Banche corrotte, industria dei copyright corrotta: perchè devono esternalizzare i loro problemi di impresa
Siamo in una fase nella quale i politici ritengono che i fallimenti di alcune imprese debbano essere un problema di tutti, ma quando le stesse imprese vanno bene, queste si mantengono tutti i profitti. Questo è un modo ridicolo e controproducente per costruire un’economia funzionante, e minaccia anche le libertà civili fondamentali. Il settore bancario e l’industria del copyright spiccano come i peggiori parassiti in questo contesto.

La decisione perversa secondo la quale le banche vengono salvate dai soldi dei contribuenti ogni volta che rischiano di andare in bancarotta è stata accentuata dai recenti eventi – ed è assurdo che le banche si tengano i profitti, e riescano ad ottenere che tutte le perdite siano coperte dai soldi dei contribuenti.
Nel gergo dell’economia, questo si chiama esternalizzazione – si spostano alcuni aspetti di una attività al di fuori della propria organizzazione, in modo che non ci si debba preoccuparsene. L’inquinamento industriale, ad esempio, è un tipico caso di esternalizzazione di un problema: se si dispone di fanghi tossici come sottoprodotto di un processo industriale, e si possono scaricare in un fiume vicino, questo è esternalizzare, perché così non c’è bisogno di pagare per la loro bonifica. Lo fanno i contribuenti (e il fiume ucciso).
Il fatto che le banche ottengano di esternalizzare le perdite crea meccanismi di incentivazione orribilmente distorti dove l’estrema assunzione di rischi viene ricompensata, perché non c’è mai alcuna perdita. C’è solo il potenziale di enormi profitti. E’ un pò come essere immortale e non potersi far male – immaginate quali folli acrobazie potreste fare che non hanno le normali conseguenze per i comuni mortali?
Questa è la situazione d’impresa nella quale si trovanole banche.
Ed è così anche per l’industria del copyright. Hanno il monopolio della distribuzione su alcuni contenuti della conoscenza e della cultura (cosa che potrebbe, e dovrebbe, essere messa in discussione). Ma a differenza di altri monopoli, dove il monopolista deve intentare causa, l’industria del copyright è riuscita a esternalizzare il loro problema d’impresa di imporre il proprio monopolio – perché si tratta di un problema di impresa – e ottenere che le forze di polizia dello stato facciano rispettare le regole dei loro affari per loro conto, estendendo questo monopolio commerciale – il monopolio del diritto d’autore – nel diritto penale.
In altre parole, la mancanza di supporto ad un modello di business è stato messo sullo stesso piano giuridico delle lesioni ad un altro essere umano – e questo è stato fatto dai politici che sono pericolosamente confusi. Essi hanno permesso all’industria del copyright di esternalizzare i loro problemi di business lasciando che i contribuenti paghino il costo di far rispettare un monopolio già immorale di per se stesso.
Questo è osceno. Questo deve finire.
Questo articolo è stato tradotto in italiano da Mauro Pirata del Partito Pirata Italiano
Copyright, la procura di Roma vuole fermare il file sharing mondiale?
Un cartone animato francese uscito nelle sale italiane a novembre del 2012, rischia di divenire una delle più grandi pietre di scandalo della storia recente di internet. Almeno in Italia. Il cartone animato in questione si chiama Un mostro a Parigi (Un monstre à Paris) ed è un film d’animazione del 12 ottobre 2011, uscito in Italia il 22 novembre 2012.
Un cartoon come tanti altri, forse più bello degli altri. Fatto sta che il 27 febbraio (più di due mesi dunque dall’uscita nelle sale) di quest’anno la società italiana di distribuzione italiana del film ha deciso di denunciare alla Procura della Repubblica di Roma le violazioni del copyright che aveva riscontrato sulla rete.
