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La Quadrature du Net: Insistiamo per un rapido rifiuto dell’ACTA

Posted in Uncategorized by yanfry on 20 marzo 2012

La Quadrature du Net

Parigi, 19 marzo 2012Le discussioni cruciali che sono in corso al Parlamento UE determineranno il destino dell’ACTA. Considerando che il relatore David Martin è schierato con la Commissione Ue nel tentativo di disinnescare il dibattito e rinviare la votazione finale sull’ACTA, gli altri membri del Parlamento Europeo (MEP) sottolineano la necessità di votare nei prossimi mesi, come inizialmente previsto.Sollecitando un rapido rifiuto dell’ACTA prima degli incontri della prossima settimana in Parlamento, i cittadini dell’UE hanno un ruolo decisivo da svolgere.

 
Dall’inizio del mese di marzo, il relatore britannico per l’ACTA, David Martin , ha sostenuto la strategia della Commissione UE: ritardare la votazione finale del Parlamento Europeo sull’ACTA per evitarne il rigetto. Mentre il deferimento dell’ACTA da parte della Commissione alla Corte di Giustizia Europea (ECJ) sta per essere ultimato 1, il signor Martin vuole che il Parlamento chieda anch’esso uno deferimento, che ritarderebbe il voto finale del Parlamento dell’UE per uno o due anni.
Allo stesso modo, David Martin propone di sostituire la relazione del Parlamento – che dovrebbe guidarne il voto – con un’inutile “relazione intermedia”, in modo da evitare di prendere qualsiasi posizione politica forte e di raccomandare un voto contro l’ACTA 2 .
I deputati devono respingere questi mezzucci politici e invece lavorare per un forte rapporto politicamente vincolante per il rifiuto dell’ACTA. La posizione di David Martin è già stata fortemente avversata dal proprio gruppo politico, i Socialisti e Democratici (S&D) 3 . Tuttavia, altri gruppi restano indecisi e devono essere convinti della necessità che il Parlamento UE prosegua i lavori sull’ACTA, in modo da giungere ad un voto in base al calendario originale.

Sollecitare il Parlamento Europeo a votare presto sull’ACTA!

La decisione circa la sorte della procedura dell’ACTA sarà presa all’inizio della prossima settimana durante gli incontri della Commissione per il Commercio Internazionale (INTA), che sta conducendo i lavori del Parlamento sull’ ACTA. I cittadini possono svolgere un ruolo decisivo, come hanno fatto in passato, facendo sentire la loro voce.
Sollecitiamo i nostri deputati a prendere in considerazione i numerosi problemi politici sollevati dall’ACTA, e lavoriamo per un pronto rifiuto di questo accordo pericoloso.
Uno strumento per la campagna telefonica è disponibile per tale scopo, per aiutarvi a chiamare i membri del Parlamento, gratuitamente, ed indirizzarvi ad utili fonti di informazione.

Prossimo vertice del Paramento UE sull’ ACTA

Lunedi, 26 Marzo:

  • I Coordinatori della commissione INTA si riuniscono per decidere se mettere in votazione il rinvio alla Corte di Giustizia

Martedì 27 marzo:

  • La commissione INTA discuterà il potenziale deferimento alla Corte di Giustizia da parte dal Parlamento Europeo e la possibilità di una “relazione intermedia”

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Per ulteriori informazioni sull’ACTA

  • Potete esaminare il nostro dossier sull’ACTA.

  • Leggere anche la lista, in continua espansione, di organizzazioni non governative, politici, accademici, ecc, contrari all’ACTA .

  • Leggere e diffondere le contro-argomentazioni da opporre a coloro che sostengono l’ACTA.

  • Informare i cittadini attraverso la diffusione di questo video di due minuti sull’ACTA.

  • Per essere informati sui prossimi passi per sollecitare i membri del Parlamento Europeo a respingere l’ACTA, inviate una email vuota a NOtoACTA-subscribe@laquadrature.net per iscrivervi alla nostra lista.

  • Per discutere ACTA, iscrivetevi alla nostra lista di discussione inviando una mail vuota a acta-subscribe@laquadrature.net . Non useremo la vostra email per altri scopi.

