, della libera conoscenza e della cultura è e deve essere una lotta comune di tutti i cittadini europei.


Il blog di riferimento dell’iniziativa, dove poter commentare i punti del programma è raggiungibile a questo indirizzo https://digitsipras.wordpress.commentre le nostre pagine di discussione sui social network sono https://facebook.com/DigiTsipras e

https://twitter.com/DigiTsipras

I candidati che hanno aderito all’inizitiva sono:

Domenico Finiguerra (collegio nord-ovest)

Loredana Lipperini (collegio nord-ovest)

Daniela Padoan (collegio nord-ovest)

Luca Casarini (collegio centro)

Tommaso Fattori (collegio centro)

Sandro Medici (collegio centro)

Lorella Zanardo (collegio centro)

Marco Furfaro (collegio centro)

Raffaella Bolini (collegio centro)

Nazzarena Agostini (collegio centro)

Isabelli Cirelli (collegio nord-est)

Camilla Seibezzi (collegio nord-est)

Stefano Lugli (collegio nord-est)

#DigiTsipras retribuzione del reddito oltre il #Copyright

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 8 maggio 2014

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#DigiTsipras Diritti Digitali nell’Altra Europa con Tsipras

Iniziative del 16 Maggio 2014 – Piacenza e Roma
#NoAgcom #NoCopyright #NoSorveglianza
Per informazioni confero@autistici.org

Blog DigiTsipras http://digitsipras.wordpress.com/

Il Partito Pirata Tedesco esclude alleanze con il partito di Grillo

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 24 marzo 2014

Roma 24/03/2014

 

Il leader del Partito Pirata della Germania in un’intervista esclude un’alleanza con la forza politica anti-establishment Italiana, il Movimento Cinque Stelle (M5S) del comico Beppe Grillo.

Le differenze tra il Movimento Cinque Stelle e il Partito Pirata Tedesco sono troppo grandi perché vi sia la possibilità di una collaborazione sui temi europei“, ha detto Thorsten Wirth all’agenzia di stampa italiana Adnkronos.

Criticando la posizione dominante di Grillo sull’M5S, Wirth ha detto: “non ci piace il populismo, abbiamo sfiducia in soluzioni miracolose“. Egli ha poi sottolineato come i pirati tedeschi siano pro-UE, per i finanziamenti pubblici ai partiti politici e per il sostegno a politiche liberali in materia di immigrazione.

Il Quinto Stato può essere un punto di partenza?

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 14 marzo 2014

Può essere il neomutualismo quel fattore utile per dare vita ad una società che sappia reagire alla rapina ecosistemica del capitalismo e alla depredazione collettiva di uno Stato impositivo e corrotto?

E il Partito Pirata che ruolo può giocare in questo tentativo di composizione di soggettività politica?
Il mutualismo attraverso il mutuo soccorso, le leghe di resistenza, la cooperazione, fu la risposta autorganizzata del movimento operaio a partire dalla seconda metà dell’800 quando iniziò a provvedere per sé alle tutele non fornite da Stato e padroni, fu alla base della consapevolezza e della presa di coscienza del proletariato internazionale.
Soltanto in questo paese oggi ci sono oltre 8 milioni i lavoratori che non godono di tutele e che hanno un lavoro intermittente, self-employed, lavoratori temporanei o free lance, lavoratori precari, nomadi del lavoro.
Molti di questi lavoratori, italiani e stranieri, che pagano più di altri il prezzo delle politiche di austerità dell’Europa, costituiscono una sorta di nuovo proletariato trasversale ai ceti sociali e senza coscienza di classe, sempre sull’orlo dell’abisso della povertà, tartassati dal fisco, di fatto tenuti in uno stato di semi cittadinanza senza rappresentanza politica.

Ci sono due aspetti che sembrano sfuggire alla politica attuale che dimostra di non essere in grado di rappresentare questo sommovimento sociale:
Il primo è legato al verticismo dei partiti mentre il Quinto Stato si muove sui principi “dal basso” dell’autorganizzazione e dell’autogestione.
Il secondo è legato alla mancanza di una visione “continentale” delle problematiche, la necessità di affrontare i problemi iniziando a definire nuove regole comuni di questa Europa.
Il nostro partito possiede entrambe queste caratteristiche, è un partito non inquadrabile in un ceto sociale preciso. L’attuale composizione del Partito Pirata è varia e, come abbiamo più volte fatto notare, è frutto di provenienze, storie e visioni assai differenti.
Possiede innata la spinta alla sperimentazione dei nuovi modelli culturali che diminuiscono l’intermediazione, perché di fatto è questa la caratteristica principale del P2P (leggi anche bitcoin) utilizzando le tecnologie, la rete e i suoi nodi come i nuovi telai meccanici, come il terreno naturale del nuovo conflitto sociale (vedi le battaglie sul Copyright, sui brevetti, sul file sharing, contro la censura e per un diritto sostanziale alla libera circolazione delle idee e delle informazioni).

Nel frattempo il Quinto Stato reagisce e si organizza attraverso pratiche che si diffondono anche sfidando apertamente la legalità, condividendo saperi, mezzi di produzione, tecnologie, aprendo luoghi di cooperazione, dando vita ad esperienze di crowdfunding e cooworking, facendosi portatori un nuovo concetto rivoluzionario di produzione tramite il lavoro dei “makers” con le loro stampanti 3D e i FabLab.
Una battaglia che si sposta anche sul terreno del Welfare (o Commonfare) inteso come salvaguardia del “bene comune” necessario per salvaguardare l’autonomia reale dei soggetti.

Tutto questo accade nel silenzio della politica e dei parititi, inadatti a cogliere il senso e il peso di questa trasformazione sotterranea, un silenzio che genera un vuoto politico da riempire.
Io penso che si dovrebbe partire da questo vuoto perché un partito di scopo non sarebbe che una semplice associazione di categoria se non fosse in grado di dare un valore politico ai propri temi dimostrando la forza e la capacità di andare verso una reale trasformazione dell’esistente.