Da questa denuncia è scaturita una “velocissima” indagine (un mese) della polizia postale capitolina sfociata nella richiesta (accettata dal Gip di Roma) del Pubblico Ministero di oscuramento dei domini nella loro interezza e sequestro dei DNS dei nomi più importanti del panorama di scambio di file del calibro di Nowvideo, Nowdownload, Videopremium, Rapidgator, Bitshare, Cyberlocker, Clipshouse, Uploaded, giganti che radunano milioni di utenti in tutto il mondo, solo per citarne alcuni.
Si tratta, per entità e per estensione della più grande operazione di sequestro di contenuti su internet di un paese occidentale, seconda solo alla operazione di sequestro di domini adottata dal dipartimento dell’Homeland security Statunitense il 26 novembre 2010, che aveva portato al sequestro di 70 portali .
La società denunciante avrà naturalmente le sue buone ragioni, ma ci si chiede il perché 27 portali che raggruppano milioni e milioni di utenti siano stati resi inaccessibili nella loro interezza. Forse perché è stato scoperto un giro illecito di denaro? Come si pensava nel caso Megaupload? Perché si ponevano in commercio sostanze proibite? Perché le stesse avevano a che fare con un giro di sfruttamento della prostituzione minorile? No, o, almeno questo non appare dal sequestro, che è stato adottato perché un solo film sarebbe presente tra i milioni di files presenti nei suddetti portali. Uno solo.
Per un solo audiovisivo di pochi bit è stato adottato un blocco che ha lasciato al buio centinaia di migliaia di utenti italiani che non hanno ovviamente nulla a che vedere con questo film e che avevano semplicemente acquistato attraverso i sistemi premium la possibilità di scambiare file di grandi dimensioni. E, non sembra finita qui, dal momento che il Pm ha richiesto espressamente il sequestro dei domini, lasciando intravvedere una dimensione internazionale del sequestro.
Le reazioni al provvedimento sono state varie: alcuni di questi portali più legati al nostro paese, ritenendo di essere al sicuro in virtù dell’anonimato su internet, hanno pensato bene di cambiare il nome di dominio o suggerire cambiamenti di DNS, senza tenere in considerazione che le nuove tecniche investigative si stanno concentrando sul principio del “follow the money” e, che dunque prima o poi si arriverà anche a loro. Altri, subodorata la mala parata, hanno deciso di lasciare l’Italia, interrompendo volontariamente il traffico proveniente dall’Italia, sperando in questo modo di poter chiudere la partita che si è aperta davanti al Giudice di Roma, come hanno fatto di recente alcune grandi imprese mondiali del settore dei derivati finanziari, quando il tribunale di Roma ha deciso di sequestrare i portali di scambi finanziari dedicati al trading online. Si tratta di reazioni che, ovviamente non risolvono il problema, che si ripresenterà sotto le stesse forme, e che dà semplicemente motivo a chi è interessato alla censura, per dire “vedete, noi ve l’avevamo detto!”
Le imprese straniere non capiscono e, semplicemente, se ne vanno, escludendo il nostro paese dalla lista dei paesi interessanti dal punto di vista del mercato. L’Italia che certo non ha bisogno di far scappare capitali e imprese e che ha un disperato bisogno di far condividere ai propri cittadini su internet informazioni per non rimanere tagliata fuori dai grandi flussi mondiali della conoscenza, sta erigendo una vera e propria “muraglia cinese” virtuale nella più completa indifferenza di cittadini, associazioni e anche (spiace dirlo) della stampa.
Per non parlare ovviamente del mondo politico.
Alla “diaspora” peraltro, ha contribuito questa volta anche un mostro proveniente da cartoonia che, lasciato Parigi, sembra aver deciso di trasferirsi in pianta stabile nel nostro paese.
Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/15/la-procura-di-roma-ferma-il-file-sharing-mondiale/562813/
Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/
La World Intellectual Property Organization suggerisce di accettare l’Internazionale dei Pirati come osservatore
David Ballota 2 agosto 2012

La World Intellectual Property Organization (conosciuta anche con il suo acronimo in inglese WIPO) , ha proposto di invitare, in qualità di osservatori alle riunioni che si terranno a Ginevra nel mese di ottobre 2012, un certo numero di organizzazioni, tra cui l’Internazionale dei Partiti Pirata/ Pirate Parties International ( PPI ). Se l’organizzazione verrà ammessa come osservatore in un’assemblea, lo sarà automaticamente anche alle riunioni dei comitati e dei gruppi di lavoro.
