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Regalare è meglio che vendere ovvero del perché cory doctorow è meglio di michael crichton

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 17 luglio 2013

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A me piace la fantascienza, soprattutto quella sociale (più philip dick che asimov, per capirci).

Tra gli ormai pochi autori che riesco a leggere ce n’è uno che si chiama cory doctorow, di cui ho recentemente comprato l’ultimo romanzo, makers.

Ora si dà il fatto che, per ragioni mie, a casa non trovi il tempo di leggere, mentre sui mezzi pubblici sì; se cory doctorow fosse uno scrittore normale sarei costretto a scaricarmi una copia pirata in formato ebook del suo romanzo, cosa che considererei mio diritto in quanto ho comprato il libro di carta e non avrei la minima intenzione di ripagare la stessa cifra per gli stessi contenuti. per l’autore/editore medio avrei compiuto un reato, mentre per cory doctorow no: lui mette i suoi ebook da scaricare gratuiamente sul suo sito (per tutti: anche chi non li ha già comprati), cosa che mi ha permesso di scoprirlo, di apprezzarlo e fa sì che io compri i suoi libri di carta. perché mi piacciono, ma soprattutto perché cory doctorow mi è simpatico e si è comportato in modo onesto e disponibile con me.

L’ultimo romanzo di cory doctorow (qui in ebook gratis), mi ricorda un po’ un altro scrittore che leggevo in passato, michael crichton. Michael Crichton all’inizio non mi era né simpatico né antipatico, poi è successo che si è espresso più volte e con toni molto duri (e dicendo pure qualche grossolana idiozia) contro internet in generale e contro quelli che scaricano i file in particolare. micheal crichton era uno di quegli autori che se potessero porterebbero in tribunale i loro lettori. da quel momento in poi ho smesso di comprare i libri di michael crichton: non solo perché mi era improvvisamente diventato molto antipatico, ma perché se aveva intenzione denunciarmi non mi sembrava saggio dargli i mezzi economici per farlo.

Questa cosa gli editori, i discografici, le major del cinema non l’hanno mica ancora capita. non solo questa, ma anche altre: ci sono almeno 5 cose che cory doctorow ha capito e le corporation no, ed è la ragione per cui io e tanti altri come me diamo e in futuro daremo sempre più volentieri, i nostri soldi ai cory doctorow di questo mondo e sempre meno ai michael crichton, fino al momento in cui solo i cory doctorow potranno permettersi di restare sul mercato.

il file sharing non si può fermare
per quanto ci si possa provare, con le buone o le cattive, con le tecnologie o le legislazioni, il libero scambio di contenuti digitali è reso possibile dalle tecnologie e quando una tecnologia si è evoluta non la si può far devolvere. teenager, ventenni e anche molti adulti oggi non hanno – e per quanto ci si provi non avranno mai più – la percezione che il file sharing sia un reato. più o meno tutti scaricano o scaricheranno da qui a due anni, e non è possibile mettere in galera tutta la popolazione mondiale.

denunciare i propri lettori non è una buona strategia di marketing
rifiutare la strada del confronto e scegliere quella dello scontro non avrà l’effetto di convincere le persone a smettere di scambiare i file, ma avrà quasi certamente altri due effetti: convincere intere generazioni a scaricare ancora di più e in modi sempre più furbi, e infondere in loro la convinzione che gli adulti sono degli idioti liberticidi e che le loro regole sono senza senso. il consumatore oggi ha il controllo del mercato: se si dipende dal mercato, minacciare chi lo controlla non è una buona idea.

regalare è meglio che vendere
se non sei l’autore più famoso del mondo è meglio essere conosciuti che vendere, perché se prima di tutto non sei conosciuto, non venderai mai, e l’offerta di contenuti sta esplodendo quindi la concorrenza è sempre di più. ma anche se sei l’autore più famoso del mondo, chi vuole scaricare i tuoi contenuti senza pagarli lo farà lo stesso: fattene una ragione. invece di minacciarlo investi la tua testa e i tuoi soldi nel dare buone ragioni a quelli che vogliono pagarti per farlo (fai prezzi onesti, regala i contenuti in altri formati per usi alternativi, inventati extra e da allegare ai prodotti fisici, investi sull’esperienza dal vivo, conversa con la tua base di fan più appassionata).

essere simpatici è meglio che essere antipatici
c’è bisogno di spiegarlo, che se ho la scelta di premiare qualcuno premierò chi mi è simpatico, è stato onesto e generoso con me, e non chi si è comportato in modo minaccioso, avaro e odioso?

forse “vendere” non è vitale
è ormai chiaro che il futuro è dei modelli di business alternativi che emergono in corso d’opera. il mercato cambia a velocità impensate e incomprensibili, e così le modalità di fornitura, rientro dagli investimenti e remunerazione dei servizi. twitter, facebook, youtube e persino google non avevano un modello di business tradizionale e chiaro, all’inizio: l’hanno trovato strada facendo (alcuni lo stanno ancora cercando, il che non li rende meno meritevoli o di minor successo presso il loro pubblico, anzi).

se il tema di questo post ti interessa, ti consiglio un altro libro di cory doctorow, che mi pare anche il migliore da far leggere a un teenager in questo momento: little brother (“X” nel titolo italiano).

Fonte originale dell’articolo: http://www.daimon.it/2010/02/23/regalare-e-meglio-che-vendere/
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5/deed.it

Copyright, la procura di Roma vuole fermare il file sharing mondiale?

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 22 aprile 2013

Un cartone animato francese uscito nelle sale italiane a novembre del 2012, rischia di divenire una delle più grandi pietre di scandalo della storia recente di internet. Almeno in Italia. Il cartone animato in questione si chiama Un mostro a Parigi (Un monstre à Paris) ed è  un film d’animazione del 12 ottobre 2011, uscito in Italia  il 22 novembre 2012.

Un cartoon come tanti altri, forse più bello degli altri. Fatto sta che il 27 febbraio (più di due mesi dunque dall’uscita nelle sale) di quest’anno la società italiana di distribuzione italiana del film ha deciso di denunciare alla Procura della Repubblica di Roma le violazioni del copyright che aveva riscontrato sulla rete.

Da questa denuncia  è scaturita una “velocissima” indagine  (un mese) della polizia postale capitolina sfociata nella richiesta (accettata dal Gip di Roma) del Pubblico Ministero di oscuramento dei domini nella loro interezza e  sequestro dei DNS dei nomi più importanti del panorama di scambio di file del calibro di Nowvideo, Nowdownload, Videopremium, Rapidgator, Bitshare, Cyberlocker, Clipshouse, Uploaded, giganti che radunano milioni di utenti in tutto il mondo, solo per citarne alcuni.

Si tratta, per entità e per estensione  della più grande operazione di sequestro di contenuti su internet di un paese occidentale, seconda solo alla operazione di sequestro di domini adottata dal dipartimento dell’Homeland security Statunitense il 26 novembre 2010, che aveva portato al sequestro di 70 portali .

La società  denunciante avrà naturalmente le sue buone ragioni, ma  ci si chiede il perché 27 portali che raggruppano milioni e milioni di utenti siano stati resi inaccessibili nella loro interezza. Forse perché è stato scoperto un giro illecito di denaro? Come si pensava nel caso Megaupload?  Perché si ponevano in commercio sostanze proibite?  Perché le stesse avevano a che fare con un giro di sfruttamento della prostituzione minorile? No, o, almeno questo non appare  dal sequestro, che è stato adottato perché un solo film sarebbe presente tra i  milioni di  files presenti nei suddetti portali. Uno solo.

Per un solo audiovisivo di pochi bit è stato adottato un blocco che ha lasciato al buio centinaia di migliaia di utenti italiani che non hanno ovviamente  nulla a che vedere con questo film e che avevano semplicemente acquistato attraverso i sistemi premium la possibilità di scambiare file di grandi dimensioni. E, non sembra finita qui, dal momento che il Pm ha richiesto espressamente il sequestro dei domini, lasciando intravvedere una dimensione internazionale del sequestro.

Le reazioni al provvedimento sono state varie: alcuni di questi portali più legati al nostro paese, ritenendo di essere al sicuro in virtù dell’anonimato su internet,  hanno pensato bene di cambiare il nome di dominio o suggerire cambiamenti di DNS, senza tenere in considerazione che le nuove tecniche investigative si stanno concentrando sul principio del “follow the money” e, che dunque prima o poi si arriverà anche a loro. Altri, subodorata la mala parata,  hanno deciso di lasciare l’Italia, interrompendo volontariamente il traffico proveniente dall’Italia, sperando in questo modo di poter chiudere la partita che si è aperta davanti al Giudice di Roma, come hanno fatto di recente alcune grandi imprese mondiali del settore dei derivati finanziari, quando il tribunale di Roma ha deciso di sequestrare i portali di scambi finanziari dedicati al trading online. Si tratta di reazioni che, ovviamente non risolvono il problema, che si ripresenterà sotto le stesse forme, e che dà semplicemente motivo a chi è interessato alla censura, per dire “vedete, noi ve l’avevamo detto!”

Le imprese straniere non capiscono e, semplicemente, se ne vanno, escludendo il nostro paese dalla lista dei paesi interessanti dal punto di vista del mercato. L’Italia che certo non ha bisogno di far scappare capitali e imprese  e che ha un disperato bisogno di far condividere ai propri cittadini su internet  informazioni  per non rimanere tagliata fuori dai grandi flussi mondiali della conoscenza, sta erigendo una vera e propria “muraglia  cinese”  virtuale nella più completa indifferenza  di cittadini, associazioni e anche (spiace dirlo) della stampa.

Per non parlare ovviamente del mondo politico.

Alla  “diaspora” peraltro,  ha contribuito questa volta  anche  un mostro proveniente da cartoonia che, lasciato Parigi, sembra aver deciso di trasferirsi in pianta stabile nel nostro paese.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/15/la-procura-di-roma-ferma-il-file-sharing-mondiale/562813/

Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/

The Pirate Bay è la biblioteca pubblica più efficiente del mondo

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 3 gennaio 2013

Il modo in cui funziona la pirateria dei media è che una persona od un gruppo compra un’opera e poi lo condivide con milioni di altre persone. Ciò si suppone sottragga all’autore od artista il denaro di questi milioni di persone.
Un gruppo ha acquistato oltre 50 milioni di titoli e rende disponibile ciascuno di essi a circa 20 milioni di persone, cosa che dev’essere un colpo terribile per il portafoglio dei creativi. Questa nota istituzione è chiamata New York Public Library.

Viene da porsi la domanda sul perché ogni autore, regista e musicista non sia sul piede di guerra contro la condivisione rampante della New York Public Library, mentre c’è un sacco di opposizione alle abitudini di condivisione P2P attraverso BitTorrent di The Pirate Bay. Dopo tutto, le attività di The Pirate Bay sono molto inferiori rispetto a quelle della New York Public Library: solo 1 milione di pezzi nel 2008 (e la collezione di certo non è cresciuta del 5000% da allora). Il motivo per cui The Pirate Bay è offensivo mentre la New York Public Library non lo è, è la sua efficienza.

Prima che la New York Public Library possa condividere un titolo con te, devi arrivare all’incrocio fra la Quinta e la Quarantaduesima a Manhattan. Poi devi girare attorno e dentro al grosso edificio per trovare ciò che stai cercando. Sperando che il titolo non sia fuori in prestito. Perché la New York Public Library ha un sistema particolare di conservazione dei suoi titoli: in formato fisico finito. Se vuoi leggere un libro o vedere un film, ci sono poche copie disponibili. Puoi portare a casa un titolo per poco tempo (ciò impone agli altri di aspettare il ritorno del medesimo) e comunque solo se vivi nello Stato di New York.

The Pirate Bay, invece, richiede che tu digiti la ricerca, clicchi un bottone di download, e aspetti un po’. Non c’è scarsità, né requisito di residenza, e puoi farlo da qualsiasi luogo con un accesso Internet. Significativamente più efficiente.

In entrambi i casi, sia che tu legga un libro della biblioteca o un ebook scaricato via torrent, non è più necessario dare denaro all’editore. Questo è storicamente un bene, perché nonostante tutto, le biblioteche non hanno ucciso la pubblicazione.

Le pubbliche biblioteche fisiche – come la New York Public Library – sono ritenute universalmente un bene per la società. Esse consentono libero ed aperto accesso alla conoscenza, cultura, educazione e sano intrattenimento di milioni di persone in tutto il mondo. Chiunque demonizzi il ruolo di queste biblioteche è visto come un eccentrico e non viene preso sul serio. Invece è diffuso l’orientamento contrario per siti di filesharing come The Pirate Bay, Tuebl e Take.fm. Tutti questi siti stanno facendo la stessa cosa che fanno le biblioteche di mattoni, ma con più efficienza.