Dall’email di un collega nella lista “Confero” del Partito Pirata Italiano

Consultazione Europea sul #Copyright, guida alla compilazione del Partito Pirata

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 3 gennaio 2014

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Mentre i “politici” Italiani in delirio da onnipotenza e dall’alto delle loro “competenze” in tema di Rete e Tecnologia DECIDONO di normare la Rete, inventarsi tasse inapplicabili e leggi che riscrivono le dinamiche della circolazione delle informazioni online, l’Europa sta CHIEDENDO a tutti i CITTADINI di fornire informazioni e consigli per riformare le leggi del Copyright alla luce dei cambiamenti portati dall’interconnessione globale e dalla Digitalità.
Ora l’essere chiamati ad una consultazione Europea ci restituisce uno strumento base che, in Italia, viene dimenticato nei cassetti del palazzo o che viene scambiato per una sorta di percorso obbligato verso una meta già decisa, come nel caso dell’esito di troppi referendum (acqua, finanziamento ai partiti, ecc) e ai percorsi a risposta-trabocchetto come la Consultazione sulle Riforme Costituzionali.
Sulle tematiche digitali basti un dato: chi, nei secoli passati, non poteva acquistare libri aveva la possibilità di entrare in una biblioteca pubblica avere un libro, fotocopiarlo, studiare, discuterne con altri e formarsi un pensiero su qualunque argomento;
nell’era delle “libertà digitali” dove il sapere è diventato il pane quotidiano si tenta di cancellare la cultura e renderla una merce. Quando si parla di Copyright si parla solo di soldi, di speculazioni sulla cosiddetta “proprietà intellettuale”.
La consultazione pubblica è aperta dal 5 dicembre 2013 al 5 febbraio 2014 attraverso la compilazione di un questionario che si presenta tanto importante quanto corposo: per agevolare la compilazione del questionario la nostra Amelia Andersdotter ha redatto una breve guida che noi come gli altri Partiti Pirata Europei abbiamo tradotto nella lingua del nostro Paese e vi proponiamo qui di seguito.

Scriveteci in caso di necessità e per qualsiasi informazione/consiglio per la compilazione

 

Perché si dovrebbe rispondere a questa consultazione?

La legislazione europea sul copyright è un mosaico. Le regole che lo governano derivano da un periodo in cui molti dei problemi che il copyright pone per il libero flusso delle informazioni e l’accesso alla conoscenza su internet erano ancora sconosciute. Molte differenze nazionali rendono il Copyright europeo poco trasparente e ci impediscono di essere in grado di condividere la cultura attraverso le frontiere nello spirito della comunità europea. Finalmente, la Commissione europea sta mostrando qualche iniziativa per affrontare questo problema. Essa afferma ora che prenderà una decisione nel 2014 sull’opportunità di proporre nuove leggi sul copyright.

Dal 5 dicembre 2013 al 5 febbraio 2014, la Commissione europea invita tutte le parti interessate, comprese i singoli e le ONG, ad offrire i propri pensieri su come dovrebbero essere sviluppate le norme sul copyright dell’UE. A tal fine, la Commissione ha avviato una consultazione pubblica, che fondamentalmente è un catalogo di domande aperte. Si terrà conto delle risposte a questa consultazione quando la Commissione deciderà di far partire una iniziativa legislativa per la riforma del copyright. Rispondere a questa consultazione serve a diversi scopi:

  • Se la Commissione ottiene molte risposte da parte dei cittadini e delle ONG, si deve riconoscere che c’è grande interesse in questo argomento. Solo la Commissione può avviare iniziative legislative a livello europeo, quindi abbiamo bisogno di convincerli che la riforma del copyright è necessaria.
  • Una riforma europea del copyright può migliorare notevolmente il libero scambio di conoscenza e cultura, ma può anche peggiorare le cose! I lobbisti dell’industria hanno molte più risorse a disposizione per rispondere alle consultazioni pubbliche. Per fare in modo che le voci delle persone vengano ascoltate e per guidare la riforma del copyright nella giusta direzione, è importante contro-bilanciare le risposte da parte dell’industria, con un sacco di prospettive da parte di utenti e creativi.
  • Molti di noi sono impegnati in progetti creativi che sono limitati dal regime attuale sul copyright. Condividendo nella consultazione i propri problemi personali con il copyright, si da’ alla Commissione la percezione della grande varietà di progetti creativi e innovativi che sono influenzati dal copyright, non solo quelli delle grandi imprese.

Ma questo sembra un sacco di lavoro!

Ecco dove entriamo in gioco noi. Sì, la consultazione è enorme con 80 domande, ma questo non significa che devi leggerle, figuriamoci se devi rispondere a tutte! Vogliamo offrire una panoramica delle tematiche che vengono trattate. Se vuoi chiedere alla Commissione di legalizzare il filesharing, vai alle domande 22-26, ecc. Stiamo anche dando raccomandazioni su come rispondere alle domande si/no, nonché alcune note sulle questioni da evidenziare nella tua risposta. Sentiti libero di lasciare le domande che non ti riguardano o di cui non si è sicuri in bianco.

E’ più utile dare una risposta personale a 5 domande che copincollare una risposta in tutte 80. In una precedente consultazione, la Commissione ha riferito che ha ricevuto un sacco di risposte da singoli individui, ma che erano tutte identiche. La Commissione è più propensa a prendere le vostre opinioni in considerazione se presentate la vostra posizione con parole vostre!

Con questa guida , stiamo rendendo il più semplice possibile per voi avere un peso in merito al dibattito sul copyright! Sono benvenute eventuali aggiunte e miglioramenti a questa guida che la rendano più completa e facile da usare .

Questo è il documento della consultazione della EC http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2013/copyright-rules/docs/consultation-document_en.pdf

Sito web : http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2013/copyright-rules/index_en.htm

È possibile utilizzare questo template-web per creare documenti formattati da presentare alla Commissione : http://okfde.github.io/eucopyright/

Guida per rispondere alla consultazione sul copyright

Risposte per argomento

Sì alla riforma del copyright:

Q 4, 7, 78, 79

  • Domanda 7 e 78-79: sì, vogliamo che ci sia una riforma giuridica , e sì, vogliamo un unico titolo europeo. questo è di gran lunga il modo migliore per ottenere la certezza del diritto per tutti. copyrightcode.eu è un buon esempio di come potrebbe essere un regime di copyright più semplice. Nella domanda 4, si può anche ricordare che l’armonizzazione del copyright attraverso la riforma del diritto sarebbe la soluzione migliore per l’accesso ai contenuti in tutta Europa.

- filesharing

Q 22-26, 80

  • Se volete legalizzare il file-sharing, quando rispondete alle domande 22-26 è necessario sottolineare che la condivisione di cultura e la copie private su internet dovrebbero essere consentite. È inoltre possibile aggiungere ulteriori commenti sull’abilitare la certezza della legalità nel far funzionare un tracker torrent nella domanda 80. La tradizione europea è radicata nel peer- to-peer : abbiamo una tradizione di lunga durata che permette la cooperazione su base paritaria, simmetrica e trasparente. Dovrebbe essere rispecchiata nei valori europei di internet e del copyright.

- Nessuna estensione del diritto d’autore alle funzioni fondamentali di Internet (caching , linking)

Q 11, 12

  • E ‘ importante che alle domande 11-12 rispondiate negativamente – linking, collegamenti ipertestuali e la visualizzazione di pagine web non devono essere considerate violazioni di copyright. Ci devono essere modi per permettere questo, altrimenti si sgretolerà l’internet.