Nel documento in cui la WIPO suggerisce che l’Internazionale dei Pirati venga ammessa come osservatore si fa menzione del suo ruolo di coordinatore del movimento pirata nel mondo, del suo particolare “interesse” in tutte le questioni relative ai monopoli del copyright, alla libertà degli utenti Internet e alla ricerca di nuovi modelli di business. Si specifica anche il fatto che il Pirate Parties international conta i Partiti Pirata di 25 nazioni come suoi membri ordinari.
Nel caso in cui il suggerimento di WIPO abbia riscontro positivo, sarebbe un evento davvero importante, dal momento che il World Intellectual Property Organization è l’agenzia delle Nazioni Unite specializzata nel proteggere la “Proprietà Intellettuale” in tutte le sue forme.
Foto | gruntzooki
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc/3.0/es/
Come chiamare gli Eurodeputati (per chiedere il rigetto dell’ACTA)
Chiamare i membri del Parlamento Europeo è più facile di quanto sembri.
Non vi preoccupate se può sembrarvi difficile la prima volta, in questo video vi mostriamo in 4 semplici passi come chiamare gli Eurodeputati per parlare dell’ACTA e per chiederne il rigetto, oltre all’impegno per una riforma globale positiva del diritto d’autore.
Chiunque può farlo!
http://yanfry.wordpress.com/2012/07/02/abbattere-acta-la-ue-deve-proteggere-i-nostri-beni-comuni/
Traduzione a cura del Partito Pirata Italiano
Studio: nonostante le sempre piu severe leggi sul Monopolio del Copyright, la condivisione resta pervasiva

Il 61% di coloro che hanno tra i 15 ed i 25 anni partecipa direttamente alla condivisione della cultura. La pressione sociale per il rispetto delle leggi sul monopolio del copyright è quasi inesistente. I pochi che sono scoraggiati da una più dura imposizione del monopolio tendono a compensare con l’anonimato. Sono queste le conclusioni di un nuovo studio sulla condivisione della cultura dei giovani.
Il gruppo Cybernormer presso l’Università di Lund ha pubblicato un rapporto di follow-up ad uno studio del 2009, dimostrando che l’attuale divieto di condivisione della cultura e della conoscenza rimane assolutamente senza sostegno pubblico, nonostante la brutalità della legge sul monopolio del copyright, nonché della sua applicazione.
- il 61% dei cittadini tra i 15 ed i 25 anni in Svezia condividono cultura online, in violazione del monopolio del copyright.
- Questa percentuale non è cambiata in ordine di grandezza negli ultimi tre anni.
- La percentuale che condivide “pesantemente”, è persino leggermente aumentata, passando dal 18% al 20%.
I risultati sono conclusivi; nonostante leggi più severe contro la condivisione della conoscenza e della cultura che si sono susseguite negli ultimi anni in Svezia, queste non hanno nemmeno “fatto un graffio” al file-sharing. Semmai, l’attività è addirittura leggermente aumentata. Nell’esperienza Svedese, la pressione sociale spinge ad essere un buon cittadino e condividere, non all’obbedire ai monopoli. Lo studio conferma:
“Possiamo tranquillamente affermare che gli sviluppi legali repressivi in questo campo danno un supporto molto debole ai meccanismi informali di controllo della società”, spiega Måns Svensson, Ph.D. in Sociologia Giudiziaria, uno dei ricercatori che ha lavorato sullo studio. “La pressione sociale è quasi inesistente.”