Questo è un paragone che avrebbe dovuto essere evidenziato quando Napster era nel notiziario della sera. I siti di filesharing sono le biblioteche più radicalmente efficienti che l’umanità abbia mai creato. Mai prima c’era stato nulla di meglio per consentire un pubblico aperto accesso alla cultura ed alla conoscenza. Missione compiuta. Ma perché questo diventa improvvisamente un male?

Se il libero ed aperto accesso di tutti alla conoscenza umana col semplice click di un tasto, impedisce ai più amati autori, pensatori e creativi della nostra società di mettere il cibo sulle loro tavole, allora probabilmente è il momento di ripensare come mettere il cibo sul loro tavole.

 

Articolo originale http://falkvinge.net/2012/12/07/the-pirate-bay-is-the-worlds-most-efficient-public-library/ tradotto da Max per il Partio Pirata Italiano

Rapporto UE rivela interferenza del traffico P2P da parte degli ISP

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 31 maggio 2012

Un nuovo rapporto diffuso oggi ha rivelato la portata delle pratiche di gestione del traffico da parte degli ISP che si traducono in limitazioni ad un’Internet aperta. La relazione UE, che copre 381 ISP che servono più di 340 milioni di abbonati, rivela che il 21% degli utenti di rete fissa a banda larga in tutta Europa sono colpiti da ISP che limitano il traffico P2P, percentuale che sale al 36% nel mercato della telefonia mobile.

La relazione è stata lanciata nel 2011, a seguito delle richieste della Commissione Europea indirizzate al BEREC , l’Organismo dei regolatori Europei delle comunicazioni elettroniche. L’obiettivo era quello di raccogliere informazioni relative al dibattito sulla neutralità della rete, in particolare per quanto riguarda le azioni intraprese dagli ISP per ostacolare, soffocare, bloccare o degradare il traffico Internet.

Un questionario è stato inviato agli ISP in tutta Europa e le risposte finali sono state di 381 fornitori di servizi Internet, 266 ISP di ‘linea fissa’ (140 milioni di abbonati) e 115 operatori di telefonia mobile (200 milioni di abbonati).
Tra l’altro sono state richieste informazioni sulle loro pratiche di gestione del traffico nel rispetto di una serie di obiettivi tra cui preservare la qualità del servizio, accordi contrattuali con i clienti, sicurezza della rete e altre misure richieste dall’ordinamento giuridico.

Forse non sorprende che le restrizioni più frequentemente riportate, al di fuori delle semplici data-capping contrattuale, hanno interessato il blocco e/o limitazione del peer-to-peer e del traffico VoIP. Un totale di 49 ISP di linea fissa hano riportato l’interferenza con il P2P, come hanno fatto 41 operatori di telefonia mobile.
Sebbene queste difficoltà interessino almeno il 20% di tutti gli abbonati, la relazione rileva come l’impatto sugli utenti finali può variare. Alcuni ISP limitano tutti i loro utenti, alcuni solo una percentuale. Altri limitano il traffico durante alcune ore della giornata, mentre alcuni hanno vincoli contrattuali che non sono necessariamente applicati tecnicamente.

Complessivamente, nel mercato di rete fissa a banda larga almeno il 21% degli utenti sono affetti da limitazioni P2P, o in campo tecnico o per clausole nei loro contratti. Nel mercato della telefonia mobile tale cifra è del 36%. Quando si tratta di restrizioni erlative al VoIP, almeno il 21% del mercato mobile affronta limitazioni con la possibilità di un ulteriore 18% a seconda delle condizioni.
I risultati dello studio saranno utilizzati nel dibattito in corso sull’Internet Aperta in Europa. All’inizio di quest’anno i Paesi Bassi sono stati il primo paese a sottoscrivere i principi della net neutrality in forma di legge, che limita l’uso di limitazioni sul P2P da parte degli ISP. Al Parlamento europeo i Verdi propongono di garantire la neutralità della rete al resto dell’Europa.
Il rapporto completo intitolato BEREC risultati sulle pratiche di gestione del traffico in Europa può essere scaricato qui (pdf)

Fonte: http://torrentfreak.com/eu-report-reveals-p2p-traffic-interference-by-isps-120530/

Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc/3.0/

Traduzione a cura di yanfry per Partito Pirata Italiano

Studio: nonostante le sempre piu severe leggi sul Monopolio del Copyright, la condivisione resta pervasiva

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 23 maggio 2012

Il 61% di coloro che hanno tra i 15 ed i 25 anni partecipa direttamente alla condivisione della cultura. La pressione sociale per il rispetto delle leggi sul monopolio del copyright è quasi inesistente. I pochi che sono scoraggiati da una più dura imposizione del monopolio tendono a compensare con l’anonimato. Sono queste le conclusioni di un nuovo studio sulla condivisione della cultura dei giovani.

Il gruppo Cybernormer presso l’Università di Lund ha pubblicato un rapporto di follow-up ad uno studio del 2009, dimostrando che l’attuale divieto di condivisione della cultura e della conoscenza rimane assolutamente senza sostegno pubblico, nonostante la brutalità della legge sul monopolio del copyright, nonché della sua applicazione.

  • il 61% dei cittadini tra i 15 ed i 25 anni in Svezia condividono cultura online, in violazione del monopolio del copyright.
  • Questa percentuale non è cambiata in ordine di grandezza negli ultimi tre anni.
  • La percentuale che condivide “pesantemente”, è persino leggermente aumentata, passando dal 18% al 20%.

I risultati sono conclusivi; nonostante leggi più severe contro la condivisione della conoscenza e della cultura che si sono susseguite negli ultimi anni in Svezia, queste non hanno nemmeno “fatto un graffio” al file-sharing. Semmai, l’attività è addirittura leggermente aumentata. Nell’esperienza Svedese, la pressione sociale spinge ad essere un buon cittadino e condividere, non all’obbedire ai monopoli. Lo studio conferma:

Possiamo tranquillamente affermare che gli sviluppi legali repressivi in questo campo danno un supporto molto debole ai meccanismi informali di controllo della società”, spiega Måns Svensson, Ph.D. in Sociologia Giudiziaria, uno dei ricercatori che ha lavorato sullo studio. “La pressione sociale è quasi inesistente.”

Eppure, la tendenza politica generale è stata di proporre leggi più severe sui monopoli così come una più dura applicazione delle stesse. Svensson vede una piccola scalfittura nel comportamento, ma non necessariamente del tipo che porta a rispettare le leggi sul monopolio anziché le norme sociali – ma piuttosto, molte persone trovano altri modi per continuare a condividere e dormire bene la notte:

Tali strategie sembrano avere un minor effetto deterrente sulla propensione dei giovani al FileShare online”, Svensson continua. “Tuttavia, senza il supporto di norme sociali, le persone tendono a cercare contromisure, come i servizi di anonimato. Oppure si rivolgono a sneakernets se condividono media.”

(“Sneakernet” è un termine generico per le tecnologie offline per la condivisione della cultura – come portare due terabyte di hard drive portatile a casa di un amico.)

I ricercatori hanno anche notato le implicazioni sulla società nell’avere leggi sul monopolio scollegate dalle norme sociali:

“Certo, leggi che mancano di sostegno sociale rischiano di minare la fiducia della gente nella democrazia e nello Stato di diritto nel lungo periodo”, conclude Svensson.

Questo studio – che afferma come l’enforcement più duro serve solo a spostare la condivisione di file in territori inapplicabili ed inoltre, solo in piccole quantità – è interessante in sé stesso. Ma dobbiamo anche esaminare attentamente i quasi due terzi di persone che condividono cultura e valutare quel numero in un contesto domestico.

Visto che dallo studio risulta che un 61% di persone partecipano direttamente alla condivisione della cultura, una ragionevole conclusione sarebbe che praticamente il 100% in questa fascia di età lo fa direttamente o indirettamente – indicando che di solito è una persona in una famiglia che fa file sharing, ma tutte le persone in casa godono felicemente di quella cultura una volta che viene portata in casa. Quando coloro che condividono direttamente raggiungono una percentuale alta come il 61%, siamo ben oltre il punto di saturazione dove non vi sono più beneficiari indiretti dell’attività. Così, sebbene questo non fosse parte dello studio, modellato su altri schemi sociali, sarebbe un presupposto affidabile dire che la condivisione di cultura abbia praticamente una penetrazione del 100% nella vita quotidiana delle persone in questa fascia di età.

Questo rappresenta una grande promessa per il futuro. I giovani di oggi non accettano le leggi repressive, e o le ignorano o attivamente le sovvertono.

Il gruppo Cybernormer ha il suo sito qui (in svedese).

Fonte: http://it.falkvinge.net/2012/05/21/studio-nonostante-le-sempre-piu-severe-leggi-sul-monopolio-del-copyright-la-condivisione-resta-pervasiva/

Traduzione a cura di yanfry per il Partito Pirata Italiano

Traduzione collaborativa della proposta di Riforma del Diritto D’autore del PiratPartiet Svedese al Parlamento Europeo

Posted in Uncategorized by yanfry on 4 maggio 2012

Come saprete Christian Engström (Eurodeputato per il Partito Pirata Svedese) e Rick Falkvinge (fondatore del primo Partito Pirata) hanno pubblicato alcuni giorni fa un opuscolo dettagliato che spiega la loro posizione in relazione al diritto d’autore e la loro proposta di riforma dello stesso (la stessa posizione che il gruppo Verdi/EFA al Parlamento Europeo ha adottato nel settembre 2011).

In collaborazione con il gruppo dei Traduttori del Partito Pirata Italiano (la cui mailing list è raggiungibile a questo indirizzo) ho deciso di iniziarne la traduzione in italiano convinto che possa essere utile per qualsiasi futuro dibattito sul diritto d’autore anche nel nostro paese, tanto che ho già tradotto i primi due capitoli, che vi presento in fondo a questo post.

Per chi volesse collaborare al progetto di traduzione è stato creato un pad accessibile sulla piattaforma del Partito Pirata Tedesco a questo indirizzo e chiunqe abbia tempo, voglia, interesse a contribuire, anche solo su “piccola scala”, è invitato a accedervi così come a condividere questo invito e questi testi rilasciati con una licenza completamente libera da vincoli Creative Commons CC0.

Il Partito Pirata non vuole abolire il diritto d’autore; vogliamo riformarlo. Vogliamo mantenere il copyright per scopi commerciali, ma vogliamo rendere tutti gli usi e le copie non-commerciali gratuiti.
Il Partito Pirata ha un programma chiaro e positivo per porre fine alla criminalizzazione delle giovani generazioni e fornire le basi per sviluppare un settore culturale diversificato e sostenibile nell’era di Internet. Invitiamo tutti i gruppi politici a copiare le nostre idee.
La condivisione è la cura.

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L’argomentazione per la Riforma del Diritto d’Autore

Christian Engström MEP & Rick Falkving

File Sharing libero, tempi di protezione del copyright più brevi per il monopolio commerciale, campionamento libero e divieto di DRM.
Questi sono i punti principali della proposta di riforma del copyright che il Partito Pirata sta sostenendo e che i Verdi/EFA come gruppo al Parlamento Europeo hanno adottato nel settembre 2011.
Si tratta di una alternativa costruttiva al controverso accordo ACTA e alla criminalizzazione di un’intera generazione di giovani. Questo opuscolo spiega perché una tale riforma è necessaria e sostenibile e ne beneficeranno sia i cittadini che gli artisti.

Rick Falkvinge è il fondatore del primo Partito Pirata ed è un evangelista politico che viaggia in Europa e nel mondo per parlare e scrivere di idee a proposito di corrette politiche di informazione. Ha un background da imprenditore tecnologico.

Christian Engstrom è un membro del Parlamento Europeo per il Partito Pirata Svedese. Prima di diventare un politico era un imprenditore e programmatore di computer, che fu coinvolto in politica sulla questione dei brevetti software .

Questo libro è pubblicato dal MEP Pirata Christian Engström con il sostegno del gruppo dei Verdi/EFA al Parlamento europeo.