- DRM

Q 13, 32(b), 36(b), 80

  • I DRM riguardano da un lato l’accesso ai database delle biblioteche e dall’altro l’accesso alle università . Questo è nella domanda 32 ( b) e 36 (b) per i soggetti privati ​​e gli utenti finali.

Ma dovrebbe anche essere più ampiamente affrontata nella domanda 80. Questo saggio copre importanti differenze tra il diritto comunitario e quello degli Stati Uniti : http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2338976

Va chiarito che il DRM non dovrebbe interferire con alcune delle flessibilità legali, diritti o opportunità concessi agli utenti della cultura . Inoltre il DRM non dovrebbe ignorare le eccezioni e limitazioni codificate nella legge. Vogliamo che i legislatori determinino quali diritti tecnici e giuridici le persone hanno o non hanno. Non devono essere le aziende tecnologiche a farlo.

Inoltre il DRM può essere citato nella domanda 13 che chiede se si sono riscontrati problemi nel tentativo di ri-vendere opere digitali .

- termini di protezione

Q 20

  • Se volete termini di tutela più brevi , rispondete alla domanda 20 ! Una durata di protezione ragionevole secondo Rufus Pollock ( economista inglese all’Università di Cambridge ) è circa di 15 anni. Rick Falkvinge e Christian Engström hanno proposto 25 anni come durata massima di protezione . Il PP-CZ propone 5 da a 10 anni .

Vedi Falkvinge/Engström: http://www.copyrightreform.eu/ (prima parte tradotta in italiano)

Rufus Pollock: http://rufuspollock.org/papers/optimal_copyright_term.pdf

- Requisiti per la registrazione

Q 15-18

  • Domande 15-18 . In molti paesi di tutto il mondo bisogna registrare preventivamente l’opera protetta da copyright se si vuole sfruttarla commercialmente tutelati da un registro centrale di copyright. Questa porta maggiore certezza e chiarezza a molti attori . Il Copyright di default crea un sacco di problemi perchè è impossibile scoprire chi è il titolare del diritto.

In particolare, dovrebbe essere obbligatorio avere una registrazione del copyright. https://en.wikipedia.org/wiki/Copyright_registration # Is_registration_required.3F

Limitazioni ed eccezioni del copyright

Q 21, 22

  • Rispondere sì alle domande 21 e 22 per assicurarsi che tutte le eccezioni e limitazioni al diritto d’autore (per esempio ai fini della scienza e dell’istruzione) siano rese obbligatorie per tutti gli stati membri!

- Biblioteche

Q 21-26, 32(b), 36(b)

  • Biblioteche e DRM sono affrontate nelle domande 32 (b) e 36 (b) sui DRM per i soggetti privati ​​e gli utenti finali

Anche le domande 21-26 sono su una flessibilità più generica del copyright. Si consideri il fondo librario svedese – è importante? (in pratica un prelievo fiscale sponsorizzato che va solo agli autori svedesi)

- Remixing

Q 21-26

  • Domande 21-26. In particolare, i diritti di quotazione e citazione devono includere anche audio e video. Allo stesso modo per il remix nel settore educativo (remix per educare le persone). Parodie, citazioni, richiami, remix educativi devono includere audio, immagini e video (audio-video).

La concorrenza nei mercati derivati ​​(Pubblicità) sarà enormemente avvantaggiata da una deroga al remix che non esclude il remix commerciale (DJ, inserzionisti, etc.), quindi è importante che queste deroghe riguardino anche le attività commerciali.

Accennare al fatto che il remix è una attività culturale popolare che colma le barriere culturali tra persone provenienti da diversi Stati membri e deve pertanto essere promosso come mezzo di integrazione europea.

Permettere il remix senza scopo di lucro sarebbe un sicurezza giuridica estremamente preziosa. 

- Giusto uso

Q 24

  • Se nel copyright europeo volete una clausola per il giusto uso, la domanda 24 è il posto adatto per parlarne. Si può sostenere che fornirebbe al contesto del copyright una maggiore flessibilità per reagire ai futuri sviluppi tecnologici e usi innovativi della cultura ovvero per finalità di reporting e di espressione artistica.

- Per le persone con disabilità della vista

Q 21-26

  • Domande 21-26. L’Unione europea ha già sostenuto il trattato per i non vedenti presso l’OMPI che garantisce una migliore accessibilità alle opere letterarie per i disabili della vista. Relativamente al trattato: http://keionline.org/node/1767

Michel Barnier (Commissione Europea) appoggia il trattato: http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-12-603_en.htm

- Certezze legali per il p2p e le reti torrent

Q 13, 14, 21-26, 80

  • Il Peer-to-peer, le reti torrent, il file-sharing e la cultura distribuita sono nelle domande 21-26 (la flessibilità nel copyright – dovrebbe essere consentita), o nella domanda 80. Anche consentire le vendite di seconda mano (domande 13-14) sarebbe utile all’Unione europea, per trovare nuovi modelli di business meno monolitici.

- Punizione e responsabilità degli intermediari

Q 75-77.

  • Qui si può facilmente rispondere che gli intermediari non dovrebbero essere responsabili. Le reti wireless comunitarie, i servizi di anonimizzazione, i fornitori di servizi Internet fissi, i posti di memorizzazione dei dati on-line, i motori di ricerca e altri attori soffrono per l’incertezza a causa della responsabilità degli intermediari nel copyright. Raccontate alla Commissione la vostra storia preferita riguardo tale responsabilità e come ha reso peggiore il mondo! Inoltre, ci dovrebbe essere una direttiva sulle ingiunzioni e conseguenti richieste di intervento che permetta ai fornitori di servizi e ai cittadini di sapere chi chiede che le loro cose vengano rimosse dal web, e perché (vedi https://ameliaandersdotter.eu/2013/07/06/ brev-till-michel-Barnier-om-notice-and-action-i-eu). La legge sul copyright dovrebbe essere materia di diritto civile, non nell’ambito del diritto penale.