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  • 1. Secondo il commissario Karel De Gucht, incaricato dell’ACTA, i servizi giuridici della Commissione metteranno a punto il quesito da porre alla Corte di Giustizia nei prossimi giorni: http://www.youtube.com/watch?v=JQMkUW2dZ7I
  • 2. Una relazione intermedia è equivalente ad un risoluzione non vincolante. Vedi la regola 81 (3) delle norme comunitarie del Parlamento in materia di procedure: “Qualora per una proposta di atto legislativo o un progetto di accordo internazionale sia richiesta l’approvazione del Parlamento, la commissione competente può decidere, al fine di favorire il buon esito della procedura, di presentare al Parlamento una relazione interlocutoria sulla proposta, con una proposta di risoluzione contenente raccomandazioni per la modifica o l’attuazione dell’atto proposto.”(nostra sottolineatura). Source: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+RULES-EP+20120110+RULE-081+DOC+XML+V0//IT&navigationBar=YES
  • 3. Infatti, nel corso di una riunione del gruppo la scorsa settimana, l’S&D ha respinto con 59 voti contro 37 un deferimento dell’ACTA alla Corte di giustizia da parte del Parlamento.

Fonte: http://www.laquadrature.net/en/exigez-le-rejet-rapide-de-lacta

Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/

Traduzione a cura di yanfry

Settimana dell’ #ACTA al Parlamento Europeo. I Parlamentari Europei devono agire!

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 27 febbraio 2012

La Quadrature du Net

Settimana dell’ACTA al Parlamento Europeo.

I Parlamentari Europei devono agire!

Bruxelles, 27 febbraio 2012 – Nonostante il tentativo da parte della Commissione di guadagnare tempo e disinnescare il dibattito politico, importanti incontri si terranno questa settimana al Parlamento europeo per decidere sul futuro dell’ACTA. I cittadini devono chiedere ai loro rappresentanti di lavorare senza indugio per il rifiuto di questo accordo illegittimo.

La settimana scorsa la Commissione Europea ha annunciato che avrebbe chiesto alla Corte Europea di Giustizia un parere sulla compatibilità dell’ACTA con i trattati dell’UE ed i diritti fondamentali. In base a come la questione sara configurata dalla Corte, questo deferimento potrà svelare importanti problemi legali dell’ACTA. Tuttavia, non c’è motivo di aspettare per affrontare gli evidenti problemi politici sollevati da questo accordo.

Defeat ACTA!Il deferimento alla Corte di giustizia è chiaramente inteso dai sostenitori dell’ACTA come un modo per guadagnare tempo a fronte della forte opposizione ad ACTA. Il Parlamento UE deve quindi procedere immediatamente e formulare le proprie ragioni per respingere ACTA.

I cittadini provenienti da tutta l’Unione europea possono entrare in contatto con i propri rappresentanti eletti delle Commissioni Commercio Internazionale ( INTA ) e Industria ( ITRE ) (che si incontrano questa settimana per discutere ACTA) ed esortarli a continuare a lavorare nelle loro Commissioni per il rifiuto dell’ACTA (vedi più sotto le informazioni sulla procedura dell’ACTA al Parlamento UE).

“ACTA è stato avviato e negoziato al di fuori del forum democratici. La sua formulazione vaga, se interpretata alla luce di altre iniziative in corso, non lascia alcun dubbio sul fatto che l’ACTA è destinato a trasformare gli intermediari di Internet in una polizia privata del copyright . Ancora peggio, configurerà una terribile irreversibilità nel nostro inadatto regime di copyright impedendo la sua necessaria riforma.”, Ha detto Philippe Aigrain, co-fondatore del gruppo di difesa dei cittadini La Quadrature du Net.

“I membri del Parlamento europeo devono resistere alla strategia della Commissione dell’UE per guadagnare tempo e trasformare il dibattito in una mera discussione legale e devono continuare a lavorare verso il rifiuto dell’ACTA. ACTA mira ad imporre una tendenza globale nella formazione delle decisioni politiche, che è tossica per un Internet libero e per le libertà. Il Parlamento europeo è l’unica salvaguardia rimasta:. Deve agire e prendere una posizione chiara e forte, altrimenti lascierà alla Commissione la strada aperta verso l’imposizione di una repressione inaccettabile “, ha dichiarato Jérémie Zimmermann, co-fondatore e portavoce del gruppo di difesa dei cittadini .