Eppure, la tendenza politica generale è stata di proporre leggi più severe sui monopoli così come una più dura applicazione delle stesse. Svensson vede una piccola scalfittura nel comportamento, ma non necessariamente del tipo che porta a rispettare le leggi sul monopolio anziché le norme sociali – ma piuttosto, molte persone trovano altri modi per continuare a condividere e dormire bene la notte:
“Tali strategie sembrano avere un minor effetto deterrente sulla propensione dei giovani al FileShare online”, Svensson continua. “Tuttavia, senza il supporto di norme sociali, le persone tendono a cercare contromisure, come i servizi di anonimato. Oppure si rivolgono a sneakernets se condividono media.”
(“Sneakernet” è un termine generico per le tecnologie offline per la condivisione della cultura – come portare due terabyte di hard drive portatile a casa di un amico.)
I ricercatori hanno anche notato le implicazioni sulla società nell’avere leggi sul monopolio scollegate dalle norme sociali:
“Certo, leggi che mancano di sostegno sociale rischiano di minare la fiducia della gente nella democrazia e nello Stato di diritto nel lungo periodo”, conclude Svensson.
Questo studio – che afferma come l’enforcement più duro serve solo a spostare la condivisione di file in territori inapplicabili ed inoltre, solo in piccole quantità – è interessante in sé stesso. Ma dobbiamo anche esaminare attentamente i quasi due terzi di persone che condividono cultura e valutare quel numero in un contesto domestico.
Visto che dallo studio risulta che un 61% di persone partecipano direttamente alla condivisione della cultura, una ragionevole conclusione sarebbe che praticamente il 100% in questa fascia di età lo fa direttamente o indirettamente – indicando che di solito è una persona in una famiglia che fa file sharing, ma tutte le persone in casa godono felicemente di quella cultura una volta che viene portata in casa. Quando coloro che condividono direttamente raggiungono una percentuale alta come il 61%, siamo ben oltre il punto di saturazione dove non vi sono più beneficiari indiretti dell’attività. Così, sebbene questo non fosse parte dello studio, modellato su altri schemi sociali, sarebbe un presupposto affidabile dire che la condivisione di cultura abbia praticamente una penetrazione del 100% nella vita quotidiana delle persone in questa fascia di età.
Questo rappresenta una grande promessa per il futuro. I giovani di oggi non accettano le leggi repressive, e o le ignorano o attivamente le sovvertono.
Il gruppo Cybernormer ha il suo sito qui (in svedese).
Traduzione a cura di yanfry per il Partito Pirata Italiano
CONVEGNO: La battaglia sul copyright e l’arte: vincerà la pirateria o i tradizionali diritti d’autore?
Non sarà il solito Convegno, ma un vero e proprio scontro, quello che si terrà a Cosenza, il prossimo 17 maggio 2012, dal titolo“La crisi del diritto d’autore. Il copyright, tra mercato legale e pirateria”
All’Università della Calabria, si daranno appuntamento, per la prima volta, i nomi più noti in Italia in materia di copyright e diritto della rete. In gioco non c’è solo il download gratuito di qualche cd, ma le stesse libertà fondamentali del web.
Uno scontro epocale!
Da un lato, i riformisti, che si battono per una revisione sostanziale della disciplina del copyright, resa oggi ancor più necessaria dall’avvento di Internet e delle piattaforme di filesharing. Dall’altro, i rappresentanti dell’attuale sistema, l’industria dei contenuti, gli intermediari nella raccolta dei diritti e il loro
“braccio armato”: la SIAE e la polizia postale. Il tutto dietro lo scenario del regolamento dell’AgCom, in via di approvazione: la nuova normativa che promette controlli e pene più severe contro la pirateria informatica.
L’interrogativo di fondo è quello che occupa, da dieci anni a questa parte, le pagine dei principali giornali e blog: il filesharing è equiparabile al furto di un cd? La contraffazione è realmente causa di disoccupazione? La lotta alla pirateria può giustificare una serie di limitazioni e filtri al web, tanto da renderlo un terreno di caccia?