Informazioni sulle precedenti consultazioni

Una risposta che abbiamo dato precedentemente alla consultazione sugli accordi commerciali segreti si è conclusa in questo modo: “Accordi commerciali segreti in abbondanza: la consultazione della Commissione rivela che i cittadini non li vogliono” https://ameliaandersdotter.eu/2013/10/06/trade-secrets-galore-commission-consultation-reveal-citizens-dont-want-it

Modello di risposte: https://ameliaandersdotter.eu/2013/02/05/kommissionens-affarshemlighetskonsultation-svarsguide?language=en

Riassunto delle risposte alla consultazione: http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/docs/2012/trade-secrets/130711_summary-of-responses_en.pdf (Il Partito Pirata viene specificatamente citato :D)

Abbiamo anche congiuntamente predisposto le risposte alla consultazione IPRED, ma io (Amelia), non ho ancora analizzato quale sia il risultato di tali risposte.
https://ameliaandersdotter.eu/2012/12/17/commission-ipred-consultation-answering-guide-citizens-w-copyrights (ma dovrebbero essere qui: http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/docs/2012/intellectual-property-rights/summary-of-responses_en.pdf
oppure http://ec.europa.eu/internal_market/iprenforcement/directive/index_en.htm )

Questa è l’analisi IPKat di Eleonora Rosati. Giuridicamente e’ abbastanza buona: http://ipkitten.blogspot.com/2013/12/a-closer-look-at-public-consultation-on.html

Pirati perché?

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 31 dicembre 2013
3 Ottobre 2013, Storno (iscritto al Partito Pirata Italiano)

L’organizzazione dei Pirati per la sua eccezionale efficienza e democrazia ha risvegliato l’interesse degli studiosi in particolare del prof. Leeson della George Mason University.

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Quando Bob Dylan cantava “per vivere al di fuori dalle leggi devi essere onesto” probabilmente non pensava ai capitani pirati del diciassettesimo secolo, eppure, questa frase sembra fatta per loro. I pirati erano certamente criminali crudeli e violenti, ma le navi pirata erano ben diverse dalle tirannie galleggianti che erano le navi militari e commerciali: sulle navi pirata il potere dei capitani era limitato ed i membri dell’equipaggio potevano dire la loro sugli affari della nave. Con questa struttura di potere così fuori da ogni tradizione del tempo i pirati furono l’organizzazione criminale più sofisticata e di successo della storia.

Le navi pirata furono governate da un qualcosa di simile a costituzioni che stabilivano diritti e doveri degli equipaggi, le regole per dirimere le dispute, gli incentivi ed i pagamenti assicurativi e così i pirati combattevano valorosamente in battaglia. Il Codice dei Pirati, menzionato nella serie “Caraibica” non era, in quel senso, un mito, anche se ogni nave aveva il suo proprio codice.
Non solo, ma i pirati limitavano il rischio che i loro leader ponessero i propri interessi al di sopra di quelli della nave, poiché molti pirati lo divennero dopo aver navigato su navi militari e mercantili, dove il capitano era essenzialmente un dittatore.

Per questo i pirati conoscevano i pericoli dell’autocrazia e li evitavano. Inoltre grazie al fatto che provenivano da ogni esperienza ed ogni razza coltivavano fra loro la tolleranza ed avevano una cultura arricchita dalle esperienze di tutti.Come risultato le navi pirata svilupparono un modello che in molti modi anticipava quello delle democrazie occidentali che sarebbero venute più tardi. Come prima cosa, i pirati adottarono un sistema di potere diviso e limitato. I capitani avevano un’autorità totale durante la battaglia, quando dibattito e opinioni differenti erano evidentemente inefficienti e dannosi, ma fuori dalla battaglia era il quartiermastro, non il capitano ad essere responsabile delle razioni di cibo, della disciplina e della distribuzione del bottino. Su molte navi, la modalità di distribuzione del bottino era stabilita per iscritto ed era relativamente paritaria; i capitani pirata spesso ricevevano solo il doppio di quanto distribuito agli altri membri dell’equipaggio ed il quartiermastro una volta e mezza. Il controllo più forte su capitani e quartiermastri era dato dal fatto che non tenevano la loro posizione in virtù di un diritto naturale o di sangue o del successo nel combattimento; li eleggeva l’equipaggio che poteva deporlo in ogni momento. E quando sorgevano delle questioni riguardo le regole che governavano il comportamento a bordo l’interpretazione non veniva lasciata al capitano ma ad una giuria di membri dell’equipaggio. In un periodo in cui i neri erano schiavi, sulle navi pirata essi avevano gli stessi diritti degli altri.

Il sistema pirata era basato anche su un’altra intuizione: i leader che erano grandi in battaglia o in altre situazioni di crisi non erano necessariamente degli ottimi gestori e concentrare il potere in un’unica persona spesso porta a prendere cattive decisioni.
Infine i pirati agivano soli o si coalizzavano per le grandi imprese, privilegiando il risultato alle loro rivalità interne.

Immagine di Viktor Hertz http://www.flickr.com/photos/hertzen/4151367144/sizes/z/in/photostream/ licenza by-nc-sa 2.0

Programma Comune dei Partiti Pirata per le Elezioni Europee 2014

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 11 dicembre 2013

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Traduzione del Testo presente qui http://ppeu.net/wiki/doku.php?id=programme:conferences:ceep_online2013
Traduzione effettuata da Mauro Pirata e revisionata da Aram  del Partito Pirata Italiano (ultimo update 9/12/13)

Conferenza online del 18-20.11.2013 sul Programma Comune per le Elezioni Europee 2014

Proposte di emendamenti per la Conferenza http://ppeu.net/wiki/doku.php?id=programme:conferences:ceep:proposed_changes
Protocollo 18.11.2013 https://piratenpad.de/p/CEEP-Online-Conference
Protocollo 19.11.2013 https://piratenpad.de/p/CEEP-Online-Conference1
Protocollo 20.11.2013 https://piratenpad.de/p/CEEP-Online-Conference2
Risultato degli appunti condivisi https://ppuk.piratenpad.de/226

Proposta finale per un Programma Comune per le Elezioni Europee

Preambolo

L’Unione Europea di oggi come istituzione sovranazionale è un progetto dei suoi stati membri, invece che dei suoi cittadini.

I PIRATI ritengono che l’Europa dovrebbe essere organizzata nel comune interesse di tutti i cittadini europei, così come negli interessi degli Stati membri.

I PIRATI dell’Unione europea hanno adottato questo programma elettorale ed insieme si sforzano di rendere la proporia visione per l’Unione una realtà.

Il deficit democratico all’interno dell’Unione europea è esistito fin dalla sua formazione e non è stato sufficientemente affrontato nel corso del processo di integrazione.

Un obiettivo importante di tutti i pirati è quello di costruire una solida base democratica per l’Unione. Al fine di raggiungere tale obiettivo è fondamentale garantire che i processi politici siano più amichevoli per i cittadini. Insieme dobbiamo incoraggiare lo sviluppo di uno spazio comune europeo per la cultura, la politica e la società, e proteggere le culture ricche e diverse presenti all’interno dell’Unione.