2012 · Nessun diritto riservato · Creative Commons CC0

Questo libro è disponibile all’indirizzo www.copyrightreform.eu e può anche essere acquistato in formato cartaceo attraverso Lulu.com

Informazioni di contatto:
Christian Engström: christianengstrom.wordpress.com
Rick Falkvinge: falkvinge.net
Verdi/EFA al Parlamento europeo: www.greens-efa.eu

Indice

C’è un modo migliore – pg. 1

Una proposta costruttiva per la riforma del Copyright – pg. 3

L’enforcement del Copyright minaccia i diritti fondamentali - pg. 8

Il Copyright non è Proprietà – pg. 36

Gli artisti stanno facendo bene - pg. 60

Di più sulla proposta per la Riforma del Copyright - pg. 78

I mercati culturali del futuro – pg. 91

Ringraziamenti - pg. 101

Capitolo 1

C’è un modo migliore

L’attuale legislazione sul copyright è sbilanciata, e non in sintonia con i tempi. Ha trasformato una intera generazione di giovani in criminali agli occhi della legge, nel futile tentativo di fermare lo sviluppo tecnologico. Malgrado ciò, la condivisione di file ha continuato a crescere in modo esponenziale. Né la propaganda e la tattica della paura, né leggi sempre più severe sono state in grado di bloccarne lo sviluppo.

E ‘impossibile far rispettare il divieto di condivisione non-commerciale di file, senza violare i diritti umani fondamentali. Finché vi sono modi per i cittadini di comunicare in privato, questi saranno utilizzati per condividere materiale protetto da copyright. L’unico modo per cercare anche solo di limitare il file sharing è quello di eliminare il diritto alla comunicazione privata. Nell’ultimo decennio, questa è la direzione nella quale l’enforcement della legislazione sul copyright si è spinto, sotto la pressione delle lobby delle grandi imprese che vedono i loro monopoli in pericolo. Dobbiamo invertire questa tendenza per tutelare i diritti fondamentali.

Allo stesso tempo, vogliamo una società dove la cultura fiorisca e dove artisti e creativi abbiano la possibilità di guadagnarsi da vivere come operatori culturali. Fortunatamente, non vi è alcuna contraddizione tra la condivisione di file e la cultura. Questa è una cosa che sappiamo per l’esperienza di un decennio di file sharing intenso su Internet.

Nelle statistiche economiche, possiamo vedere che la spesa delle famiglie per la cultura e l’intrattenimento sta lentamente aumentando di anno in anno. Se spendiamo meno soldi per l’acquisto di CD, spendiamo di più su qualcos’altro, come andare ai concerti dal vivo. Questa è un’ottima notizia per gli artisti. Un artista in genere ottenere il 5-7% dei ricavi da un CD, ma il 50% dei ricavi da un concerto. Le case discografiche ci perdono, ma questo solo perché non stanno più aggiungendo alcun valore.

Sarà anche possibile che divenga più difficile fare soldi in alcune aree del settore culturale, ma in questo caso, sarà più facile farlo in alcuni altri – compresi alcuni nuovi, che non avevamo nemmeno immaginato finora. Ma finché la spesa totale per la cultura delle famiglie continua ad essere allo stesso livello od in aumento, nessuno può sostenere che gli artisti, nel complesso, abbiano qualcosa da perdere da un diritto d’autore riformato.

Se questo avrà anche l’effetto collaterale di allentare un po’ la stretta che i grandi distributori hanno sulla vita culturale, allora tanto meglio per entrambe, artisti e consumatori.

Quando le biblioteche pubbliche sono state introdotti in Europa 150 anni fa, le case editrici erano molto contrare. L’argomento che usarono era lo stesso che viene utilizzato oggi nel corso del dibattito sulla condivisione di file: se la gente può ottenere l’accesso ai libri gratis, gli autori non saranno in grado di guadagnarsi da vivere e nessun nuovi libri verrà più scritto.

Ora sappiamo che gli argomenti contro le biblioteche pubbliche erano sbagliati. Ed ovviamente non hanno portato ad una situazione in cui non viene scritto più alcun nuovo libro e non hanno impedito agli autori di guadagnare denaro dalla scrittura. Al contrario, il libero accesso alla cultura si è rivelato non solo un vantaggio per la società in generale, ma anche vantaggioso per gli autori.

Internet è la biblioteca pubblica più fantastica che sia mai stato creata. Ciò significa che tutti, comprese le persone con limitate possibilità economiche, hanno accesso a tutta la cultura del mondo con solo un click del mouse. Questo è uno sviluppo positivo che dovremmo abbracciare e ad applaudire.

Il Partito Pirata ha un programma chiaro e positivo per porre fine alla criminalizzazione delle giovani generazioni e fornire le basi per sviluppare un settore culturale diversificato e sostenibile nell’era di Internet. Invitiamo tutti i gruppi politici a copiare le nostre idee.

La condivisione è la cura.

Capitolo 2

Una proposta costruttiva per la riforma del Copyright

Il Partito Pirata non vuole abolire il diritto d’autore; vogliamo riformarlo. Vogliamo mantenere il copyright per scopi commerciali, ma vogliamo rendere tutti gli usi e le copie non-commerciali gratuiti.

Questa riforma è urgente, visto che i tentativi giornalieri di imporre il divieto sulla condivisione non-commerciale della cultura tra privati cittadini minacciano i diritti fondamentali, quali il diritto alla comunicazione privata, libertà di informazione ed anche il diritto al giusto processo.

Il file sharing è quando due privati inviane uno e zero gli uni agli altri. L’unico modo per cercare anche solo di limitare il file sharing, è quello di introdurre la sorveglianza delle comunicazioni private di tutti. Non c’è modo di separare i messaggi privati da materiale protetto da copyright senza aprire i messaggi e controllarne i contenuti. Perdendo così il segreto postale, il diritto di comunicare in privato con il vostro avvocato o di flirtare con la vostra web-cam, o la vostra tutela di informatore se volete far conoscere una storia delicata ad un giornalista.

Noi non siamo disposti a rinunciare ai nostri diritti fondamentali, per far rispettare l’attuale diritti d’autore. Il diritto alla privacy è più importante del diritto di grandi compagnie dei media di continuare a fare soldi allo stesso modo con cui l’hanno fatto fin’ora, perché quest’ultimo diritto non esiste neppure.

Il Copyright attuale impedisce o limita anche molte espressioni culturali nuove ed eccitanti. Il campionamento musica su MySpace, il remix su YouTube, o perché no una Wikipedia riempita con un sacco di foto e musica negli articoli? La legislazione sul copyright dice di no.

Le leggi sul diritto d’autore devono essere riformate o abolite completamente. Il Partito dei Pirati sostiene l’alternativa della riforma.

Vogliamo rendere tutti gli usi e le copie non-commerciali gratuite e vogliamo ridurre il tempo di protezione per lo sfruttamento commerciale. Ma vogliamo mantenere l’esclusività commerciale in modo tale da consentire alla maggior parte dei modelli di business che sono vitali oggi di continuare a lavorare.

La nostra proposta si può riassumere in sei punti:

• Diritti morali Invariati: Noi proponiamo di lasciare invariato il diritto morale dell’autore di essere riconosciuto come autore dell’opera.

A nessuno dovrebbe essere consentito di affermare di essere gli ABBA o di aver scritto tutte le canzoni di Paul McCartney, a meno che realmente non lo siano o non l’abbiano fatto. Nella misura in cui questo è un problema reale, dovrebbe essere ancora illegale farlo. “Dare a Cesare quello che è di Cesare” è una buona massima con la quale tutti sono d’accordo.

• Condivisione Non-Commerciale Libera: fino a vent’anni fa, il copyright non era di gran interesse per la gente comune. Le regole sull’esclusività della produzione di copie erano rivolte agli attori commerciali, che avevano i mezzi per, ad esempio, stampare libri o documenti.

I privati cittadini che volevano copiare una poesia e inviarla ad un loro caro, o copiare la registrazione di una cassetta per darla ad un amico, non dovevano preoccuparsi di violare il diritto d’autore. In pratica, tutto quello per cui eri in possesso dei mezzi tecnici per realizzarlo come una normale persona, potevi farlo senza il rischio di alcuna pena.

Ma oggi, il diritto d’autore si è evoluto ad un livello che impone gravi restrizioni su ciò che i cittadini comuni possono fare nella loro vita di ogni giorno. Nel momento in cui il progresso tecnologico ha reso più facile per la gente comune godere e condividere la cultura, la legislazione sul copyright si è mossa nella direzione opposta.

Vogliamo restituire il copyright alle sue origini e rendere assolutamente chiaro che esso regola solo la copia per fini commerciali. Condividere copie, o comunque diffondere o fare uso del lavoro tutelato di qualcun altro, non dovrebbe mai essere vietato se è fatto da privati senza fini di lucro. Il Peer-to-peer file sharing è un esempio di attività come queste che dovrebbero essere legali.

• 20 anni di monopolio commerciale: Gran parte dell’industria dell’intrattenimento di oggi è costruita sull’esclusività commerciale delle opere protette da copyright. Questo, lo vogliamo preservare. Ma i tempi di protezione di oggi – 70 anni dalla morte del titolare – sono assurdi. Nessun investitore potrebbe anche solo guardare un pacchetto commerciale dove il tempo di rifusione è così lungo.

Vogliamo accorciare il tempo di protezione a qualcosa che sia ragionevole sia dal punto di vista della società che da quello dell’investitore, e proponiamo 20 anni dalla pubblicazione.

• Registrazione dopo 5 anni: oggi, le opere che sono ancora protette da copyright, ma per le quali è impossibile o difficile individuare il titolare dei diritti, sono un grosso problema. La maggior parte di queste opere hanno poco o nessun valore commerciale, ma dal momento che sono ancora coperte dal diritto d’autore, non possono essere riutilizzate o distribuite perché non c’è nessuno a cui chiedere il permesso.

La protezione del copyright deve essere concessa automaticamente come lo è oggi per le opere di recente pubblicazione, ma i proprietari dei diritti che vogliono continuare ad esercitare la loro esclusività commerciale di un opera oltre i primi 5 anni dalla pubblicazione, dovrebbero essere tenuti a registrare tale diritto, in modo tale che possa essere trovato da un’accurata ricerca di database di diritti pubblici. Questo risolverà il problema delle opere orfane.

• Campionamento libero: Oggi legislazioni e pratiche sul copyright sempre più restrittive sono un grosso ostacolo per i musicisti, registi e altri artisti che vogliono creare nuove opere grazie al riutilizzo di parti di opere esistenti. Vogliamo cambiare questo attraverso l’introduzione di chiare eccezioni e limitazioni per consentire remix e parodie, nonché diritti di citazione per materiale sonoro e audiovisivo sul modello dei diritti di citazione che già esistono per i testi.

• Il divieto di DRM: DRM è l’acronimo di “Digital Rights Management”, o “Digital Restrictions Management”. Il termine è usato per indicare un certo numero di differenti tecnologie che sono tutte volte a limitare la capacità di consumatori e cittadini all’uso e alla copia di contenuti, anche quando essi hanno il diritto legale a farlo.

Deve essere sempre legale aggirare le restrizioni del DRM e dovremmo considerare l’introduzione di un divieto nella legislazione sui diritti dei consumatori all’uso di tecnologie DRM che limitano usi gli legali di un’opera. Non vi è alcun senso nell’introdurre nei nostri parlamenti una legislazione sul copyright equilibrata e ragionevole, se allo stesso tempo permettiamo alle grandi imprese multinazionali di scrivere le proprie leggi ed imporne il rispetto con mezzi tecnici.

Si tratta, in sostanza, di ciò che il Partito Pirata Svedese propone e la posizione sul diritto d’autore che i Verdi/EFA al Parlamento europeo hanno adottato nel settembre 2011.

La proposta è completamente in linea con le idee che sono state espresse nel dibattito internazionale, come nel Cultura Libera di Lawrence Lessig o ne a ricchezza delle reti di Yochai Benkler .Queste idee sono state discusse a fondo per almeno un decennio, sia dal mondo accademico che nella comunità Internet.

Ma come verranno pagati gli artisti, se la condivisione di file verrà legalizzata?” è la domanda che emerge sempre in questa discussione.

Ebbene, il “come” non è in realtà ciò che noi dobbiamo dire come politici. Trovare un modello di business che funzioni è compito del singolo imprenditore, nel settore culturale, come in qualsiasi altra industria. Ma siamo certi che il settore culturale nel suo complesso continuerà a fare bene, come dimostrato dalle statistiche economiche che derivano da più di un decennio di file sharing dilagante. Non vi è alcun conflitto tra la condivisione dei file e la produzione di nuova cultura, tutto il contrario. La nostra proposta è buona per gli artisti, sia da un punto di vista creativo che economico.

Ma il problema è più grande di questo. Si tratta di che tipo di società vogliamo.

Internet è la cosa più grande che sia successa al genere umano dall’introduzione della stampa, e probabilmente molto maggiore. The Pirate Bay, Wikipedia, e la primavera araba hanno fatto notizia per come persone appassionate abbiano applicato la nuova tecnologia rispettivamente per diffondere la cultura, la conoscenza e la democrazia. E abbiamo visto solo l’inizio.