Siamo disposti a rinunciare alle libertà cui la rete ci ha abituato in ragione della tutela dei diritti di una industria vecchia di oltre cento anni? È giusto considerare ogni utente che navighi su internet un potenziale criminale, da controllare come un detenuto col “braccialetto elettronico”?
A introdurre i lavori e a fare da moderatore sarà l’avv. Angelo Greco, già noto per i suoi scritti in materia (tra l’altro) di diritto d’autore e diritto della rete, collaboratore presso la cattedra di diritto processuale civile presso la cattedra di diritto processuale civile dell’Unical.
L’avv. Angelo Greco, da qualche mese, dirige il portale www.laleggepertutti.it, un ambizioso progetto che tenta di tradurre, in linguaggio comprensibile a tutti i cittadini, le leggi e le ultime sentenze, in modo da fornire un vademecum comportamentale per la vita di tutti i giorni.
Maggiori info su www.avvangelogreco.it
I relatori del Convegno saranno:
- l’avv. Fulvio Sarzana, blogger e avvocato noto in materia di copyright e diritto della rete.
Recentemente, l’avv. Sarzana si è distinto per aver pubblicato il “Libro bianco su diritti d’autore e diritti fondamentali nella rete internet”, un interessantissimo saggio che mira a dimostrare che non tutte le critiche riferite alla pirateria sono vere.
Maggiori info su www.fulviosarzana.it
- l’avv. Guido Scorza, avvocato, giornalista e famoso blogger in materia di copyright e diritto della rete. L’avv. Scorza scrive sui principali giornali online (come “Punto Informatico” e “Il Fatto Quotidiano”), distinguendosi da sempre per una posizione a strenua tutela dei diritti della rete., Dottore di ricerca in informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie, è docente presso il Master di diritto delle nuove tecnologie della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna, presso il Master in Sicurezza dei sistemi e delle reti informatiche dell’Università La Sapienza di Roma, presso la Scuola Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, presso il Corso di Laurea in tecnologie informatiche dell’Università La Sapienza nonché presso la European School of Economics.
Maggiori info su www.guidoscorza.it
- il dott. Gennaro Francione, già giudice presso il tribunale penale di Roma. Il Giudice Francione si è distinto per aver firmato, nel 2001, una famosissima sentenza, a tutti nota con il nome di “sentenza anti-copyright”. Le innovative idee del giudice Francione hanno fatto il giro del Paese e del mondo, contribuendo a ispirare il pensiero di diversi ideologi dell’anti-copyright e di taluni tribunali.
- il dott. Filippo Gagliano, direttore della sede S.I.A.E. di Napoli, competente per la zona Campania, Calabria e Molise.
- la dott.ssa Tiziana Scarpelli, Sostituto Commissario Polizia di Stato, della sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Cosenza. La dott.ssa Scarpelli, già relatrice in numerosi convegni, ha maturato una approfondita e accurata competenza in materia di lotta ai crimini informatici.
- l’avv. Leopolodo Lombardi, attualmente presidente nazionale dell’Associazione Fonografici Italiani.
I lavori inizieranno alle 14.30 presso l’Aula Magna dell’Università della Calabria di Arcavacata (Cosenza).
Il Convegno sarà patrocinato dall’Ordine degli Avvocati di Cosenza e varrà 5 crediti formativi.
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Sponsor della manifestazione saranno il portale
http://www.laleggepertutti.it, l’associazione studentesca Elsa, il locale
“Deep Fashion”.
Copyright, pirati e libertà digitali – Intervista a Carlo Gubitosa
da Il Petardo - di Daniele Florian

I primi mesi di questo 2012 hanno visto, tra gli eventi di rilevanza mondiale, un susseguirsi di vicende politiche e giuridiche sviluppatesi attorno al mondo del Web.
Mentre da un fronte le potenze mondiali avanzavano proposte di legge quali SOPA, PIPA e la famigerata ACTA, al fine di regolamentare la Rete a danno della libertà di informazione, dall’ altro la maxi-operazione MegaUpload è stata la prima dimostrazione pratica della determinazione con cui le major e il mondo della produzione stanno aprendo il fuoco su un campo di battaglia del tutto nuovo.