L’UE deve essere all’altezza dei propri principi di sussidiarietà. Le decisioni non devono essere prese a livello comunitario se possono essere meglio risolte a livello nazionale, regionale o locale. L’uguaglianza e la facilità di comunicazione e una cittadinanza informata sono requisiti basilari in un processo decisionale legittimo e democratico. Le decisioni politiche a livello europeo devono essere precedute da dibattito a livello europeo e consentire l’adeguata partecipazione di tutti.

I PIRATI credono fermamente che tutte le persone abbiano il diritto ad un trattamento giusto ed equo. È essenziale che la società rispetti i diritti delle minoranze. Noi siamo contro qualsiasi forma di discriminazione e ci opponiamo ai movimenti che agiscono contro i diritti umani.

Internet come mezzo di comunicazione offre grandi opportunità per lo sviluppo politico, superando la comunicazione a senso unico dall’alto verso il basso. I PIRATI pertanto difendono la libertà di Internet, con fiera determinazione a livello europeo così come su scala globale.

Partecipazione dei cittadini ed Open Government

Supplemento di Democrazia per l’Europa

I PIRATI richiedono la scrittura di un nuovo trattato dell’Unione europea destinato a chiarire e sostituire gli attuali trattati e affrontano la necessità di una riforma democratica in seno all’Unione, a condizione che sia accettata dai cittadini dell’Unione attraverso un referendum.

L’attuale processo legislativo dell’UE è dominato dal ramo esecutivo (la Commissione europea) a discapito del ramo legislativo (il Parlamento europeo). I PIRATI perseguono una rettifica dell’equilibrio dei poteri nelle istituzioni europee per favorire il ramo legislativo.

I cambiamenti alla legislazione primaria dell’UE (ad esempio un trattato) devono entrare in vigore solo se la maggioranza dei cittadini UE approva le modifiche in un voto simultaneo in tutta l’UE, in aggiunta al requisito corrente di un accordo a livello governativo. L’esecutivo UE deve fare in modo che queste votazioni possano essere attuate anche con breve preavviso.

Rimozione di barriere inique per la partecipazione politica

I PIRATI vogliono che i cittadini siano in grado di avere un impatto più diretto ed ampio nel dibattito politico e nel processo decisionale, sia individualmente che collettivamente. Chiediamo pertanto la rimozione delle barriere inique per la partecipazione di nuovi partiti politici alle elezioni, come ad esempio l’obbligo di raccogliere un numero gravoso di firme.

Migliore partecipazione diretta dei cittadini

I PIRATI lottano per uno standard comune per le iniziative dei cittadini a livello locale, regionale, nazionale ed europeo. Per responsabilizzare e dare potere ai cittadini, vogliamo iniziative dei cittadini che possano modificare le costituzioni, leggi, ecc. e che siano sempre seguite da un referendum, se non approvate dal legislatore.

Trasparenza

Divulgazione dell’influenza sulle decisioni politiche

I PIRATI chiedono che venga rivelata l’influenza dei gruppi di interesse e dei lobbisti sulle decisioni politiche per proteggere il processo democratico e per creare la base per decisioni trasparenti.

Legge sulla protezione degli informatori

I PIRATI sostengono una legge generale e completa per proteggere le persone (“informatori”) che rendono pubbliche questioni che sono di interesse pubblico, come ad esempio casi di corruzione, insider trading, o violazioni dell’etica o dei diritti umani.

Trasparenza del settore pubblico

Il settore pubblico, compresi gli enti privati ​​che svolgono attività per conto di un ente pubblico, devono essere trasparenti. I PIRATI credono che sia un diritto fondamentale dei cittadini poter ispezionare, senza necessità di una specifica giustificazione, tutti i contratti o i vantaggi finanziari legati alla realizzazione di progetti e servizi del settore pubblico o del governo.

Protezione della Privacy e dei Diritti Civili

Protezione dei Dati e Sorveglianza

Sicurezza nella Libertà

L’espansione dei nostri diritti civili e la protezione della nostra libertà è una motivazione primaria per i PIRATI.

La minaccia rappresentata da misure di sorveglianza illegali ed eccessive, imposte su di noi dai governi locali ed esteri, sia in risposta al terrorismo che ad altre minacce, è seria. C’è un immediato bisogno di intervenire per ristabilire l’equilibrio e ripristinare la nostra privacy.

Assicurare la privacy di tutti

Gli europei hanno una gloriosa storia nella lotta per i propri diritti fondamentali e le libertà dei propri concittadini.

Per preservare i nostri diritti e le nostre libertà, e per garantire l’efficacia nel far rispettare le leggi, i pirati chiedono che la raccolta e il monitoraggio dei dati si rivolga solo alle persone che sono sospettate di commettere o preparare un reato e solo con l’approvazione e supervisione giudiziaria.

Un’adeguata protezione contro il crimine è una responsabilità importante dello Stato. Dobbiamo garantire che questa responsabilità si realizzi attraverso una politica di sicurezza intelligente, razionale e basata sulle prove.

Vogliamo abolire la pratica della raccolta, conservazione e correlazione dei dati routinaria, automatizzata e indiscriminata.

Chiunque sia soggetto a sorveglianza statale dovrebbe essere informato di questi fatti a tempo debito, come salvaguardia contro gli abusi.

I PIRATI vogliono l’abolizione della direttiva europea sulla conservazione dei dati

Tutti devono avere il diritto di sapere quali regole disciplinano la raccolta delle informazioni personali, il periodo massimo di conservazione ed i criteri di conservazione.

I PIRATI si oppongono allo scambio di dati personali senza un valido motivo all’interno o al di fuori dell’UE. Ciò include il trasferimento verso paesi terzi come gli Stati Uniti dei dati sui passeggeri e sui pagamenti , la  proposta dei dati EUROSUR e lo scambio di dati provenienti da banche dati nazionali di polizia. La consegna di dati personali verso paesi privi di un’efficace protezione dei diritti fondamentali deve essere vietata.

I PIRATI rifiutano l’introduzione obbligatoria di dispositivi di monitoraggio e di reporting, quali i “contatori intelligenti”.

I PIRATI vogliono far rispettare standard rigorosi per tutti i sistemi industriali di elaborazione automatica delle informazioni personali o private (come ad esempio i sistemi di controllo di accesso) essenzialmente rendendo tali sistemi open source, pubblicamente documentati e peer-reviewed.

Valutazione sistematica dei poteri e dei programmi di sorveglianza esistenti

Proibire la sorveglianza di massa

Gli spazi pubblici sono pieni di telecamere che monitorano il movimento di persone e veicoli, tracciano i volti, e combinano queste informazioni senza considerare il potenziale di erosione della privacy. I dati dimostrano che la presenza di tali sistemi ha scarso effetto sul tasso di crimine e che, al massimo, la criminalità semplicemente si sposta su altri spazi. I PIRATI sostengono e darebbero priorità allo spostamento di personale di polizia dalle funzioni di monitoraggio al pattugliamento delle strade.