Ma in questo momento di fantastiche opportunità, il diritti d’autore sta mettendo ostacoli sulla strada della creatività, e l’enforcement del copyright minaccia i diritti fondamentali, compreso il diritto alla comunicazione privata, il diritto di ricevere o di comunicare informazioni senza interferenze da parte delle autorità pubbliche indipendentemente dalle frontiere, il diritto al giusto processo ed il principio di proporzionalità quando vengono comminate punizioni.

Abbiamo bisogno di cambiare la direzione in cui sta andando la legislazione sul copyright, al fine di proteggere i nostri diritti fondamentali. Nessun modello di business vale più del diritto alla comunicazione privata e della libertà di informazione.

Il Copyright deve essere riformato con urgenza.

Garante Privacy UE critica ACTA. Ancora

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 25 aprile 2012

Bruxelles, 24 aprile 2012 – In un decisivo parere , il Garante europeo per la protezione dei dati (EDPS) dice che il capitolo digitale dell’ACTA sarebbe una minaccia alla vita e alla libertà di espressione online.

“In questo nuovo parere, l’EDPS chiarisce che ACTA richiama la ‘cooperazione’ tra i fornitori di servizi Internet e l’industria del copyright deve essere interpretata nel contesto della tendenza repressiva in atto contro la condivisione online. Secondo il supervisore della privacy, questa privatizzazione di enforcement avrebbe conseguenze disastrose per la libertà di espressione e la privacy degli utenti di Internet. Considerando che i membri della Commissione del Parlamento UE pro-ACTA fingono che l’accordo rispetti il diritto comunitario e che sia innocuo per i diritti fondamentali, ecco che arriva l’ennesima analisi indipendente a sottolineare il contrario ovvero che ACTA potrebbe portare alla sorveglianza generalizzata ed al filtraggio delle comunicazioni on-line. I cittadini devono utilizzare questo parere, come un argomento decisivo per convincere i membri del Parlamento Europeo a respingere ACTA, in ogni fase del loro lavoro nelle Commissione ed una volta per tutte in seduta plenaria. “, Dice Jérémie Zimmermann, portavoce del gruppo di difesa dei cittadini La Quadrature du Net.
Nel febbraio 2010, l’EDPS aveva espresso una primo opinione contro ACTA. In questo secondo parere pubblicato oggi, l’EDPS sottolinea in particolare che:

  • molte delle misure volontarie di cooperazione di enforcement richieste dall’ACTA comporterebbero un trattamento di dati personali da parte degli ISP che va al di là di quanto consentito dalla legislazione UE;
  • misure che consentono l’indiscriminato o diffuso monitoraggio del comportamento degli utenti di Internet, e/o delle comunicazioni elettroniche contro il file sharing non-commerciale, sarebbero sproporzionate ed in violazione dell’articolo 8 della Convenzione Europea per i Diritti Umani, articoli 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali, e la direttiva sulla protezione dei dati;
  • ACTA non contiene limitazioni e garanzie sufficienti, come un’effettiva tutela giurisdizionale, un giusto processo, il principio della presunzione di innocenza, e il diritto alla privacy e alla protezione dei dati.

Vedi il comunicato stampa dell’EPDS.

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Link post originario: http://www.laquadrature.net/en/eu-privacy-watchdog-slams-acta-again

Licenza http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/

Tradotto da yanfry per il Partito Pirata Italiano

Mobilitazione contro ed oltre ACTA – Giorni decisivi per le Relazioni delle Commissioni del P.E., chiamate i vostri MEP per spiegare i rischi e le minacce dell’accordo.

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 20 aprile 2012

Giorni decisivi per le Relazioni delle Commissioni del P.E., chiamate i vostri MEP per spiegare i rischi ed i danni dell’accordo.

Parigi, 19 aprile 2012 – Nelle prossime settimane, il Parlamento UE continuerà a lavorare sull’ACTA, Anti-Counterfeiting Trade Agreement, prima del voto finale previsto per l’estate. Questo è un momento cruciale per la mobilitazione dei cittadini contro l’ACTA, perchè dovranno resistere alle crescenti pressioni che le lobby del Copyright stanno facendo sul Parlamento. Al di là del rifiuto dell’ACTA, l’intera politica dell’UE sull’applicazione del diritto d’autore deve essere rivista. Solo una riforma del diritto d’autore può proteggere una volta per tutte i diritti fondamentali on-line dei cittadini dell’UE e spingere l’economia creativa on-line verso una nuova direzione, lontana dalla cieca repressione. Eccovi una relazione della campagna di mobilitazione nel Parlamento Europeo.

Lunedì scorso, il relatore David Martin ha pubblicato il suo progetto di Relazione sull’ACTA. Mentre invitava il Parlamento Europeo a respingere l’ACTA, il rapporto ha di nuovo richiamato la Commissione a farsi avanti con nuove proposte sul diritto d’autore, i brevetti e misure di enforcement dei marchi. Tenendo conto dei piani della Commissione di rivedere la direttiva IPRED ed intensificare la repressione delle infrazioni di copyright on-line, è chiaro che la battaglia contro l’ACTA non significa la fine della guerra sulla condivisione della cultura.

Ma la Commissione non è sola in questa battaglia. Attraverso IPRED, la direttiva sui Servizi Online (direttiva “eCommerce”) ed altre iniziative, le industrie dell’intrattenimento lavoreranno duramente per riottenere il sopravvento sul dibattito e combattere qualsiasi modifica normativa significativa, in caso di rifiuto dell’ACTA. Queste lobby stanno già inviando lettere al Parlamento, sollecitando i nostri rappresentanti eletti ad adottare l’ACTA1.

Durante la campagna per far si che il Parlamento UE respinga l’ACTA, dobbiamo assicurarci che i legislatori UE invertano l’attuale tendenza di enforcement estremo del copyright, dei brevetti e dei marchi.

Per entrare in contatto con i vostri deputati e prendere parte a questo sforzo cruciale, visitate la nostra pagina della campagna sull’ACTA.

Di seguito illustriamo l’attuale stato del dibattito sull’ACTA all’interno del Parlamento europeo:

Commissione per il Commercio Internazionale (INTA)

Nella Commissione per il “commercio internazionale” (INTA) – il Comitato leader che sta lavorando sull’ACTA – il relatore di ACTA al Parlamento europeo, il MEP David Martin (UK, S & D) ha rilasciato il suo progetto di relazione, chiedendo al Parlamento di respingere l’ACTA2. Riferendosi ad alcuni dei pericoli principali dell’ACTA, come la privatizzazione della repressione sul copyright on-line, egli sottolinea che “che i benefici previsti da questo accordo internazionale sono di gran lunga inferiori alle potenziali minacce che esso pone nei confronti delle libertà civili“.

Questa relazione gioca comunque a favore dell’industria dell’intrattenimento, chiamando la Commissione a “farsi avanti con nuove proposte per tutelare la proprietà intellettuale“.

Ecco perché i cittadini dovrebbero mettersi in contatto con i membri della Commissione INTA per chiedere loro di respingere l’ACTA e svincolarsi dalla crescente richiesta di estensione dell’enforcement di copyright, brevetti e marchi negli accordi commerciali negoziati o conclusi dall’Unione europea (UE-India, UE-Corea, EU-Colombia-Perù, …).

David Martin presenterà la sua relazione il 25 aprile. La Commissione INTA dovrebbe adottare la relazione il 30 maggio od il 20 giugno, dopo aver preso in considerazione i pareri delle relazioni delle altre Commissioni (vedi sotto).

Commissione per lo Sviluppo (DEVE)

Nella commissione “Sviluppo” (DEVE), Jan Zahradil (Repubblica Ceca, Racc. pag.), ha presentato una pessima bozza di relazione, in gennaio. Questa deve assolutamente essere modificata perchè esamini le questioni cruciali relative alle conseguenze dell’ACTA sullo sviluppo dei paesi ed in particolare le preoccupazioni sui diritti umani per quanto riguarda l’accesso ai farmaci e alla libertà di espressione on-line.

Al di là di ACTA, i membri della DEVE devono comprendere come misure estremamente dure di enforcement del diritto d’autore e brevetti, possono minare l’accesso alla cultura, ai farmaci e alle tecnologie, in tal modo ostacolando lo sviluppo sociale ed economico dei paesi terzi.

La Commissione DEVE dovrebbe decidere questa settimana come procedere nella sua relazione. Le sue prossime riunioni sono in programma per il 23 e 24 Aprile, nonché per il 14 maggio.

Commissione per le Libertà Civili (LIBE)

In seno alla Commissione per le “Libertà Civili” (LIBE), che emetterà una relazione per valutare l’impatto dell’ACTA sui diritti fondamentali, il relatore Dimitrios Droutsas (Grecia, S & D) ha detto la settimana scorsa di essere convinto che l’ACTA è una minaccia alle libertà. Qui, ancora una volta, i cittadini devono contattare i membri della Commissione per assicurarsi che i suoi colleghi condividano il suo punto di vista.

Inoltre, la relazione LIBE dovrà interpretare l’estremamente vaga formulazione dell’ACTA alla luce dei recenti sviluppi delle politiche nel campo dell’enforcement del copyright on-line, considerando in particolare come le sanzioni penali, la responsabilità degli intermediari e la “cooperazione” tra gli attori di Internet e l’industria dell’intrattenimento, si traducano in censura privatizzata3. Per aprire la strada ad un forte e necessario cambiamento di politica, la relazione LIBE dovrebbe dar voce alla sua opposizione ad un tale enforcement privatizzato sul copyright.

Il relatore Droutsas potrebbe richiedere un leggero slittamento delle procedure, per permettere la presentazione di emendamenti. Potrebbe proporlo durante la riunione della Commissione LIBE la settimana prossima o l’8 maggio e votare la relazione il 30/31 maggio.

Commissione sull’Industria, Trasporti, Ricerca ed Energia (ITRE)

Il relatore Amelia Andersdötter (Svezia, Verdi/ALE) della Commissione “Industria” (ITRE), ha proposto un incoraggiante proposta di relazione sottolineando che ACTA “sembra essere in contrasto con l’ambizione di (…) rendere l’Europa il teatro dell’avanguardia sull’innovazione di Internet, come pure (…) della promozione della neutralità della rete e l’accesso al mercato digitale on-line per le PMI “. Tuttavia, altri Deputati Europei, con un davvero scarso stato di servizio nel proteggere le libertà on-line, come ad esempio Daniel Caspary (Germania, PPE), vogliono modificare il rapporto, presumibilmente inserendo alcune formulazioni pro-ACTA.

Innovatori e imprenditori dovrebbero interagire con le commissioni ITRE per assicurarsi che tutti i suoi membri capiscano perché ACTA va contro ed al di la della crescita e l’innovazione nell’economia digitale, come ha recentemente dichiarato l’Industria Europea della Telecomunicazioni Internet. Guardando di là di ACTA, i membri ITRE devono essere inoltre esortati a denunciare la crescente pressione sui servizi on-line, per agire come forze di polizia privatizzate per far rispettare il diritto d’autore.

La Commissione ITRE dibatterà il progetto di relazione il 25 aprile e dovrebbe votarlo l’8 maggio.

Commissione Giuridica (JURI)

Nella Commissione “Giuridica” (JURI), il relatore Marielle Gallo (Francia, PPE), famosa per le sua posizioni estreme sull’enforcement del copyright on-line, ha appena emesso la sua proposta di relazione. Non sorprende come quest’ultima sia in difesa dell’ACTA, invitando il Comitato INTA ad approvare ACTA con fervore. Purtroppo, il comitato JURI ha rifiutato di riaprire questa proposta  di relazione agli emendamenti e l’accetterà o la rifiuterà così “come com’è”.

I cittadini devono chiamare i membri JURI chiedendo di respingere la proposta di Mrs. Gallo, che sottovaluta le disposizioni dell’ACTA che vanno oltre l’attuale diritto dell’UE (ad esempio per le sanzioni penali e le misure di confine), valutando anche l’evidente deficit democratico di questo cosiddetto “accordo commerciale“, che bypassa le legittime organizzazioni Internazionali ed i Parlamenti nazionali imponendo una brutale repressione sui paesi terzi.

La Commissione JURI voterà la bozza del relatore Gallo il 26 aprile.