La particolarità di tali eventi infatti, risiede propro nell’ aver riportato alla luce tematiche di carattere socio-economico che raramente si è soliti affrontare, ma che molto probabilmente contraddistingueranno le lotte del nuovo millennio.
Proprietà intellettuale, libero accesso alle risorse culturali, utilizzo delle nuove tecnologie per un nuovo modello di distribuzione, questi sono i pilastri su cui i movimenti sono tenuti ad aprire nuovi dialoghi, consapevoli che anche (e soprattutto) le innovazioni tecnologiche sono portatrici di innovazioni sociali.
Per fare il punto della situazione, e chiarire qualche dubbio con un esperto, ho posto qualche domanda a Carlo Gubitosa, scrittore e giornalista italiano caratterizzato dalla sua attività “mediattivista”, e che oltre ad aver trattato temi come la guerra in Cecenia e il G8 di Genova è diventato celebre per le sue teorie riguardo i positivi risvolti culturali e sociali della cosiddetta “pirateria informatica”.
Ringraziando fin da ora,
1)
Partiamo dai fatti recenti.
Il provvedimento improvviso che ha portato alla chiusura/sospensione di Megaupload e le imminenti proposte di legge americane del SOPA e PIPA hanno riportato l’ attenzione pubblica su tematiche spesso trascurate quali copyright, pirateria e diritti digitali.
La maggior parte dei siti di informazione hanno quindi espresso la loro contrarietà a provvedimenti troppo coercitivi, chiedendo dei sistemi meno invasivi per proteggere e tutelare il diritto d’ autore.
Quello che però si stenta a proporre, tesi da lei riportata in vari scritti, è che l’ idea stessa di proprietà intelettuale è un concetto obsoleto e vincolante la libera informazione, e che la cosiddetta pirateria informatica non è una minaccia per la produzione intellettuale ma anzi ne può essere promotrice.
Come commenta i recenti episodi alla luce di questo dibattito?
Dico che non va fatta confusione tra Megaupload, un servizio gestito da una societa’ commerciale a scopo di lucro, con la condivisione libera e gratuita che avviene sulle reti ed2k e torrent. Fatte quest doverose differenze, l’operazione poliziesca ai danni di Megaupload mi sembra condotta con piu’ severita’, determinazione e coordinamento internazionale delle retate effettuate contro le organizzazioni che si dedicano al narcotraffico, e mi chiedo: le motivazioni che si nascondono dietro questo pugno di ferro riguardano la tutela dei DIRITTI DEGLI AUTORI o invece la tutela dei PROFITTI DELLE AZIENDE che hanno acquistato dagli autori il diritto di sfruttamento delle loro opere?
Il punto e’ che la condivisione di contenuti e’ come un’Idra a sette teste, per ogni sito che tagli ne riaprono altri due. La soluzione non va cercata nella repressione poliziesca ma nella regolamentazione della condivisione di contenuti in rete. Alla luce dell’articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti umani, considero la condivisione GRATUITA di arte e conoscenza come un diritto umano universale e non come una azione criminale. Se diventasse un crimine condividere cultura, allora dovremmo fare retate anche nelle biblioteche pubbliche, come la biblioteca di Bologna che ha recentemente attivato un servizio di “file sharing” per contenuti in formato digitale, che comprende anche musica e filmati.
2)
Tra le ottime osservazioni che ha fatto ha precisato un fatto importante, ovvero come il diritto di copyright, contrariamente all’ opinione comune, non sia tanto una garanzia dell’ “autore artistico” quanto una pratica richiesta dagli organi economici che veicolano il mondo produttivo.
Megaupload stesso ha offerto un esempio quando a Dicembre scorso era stato pubblicato un video in cui star del panorama musicale e cinematografico supportavano il sito di streaming. Il video è stato poi rimosso a causa di un ricorso presentato dalla Universal Music Group.