Divieto di spionaggio elettronico e raccolta dei dati biometrici

I controlli di routine non devono interferire irragionevolmente con la privacy. Rifiutiamo l’uso di scanner elettronici “effetto nudo” a causa del loro impatto negativo sulla dignità umana, la raccolta di contenuti delle comunicazioni e dei metadati, la lettura di dati privati ​​su dispositivi elettronici e altre procedure invasive simili. Ci opponiamo alla raccolta di dati biometrici di persone innocenti e il loro immagazzinamento in banche dati centrali.

Interrompere nuovi piani di monitoraggio

I PIRATI vogliono fermare il progressivo smantellamento dei diritti civili, che ha assunto proporzioni drammatiche nella storia recente. Per garantire la nostra sicurezza non abbiamo bisogno di nuove leggi, le leggi esistenti sono sufficienti.

In particolare, noi rifiutiamo:

  • la rivelazione e la conservazione da parte delle autorità di controllo dei dati  provenienti da registri elettronici di passeggeri che viaggiano nella UE  (“PNR UE”)
  • la profilazione automatica di persone per dividerle in categorie di rischio (“profiling”) o altre analisi dei dati di massa
  • l’accordo UE-USA sui dati (“safe harbour”).

“Timbro” dei diritti fondamentali per le nuove misure di sicurezza

I PIRATI vogliono che l’Agenzia europea per i diritti fondamentali esamini sistematicamente tutti i programmi di sicurezza attuali e futuri dell’Unione europea. L’approccio delle agenzie di sicurezza dell’UE deve essere rivisto sulla base di prove, al fine di evitare effetti collaterali avversi e di esaminare alternative e garantire la compatibilità con i nostri diritti fondamentali. Dobbiamo garantire che l’Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali abbia i poteri necessari per eseguire questa operazione.

I PIRATI sostengono una moratoria su ulteriori interferenze con i nostri diritti umani che avvengono in nome della sicurezza interna da parte delle agenzie di sicurezza dell’Unione europea, fino a quando sia stata completata la revisione sistematica delle competenze esistenti da parte della FRA (Fundamental Rights Agency).

Ricerca sulla Sicurezza e Software di monitoraggio

I PIRATI supportano il finanziamento della ricerca attraverso l’UE, ma il frequente coinvolgimento di agenzie governative in operazioni di sorveglianza e di filtraggio come INDECT e CleanIt dimostra una chiara intenzione di utilizzare tali tecnologie in un modo che le renda strumenti per lo smantellamento dei diritti civili finanziati con fondi pubblici. Pertanto sosteniamo che l’Unione europea non deve finanziare le tecnologie che limitano i diritti fondamentali.

Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati con un alto livello di protezione dei dati

L’emergente Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati non dovrebbe portare a un abbassamento del livello di protezione dei dati, ma deve rafforzare i diritti dei cittadini europei in tutti i paesi europei. Non deve essere possibile per le imprese operanti nella UE sfuggire alla supervisione e ad un controllo efficace; ad esempio, Facebook in Irlanda non deve essere in grado di aggirare le regole sulla protezione dei dati.

I metadati creati come un effetto collaterale dell’utilizzo di sistemi informativi complessi devono essere considerati dati personali. Deve esistere innanzitutto un meccanismo per richiedere l’elenco delle terze parti che accedono ai dati delle persone ed essere paragonabile al metodo che è stato usato per esprimere il consenso. Anche dove è stato dato il consenso per lo scambio di dati personali, alla persona interessata dal commercio dei dati non deve essere negato l’accesso al sommario di tutti i dati passati a terzi.

L’utilizzo dei dati personali per gli scambi di dati, pubblicità o sondaggi di mercato o di opinione deve essere consentito solo con il consenso attivo e informato della persona interessata.

L’accesso diretto ai dati personali e alla comunicazione in tempo reale su internet dei cittadini e delle imprese europee da parte delle agenzie di intelligence mostra chiaramente che vi è una grande necessità di intervento a livello internazionale. Qui i PIRATI vogliono prendere misure per proteggere i dati personali, la privacy dei cittadini e il libero sviluppo della personalità, nonché per prevenire futuri atti di spionaggio industriale.

Divieto di identificazione personale indiscriminata negli spazi pubblici

I PIRATI sono contrari al fatto che agli individui venga richiesto di identificarsi se non sono sospettati di aver commesso un reato, soprattutto quando essi esercitano il loro diritto di protesta o di assemblea. Se qualcuno può essere preso di mira durante una manifestazione o nell’espressione del proprio punto di vista, allora la libertà di espressione è in pericolo.

Politica sui rifugiati

L’approccio europeo in materia di asilo e di rifugiati deve basarsi sul riconoscimento dei diritti umani e deve rispettare pienamente la Convenzione di Ginevra sui rifugiati e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo.

La politica di vicinato dell’UE e la politica di sviluppo dell’UE dovrebbero essere orientati verso un miglioramento duraturo delle condizioni di vita e concentrarsi sulla promozione dei diritti umani in tutti i paesi e le regioni partner. Denunciamo tutte le tendenze a creare un apparato repressivo di indagine e di controllo in Europa.

Copyright

I PIRATI vogliono una legge giusta ed equilibrata sul copyright basata sugli interessi della società nel suo complesso.

Ci battiamo per l’abolizione dei monopoli dell’informazione. L’Unione Europea ha ceduto ad una serie di richieste di introduzione di monopoli dell’informazione che sono apparentemente progettati per motivare i creatori e gli inventori a produrre più opere. In realtà gli unici beneficiari dei monopoli sono le grandi corporation, mentre il mercato nel suo complesso sta fallendo. Questo fallimento del mercato è evidenziato sia dal frequente bullismo verso gli individui e le PMI (piccole e medie imprese) da parte delle aziende che collezionano i diritti che dalla perdita di opere orfane da parte della società. Il nostro obiettivo è quello di creare un ambiente in cui la motivazione per creare vada di pari passo con la libertà di informazione.

Il miglioramento della pubblica disponibilità di informazione, conoscenza e cultura è un prerequisito per lo sviluppo sociale, tecnologico ed economico della nostra società. I PIRATI chiedono quindi che la copia, la conservazione, l’utilizzo e l’accesso a opere letterarie e artistiche per fini non commerciali debba essere non solo legalizzata, ma protetta dalla legge e attivamente promossa. Ognuno deve essere in grado di godere e condividere il nostro patrimonio culturale libero dalla minaccia di azioni legali o censure.

Il monopolio commerciale dato dal diritto d’autore (copyright) dovrebbe essere ripristinato ad un termine ragionevole. I lavori derivati ​​devono essere sempre consentiti, con le eccezioni che siano ben definite per legge, con minimo spazio per l’interpretazione.