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Fonte: https://www.laquadrature.net/en/acta-mobilization-and-beyond

Traduzione di yanfry per il Partito Pirata Italiano

ACTA: il Parlamento UE deve affrontare le proprie responsabilità politiche

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 26 marzo 2012

La Quadrature du Net

Bruxelles, 26 marzo 2012 – Oggi è l’inizio di una settimana decisiva per il futuro della procedura dell’ACTA al Parlamento Europeo.Domani, i membri del Parlamento Europeo (MEP) potrebbero decidere se votare l’ACTA nei prossimi mesi come inizialmente previsto o seguire il relatore David Martin nel suo tentatio di guadagnare tempo e disinnescare il dibattito in corso attraverso manovre tecnocratiche. I cittadini devono chiamare i loro deputati al Parlamento europeo oggi ed esortarli ad affrontare le proprie responsabilità politiche rifiutando l’ACTA.
Mentre i rappresentanti de La Quadrature du Net sono attualmente all’interno del Parlamento, i cittadini dell’UE possono partecipare cercando di convincere i deputati a rispettare il calendario originale dell’ACTA , l’accordo commerciale anti-contraffazione .


Considerando che la Commissione Europea ha già annunciato che deferirà l’ACTA alla Corte di Giustizia Europea (ECJ) per valutarne la compatibilità con i trattati dell’UE ed i diritti fondamentali, al fine di guadagnare tempo, il relatore dell’ACTA al Parlamento Europeo, l’europarlamentare David Martin (S & D , Regno Unito) sta spingendo sulla stessa strategia. Egli ha proposto che il Comitato “Internazionale del commercio” ( INTA ) elabori una “relazione intermedia” 1 prima di raccomandare il consenso o il rifiuto dell’ACTA, e che il Parlamento Europeo faccia una sua propria richiesta di rinvio dell’ACTA alla Corte di Giustizia (cosa alla quale è già fortemente contrario il suo stesso gruppo politico).
Come ha spiegato nella sua nota (pdf) 2 inviata ai deputati, La Quadrature chiede che entrambe le iniziative vengano respinte. Sia la relazione intermedia che il deferimento alla Corte di Giustizia sono inutili e servono solo a ritardare la votazione finale, tenendo conto che gli stessi sostenitori dell’ACTA pensano che l’accordo verrebbe respinto se il Parlamento lo votasse nei prossimi mesi.

“Il Parlamento UE deve affrontare le proprie responsabilità politiche sull’ACTA. Ora non è il momento per le manovre tecnocratiche volte allo stallo del dibattito democratico sui pericoli di ACTA. Il Parlamento deve esercitare le sue prerogative muovendosi verso un voto finale e tutelare l’interesse pubblico respingendo l’ACTA. Decine di ONG, giuristi, esperti indipendenti ed enti pubblici hanno già stabilito che ACTA è illegittimo e danneggia i diritti fondamentali così come l’economia, nell’UE e nel mondo e nessun ritardo procedurale cambierà questo fatto. Dopo le imponenti proteste che hanno avuto luogo in tutta Europa, i cittadini devono ancora intervenire nel dibattito e sollecitare un rapido rifiuto dell’ACTA. “, ha dichiarato Jérémie Zimmermann, portavoce del gruppo di difesa dei cittadini La Quadrature du Net.

Per chiamare i Deputati a titolo gratuito, è possibile utilizzare lo strumento per la campagna telefonica de La Quadrature, il PiPhone, che inoltre vi indirizzerà a fonti informative utili.
  • Oggi alle 17:00, i deputati chiave della commissione INTA si incontreranno per discutere l’ACTA. Anche la Commissione sulle Libertà Civili ( LIBE ) avrà il suo primo scambio di opinioni sull’ACTA.
  • Domani mattina, l’intera commissione INTA si incontrerà e potrebbe decidere il futuro della procedura dell’ACTA.

Lettera ai membri del Parlamento Europeo

DEFERIMENTO ACTA alla Corte di Giustizia / RAPPORTO INTERMEDIO: IL P.E. DEVE AFFRONTARE le proprie responsabilità politiche

Caro membro del Parlamento Europeo,
Di fronte all’opposizione dei cittadini all’ACTA, la Commissione Europea ha annunciato che cercherà un parere dalla Corte di Giustizia Ruropea (ECJ) sull’ACTA. Il relatore David Martin (S & D, UK) appoggia la strategia della CE con due proposte: la Commissione INTA dovrà redigere una relazione intermedia prima di raccomandare il consenso od il rifiuto dell’ACTA ed il Parlamento Europeo dovrebbe fare un suo proprio deferimento dell’ACTA alla Corte di Giustizia.
Queste due iniziative sono inutili. Esse mirano a ritardare il voto finale sull’ACTA e disinnescare il dibattito politico in corso in tutta l’UE. Entrambe devono essere rifiutate.

La relazione intermedia non porterebbe informazioni utili per il dibattito
  • In base alla regola 81(3), la relazione intermedia è destinata a raggiungere “un esito positivo della procedura”, che in questo caso significherebbe la ratifica dell’ACTA. Inoltre dovrebbe contenere “raccomandazioni per la modifica o l’attuazione dell’atto proposto”. Tuttavia, l’ACTA è già stato negoziato e firmato. Non può essere modificato.
  • Il relatore Martin vuole il rapporto intermedio per porre richieste alla Commissione riguardo “l’attuazione” dell’ACTA. Ma la risposta della Commissione non sarà vincolante, politicamente parziale, e quindi quasi irrilevante. La Commissione negoziando l’ACTA ha già sostenuto che “l’ACTA non cambia il diritto comunitario” (cioè non necessita di misure di attuazione). Tale interpretazione è contraddetta da uno studio commissionato dalla Commissione INTA e da un parere legale da parte di studiosi di primo piano.

Un rinvio Parlamentare dell’ACTA alla Corte di Giustizia andrebbe inutilmente a ritardare la procedura di autorizzazione

  • C’è solo una domanda che il Parlamento Europeo può porre alla Corte di Giustizia, così come definito dai trattati (vedi art. 218,11 TFUE): quella stessa che la Commissione porrà con il suo rinvio. E’ di portata limitata e di natura legalistica e mancherà di affrontare importanti questioni politiche. Inoltre, il Parlamento avrà l’opportunità di inviare le proprie osservazioni scritte alla Corte (ROP 107.1 della Corte di Giustizia) durante il deferimento da parte della Commissione.
  • Se il Parlamento deciderà un suo deferimento, il voto di consenso sarò rinviato (vedi regola 90 (6) di EP POR). Nessun lavoro significativo verrà svolto fino a chè la Corte di Giustizia Europea non avrà risposto, portando inevitabilmente al congelamento del dibattito.

Entrambe le iniziative non affrontano le cruciali questioni politiche sollevate dall’ACTA
Un rapporto intermedio ed un rinvio alla Corte di Giustizia spostano il dibattito su questioni legali. A causa di queste iniziative, il Parlamento Europeo apparirà come in fuga dalle proprie responsabilità politiche.

  • I deputati devono riconoscere che l’ACTA è un accordo vago, che aggirando le procedure democratiche spinge ad una tendenza repressiva in materia di copyright, brevetti e marchi.
  • ACTA vorrebbe fissare oggi politiche controverse (uno studio di impatto non è ancora previsto ne su l’EUCD ne sull’IPRED). Questo bloccherebbe qualsiasi possibilità per l’UE e per i legislatori nazionali di proporre riforme positive in questi campi.
Siamo certi che sarete ricettivi alle preoccupazioni dei cittadini opponendovi ad ogni ritardo nella procedura dell’ ACTA. Al contrario, il Parlamento UE dovrebbe rispettare il calendario originale e procedere ad un’analisi approfondita dell’ACTA, attraverso la procedura di autorizzazione in corso.
Distinti saluti,
La Quadrature du Net
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La Quadrature du Net - 2008 – 2012

Traduzione di yanfry per Partito Pirata Italiano

Perché sono un Pirata – Lettera aperta ai creatori di contenuti

Posted in Informazioni Locali, Informazioni Nazionali, Internet&Copyright by yanfry on 13 marzo 2012
Step2 è la community di brainstorming lanciata lo scorso autunno da Techdirt per “aiutare creatori, tecnici, uomini d’affari e chiunque altro lavori nei settori dei contenuti” a capire ed entrare in contatto con la propria base di fans, elaborare modelli di business di successo che tengano conto delle esigenze dei clienti, creare una connessione col mercato, chiedere e dare consigli, idee, proposte, etc.
Nell’ambito di questa ottima iniziativa è stato postato (3 mesi fa) un articolo dall’utente Bobbi Smith che merita davvero di essere letto, perchè contrariamente a quanto farebbe pensare il titolo non è una difesa della pirateria ma una spiegazione ai creatori dei contenuti di quale sia il punto di vista, le richieste, le necessità dei “consumatori/fans”, che non sono più “semplici e deboli” acquirenti, ma sempre più  utenti informati ed esigenti, disposti a dare il proprio denaro in cambio di contenuti che diano loro soddisfazione, che non abbiano limitazioni (di tempo, di formato, di licenza) e che abbiano un prezzo equo. Buona lettura.

Introduzione

Una volta ho noleggiato una macchina per lavoro ed ho avuto una spiacevole esperienza. Quando ho restituito la macchina, ho pensato tra me e me, “Non noleggerò mai più da loro.” Dopo averci pensato per un giorno intero, mi sono reso conto che condurre la mia protesta silenziosa non avrebbe aiutato ne me ne l’autonoleggio. Così più tardi quel giorno, ho chiamato il loro quartier generale aziendale ed ho raccontato la mia storia al responsabile delle relazioni con i clienti. Ancora più importante, gli ho detto quello che avevano fatto male e che tipo di esperienza mi aspettavo come cliente se mi avessero avuto ancora come cliente.

Vorrei che tutti i creatori di contenuti leggessero questo post per vederlo come se loro fossero l’agenzia di noleggio auto. Sono un cliente insoddisfatto che potrebbe non acquistare più da voi a meno che non vi mettiate a lavorare con impegno. Di solito non spreco il mio tempo a spiegare queste cose, ma i creatori di contenuti, qui su Step2, sembrano andare nella giusta direzione, quindi spero che queste informazioni siano d’aiuto.

Questo post non è il tentativo di aprire un dibattito. Non leggerete alcun accenno di “furto contro copia”, “esposizione contro perdita di vendite” o di giusto contro sbagliato. Tutto quello che voglio fare è darvi una visione della vita reale dal mondo del file-sharing. Voglio tenervi la mano per mostrarvi come decido cosa comprare e quale sia la motivazione che mi spinge a piratare. Userò i termini pirata, download e file-sharing in maniera intercambiabile in questo post, ma vogliono dire tutti la stessa cosa: scaricare i vostri contenuti gratuitamente.

Alcune persone leggeranno questo e penseranno, “Non mi interessa quello che dice questo ragazzo, la pirateria di Internet è dannosa”. A queste persone, chiedo di saltare il resto di questo post e passare alla sezione inferiore dal titolo, ‘in chiusura.’

Alcuni di voi non vorranno leggere questo post interamente e questo non ferirà i miei sentimenti. Dal momento che voi non volete capire i vostri clienti, noi non compreremo i vostri contenuti. E non leggete questo pensando che, capendo il motivo per cui la gente scarica i vostri contenuti, avrete una speranza di fermarli in futuro. Non si può fermare il file-sharing. Sarebbe come tentare di impedire alla gente di usare l’energia elettrica. Le persone che hanno già pagato per i vostri contenuti sono tra quelli che li scaricano.   E li condivideranno con altri.

 

 

Capitolo 1

Probabilmente sono nella vostra fascia demografica. Maschio, tra i trenta e i quaranta, senza figli e vivo a Los Angeles. Sono anche un downloader senza vergogna. Ho molti album, molti film e tanti giochi che condivido con amici e sconosciuti. La maggior parte di questi li ho scaricati gratuitamente. Sorprendentemente, ho anche molti album, molti film e tanti giochi che ho acquistato e che ho condiviso con amici e sconosciuti. Come è potuto succedere?

Quando avevo 16 anni e trovai il mio primo lavoro, non avevo niente altro di più importante in cui spendere i miei soldi che i film, la musica ed i giochi. Ho accumulato una collezione rispettabile in quei primi due anni. Crescendo, ho scoperto di aver acquistato un sacco di immondizia. Avevo comprato basandomi sulla pubblicità e mi odiavo per questo. Arrivato a 21 anni, smisi di comprare tutto. Giocavo ai videogiochi solo a casa di un amico e affittavo film perché costavano 1 $ l’uno e non mi sentivo derubato se il film faceva schifo. Smisi di comprare musica del tutto perché era difficile giustificare un gioco d’azzardo di 10 $ per CD. E credetemi, questo è quello che sembrava, gioco d’azzardo.

