Tutto il mondo P2P sostiene il lancio della nuova, free serie Tv “Pioneer One”

Il lancio di “Pioneer One”, la nuova serie TV, è attivamente sostenuto da BitTorrent e dai più grandi siti P2P, per far capire che la condivisione non è solo pirateria ed invogliare artisti indipendenti, ad usare la tecnologia BitTorrent per diffondere liberamente i loro contenuti.
Per tale scopo è stata Lanciata VODO, la piattaforma indipendente powered by BitTorrent.
In ogni caso, ogni lungometraggio rilasciato su VODO ha avuto un discreto successo ed anche nel caso dell’episodio della nuova serie TV, si prevede che oltre un milione di persone, almeno, lo scaricheranno e sarà sponsorizzato da siti come Pirate Bay, EZTV, Limewire con milioni di visitatori.
Per VODO il rilascio di questo episodio TV è un’altra pietra miliare in quanto è la prima produzione che oltre alle donazioni, ha uno sponsor ufficiale MOFILM e Berhnard il produttore della serie, che verrà tutta distribuita gratuitamente su VODO, spera che si aggiungeranno altri sponsor, pronti a finanziare i successivi episodi.
Pioneer One è un progetto di Josh Smith, Bernhard e Bracey che avevano precedentemente collaborato, a ‘The Lionshare‘, un film BitTorrent, che è stato pubblicato su Vodo, all’inizio di quest’anno.
Bernhard spera che il successo riportato dal film, possa essere esteso anche alla serie TV e alla domanda di perchè abbiano scelto BitTorrent per diffondere liberamente la loro serie, dice che era la risposta più logica dal momento che difficilmente qualche grossa azienda sarebbe stata interessata al loro pilota e c’è troppa offerta e poca domanda,
Oltre a questo, tutti i responsabili della serie pensano che internet e BitTorrent rappresentino il futuro, quindi è meglio salire sulla nave, quando ancora non c’è bisogno di fare a gomitate.
Si può, comunque, scaricare il primo episodio su VODO ed assicurarsi direttamente se la serie piace o no e magari, ricompensare i creatori con una donazione.
Pubblicato da janet
Fonte: http://ilblogdijanet.blogspot.com/2010/06/…-il-lancio.html
PS: I sottotitoli in ita sono gentilmente forniti dai “soliti” Itasa http://www.italiansubs.net/index.php?optio…=13&id=8278
Tunnel, presto solo su BitTorrent, vende frame
Ormai abbiamo visto che in rete fervono i tentativi per trasformare il popolo del P2P in buoni clienti, sfruttando le potenzialità che solo la tecnologia BitTorrent può offrire, può essere un sistema per scoprire nuovi modelli di business, oppure addirittura per arricchirsi, chi può dirlo?
Contrariamente alle major, legate al DVD ed ai metodi di diffusione dei contenuti, tradizionali, ci sono cineasti, poco conosciuti ma di talento, che vogliono provare nuove vie.

Questo è il caso di Julian Harvey e Enzo Tedeschi che hanno fondato la società con base in Australia, Distracted Med e che intendono realizzare un film horror, chiamato “Tunnel“, che verrà distribuito solo su BitTorrent e del quale intendono vendere i singoli fotogrammi, uno per 1 dollaro, 25 ( i secondo) per venticinque dollari, un minuto per 1500 dollari,e magari sperano di vendere tutti i 135.000 frame del film, che durerà 90 minuti.
Altra novità è che, fra tutti coloro che compreranno i frame, verrà selezionato un fortunato vincitore, al quale andrà l’1% dei profitti del film.
Il film parte da una storia vera, un tunnel sotto la città di Sidney in cui le gallerie dovevano essere adoperate come rete ferroviaria e poi, decenni dopo, divenne la sede del generale americano MC Arthur durante la seconda guerra mondiale, poi però fu di nuovo abbandonato, quindi la storia dovrebbe essere avvincente.
Del resto Enzo Tedeschi aveva riportato un discreto successo, usando la rete, con il suo ultimo film Food matters, che aveva deciso di non proiettare nei cinema ma vendere direttamente al suo pubblico di nicchia tramite DVD e VOD e l’esperienza come detto era stata positiva, con oltre 120.000 DVD venduti, ed ancora oggi dopo due anni, il film continua ad essere richiesto.
Enzo Tedeschi è fiducioso che anche Tunnel avrà succeso, anche perchè, secondo lui, la gente cerca sempre i soliti sistemi per guadagnare ed invece, innovando ed avendo fiducia nelle proprie capacità e nel passa-parola che internet può offrire, si potrebbe guadagnare molto.