La procedura dell’ACTA al Parlamento UE

  • La Commissione del Commercio Internazionale ( INTA ) del Parlamento europeo è l’organo che principalmente lavora su ACTA.
  • La commissione Giuridica ( JURI ), di Sviluppo ( DEVE ), delle Libertà Civili ( LIBE ) e dell’industria ( ITRE ) per prima cosa voteranno il loro parere dopo aver avuto uno “scambio di opinioni” sulle bozze nelle prossime settimane.
  • I pareri saranno poi inviati all’INTA per influenzare la sua relazione finale, che suggerirà al Parlamento UE nel suo insieme di rifiutare o accettare l’ACTA.
  • Infine si terrà il voto in plenaria del Parlamento UE sull’ACTA che dovrebbe essere fissato non prima di giugno.
  • Potete vedere qui il calendariodelParlamentoeuropeo (le Commissioni si riuniscono durante i periodi in rosa).

Per ulteriori informazioni sull’ACTA

  • Potete esaminare il nostro dossier sull’ACTA.
  • Leggere anche la lista in continua espansione di organizzazioni non governative, politici, accademici, ecc, contrari allACTA .
  • Leggere e diffondere le contro-argomentazioni da opporre a coloro che sostengono l’ACTA.
  • Informare i cittadini attraverso la diffusione di questo video di due minuti sull’ACTA.
  • Per essere informati sui prossimi passi per sollecitare i membri del Parlamento Europeo a respingere l’ACTA, inviate una email vuota a NOtoACTA-subscribe@laquadrature.net per iscrivervi alla nostra lista.
  • Per discutere ACTA, iscrivetevi alla nostra lista di discussione inviando una mail vuota a acta-subscribe@laquadrature.net . Non useremo la vostra email per altri scopi.

La Quadrature du Net- 2008 – 2012

 Fonte: https://www.laquadrature.net/en/acta-week-in-the-eu-parliament-meps-must-act

Traduzione a cura di yanfry per il Partito Pirata

Quello che ognuno di noi può fare affiché il Parlamento Europeo rigetti #ACTA

Posted in Informazioni Locali, Informazioni Nazionali, Internet&Copyright by yanfry on 30 gennaio 2012

Per poter agire efficacemente affinché il Parlamento Europeo rigetti ACTA è molto importante attivarsi nei confronti dei “decisori”, consiglio perciò di contattare gli Eurodeputati maggiormente coinvolti, ovvero i membri della Commissione di Sviluppo (DEVE) i primi che stanno discutendo l’Accordo, le cui informazioni di contatto si trovano qui https://memopol.lqdn.fr/europe/parliament/committee/DEVE/ (gli italiani sono solo 4*, anche una semplice mail per chiedere educatamente di rigettare questo Accordo può essere importante, ancora meglio sarebbe una telefonata ai numeri indicati, gli assistenti sono sempre molto educati e competenti).

Questo il Percorso e la Timeline di ACTA presso il Parlamento Europeo:

- La Commissione per il Commercio Internazionale (INTA) è quella che principalmente lavorerà su ACTA.
– La Commissione Giuridica (JURI), quella dello Sviluppo (DEVE), quella per le Libertà Civili (LIBE) e sull’Industria (ITRE) voteranno per prime il loro parere dopo aver organizzato “scambi di opinioni” e incontri con esperti e rappresentanti della società civile nelle prossime settimane.
– Le opinioni saranno poi inviate a INTA ed influenzeranno la sua relazione finale, che consiglierà al Parlamento UE nel suo insieme di rifiutare o accettare ACTA.
– Infine, sarà tenuta una votazione in seduta plenaria dal Parlamento UE sull’ACTA (presumibilmente) non prima del mese di giugno.

TIMELINE

- 29 Febbraio 2012 – La Commissione per lo Sviluppo (DEVE) si pronuncia sul documento.

- 01 Marzo 2012 – Commissione per il Commercio Internazionale (INTA) inizia il suo primo scambio di opinioni su ACTA.

- Metà del 2012 – Voto del Parlamento europeo (Ultima possibilità di rigettare ACTA!).

Posto la mail che ho inviato ai 4 italiani e (tradotta in eng) agli altri componenti della Commissione DEVE che sta discutendo ora ACTA, chiedendovi di usarla solo come bozza, tante mail uguali non hanno lo stesso peso di quelle “personalizzate”;

per la compilazione si può prendere spunto dalla lettera aperta de La Quadrature du Net http://www.laquadrature.net/en/acta-letter-to-the-eu-parliament-development-committee e dalle petizioni di Agora Digitale http://www.agoradigitale.org/acta1 e Avaaz http://www.avaaz.org/it/eu_save_the_internet/?slideshow (ma in Rete troverete molti altri siti e blog che ne hanno parlato)

PS: La commissione DEVE è la prima che sta discutendo l’Accordo, poi lo stesso dovrà passare alle commissioni ITRE, JURI e LIBE.