Internet come mezzo non dovrebbe conoscere confini. I PIRATI considerano le artificiali barriere nazionali sui beni culturali un ostacolo al mercato interno europeo e ne reclamano l’abolizione. È necessario un cambiamento di approccio riguardo ai diritti sui beni immateriali e alle relative prassi di attuazione.

Devono essere impediti ulteriori monopoli nei settori dell’informazione e della cultura. Per legge, lo Stato dovrebbe consentire o mantenere solamente i diritti di monopolio per i beni immateriali che siano di interesse pubblico. Tutti i diritti di monopolio devono essere temporalmente limitati; né il loro intervallo temporale né il loro campo di applicazione possono essere estesi a posteriori.

Deve essere promossa e legalmente protetta la creazione di beni comuni, come il software libero, beni culturali gratuiti, pool di brevetti aperti e materiale didattico libero e aperto.

La vita sociale, che si svolge sempre più in spazi digitali, non deve essere limitata da diritti di monopolio su beni immateriali. L’introduzione di norme sul “giusto uso” farà in modo che le interazioni sociali rimangano libere.

Le società europee di riscossione (es. SIAE) devono garantire la completa trasparenza, diritti equi di partecipazione per i loro membri e condizioni contrattuali più eque per gli artisti.

Software libero, cultura libera e libera conoscenza

Software Libero (Free Software)

I PIRATI sostengono la promozione del software che può essere utilizzato, analizzato, diffuso e modificato da chiunque. Il Software Libero/Libre Open Source è essenziale affinché gli utenti abbiano il controllo dei propri sistemi tecnici e fornisce un contributo importante al rafforzamento dell’autonomia e della privacy di tutti gli utenti.

Uso obbligatorio del software libero nella pubblica amministrazione

I PIRATI pensano che i dati dei cittadini debbano essere elaborati, gestiti e protetti con strumenti basati su software libero ovunque possibile. Può essere utilizzato software proprietario solo fino a quando il software libero non potrà efficacemente essere usato o creato per quello specifico contesto.

Il software libero riduce i costi amministrativi, promuove il supporto tecnico locale e aumenta la capacità di individuare codice maligno. Noi spingeremo la migrazione del settore pubblico verso il software libero in modo che non ci sia più una dipendenza da fornitori specifici.

Cultura Libera

La cultura libera è una risorsa importante per l’educazione e la creatività della società. I PIRATI si battono per promuovere l’attività artistica e la diversità culturale, al fine di assicurare un ricco ambiente educativo ed artistico per le generazioni attuali e future.

Conoscenza e istruzione libere

I PIRATI ritengono che la libera circolazione della conoscenza e dell’informazione sia essenziale e che debba essere promossa e garantita nell’educazione. Gli istituti di istruzione dovrebbero sempre più utilizzare risorse di apprendimento disponibili con licenze libere, in cui non ci siano restrizioni sulla copia.

Il progresso tecnologico crea nuove opportunità per condividere e sviluppare la conoscenza e l’apprendimento di concetti a livello internazionale. Per trarre vantaggio da queste opportunità, ci impegniamo per lo sviluppo ed il supporto di materiali didattici liberi e aperti.

La disponibilità di mezzi educativi sotto licenze libere per tutti è essenziale per l’accesso senza barriere all’educazione, sia all’interno che al di là dei confini dell’UE.

I PIRATI vedono l’innovazione come la chiave per lo sviluppo della nostra ricchezza culturale e intellettuale. Sosteniamo in tutti i tipi di strutture formative l’educazione dei cittadini e degli studenti sul loro diritto all’informazione e sui formati e software liberi.

I PIRATI supportano la digitalizzazione e la pubblicazione di documenti archiviati nelle biblioteche pubbliche e negli archivi in tutta l’UE.

Promozione dei Beni Comuni

I PIRATI si adopereranno per adottare negli accordi commerciali disposizioni che sostengano l’uso e lo sviluppo di formati aperti e Software Libero/Libre Open Source e che promuovano il reciproco riconoscimento di modelli di licenza come Creative Commons.

Open Access e Open Data

Open Access

I risultati di qualsiasi ricerca finanziata (del tutto o in parte) con fondi pubblici devono essere pubblicati in riviste scientifiche ad accesso aperto, o con altri mezzi che li rendano prontamente e gratuitamente accessibili alla popolazione.

Open Data

Tutti i dati creati per uso pubblico, indipendentemente dall’origine, dovrebbero essere liberamente accessibili al pubblico, a patto che i dati personali non vengano rivelati senza il consenso delle persone interessate. Tali dati dovrebbero essere resi disponibili in una forma adeguata, inclusa una forma che consenta l’elaborazione dei dati. L’accesso non deve essere limitato da tasse, da licenze o da procedure di richiesta o mezzi tecnici eccessivi.

I PIRATI lottano per un Freedom of Information Act (una legge per la libertà di informazione) a livello UE che abolisca gli aspetti critici della normativa comunitaria vigente che agiscono come barriere per l’accesso alle informazioni, come ad esempio la definizione di “documento” e il limite di tempo per fare richiesta.

Brevetti

I brevetti nell’era dell’informazione

I Brevetti funzionano il più delle volte come deterrente per l’innovazione invece che come incentivo. La brevettazione delle conoscenze in settori quali la genetica e la biotecnologia, così come il software, è una minaccia tangibile per il futuro della nostra società.

I monopoli su piante e semi e le costose controversie legali sui brevetti spesso banali già dimostrano come sia gli innovatori che i consumatori debbano pagarne il prezzo. La legge sui brevetti deve essere riformata o sostituita con un approccio che consenta mercati più liberi e più equi, invece di continuare ad ostacolare ulteriormente l’innovazione.

Riequilibrio dei brevetti con il bene comune

I PIRATI ritengono che i brevetti non esistano per consentire alle grandi imprese di soffocare la concorrenza con un’ondata inarrestabile di brevetti banali ed eccessivi.

Vogliamo pertanto fermare l’abuso continuo e crescente dei brevetti.

I brevetti nella società dell’informazione

Il successo economico nella società dell’informazione non dipende più solo da invenzioni tecnologiche, ma dallo sviluppo della conoscenza e dalla condivisione delle informazioni. Lo sforzo di regolamentare ora questi fattori attraverso il sistema dei brevetti è diametralmente opposto alla nostra richiesta di libertà di conoscenza e cultura umana.