Pubblicato da janet
Fonte: http://ilblogdijanet.blogspot.com/2010/06/…rent-vende.html
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Danimarca, discografici contro autori
La società che raccoglie i diritti d’autore dovrà confrontarsi in tribunale non solo con l’ISP TDC, ma anche con le case discografiche. E’ accusata di pretendere tariffe fuori mercato, di ostacolare lo sbocciare di nuovi mercati
Roma – La divisione danese di IFPI, organizzazione che rappresenta le etichette musicali, si è schierata sul fronte opposto rispetto agli autori: parteggia invece per TDC (il principale ISP danese), che nelle settimane scorse aveva deciso di rivolgersi ad un tribunale per le eccessive richieste della società di raccolta dei diritti d’autore locale, KODA, per rinnovare le licenze necessarie ad utilizzare le opere protette nel suo servizio musicale Play.
La questione è demandata al tribunale per le licenze in materia di diritto d’autore, costituito dal ministero della Cultura proprio per occuparsi di casi inerenti la legge sul diritto d’autore danese e in particolare della misura delle remunerazioni richieste per ottenere in licenza le opere protette da proprietà intellettuale.
Dopo lunghe (e infruttuose) negoziazioni tra le parti sul rinnovo del contratto di licenza per la musica fornita con TDC Play, un servizio che in cambio di un abbonamento flat offre l’accesso ad oltre 6 milioni di tracce liberamente scaricabili o disponibili in streaming, l’ISP ha deciso di appellarsi al tribunale competente.
Henrik Daldorph, presidente di IFPI, ha dichiarato che “IFPI lavora costantemente per preparare la strada a nuovi modelli di business per l’industria musicale, con cui etichette e artisti potranno vivere in futuro: è quindi veramente frustrante che altri protagonisti dell’industria chiedendo tariffe esorbitanti blocchino lo sviluppo del mercato digitale musicale nel paese”.
Spotify, giusto per fare un esempio, è uno dei servizi musicali internazionali che, spiega IFPI, “a causa delle tariffe fuori mercato si è tenuto alla larga dal mercato danese”. Pericolo che non si dovrebbe correre anche con TDC Play, uno dei due maggiori servizi presenti sul mercato nazionale.
Nei due anni di attività, d’altronde, i netizen danesi hanno scaricato legalmente dalla piattaforma oltre 200 milioni di tracce, generando introiti non trascurabili per le case discografiche e gli artisti: KODA ha per esempio ottenuto una somma forfettaria di circa 5,3 milioni di euro.
Scopo di IFPI è, d’altronde, esplorare nuovi mercati: per questo non è potuto restare un semplice spettatore nella vicenda che vedeva protagonista la spesso alleata KODA.
KODA, da parte sua, afferma di voler garantire la giusta remunerazione ai propri assistiti.
Claudio Tamburrino
Fonte: http://punto-informatico.it/2872643/PI/ … utori.aspx
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/
Considerazioni e consigli sul copyright nell’ambiente digitale di Dylan Horrocks

Il Ministero dello Sviluppo Economico Neo Zelandese ha invitato i cittadini ad inviare le proprie considerazioni sul “rafforzamento dei Diritti di proprietà intellettuale in ambiente digitale” (proprio come farebbero in italia!) nel contesto dei colloqui in corso su ACTA (che come sapete nasce come accordo internazionale sull’Anti Contraffazzione che si è rivelato invece come un trattato sulla regolamentazione e repressone della rete, sanzioni obbligatorie per violazioni del copyright a scopo non commerciale, le politiche di disconnessione, la responsabilità dei provider, etc), accordo in fase di negoziazione a Wellington, NZ in aprile (ovviamente nel più compelto assurdo e ridicolo segreto).
Tra le varie mail inviate da Neo Zelandesi interessati al futuro della Rete, al Copyright e allo sviluppo e la tutela dei diritti dell’era digitale c’è quella di Dylan Horrocks (Auckland – 1966) che gli amanti dei comics conoscono quasi esclusivamente per la sua colossale opera Hicksville (un fumetto che è un vero è proprio “atto d’amore” sul fumetto) ma del quale cui potete aver qualche notizia in più in fondo a questo post, dopo la mail di considerazioni che Horrocks ha inviato al Ministero.