La domanda che sorge spontanea è dunque: in che misura la proprietà intelettuale è vera garante e motivazione della produzione immateriale? Se ne può davvero fare a meno senza intaccare la qualità del lavoro svolto?
Io sono personalmente convinto che l’incentivo economico non abbia nulla a che fare con la produzione della vera arte, che non emerge a comando quando si sventolano banconote ma si manifesta come una esigenza insopprimibile dell’animo umano. Detto questo, mi sembra comunque ragionevole garantire agli autori di un’opera un monopolio temporaneo sullo sfruttamento economico delle loro creazioni, che e’ poi l’idea alla base del copyright. Il problema nasce quando il periodo “temporaneo” passa da 14 anni rinnovabili a 28 (cosi’ come previsto dalla prima legge statunitense sul copyright del 1790) a durate che sfiorano il secolo come previsto dalle leggi attuali americane, e quando si pretende di proibire non solo lo sfruttamento economico dell’opera, ma anche gli utilizzi leciti, come la “consultazione gratuita in biblioteca”, che oggi puo’ avvenire anche utilizzando la piu’ grande biblioteca pubblica del mondo chiamata internet. La spinta creativa varia caso per caso, e quindi la motivazione economica va valutata nel contesto in cui si inserisce. Quel che e’ certo e’ che le attuali normative in materia di diritto d’autore non sono orientate all’interesse pubblico, e spesso nemmeno a quello degli autori, ma finalizzate alla tutela delle “societa’ di autori” come la SIAE che in realta’ tutelano solo l’interesse di alcuni privati.
3)
Presa coscienza del fatto che le norme in materia di proprietà intelettuale richiedono modifiche, possiamo considerare nella loro diversità le varie tipologie di risposta che questo problema trova nel globo.
A partire dal famoso Piraten Partei, passando per i cyber-movimenti anonimi della rete e finendo nei difensori dello streaming libero quello che si osserva è una gamma di diverse visioni più o meno riformiste, mirate talvolta ad osservare le leggi vigenti o in alternativa a sostenere la legittimità di mezzi di condivisione ufficialmente illegali.
Quale crede sia, in generale, la posizione che i movimenti politici di oggi dovrebbero assumere nei confronti del problema mirando alla difesa della libera informazione?
Quando sono stato invitato a parlare di pirateria presso la Radio della Svizzera Italiana, ho avuto modo di sfogliare la bozza della legge sul diritto d’autore che era appena stata approvata. Sono rimasto impressionato dalla quantita’ di soggetti pubblici e privati chiamati a discutere di quella legge, dalla piccola associazione locale fino alla grande associazione dei discografici. Basterebbe un processo legislativo aperto, trasparente e inclusivo per avere in Italia leggi piu’ equilibrate sul diritto d’autore, che puniscano il lucro illecito senza criminalizzare la condivisione gratuita. Purtroppo in Italia, anche quando c’era la sinistra al governo, le leggi sul diritto d’autore le hanno sempre scritte le lobby come SIAE, BSA e FIMI.
Ma se proprio costa troppa fatica ascoltare i cittadini, basterebbe riprendere i contenuti della proposta di legge presentata a suo tempo dal senatore Semenzato, che ancora oggi e’ il testo piu’ innovativo mai proposto in Parlamento, purtroppo mai discusso e quindi rimasto lettera morta.
http://softwarelibero.it/altri/semenzato-pieroni.shtml
4)
Nel campo del software esistono già innovazioni come i brevetti copyleft, sotto i quali viene distribuito l’ intero mondo Linux.
Crede sia facilmente esportabile questo sistema da quello informatico ad ogni settore produttivo?