Buongiorno sono Mario Rossi un cittadino Italiano (residente in Roma) preoccupato per il risultato dell’esame sull’accordo ACTA, che Lei ed i suoi colleghi membri della Commissione per lo Sviluppo del Parlamento Europeo (DEVE) dovete affrontare.

Le grandi mobilitazioni contro le proposte legislative Americane SOPA e PIPA in Italia e nel mondo, hanno mostrato la contrarietà dei cittadini a provvedimenti che, con il pretesto della proprietà intellettuale, limitano la libertà di parola, aprono la strada a misure extra-giudiziarie e impediscono l’accesso ai farmaci dei paesi in via di sviluppo.

La questione è ancora più preoccupante per l’Unione Europea perchè le critiche contro ACTA provengono non solo da parte delle ONG che si occupano dell’accesso ai farmaci, come Oxfam o Health Action International, ma anche dai principali partner commerciali dell’UE che vedono i rischi di una limitazione dei diritti fondamentali ed un freno all’innovazione dell’economia digitale.

Non la disturbo ulteriormente fiducioso che terrà in considerazione queste importanti tematiche modificando l’accordo in tal sento o rigettandone la ratifica, buon lavoro, Mario Rossi.
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* Per i più pigri, questi gli indirizzi dei 4 Europarlamentari Italiani della commissione DEVE:
niccolo.rinaldi@europarl.europa.eu

pino.arlacchi@europarl.europa.eu

iva.zanicchi@europarl.europa.eu :(

patrizia.toia@europarl.europa.eu

Byez.

ACTA: Reptilia reagisce con la disinformazione contro il Parlamento Europeo

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 17 marzo 2010
La risoluzione comune del Parlamento Europeo del 10 marzo, adottata quasi all’unanimità, ha colto di sorpresa la Commissione e l’insieme dei difensori del monopolio intellettuale, nemici delle libertà fondamentali, collettivamente definiti da una nota attivista messicana come “Reptilia”, una collezione di dinosauri anacronistici. Reptilia tenta di riprendersi dal duro colpo subito, ed usa gli strumenti della disinformazione per contrastare la volontà comune del Parlamento Europeo. In tale contesto, appare significativo un articolo apparso oggi in Italia sul Corriere della Sera, a firma di Edoardo Segantini, che presenta alcune imprecisioni che occorre rettificare.

L’Anti-Counterfeiting Trade Agreement ha subito il 10 marzo scorso un duro colpo a causa dell’adozione da parte del Parlamento Europeo, con 633 voti favorevoli, 13 contrari e 16 astenuti, di una risoluzione comune che fra le altre cose, pur esortando al proseguimento dei negoziati, invita la Commissione a rilasciare i documenti e gli atti il cui accesso è finora stato negato in violazione del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.

La risoluzione esprime altresì la volontà del Parlamento secondo la quale “l’accordo proposto non dovrebbe consentire in nessun caso l’imposizione delle cosiddette procedure di risposta graduale “three strikes”, in piena conformità con la decisione del Parlamento in merito all’articolo 1, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2009/140/CE […]“, e sottolinea che ACTA deve (come peraltro qualsiasi accordo commerciale) rispettare il quadro legale dell’Unione. Il Parlamento si oppone inoltre alla perquisizione ed eventuale distruzione immediata di laptop, lettori MP3 e cellulari alle frontiere, e si riserva il diritto di presentare ricorso alla Corte di Giustizia nel caso in cui l’attuale situazione di illegalità non dovesse essere sanata.

La risoluzione non fa altro che riaffermare i principi legali sui quali si basa l’Unione Europea e rappresenta un impegnativo intralcio sia al mantenimento della segretezza dei negoziati, sia a qualsiasi tentativo di policy laundering (cioè l’aggiramento delle leggi nazionali e/o dell’Acquis dell’Unione tramite accordi commerciali multilaterali, come si tentò di fare, sempre nel campo del monopolio intellettuale, con i TRIPs).