Ero attorno ai 20 anni, quando Napster apparve e mi ricordo ancora il giorno in cui ne sentii parlare. Avevo appena iniziato a convertire la mia collezione di CD in MP3 e Napster mi fece risparmiare un’enormità di tempo. Dopo aver scaricato le cose che avevo già acquistato, iniziai a dare uno sguardo a nuovi contenuti. Trovai subito molti nuovi spettacoli che mi piacevano e iniziai a scaricare gli spettacoli più nuovi. E’ stato avvincente. Quando Napster fu alla fine chiuso, l’industria del file sharing era esplosa. Tutti questi nuovi servizi hanno ospitavano tutti i tipi di media. La velocità di Internet crebbe. Ho dovuto comprare un hard disk più grande per memorizzare tutto.

Notavo qualcosa di strano però. Stavo comprando di nuovo CD musicali E stavo andando di nuovo al cinema. Stessa cosa con i videogiochi e film in DVD. Ho sicuramente iniziato lentamente, ma posso dire con certezza, che trascorro molto più tempo in “intrattenimento” di quanto abbia mai fatto prima di cominciare a scaricare E la mia storia non è unica, molti file-sharer vi diranno la stessa cosa.

Ecco una cosa che molti creatori di contenuti sembrano non capire: sto scaricando il contenuto perché mi interessa. Non sto scaricando per infierire contro di voi, io non vi conosco nemmeno. Spetta a voi rendere il contenuto abbastanza invitante per me tanto da comprarlo. Potrei non comprare questo articolo perché l’ho già, ma se divento un fans, probabilmente comprerò la prossima cosa che produrrete. Molti creatori di contenuti pensano che questo sia ingiusto. “Ho creato il contenuto, devo avere il controllo della distribuzione e dei formati”. No, vi sbagliate.

Un tempo funzionava così. Se la casa discografica diceva: “Rilasceremo questo album a New York il 10 e a Los Angeles il 20 e solo in cassetta” io non avevo altra scelta che subire questa scelta. Ora, non mi importa quando, dove o come lo rilasciate. Se lo voglio, lo prendo. Questo è esattamente ciò che internet ha fatto: ha tolto il controllo a voi e lo ha dato a me. Se non vi piace, potete mettervi seduti in cantina e creare il vostro contenuto per amore della vostra arte invece che a scopo di lucro. Ma se volete venderlo a me, dovete farlo a modo mio.

Io comunque vi darò il mio denaro se mi renderete felice. La parte triste è che ci sono ancora volte in cui sarei felice di pagare per qualcosa, ma il creatore di contenuti non mi ha lasciato altra scelta che scaricarlo. Techdirt ha pubblicato un articolo che parlava di una storia del genere la scorsa settimana. Io non ho intenzione di negarmi il piacere della vostra creazione solo perché non avete capito come incassare.

Proprio per questo, io continuerò a scaricare le vostre cose e a spassarmela. Quando finalmente ci arriverete, comprerò la vostra roba nuova, se il prezzo sarà giusto. Forse, se siete fortunati, parlerò ad uno dei miei amici non tecnologici del vostro film o libro e sarà lui a comprare la copia fisica perché non riesce a capire come scaricarlo. E io non ho intenzione di sentirmi male per tutto questo perché, secondo quanto dice la mia carta di credito, spendo circa 2.500 dollari l’anno per intrattenimento. $ 200 al mese per intrattenimento abitudine che è inequivocabilmente alimentata dal file-sharing.Sì, ho scaricato un valore di oltre $ 200 di contenuti al mese, ma se mi togliete il mio file-sharing, perderete i soldi che sto mettendo sul mercato. Questo è stato definitivamente dimostrato durante i miei giorni pre-Napster.

Capitolo 2

Quindi cerchiamo di affrontare tutto questo da una diversa angolazione. Che ne dite se diamo uno sguardo più approfondito al perché pirato il vostro contenuto e come sia possibile spillare denaro da me? Ma prima di discutere su come farmi comprare il vostro album o libro, andiamo a vedere un paio di cose che sono comuni a tutti i tipi di media.

A. Ci sono un sacco di cose che competono per la mia quota di dollari dedicati all’intrattenimento. Non potete aspettarvi che compri il vostro contenuto senza prenderne visione quando la concorrenza mi ha già dimostrato che ha un prodotto di qualità. Dovete farmi vedere quello che avete.

B. Rideterminate i prezzi di vendita per i media digitali. Vedete, si capisce perché un tascabile costi $ 7. Dovete comprare la carta, colla ed inchiostro. Deve essere scritto, editato, stampato, spedito ed immagazzinato. E ciascuna di queste persone coinvolte vogliono coprire i costi e realizzare un profitto. Ma quando scrivete un ebook e tutto quello che dovete fare è premere ‘copia’ per fare un altra vendita, non avete un business che giustifichi un costo di € 7 ciascuno. Ricordate prima quando ho detto che non sto scaricando per cercare di colpirvi? In una situazione come questa, sto scaricando, perché state cercando di colpire me.

C. Non cercate di porre limiti a quando o come posso acquistare il vostro contenuto. L’Internet ha reso il mondo un unico mercato sempre aperto. Il vostro prodotto o è in vendita o non lo è. Non provate a dirmi che non è possibile acquistare un DVD negli Stati Uniti perché l’Europa ha ottenuti i diritti esclusivi per i primi 2 mesi. Andrò a scaricarlo e probabilmente mi dimenticherò di comprarlo.

D. Smettetela di cercare di dettarmi come posso consumare il vostro contenuto. Questo include formati, tipi di supporti e restrizioni di riproduzione. Non mi importa se pensate che sia musica vera solo se è ascoltata dal vinile. Io la voglio in formato mp3 sul mio telefono in modo che possa ascoltarla sul posto di lavoro. Non mi importa se voi pensate che un abbonamento Hulu debba essere valido solo per un computer. Voglio vedere il contenuto sul mio televisore. Non mi importa se pensate che avrei dovuto comprare una copia digitale separatamente al DVD. Io andrò a comprare il DVD e creerò la mia copia digitale. E se tentate di iniettarci un DRM per impedirmi di fare quello che voglio, avrete rovinato la vostra reputazione e non potrò mai più comprare da voi. Invece, mi limiterò a scaricare il vostro contenuto gratis. La domanda non è se avrò il contenuto nel formato che voglio, la domanda è: voi, avrete i miei soldi in cambio per esso? La vostra collaborazione aiuterebbe.

 

 

Capitolo 3

Musica. Se volete che acquisti la vostra musica, devo essere in grado di sentirla prima. Anche se state cercando di vendere a scopo di lucro, dovreste trovare un modo per mettere a disposizione le versioni in mp3 della vostra musica sui siti di file-sharing. Ora so che alcuni di voi mi diranno che da quando avete messo in vendita le vostre canzoni su Amazon od iTunes posso sentire uno spezzone di 30 secondi di anteprima e non ho motivo di piratare. Assurdo.

Il luogo dove si ascolta maggiormente musica non è seduti davanti al computer facendo clic su “Anteprima”, restando in attesa 30 secondi, rifacendo clic su “Anteprima”, restando ancora in attesa 30 secondi, ecc. Tutti ascoltiamo la musica mentre guidiamo in macchina, lavoriamo fuori casa, ad una festa o navigando su internet. Posso scaricare l’intero album in formato mp3 senza restrizioni in meno tempo di quanto possa ascoltare una preview di 30 secondi. Non mi venderete niente costringendomi a stare su di un sito web, facendo clic clic clic per ottenere solo piccoli frammenti della vostra musica. Cio che state facendo è di NON farmi apprezzare i vostri contenuti.

Un giorno ho visto il nome di un artista del quale non avevo mai sentito parlare prima. Aveva pubblicato tre album, ma non aveva avuto un gran riscontro. Ho scaricato tutti i suoi albums ed ho scoperto che mi piaceva una buona parte della sua musica. Pochi mesi dopo su Amazon, ho notato che era uscito un suo nuovo album in digitale. L’ho acquistato senza ascoltare una singola clip di anteprima. Ho anche parlato di lui a molti dei miei amici. Non so se hanno comprato qualcosa, ma non è questo il punto. Il punto è che Lui ha avuto i miei soldi. In particolare, perché sono stato in grado di scaricare i suoi album più vecchi ed il nuovo album era in vendita privo di DRM.

Ora alcuni di voi sono seduti lì a pensare: “Ehi, ora hai quattro album, ma hai pagato solo per uno. L’artista ha perso tre vendite! ” Ovviamente non state prestando attenzione. I vostri fatti sono accurati, ma la vostra conclusione è errata. Nessuna vendita è stata persa. C’erano solo due esiti possibili, nessun download e nessuna vendita o tre download e di conseguenza una vendita. Quale avreste preferito?

Non cercate di ingannarmi. Noi clienti si aspettano che i CD fisici abbiano un costo tra i $ 10 – $ 12. È meglio che restiate in questo range se volete che acquisti. Non avete un business che possa giustificare la vendita del vostro album a $ 25, non fate altro che alienarmi e spingermi a scaricarlo, anche se siete artisti di fama. Sono anche deluso dal prezzo di mercato corrente degli mp3 $ 1 per canzone e $ 9 per album. E’ digitale, dovrei risparmiare denaro non acquistando il prodotto fisico. Penso che $ 0,25-$ 0.50 per canzone e $ 3 – $ 5 per album in mp3 sia la mia fascia di prezzo. Potreste pensare che sono pazzo, ma per fortuna non sono prigioniero della vostra struttura di prezzi, ho altre opzioni.

Queste altre opzioni vogliono anche dire che non ho intenzione di prendere in considerazione la vostra idea di utilizzare meccanismi di riproduzione speciali per ascoltare la vostra musica. Non voglio installare alcun software speciale solo per riprodurre il vostro CD. Non voglio installare iTunes. Non voglio utilizzare Windows Media Player. Ho intenzione di convertire il vostro CD in flac ed mp3 e metterlo su qualsiasi dispositivo io voglia. Voglio la mia musica libera da DRM e senza restrizioni di licenza per uso personale. Un’altra cosa che non ho intenzione di tollerare è quando offrite brani speciali attraverso un rivenditore particolare. Come quando fate un album con 15 canzoni e poi offrite un brano speciale, il 16 esimo, disponibile solo se lo si acquista da Walmart. Sicuramente andrò a piratare quella canzone n° 16 e considererò di piratare tutta l’intero album. Volete i miei soldi si o no?

Volete sapere chi avrà veramente i miei soldi? Gli artisti che si svegliano e si rendono conto che mi possono vendere il loro ultimo CD fisico per $ 20. E pagando $ 20, mi danno illimitate copie senza restrizioni di quell’album e di tutti gli altri loro album. Sapete che verrà maggiormente colpito da questo? Voi. Invece di farmi pagare $ 10 per il loro CD e $ 10 per il vostro CD, ho intenzione di dare loro i $ 20 e piratare il vostro album. E se avete davvero intenzione di vendere il vostro album digitale, apprezzerei le note di copertina. Potete offrirmi un file pdf o semplicemente un link ad una pagina web, ma smettete di ignorare queste informazioni preziose. E assicuratevi di avere un sito web che dettagli tutto ciò che avete pubblicato e a che cosa state lavorando. Non c’è niente di più frustrante che scoprire un nuovo artista sconosciuto che ti piace, che ha la sola pagina di Myspace dormiente.

Anche tenendo la testa sotto la sabbia mi spingerete a scaricare. Il fiasco dei Beatles quando non permisero la vendita della loro musica in digitale è un ottimo esempio. La band, gli eredi e l’etichetta avevano tutti messo le loro mani idiote in varie manovre per raggiungere la posizione a loro più favorevole. Dal momento che non avevano alcun rispetto per i propri clienti, ho deciso di scaricare tutti gli album semplicemente perché ho potuto. Quando finalmente hanno rilasciato in digitale, non ho voluto assolutamente avere niente a che fare con loro.

Ho un collega che ha lavorato con il fratello per rilasciare un album. Erano terrorizzati da internet e si vedeva. Quando ho chiesto di sentire un assaggio della loro musica, mi è stato detto che l’unico modo per sentire qualcosa era di andarli a trovare nel loro studio. Scusa? Venire nel vostro studio? Siete matti? A parte ciò, mi hanno detto di andare a sentirli a suonare dal vivo. Io non sono un fan dei concerti, quindi dubito che andrò anche se fosse ad entrata libera, ma volevano che comprassi dei biglietti. Hanno finalmente messo alcuni brani su YouTube, ma sono ancora ben lontani da raggiungere il mio portafoglio.