| QUOTE |
Sono un artista e autore professionista a tempo pieno e quindi ho un notevole interesse nella legge sul diritto d’autore in Nuova Zelanda e a livello internazionale. Ho pubblicato numerosi libri, storie e fumetti in Nuova Zelanda, Australia, Europa e Nord America, e ho lavorato con editori piccoli e grandi, così come mi sono autoprodotto. Sono stato nella giuria del Creative NZ, ho insegnato scrittura creativa a studenti d’arte per università e scuole d’arte qui e all’estero, e ho tenuto conferenze sul fumetto, la scrittura, l’arte, e il futuro dell’economia dell’arte nell’era digitale. Sono stato docente letterario all’Università di Auckland, NZ Creative, ho presenziato al Festival Letterario internazionale in qualità di autore Neo Zelandese e ho ricevuto premi e riconoscimenti in diversi paesi. Come qualcuno il cui sostentamento dipende dalla propria arte, mi sembra che internet offra opportunità senza precedenti perchè il mio pubblico ottenga il mio lavoro e per la creazione di un nuovo pubblico che la logistica dell’editoria tradizionale ha reso impossibile. Tutto questo mi ha insegnato alcune lezioni importanti sulla natura mutevole del diritto d’autore nell’ambiente digitale, e queste sono ciò che vorrei presentare al Ministero: 1. Il Copyright deve essere ridefinito per consentire agli artisti, autori e al pubblico di sfruttare appieno le nuove opportunità che si stanno aprendo. 2. L’idea che ogni copia debba essere autorizzata (altrimenti essere illegale), non ha senso nel contesto digitale. 3. Ho visto il mio lavoro condiviso (senza autorizzazione) attraverso le reti di filesharing. 4. Io non sono il solo in questa esperienza. 5. Gli sforzi da parte delle grandi coorporazioni dei media per inibire e frenare la capacità di Internet di copiare e condividere i “contenuti” stanno avendo un effetto negativo sulla comparsa di questi nuovi e innovativi approcci e sugli sforzi degli artisti ad utilizzare Internet per creare nuove flussi di reddito e modelli di distribuzione . Discutibili “richieste di rimozione” e accuse di copie non autorizzate hanno un effetto raggelante sulla fermento di innovazione creativa che è l’aspetto più interessante di Internet. Come lavoratore e artista, trovo frustrante che tali sforzi distruttivi vengano fatti in nome mio ed inoltre incidono negativamente sulla mia carriera. 6. E ‘sempre più importante distinguere tra gli interessi e gli obiettivi di artisti e autori da un lato, e gli editori, le case discografiche e le società dei media dall’altro. Sono fortemente contrario alle lobby che affermano di rappresentarmi, quando in realtà esse rappresentano gli stessi interessi aziendali che sono spesso felici di trattare me e i miei coetanei come nulla più di un buon lavoratore salariato. 7. Internet è particolarmente importante per gli artisti neozelandesi, in quanto ci fornisce un potente mezzo per portare il nostro lavoro al mondo intero. 8. La questione del diritto d’autore riguarda tutta la comunità – non solo la cosiddetta “industria dei contenuti.” 9. Infine, ma forse la più importante, la questione della “proprietà intellettuale” è diventata una questione cruciale, che ha il potenziale di rimodellare l’intera struttura di Internet nei prossimi anni. Se i governi di fronte alle pressioni dall’industria dei contenuti” permettono alle corporazioni dei media di tenere in ostaggio gli utenti degli ISP e della Rete, oppure di costruire un sistema di controllo automatizzato e di controllare le attività online, questo distruggerà gran parte di ciò che rende Internet la più potente forza economica e culturale di innovazione e prosperità nel mondo odierno. Ci sono questioni pubbliche vitali in materia di privacy, di democrazia e di libertà di parola in gioco. - eventuali modifiche della legislazione NZ dovrebbero avere l’obiettivo di allentare il diritto d’autore quando si applica a copia non-commerciali. Gli interessi degli artisti e delle industrie creative Neo Zelandesi verrano meglio servite riconoscendo che la tecnologia digitale e internet rappresentano un’opportunità enorme per un paese come il nostro, e che il diritto d’autore deve adeguarsi in modi che aiutino a facilitare l’innovazione e la creatività, piuttosto che arrestarle. Cordiali saluti |
Fonte: http://hicksvillecomics.com/?p=610
Traduzione a cura di Scambioetico
(Breve bio dell’autore tratta da http://www.blackvelveteditrice.com/spip.php?mot22)
Dylan Horrocks è nato a Auckland (Nuova Zelanda) nel 1966 e ha vissuto in Nuova Zelanda, Inghilterra, Stati Uniti e Bouganville. Al momento vive al mare vicino ad Auckland con la moglie e i due figli. È diventato famoso grazie alla sua colossale opera Hicksville, apparsa originariamente nei dieci numeri della sua rivista “Pickle”, pubblicata dalla Black Eye. Dopo essere stata raccolto in inglese prima dalla stessa Black Eye e in seguito dalla Drawn & Quarterly, Hicksville è stato pubblicato in francese, italiano e spagnolo.