Le prime reazioni di coloro che proteggono gli interessi delle industrie del copyright e dei brevetti (la definizione “proprietà intellettuale” andrebbe evitata, in quanto mischia dei monopoli protetti da leggi radicalmente diverse, generando così confusione, cfr. Stallman) si basano essenzialmente su tre linee di disinformazione la cui eco si ritrova in un articolo comparso oggi sul Corriere del Sera, edizione cartacea, pag. 16, a firma di Edoardo Segantini.

La prima è di equiparare le disposizioni ACTA concernenti il capitolo Internet (l’unico capitolo di cui sappiamo molto grazie ai documenti ufficiali trapelati) ad orientamenti ai quali genericamente molti governi europei sarebbero favorevoli o che addirittura avrebbero già approvato. Invariabilmente, come esempio si cita la Francia e la sua legge HADOPI-2. In realtà, si vedano anche le FAQ su ACTA per ulteriore documentazione, mentre ACTA, nell’attuale stadio dei negoziati, vorrebbe delegare ad attori privati la disconnessione automatica dei cittadini dalla Rete come prerequisito di limitazione di responsabilità per gli intermediari (pertanto ribaltando il principio di presunzione di innocenza e aggirando qualsiasi supervisione giudiziaria), la HADOPI-2 prevede che nessuna disconnessione da Internet possa essere attuata prima della sentenza di un magistrato. Ogni cittadino francese, quand’anche fosse trovato colpevole al terzo avvertimento e dopo il processo espresso, ha diritto ad un processo equo con difesa e rappresentanza legale. La legge francese HADOPI, ricordiamo, che invece era molto più vicina alle disposizioni di ACTA, è stata seppellita dal Consiglio Costituzionale ed ha stroncato la carriera del ministro Albanel.

Il secondo paese che di prassi si cita è il Regno Unito, nel quale le misure di imposizione del copyright sono tuttavia un quadro secondario rispetto ad un progetto di più ampio respiro per la chiusura di Internet (ossia la sua trasformazione da sistema di comunicazione a medium broadcast monodirezionale per fermare il fenomeno che terrorizza major ed editori, cioè la trasformazione dei passivi fruitori di contenuti in attivi creatori e la perdita del controllo sulla creatività).

Risulta inoltre rilevante che, allo stato attuale, il regime cosiddetto 3-strikes proposto dal Digital Economy Bill, per ammissione delle stesse major, non avrebbe alcuna probabilità di essere approvato se venisse sottoposto ad uno scrutinio parlamentare. Da un documento ufficiale, risulta infatti che la speranza di vedere il Bill approvato si basa sul fatto che per pigrizia e per mancanza di tempo il Parlamento inglese sorvolerà sui 3-strikes ed altro. Una pigrizia che per sciagura di Reptilia non sta contagiando il Parlamento Europeo.

Infine, alcuni citano il caso spagnolo, ma anche qui Reptilia non coglie nel segno, perché la Legge di Sviluppo Sostenibile, oltre ad essere dibattuta pubblicamente con piena trasparenza e con il coinvolgimento della società civile e delle associazioni a difesa dei consumatori, non concerne la disconnessione da Internet dei cittadini, ma la censura di siti; questa censura, tuttavia, non potrà essere attuata senza l’accordo di un magistrato. Sono quindi enormi le differenze della Ley spagnola rispetto alle disposizioni ACTA, ed enorme è la differenza nel processo. ACTA alimenta un cultura di segreto e sospetto che è quanto di più aberrante possa esserci per gli stati democratici.

Reptilia inoltre si guarda bene dal citare le posizioni ufficiali del governo tedesco e di quello svedese, che si oppongono fermamente a qualsiasi politica di disconnessione da Internet per le violazioni presunte del copyright.

La seconda linea di disinformazione è di equiparare l’opposizione ad ACTA da parte dei netizens (nell’articolo di Segantini definiti addirittura come “potente ideologia internettiana, ormai diventata establishment, del pirateria uguale libertà“) alla difesa della pirateria.

Primo, il ragionamento confonde la contraffazione con la condivisione di opere dell’ingegno senza scopo di lucro. Si tratta di cose completamente diverse per tutte le legislazioni del mondo occidentale; casi che invece ACTA vorrebbe trattati e repressi allo stesso modo (incluse misure penali). La prima danneggia i consumatori e la loro salute, oltre ad alimentare associazioni criminali; la seconda è pratica senza scopo di lucro per tutte le categorie sociali e per persone di ogni età, dagli 8 anni in su, che in base agli studi più importanti, peraltro citati anche nel recente rapporto dell’AGCom sulle violazioni del copyright, ha un impatto benefico per il mercato.