 

 

Capitolo 4

Libri, fumetti e riviste. Qualcuno dirà che non è un vero e proprio libro o fumetto, se non si può tenere in mano, girare le pagine e sentire l’odore della carta. Questa è solo una sciocchezza elitaria. Chiunque abbia prestato attenzione al settore, sa che c’è domanda per la letteratura digitale e come produttore, è necessario dare ai propri clienti quello che vogliono. C’è un mercato sia per il fisico che per il digitale ed è meglio assicurarsi di avere entrambi disponibili. Certo, qualcuno enorme come Ray Bradbury può puntando i piedi e trattenere il fiato e dire “No ebooks!” Ma qualcuno come voi non può permettersi di ignorare le tendenze del mercato. E Ray Bradbury che infine rilascia i suoi ebooks è un non-evento per noi downloaders, tutte le sue opere sono già disponibili in formato ebook sui siti pirata.

Proprio come con la musica, alcuni di voi penseranno che se forniscono in anteprima alcuni capitoli, non avrò motivo di piratare. E proprio come con la musica, state sbagliando. Molte volte ho letto capitoli in anteprima e poi sono rimasto deluso dal libro intero. Forse è stata la fine, o forse era il modo in cui avete tirato fuori qualcosa dal culo nel capitolo 17 per salvare la ragazza. Ad ogni modo, non gioco più d’azzardo. Certo, qualcuno potrebbe leggere quei tre capitoli e pensare: “Hey, questo è grande, ho intenzione di comprare questo libro.” Io? Io lo scarico e lo leggo se è avvincente. Se non mi piace, nessun danno, nessun fallo. Ma se mi è piaciuto, due cose sta per accadere. Una, probabilmente andrò a comprare il vostro prossimo libro, quindi assicuratevi di avere un sito web dove posso seguire cosa state facendo. Due, se mi è piaciuto molto questo libro, sto già pensando a chi altro potrebbe piacere.Ho intenzione di acquistare la copia fisica e darla a quella persona. Probabilmente ho acquistato 10 libri quest’anno, ma non ne ho uno solo in casa, perché li ho regalati tutti.

Quindi, se desiderate vendere a me, è meglio che vi assicuriate che il libro sia disponibile sui siti di file-sharing. Tutti i vostri concorrenti sono già lì, quindi non c’è ragione per cui non dovreste esserci anche voi. Inoltre, se compro il libro fisico, dovreste includere nella vendita una copia digitale gratuita. E se mi offrite copie digitali, offritemi tutti i formati possibili. Se offrite solo una versione pdf, non infastidirete la comunità pirata. Possiamo facilmente convertirlo in lit, Mobi o epub. Ma quello che state facendo è perdere una potenziale vendita rispetto a persone come mia madre. Se lei non riesce ad averlo facilmente sul suo Nook, non vorrà averci niente a che fare.

Raramente ho comprato hardcover così voglio evitare di offrire un parere sul loro prezzo. Spingendomi fin dove arriva la fantasia, mi aspetto di pagare $ 6 – $ 9 per un tascabile e $ 3 – $ 5 per un fumetto. Per il formato digitale, gli ebooks dovrebbero essere a $ 1 – $ 3 e gli ecomics a $ 1. Certo, io pago molto più di questi prezzi, se sei tra i miei beniamini, ma è probabile che tu non lo sia. Finitela di stabilire i prezzo dei vostri contenuti come se foste dei divi.

Se siete riusciti a costringermi a comprare il vostro ultimo libro, potreste invogliarmi ad acquistare il vostro materiale più vecchio (che dovrebbe essere sempre più conveniente del vostro materiale corrente, come regola generale.) Per lo meno, dovrei ottenere uno sconto sul materiale vecchio, dato che ora sono vostro cliente. E non sto parlando di uno sconto del 10%, fatemi qualcosa di sostanzioso come il 50% -75% di sconto. O meglio ancora, utilizzate l’esempio che ho proposto nella sezione musica. Vendetemi il vostro libro attuale in brossura a $ 12 e datemi copie gratuite digitali di tutte e cinque i vostri libri precedenti. Trattatemi bene, e io pagherò il prezzo pieno per quello che proporrete in futuro.

Anche se sono un grande downloader, sono ancora abbonato a quattro riviste cartacee ed un quotidiano. Perché dovrei farlo quando tutte quelle cose stampate sono già vecchie è disponibili gratuitamente online? Trasportabilità. Non sto pagando per il contenuto, sto pagando per il servizio di raccolta di tutti quegli articoli in un formato abbastanza comodo perchè possa essere consegnato sotto al mio portico. Ora posso prendere questa collezione facilmente trasportabile e portarla con me ovunque io vada.

 

 

Capitolo 5

Videogiochi. Ho avuto un rapporto molto altalenante con i videogiochi. Quelli che mi piacciono, mi piacciono davvero molto. E quelli che odio, li disprezzo. Di tutti i media con cui entro in contatto, i videogiochi sono quelli che hanno la difficoltà maggiore a prelevarmi denaro e la ragione principale è il loro prezzo.

Prendete World of Goo per esempio. ne ho sentito parlare nel 2008 quando Techdirt ospitò un loro post sul blog che diceva che avevano avuto un tasso di pirateria del 90%. I produttori di World of Goo non si lamentavano della pirateria, stavano solo cercando di dare alcuni dati a scopo di l’analisi. Ho scaricato il gioco per vedere da cosa dipendeva tutto quel trambusto, per vedere cosa aveva di talmente bello questo gioco da aver raggiunto un tasso di pirateria del 90%. Sentivo dire che era un discreto gioco stile puzzle, e mi era piaciuto l’atteggiamento dei creatori riguardo alla pirateria, per cui ho ritenuto di comprarlo. Il problema è stato che costava $ 20. Non pago $ 20 per un gioco stile-puzzle che non è altro che un insieme di livelli simili ma diversi. 5 dollari probabilmente, forse $ 7, ma neanche $ 10. Ci ho giocato un paio di volte per vedere se mi appassionavo. Non è stato così e l’ho cancellato.

Avanzo velocemente al 2010 quando venne rilasciato il primo Humble Bundle . Appena sentiti i dettagli, pensai che era un’idea fantastica e decisi subito che avrei partecipato. Ecco, World of Goo è stato uno di quei giochi. Ho pagato $ 20, quel giorno e ho ottenuto sei giochi. Non ho ancora giocato a World of Goo, ma hanno avuto i miei soldi. Ho acquistato tutte e 7 gli Humble Bundle e continuerò a farlo.

Ora diamo un’occhiata ai giochi di grosso budget, come Call of Duty, Halo e Madden. $ 60 per un gioco? Dimenticatevelo, lo scaricherò. Se spendo 60 dollari per questo gioco, significa dover saltare l’acquisto di un gioco futuro che potrebbe piacermi molto di più perché ho meno soldi nel mio barattolo. Anche acquistare questi giochi per $ 40 è troppo caro. In questo momento, $ 30 sono il massimo che sono disposto a spendere per un gioco. E questi prezzi sono per l’acquisto di copie fisiche. Mi aspetto sconti quando compro digitale. Penso che $ 20 siano il massimo che posso pagare per un gioco digitale.

Qualcuno là fuori in questo momento sta pensando: “Cosa?! Abbiamo speso 25 milioni di dollari per fare questo gioco, non c’è modo di realizzare un profitto vendendolo a $ 20. ” Non è un mio problema. Se volete che lo acquisti, dovete tenere il prezzo basso. Ecco un’idea, non spendete 25 milioni di dollari per fare uno stupido gioco. Così, mentre vi lagnate per questo, lo sto scaricando e giocando comunque.

Ecco un esempio di come funziona la vita reale. Ho sentito da un amico che Mafia era un gioco divertente. L’ho scaricato, l’ho giocato e mi è piaciuto. Sono subito andato a comprarlo? No, certo che no. Ma quando ho sentito che Mafia II stava uscendo e che era stato fatto dalla stessa azienda del primo, l’ho pre-ordinato. Durante il mio pre-order, per 10 dollari in più, mi hanno offerto Mafia I / II insieme, così li ho comprati entrambe. Quando il gioco è arrivato, ho dato Mafia I ad un amico.

Perché ho scaricato Mafia I invece di cercare il loro demo? Perché i demo dei giochi sono il peggior tipo di anteprime di tutti i media là fuori. Ho giocato la demo di questo gioco, un’avventura, e la demo non era altro che una serie di cutscenes interattive ben articolate. Quando ho comprato il gioco, ho scoperto che il gameplay principale era orribile, il che spiega il motivo per cui non era presente nella demo. E le scene non erano interattive. Sono stato adescato e deviato. Una volta ho giocato la demo di un gioco di ruolo che è durato circa 10 minuti nel quale si doveva combattere in un sotterraneo. Quando ho comprato il gioco, ho scoperto che aveva solo un’altro sotterraneo oltre al primo ed il tempo di gioco totale è stato di circa 35 minuti. Non ne vale la pena, è più facile scaricare il gioco completo. Ho finito con il gioco d’azzardo.

La cosa interessante di Mafia II è che lo piratato ancora. Quando sono andato ad installare il gioco per la prima volta, hanno cercato di spingermi a forza Steam giù per la gola. Non voglio installare Steam o qualsiasi altro pacchetto DRM solo per giocare al vostro gioco. Sto iniziando ad andarci tenero con Steam perché pare che i tipi che lo gestiscono sembra capiscano i giocatori. Ma il mio problema maggiore con Steam è che voglio giocare il mio gioco. Non voglio districarmi tra pubblicità, suggerimenti, aggiornamenti e promemoria. Voglio giocare il mio gioco. Quello che ho comprato.

Una società che non potrà mai riavere i miei soldi fino a quando non si metteranno a lavorare con impegno è Ubisoft. Mi rifiuto di dar loro soldi fino a che non la finiranno con queste sciocchezze. Io giocherò ancora con i loro giochi, ma sono stanco di avere il mio sistema impasticciato o reso meno sicuro a causa di un mal progettato DRM. La protezione più impegnativa che sono disposto ad accettare è l’inserimento di un numero di serie una volta sola, durante l’installazione. Qualcosa di più complicato di così e io probabilmente ignorerò completamente il gioco. Se ci sono un sacco di chiacchiere a riguardo, forse lo posso scaricare per dargli uno sguardo. Molte volte ho avuto una migliore esperienza con la versione pirata di un gioco rispetto alla versione retail. Se qualcosa non funziona correttamente con un gioco, i pirati di solito includono una correzione nel pacchetto di download.

La posizione di Ubisoft sul loro prossimo gioco I Am Alive è piuttosto divertente. Anche se poi hanno fatto marcia indietro, in origine Ubisoft aveva affermato che non ci sarebbe stato alcun porting su pc a causa della pirateria ed il gioco sarebbe stato inizialmente rilasciato su Xbox e PlayStation. Quello che trovo divertente è che le persone che chiedevano a gran voce per un porting su PC sono quelle che probabilmente lo avrebbero acquistato. Il resto di noi non farà altro che scaricare la iso e giocarci su un emulatore.

Se vi aspettate di avere qualche speranza che io acquisti il gioco, dovete realmente lavorare sulla vostra struttura dei prezzi. Nessuno compra un gioco e gioca per 24 mesi consecutivi e poi compra un altro gioco. Siamo costantemente bombardati di pubblicità per il prossimo nuovo grande gioco. E sapete una cosa? E ‘emozionante, ci piace. Vogliamo giocare con i vostri giochi. Quando li fate pagare 60 dollari l’uno, limitate il numero di giochi che possiamo acquistare, ma non limitate il numero di giochi che possiamo scaricare.

 

 

 

Capitolo 6

Film, TV e video. Praticamente tutti i film che mi possono venire in mente sono a portata di mano, e in formati senza restrizioni come a me piace. Netflix e Hulu non possono nemmeno avvicinarsi a quanto i pirati hanno compiuto. Perché abbonarsi a Netflix quando uno studio cinematografico può decidere di non rinnovare l’accordo con loro ed il 25% del materiale a mia disposizione per la visione scompare durante la notte?

Mettete i vostri film e spettacoli sui siti di file-sharing. Se sono interessanti, gridatemi ad alta voce di guardarli che è sempre il primo e necessario passo. Proprio come per gli altri media che ho descritto, probabilmente non correrò a comprarli, ma se mi piacciono terrò d’occhio i vostri lavori futuri quindi assicuratevi di avere un sito web aggiornato.