Hicksville è stata considerato “Libro dell’anno” dalla rivista “Comics Journal” ed è stato nominato da tre dei suoi critici come uno dei “100 libri più importanti del secolo”. Dylan Horrocks ha vinto un Eisner Award nel 2002 come “Miglior talento meritevole di maggior riconoscimento” e ha ricevuto numerose nomination per gli Ignatz Awards, Harvey Awards e il Prix d’Alph’Art. Ha disegnato fumetti e illustrazioni per riviste e libri in Nuova Zelanda, Australia, Inghilterra, USA, Francia e Canada. Ha tenuto per tre anni, dal 1995 al 1997 la striscia politica “Milo’s Week” per il “NZ Listener” e disegna regolarmente vignette politiche per il “NZ Political Review” e altre riviste.
Nel 1998 ha prodotto Spin, un fumetto per il Ministero delle Politiche Giovanili della Nuova Zelanda sui modi con cui trattare i dolori emotivi. Nel 2001 ha prodotto in collaborazione con Timothy Kidd Red Hot, un fumetto sull’epatite C. Ha anche scritto articoli sul fumetto per riviste della Nuova Zelanda e degli Stati Uniti, ha insegnato in corsi di cartooning e storia del fumetto. Tiene regolarmente lezioni nelle università, nei politecnici e nelle scuole di grafica. È un collaboratore dell’“International Journal of Comic Art” e ha scritto per svariati anni per la rivista “Pavement”. Nel 1998 ha organizzato una mostra sul fumetto neozelandese intitolato “Nga Pakiwaituhi o Aotearoa: New Zealand Comics” che partecipò alla Small Press Expo negli Stati Uniti. Ha anche curato un catalogo (NB: parte di questi testi sono apparsi nell’edizione italiana di Hicksville), che è stato candidato a un Goodie Award come “Migliore pubblicazione sul fumetto”. Dopo aver scritto per la DC comics le serie “The Names of Magic”, “Hunter: The Age of Magic” e “Batgirl”, al momento sta lavorando alla serie Atlas per la Drawn & Quarterly (il seguito di Hicksville) e Dirty Comics per la Top Shelf (una storia che prende sempre origine da Hicksville).
Gli sviluppatori di giochi UK contro DRM e criminalizzazione del File Sharing
TIGA, una società che rappresenta e serve gli interessi degli sviluppatori di giochi e le imprese associate nel Regno Unito, ha recentemente pubblicato uno studio secondo cui una percentuale importante dei suoi membri vedono la pirateria come un problema ma non come una minaccia per la sopravvivenza del loro business.

Gamasutra ci fornisce un breve estratto dei dati risultanti dell’indagine rivelando che il 60% degli sviluppatori ritiene si la pirateria un problema ma per il 90% degli stessi non ha un rischio medio basso rispetto ai loro guadagni.
Il 50% degli sviluppatori inoltre ritiene sbagliato l’approccio del governo UK che vuole punire i file sharer con la disconnessione dalla Rete e sostengono che per affrontare il problema essi stanno approntando soluzioni come la distribuzione digitale e nuovi sistemi di business come servizi on-line in abbonamento e/o giochi gratuiti supportati dalla pubblicità.
Inoltre solo il 30 per cento degli sviluppatori pensano che il DRM possa rappresentare una soluzione, la metà la ritiene “irrilevante”, mentre il 20 per cento addirittura crede che sia parte del problema.
“I risultati del sondaggio di TIGA dimostrano chiaramente che gli sviluppatori del Regno Unito stanno prendendo l’iniziativa per affrontare il problema della pirateria e sono in cerca di nuovi sistemi di distribuzione dei contenuti e di comunicazione diretta con i propri consumatori”, ha commentato il CEO di TIGA Richard Wilson.
Fonte: http://www.p2pon.com/2009/11/10/piracy- … -solution/ – http://www.gamasutra.com/php-bin/news_i … tory=26005
Traduzione a cura di Scambioetico.

NB: Ogni mio riferimento al Partito Pirata è da intendersi appartenenza a circuito internazionale http://pp-international.net/ del http://www.partito-pirata.it/
[...]"persone accomunate da una scintilla di genialità e da una grande curiosità artistica, menti brillanti inadeguate ad una società grigia, disadattati che non sanno scendere a patti con le regole assurde del mondo in cui vivono, artisti eclettici, ribelli irriducibili, creativi geniali, programmatori brillanti ... in una sola parola: pirati"
(Carlo Gubitosa, Elogio della pirateria)






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