Secondo, le associazioni di cittadini che si oppongono ad ACTA includono praticamente tutte le più importanti associazioni di difesa dei consumatori del mondo (si pensi a Consumers International e al BEUC, promotori di forti campagne contro ACTA, che da sole riuniscono le associazioni di difesa dei consumatori di oltre 40 paesi), e si estendono anche a Reporters sans frontières ed associazioni di volontariato medico (ovviamente più interessate agli sciagurati danni che ACTA può arrecare all’accesso ai farmaci da parte dei paesi in via di sviluppo se l’accordo si estenderà a trattare i brevetti come vorrebbe la Commissione Europea). Tutte queste NGO non hanno nulla a che fare con la difesa della contraffazione e/o con la violazione del copyright.

La reale opposizione ad ACTA da parte dei netizens informati e consapevoli, e questo Reptilia non ve lo dirà mai, è dovuta al fatto che le sue disposizioni violano la Convenzione Universale dei Diritti Umani, la Convenzione Europea sui Diritti Umani, e la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. ACTA contiene, come potete verificare dai documenti ufficiali, disposizioni che limiterebbero o violerebbero il diritto alla privacy, il diritto ad un equo processo, la libertà di espressione e la libertà di informazione.

La terza linea di disinformazione consiste nell’accusare i gruppi che si oppongono ad ACTA di non volere alcuna regola perché non si esprimerebbero su quali regole essi stessi vogliono. In primo luogo, occorre notare che Internet è già fortemente regolato in Europa anche sul fronte della tutela del copyright e che l’armonizzazione del mercato interno è sicuramente più vicina ora di quanto non lo sarebbe con lo sconquasso che porterebbe ACTA all’Acquis: 6 direttive concernenti il copyright enforcement, decine di rapporti, risoluzioni, opinioni, esortazioni e altro ancora sono state portate avanti dalla Commissione e dal Consiglio nell’ultimo decennio. Ogni anno l’industria del monopolio intellettuale richiede ed ottiene nuove regole, per poi piangere l’anno seguente sostenendo che non funzionano e chiedendone di nuove, in una perversa spirale che ottiene esattamente il contrario dello scopo prefisso: vi ricordate che nel 2001, dopo lo smembramento di Napster, dando prova della leggendaria miopia che la affliggerà per tutto il decennio, Reptilia proclamava fieramente che la guerra al file sharing iniziata nel 1999 era vinta una volta per tutte?

Le disposizioni ACTA non incideranno sostanzialmente sul file sharing, in quanto facilmente aggirabili da tecniche che (ne abbiamo avuto recentemente esperienza diretta) iniziano ad essere usate da bambini di 11 anni, ma possono instaurare un clima di ansia nell’utilizzo del mezzo (lo stesso clima di cui parlava l’ex Commissario Europeo Meglena Kuneva riferendosi alle violazioni della privacy online) e compromettere seriamente lo sviluppo futuro di Internet e il modo in cui esso verrà usato dalle vecchie generazioni.

Inoltre non è affatto vero che esista una pura e semplice opposizione a qualsiasi regola: l’opposizione riguarda quelle regole che violano i diritti fondamentali e i diritti civili. Per quanto concerne il problema del copyright, fermo restando che un’impact assessment seria da parte della Commissione sarebbe auspicabile visto che abbiamo a disposizione una grande mole di dati (citati sopra) che mostrano che il file sharing è benefico per il mercato, le soluzioni sono state proposte ormai 8 anni fa, ma sono sempre state boicottate da Reptilia. Esse si basano essenzialmente sulla compensazione degli autori tramite una serie di finanziamenti fra i quali fondamentali sono gli schemi di finanziamento mutui, come le licenze estese collettive, il taglio dell’intermediazione parassita e la promozione di nuovi modelli di business (che nel campo musicale, del software e dei libri stanno già funzionando con successo), basati su licenze di utilizzo delle opere slegate dal copyright del “tutti i diritti riservati” (per esempio GPL, Creative Commons).

Infine, non è compito degli attivisti che si oppongono ad ACTA elaborare nuovi modelli di business per conto di Reptilia, così come negli anni 50 non era compito delle casalinghe americane che avevano acquistato un frigorifero elaborare nuovi modelli di business per conto dei venditori di ghiaccio.

Fonte: http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=5645
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

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