I brevetti non dovrebbero mai essere concessi per “invenzioni” che siano banali, non sostanziali, per programmi informatici, modelli di business o opere della natura. Questi tipi di brevetti impediscono lo sviluppo di una società dell’informazione e portano alla privatizzazione dei beni comuni. Le piccole e medie aziende IT in tutta Europa dimostrano che i brevetti sul software non sono un prerequisito per il successo economico. L’innovazione deve essere equamente ricompensata, ma questo non richiede necessariamente la concessione di privilegi monopolistici che soffocano l’innovazione e influenzano negativamente l’accesso ai beni essenziali.

L’Unione europea, i suoi Stati membri e gli altri paesi industrializzati non devono forzare i paesi meno sviluppati ad accettare disposizioni nei brevetti che siano di probabile danno ai loro bisogni essenziali, alla salute, all’istruzione o alle opportunità di sviluppo.

Brevetti, Farmaci e Salute

I PIRATI si oppongono ai frequenti abusi dei privilegi nei brevetti, quali l’introduzione di modifiche pretestuose ai farmaci con  tutela brevettuale in scadenza. Le pratiche anticoncorrenziali, come pagare i concorrenti al fine di ritardare la commercializzazione dei farmaci generici, dovrebbero essere attivamente impedite.

Sosteniamo l’istituzione ed il finanziamento di metodi alternativi per incentivare l’innovazione farmaceutica, per sostituire progressivamente i brevetti in questo settore. Il nostro obiettivo è di spezzare il legame diretto tra la ricompensa per i progressi e il prezzo del prodotto finale, al fine di garantire che i farmaci siano accessibili per tutti.

L’università e gli istituti di ricerca dovrebbero essere in grado di fare ricerche scientifiche su salute e medicina senza essere gravati da brevetti.

Regolamentazione internazionale dei monopoli intellettuali

I PIRATI lottano per una revisione dell’accordo TRIPS favorevole a limitare i diritti esclusivi sui beni immateriali. Vorremmo puntare ad applicare analoghe restrizioni a tutti gli accordi commerciali che includano disposizioni simili o di più ampia portata su brevetti e diritto d’autore.

Politica commerciale internazionale

Principi per gli accordi commerciali

I PIRATI concordano che in tutti i negoziati dell’Unione Europea in materia di accordi commerciali debbano essere soddisfatte le seguenti condizioni:

  • Una maggiore partecipazione del Parlamento Europeo;
  • accesso completo all’informazione e audizioni pubbliche;
  • rispetto per l’autodeterminazione e per la privacy, e
  • devono essere presi in considerazione gli interessi delle piccole e medie imprese.

Maggiore partecipazione del Parlamento Europeo

Gli accordi commerciali contengono decisioni politiche che sono importanti e difficili da cambiare dopo che sono state adottate. Pertanto, il Parlamento europeo, unico organo dell’UE che ha un mandato democratico diretto, deve avere diritti uguali alla Commissione Europea quando si tratta di politiche commerciali.

Il Parlamento europeo attraverso la sua Commissione per il Commercio Internazionale (INTA) dovrebbe partecipare come partner alla pari della Commissione Europea nei negoziati di accordi commerciali.

Accesso completo alle informazioni e audizioni pubbliche

Tutti i documenti concernenti i negoziati degli accordi commerciali dovrebbero essere messi a disposizione del Parlamento europeo, nonché al pubblico. Tutte le trattative e le audizioni con le parti interessate dovrebbero essere condotte in pubblico. Chiediamo che tutti i risultati delle consultazioni, in particolare le osservazioni delle parti interessate, debbano essere pubblicate prontamente e per intero.

Rispetto per la privacy e l’autodeterminazione

I PIRATI considerano i diritti alla privacy e all’autodeterminazione delle persone come evidenti di per sè. Quindi devono essere rispettati e promossi nel quadro degli accordi commerciali.

Poiché questi princìpi si applicano a tutte le persone, l’UE deve fare in modo che gli accordi commerciali non permettano ai loro partner commerciali di violare tali princìpi.

Gli interessi delle piccole e medie imprese devono essere tenuti in considerazione

Al momento gli accordi commerciali tengono principalmente conto degli interessi delle imprese globali, mentre le piccole e medie aziende raramente ne beneficiano; le PMI sono sempre più estromesse dal mercato. Noi vogliamo cambiare questa situazione.

Politica della Rete

La rivoluzione digitale ha cambiato le strutture economiche e sociali in tutta Europa; l’accesso libero e paritario a internet è ormai un requisito basilare per la partecipazione alla società civile.

I cittadini devono avere la possibilità di accedere a Internet in modo anonimo.

I PIRATI desiderano includere il diritto di “partecipazione digitale” nella Carta europea dei diritti fondamentali.

Neutralità  della Rete

Il principio di neutralità della rete deve diventare legge europea per garantire forti incentivi per gli investimenti, la concorrenza leale e parità di trattamento per tutti nello spazio digitale.

Ognuno deve essere in grado di avere accesso ad una connessione Internet che non discrimini alcun servizio o concorrente. Sono ammesse misure di gestione del traffico solo in circostanze eccezionali, attuate in modo chiaro e trasparente, e solo per motivi tecnici.

L’accesso non discriminatorio a Internet si deve applicare in modo uniforme in tutta l’UE. Noi rifiutiamo misure che minaccino la libertà di accesso da parte delle società di telecomunicazioni.

Ci rivolgiamo in particolare alle attuali proposte della Commissione Europea (“Pacchetto Kroes Telecom”), che si astiene da una forte codificazione del principio della neutralità della rete a causa di pressioni da parte dei fornitori di servizi e società di telecomunicazioni.

Aggiornamento delle Infrastrutture di Rete

I PIRATI sostengono fortemente lo sviluppo  a livello europeo di infrastrutture di comunicazione all’avanguardia. Il nostro obiettivo è quello di fornire l’accesso alla banda larga per tutti nell’UE.

Mentre le reti vengono migliorate e modernizzate, qualsiasi monopolio dell’infrastruttura deve essere evitato.

Nota Bene: Questo programma è in corso di ratifica da parte di tutti i Partiti Pirata aderenti tra cui il Partito Pirata Italiano

L’assurdità di SissiWeb #privacy #incompetenza

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 11 ottobre 2013

personal data

Il Partito Pirata Italiano è allibito per le dichiarazioni di Giancarlo Delli Colli, riportate dal corriere:

> A questo proposito, però, Delli Colli spiega di essere in possesso della certificazione
> VeriSign – e lo dimostra facendocela vedere – e di non averla attivata sul registro
> elettronico a causa della migrazione delle sue soluzioni su nuovi server che «si
> dovrebbe concludere in tempi brevi».

implicanti l’assurda situazione in cui le informazioni sui dati personali e voti di migliaia di studenti viaggino in chiaro sulla rete.

Quest’incompetenza è intollerabile.

 

Comunicato democraticamente approvato dall’Assemblea Permanente del Partito Pirata Italiano.

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