Ogni DVD che ho acquistato l’ho anche piratato. I file piratati sono compressi in modo da occupare meno spazio nel computer rispetto alla copia dei file del DVD. È possibile adattare 3-6 film digitali nella stessa quantità di spazio che viene occupata da un DVD standard. Posso anche convertire facilmente i file digitali in altri formati quando necessario. Proprio come con la musica, non tollero che mi facciate fare i salti mortali per guardare i vostri film. Non userò hardware o installerò software particolari. Ho già tutto quello che serve per riprodurre i video. Se non riuscite a darmi quello che voglio, lo scaricherò, il che significa che potrei o non meno comprarlo.

Se Hollywood offrisse un servizio con la stessa ampiezza di contenuti offerta dai pirati, ad un prezzo ragionevole, sarei un abbonato. Il problema è che ogni servizio legittimo non è mai stato ‘completo’ e quelli che stavano cercando di proporlo sono stati lacerati quando i proprietari dei contenuti hanno deciso che potevano fare di meglio.

Se volete che acquisti il vostro DVD fisico, non deve esserci alcuna protezione contro la copia e limiti di licenza per uso personale. Lo stesso dovrebbe includere anche una copia digitale, disponibile in diversi formati. Sì, ho un lettore DVD, ma ho anche un PC home theater ed è migliore di un lettore DVD. Posso tenere il mio intero archivio di film e spettacoli televisivi nel PC, per la visualizzazione immediata. Sapete cosa non potete visualizzare immediatamente? Un DVD acquistato in negozio. Dopo aver messo nel lettore il DVD, aspettate la fine dell’avvertimento dell’FBI o di un altro messaggio anti-copia, quindi alcune immagini promozionali degli studi coinvolti nel film, quindi alcuni trailers per altri film e poi finalmente si torna al menu principale . Se state guardando un programma TV su DVD, dovete anche scorrere tra i menu per trovare l’episodio che vi interessa. Con i file digitali la riproduzione è istantanea.

Se state vendendo video digitali, devono essere senza DRM e senza limiti di licenza per uso personale. Devono essere disponibili in diversi formati e bitrate, o almeno un bitrate di alta qualità in modo che possa fare la mia transcodifica. Anni fa, ho fatto un errore ed ho acquistato un filmato digitale con DRM. Dopo averlo scaricato ho scoperto che non potevo passarlo su di un altro computer, il che ha significato che non l’ho potuto vedere sul mio PC home theater. Non fa niente. Ho usato un programma chiamato FairUse4WM per rimuovere il DRM e sono riuscito a copiarlo. L’esperienza mi ha infastidito abbastanza tanto che quando un amico con una configurazione simile alla mia stava comprando quello stesso film, gli ho detto di non preoccuparsi per il fatto che avesse il DRM e gli ho dato una copia di quello che avevo. Ecco qui la vostra definizione di vendita persa.

$ 20 è il massimo che sono disposto a pagare per un DVD fisico, sia esso un film o la stagione di uno show televisivo. In realtà dovrebbe essere nella fascia tra $ 10 – $ 15. Se compro il vostro DVD, dovreste darmi la copia digitali gratuitamente. So che è un pio desiderio, ma potete rimuovere tutto il merdoso FBI-preview dall’inizio dei vostri DVD in modo che si possa arrivare subito al video? Se vendete video digitali, devono essere più economici. Se volete che acquisti il filmato in digitale, deve essere attorno a $ 5, lo stesso per una stagione di uno show televisivo. Un singolo episodio di uno show televisivo dovrebbe costare circa $ 1.

Non andrò più a “noleggiare” video d’intrattenimento. Questo è un concetto che per me ha fatto il suo tempo. Potrei ancora noleggiare un DVD fisico in una circostanza speciale, ma non passerà troppo tempo, prima che ogni lettore multimediale con cui verrò in contatto riprodurrà file video digitali pronti all’uso. Non potrò mai noleggiare i file video digitali, soprattutto perché penso che quelle restrizioni “Avete 48 ore per vederlo in noleggio” sono stupide. Invece di passare attraverso quel bailame, vado a scaricarlo e lo guardaro ovunque e in qualsiasi momento io voglia.

Anche con tutto questo download, vado ancora al cinema due volte al mese. Perchè? Non è per il film in se stesso. Posso sempre aspettare che il film arrivi sui siti di file-sharing, se davvero lo desidero. Vado al cinema, perché mi piace andare al cinema. Mi piace stare seduto in una bella sala buia davanti ad uno schermo gigante insieme a i miei amici. E anche se ho scaricato tutti gli episodi di South Park, ho anche tutte le stagioni in DVD perché voglio che continuino a farlo.

Sapete quale film non comprerò mai? Hurt Locker. La Voltage Pictures può sapere come fare un buon film, ma non sa un cavolo sulla soddisfazione del cliente. Una volta ho sentito che stavano procedendo contro i file-sharer ed ho scaricato il film solo per far loro dispetto.

 

 

 

Capitolo 7

Techdirt sottolinea che i creatori di contenuti hanno bisogno di connettersi con i fans, al fine di indurli a comprare. Quando ho iniziato a sentire ciò, ho pensato che fosse sbagliato. Ho potuto vedere le prove aneddotiche che mostrano come questo funzioni, ma il mio cervello mi diceva che, solo perché un creatore di contenuti mi mostra il suo processo creativo o mette a disposizione una serie di Domande/Risposte, ciò non significa che io sia più incline ad acquistare i suoi prodotti. Ma più ci pensavo, più mi rendevo conto che ciò che diceva Techdirt era assolutamente corretto. Il motivo per cui acquisto certi vostri prodotti è perché mi connetto con voi, a modo mio. Voglio che i miei creatori di contenuti non siano come Scott Ian e Lars Ulrich. Voglio che i miei creatori di contenuti capiscano dove la tecnologia ci sta portando. I ragazzi di South Park mettono ogni episodio del loro show a disposizione per la visualizzazione online gratuita. E così capita che io possieda tutte le serie dei loro DVD. I ragazzi di Humble Bundle sanno che voglio solo giocare con i miei giochi con il minor fastidio possibile. E così capita che io possieda tutti gli Humble Bundle . Quando guardo ai software che ho acquistato, vedo che sono quelli con le EULA senza restrizioni. Il tipo di accordi per i quali posso installare il software, su qualsiasi computer io possieda, non solo su questo computer.

Mi sento male perchè faccio file-sharing? No, neanche un po’. È vero, è tecnicamente illegale, ma lo è anche piombare su di un segnale di stop e attraversare fuori dalle strisce. Eppure tutti coloro che stanno leggendo hanno commesso entrambe quei crimini. Il motivo principale per cui non mi sento male è perchè, come ho specificato in precedenza, so che sto comprando contenuti. Un’altra importante ragione per cui non mi sento male è perché non sto facendo profitto. Non sto prendendo il vostro contenuto per tentare di rivenderlo come se fossi un commerciante legittimo. La pirateria fisica è un vero e proprio problema ed anche le community di file-sharing supportano le leggi contro di essa.

Essendo un file-sharer attivo ho un quadro più chiaro di voi di ciò che sta realmente accadendo. So che quando si scarica qualcosa, che non sia una vendita persa, non è un furto. Il fatto che non potete vedere queste cose non è un mio problema. Io non ho intenzione di lasciare che voi mi impediate di navigare il mondo solo perché pensate che la Terra sia piatta.

Non ho alcun desiderio di sostenere la RIAA e la MPAA. La parte spiacevole è che so che rappresentano artisti che non amano le tattiche che vengono utilizzate. Non ho intenzione di rifiutarmi di acquistare il vostro prodotto, ma vi esaminerò attentamente prima di comprare. Odio essere giudicato per i politici che mi rappresentano, quindi non vi giudicherò per le cause intentate dei gruppi commerciali che vi rappresentano.

Infine, non devo essere vostro amico o condividere le vostre stesse idee politiche per acquistare i vostri prodotti. Si possono commettere errori o tenere un punto di vista non concorde, ma se siete delle persone orribili, potete star certi che scaricherò tutto quello che producete, gratuitamente. Roman Polanski e Chris Brown sono degli stronzi. Non aspettatevi che io compri il loro contenuto. Se decidete di lavorare con loro, non acquisterò nemmeno i vostri prodotti, ma me li godrò.

 

 

IN CHIUSURA

Questa sezione è per le persone il cui punto di vista ‘la pirateria online è dannosa’ non è influenzabile. Probabilmente non avete letto il mio post, ma vi assicuro che non vi era alcuna iperbole. Non ho cercato di convincervi che la copia non è un furto, non ho cercato di convincervi che sono troppo povero per comprare prodotti e non ho cercato di convincervi che il file-sharing è simile alla pubblicità. Ho solo cercato di raccontare le cose come stanno.

Vendere musica, film, libri e videogiochi è un business, un grande business. Vengono prodotti molti soldi nel settore del grande intrattenimento e non ci sono azionisti che vogliono starci senza un motivo. Negli ultimi 10 anni, mi è stato detto che le industrie musicali, di video e giochi stanno perdendo soldi, un sacco di soldi. Anno dopo anno mi è stato detto che il file-sharing online sta decimando le vendite, tutti stanno perdendo soldi, dobbiamo fare qualcosa per fermarlo. Non voglio cercare di convincervi che sbagliate, ma ho una domanda:

Se vendevate hotdogs ed iniziavate a perdere denaro, avreste continuato a vendere hotdogs in perdita per 10 anni consecutivi? Il motivo per cui lo chiedo è perché ho guardato alcuni dei dati diramati dalle industrie stesse e sono sconcertato. Se il file-sharing online sta uccidendo queste industrie, perché avrebbero dovuto continuare a produrre più contenuti? E sono sicuro che qualcuno sta per tirare fuori uno studio che mostra le tendenze pro-capite di spesa al netto dell’inflazione rispetto al reddito discrezionale per residenza unifamiliare, che prova come l’industria dell’intrattenimento è in una posizione sconfortante, ma non è quello che sto cercando di dirvi. Se nessuno sta comprando frustini per calessi, non ne aumentate la produzione anno dopo anno. Eppure, negli ultimi 10 anni:

Il numero di film usciti è cresciuto del 23% – [1]

Il numero di libri pubblicati è aumentato del 47% – [2]

Il numero di album pubblicati è cresciuto del 25% – [3]

L’industria dei videogiochi è cresciuta del 23% – [4]

Quando guardo questi numeri, ho difficoltà a credere a quello che Chris Dodd, Hilary Rosen e Stanislas Mettra hanno da dire. La Warner Bros. non ha appena stabilito il record per profitti trimestrali? Sono confuso. La mia ipotesi è che queste industrie in realtà non stanno perdendo soldi, ma stanno perdendo il controllo. E forse per loro, il controllo è più prezioso di profitti? Non lo so ed è per questo che lo sto chiedendo.

Riferimenti:

[1] – http://bit.ly/rj5mRT

MPAA pagina 13 del report Industriale di settore.

454 film usciti nel 2001.

560 film usciti nel 2010.

[2] – http://bit.ly/uRb4KC

RR Bowker report di output, 2002-2010.

215,138 libri pubblicati nel 2002.

316,480 libri pubblicati nel 2010.

[3] – http://bit.ly/tneVtC

90,324 articoli musicali per il 2001.

113,080 articoli musicali per il 2010.

Purtroppo, non ho potuto trovare alcuna statistica comunicata dal sito della RIAA. Invece, ho usato la funzionalità di Discogs per navigare tra gli anni ed ho annotato il numero di elementi elencati nella parte inferiore della pagina. Questo non è proprio l’ideale, spero quindi che qualcuno possa fornire una relazione più pertinente.

[4] – http://bit.ly/kLHJ2Q

ESA report Industriale pagina 10.

208,7 milioni di unità vendute nel 2001.

257,2 milioni di unità vendute nel 2010.

Non sono riuscito a trovare tutte le informazioni riguardanti il numero di uscite per ogni anno. Ho usato il numero di unità vendute all’anno, invece. Certo, negli ultimi due anni hanno mostrato una diminuzione del 7% e 8%, ma va notato che il grafico in questione si riferisce esclusivamente alla “vendita di nuovi contenuti fisici al dettaglio”. Quindi, se non avete comprato in una catena di vendita al dettaglio o se scaricate legalmente l’acquisto, questo non è incluso nella tabella. La pagina 11 della stessa relazione afferma che il 24% dei contenuti nel 2010 sono digitali. So che non è una metodologia ideale, ma se si aumentano le unità vendute nel 2010 del 24% si ottengono 318,9 milioni di unità, un aumento del 52% rispetto al 2001. Credo che l’aumento del 23% indicato in precedenza sia inferiore al numero effettivo, ma ho anche pensato che fosse importante usare i numeri forniti dall’industria stessa.

Fonte: https://www.insightcommunity.com/step2/311/why-i-pirate-an-open-letter-to-content-creators

Traduzione di yanfry

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