Nel mio libro “Elogio della pirateria” ho raccontato delle “storie di ribellione creativa” accomunate dalla libera condivisione dei saperi. Gia’ oggi esistono condivisioni di semi senza i brevetti imposti dalle multinazionali del biotech, condivisioni di musica, libri e film non soggetti alle regole delle lobby multimediali, condivisione di “ricette” per fare farmaci senza dover sostenere i costi esorbitanti dei detentori dei brevetti. In un certo senso la medicina ha scoperto il copyleft prima dell’informatica, quando Alexander Fleming, per affermare i propri principi etici, ha rinunciato al brevetto sulla penicillina.
5)
A proposito di proposte di legge, ciò a cui stiamo assistendo è un’ intenzione da parte delle istituzioni di andare nel senso del tutto contrario alla tutela dell’ informazione: nonostante siano state ritirate le famose proposte PIPA, SOPA e anche l’ italiana FAVA, i potenti non dimostrano di essersi arresi, presentando la famigerata ACTA, che oltre a regolamentare il Web solleva criticità in merito a brevetti in campo farmaceutico e non solo.
D’ altra parte si sono viste e si stanno oggi susseguendo svariate forme di protesta a tutte queste minacce, dagli attacchi di Anonymous alle piazze piene di cittadini furiosi, tanto che qualcuno ha ironicamente battezzato questi episodi come l’ inizio della Prima Guerra Mondiale del Web.
Pensa forse che effettivamente si stia delineando un nuovo campo di battaglia politica non ancora calpestato? I governi internazionali stanno davvero ponendo maggiore attenzione al controllo mediatico rispetto invece a quanto era importante fino ad oggi? Come crede che si svilupperà questa Grande Guerra Digitale nei prossimi mesi?
Cosi’ come si e’ sviluppata negli ultimi dieci anni, con le lobby che agiscono nell’ombra per affermare concezioni sempre piu’ restrittive e autoritarie del diritto d’autore, regolamenti sempre piu’ repressivi per l’accesso a internet orientato alla condivisione di cultura in rete, e leggi che trasformano in criminali le persone che utilizzano internet come una biblioteca pubblica e non come un mercato globale. Il tutto nella beata ignoranza dei cittadini tenuti al di fuori da questi problemi, indotti erroneamente a pensare che riguardino solo i “tecnici”, e con le soluzioni affidate a piccoli gruppi di attivisti che cercano di sollevare questioni di legittimita’ e democrazia con proposte concrete, ma purtroppo senza essere ascoltati dai partiti resi sordi dalle lobby.
6)
A differenza del resto del Mondo (e d’ Europa) in Italia si è sentito molto meno questo conflitto, sia nelle proteste (ricordo che dopo pochi giorni dalla proposta ACTA la Polonia è scesa in piazza) ma soprattutto nella poca informazione circolante a riguardo, causando un vero disinteresse della popolazione italiana per le questioni politiche legate a rete e brevetti. Vede anche lei questa differenze? Come pensa si spieghi questo divario?
E’ molto semplice: in italia si legge poco, sono rarissimi gli intellettuali non organici all’industria culturale e alle sue regole, e i ragionamenti piu’ avanzati sono quelli che chiedono “equilibrio” tra le esigenze degli utenti e il profitto delle societa’ che monetizzano il copyright. Ma non puo’ esserci nessun compromesso o mediazione possibile sui diritti umani fondamentali, e la dichiarazione universale dei diritti umani stabilisce all’articolo 19 che “tutti hanno il diritto di cercare, ricevere e diffondere informazioni, con ogni mezzo e senza riguardo a frontiere” e io aggiungerei “e senza riguardo ai piagnistei della SIAE”.
7)
Per concludere, che consigli pratici vorrebbe dare ai movimenti di oggi per portare avanti questa campagna all’ insegna della libera informazione?
Scaricatevi da internet il mio libro “Elogio della Pirateria”, e non fatevi ingannare da chi chiama ladri quelli che vogliono accedere alla cultura, altrimenti sarebbero ladri anche tutti quelli che leggono libri gratis in biblioteca, ascoltano musica gratis alla radio, e guardano film gratis in Tv.
Tutte le premesse dunque per un nuovo movimento, una nuova consapevolezza inscindibile dall’ utilizzo dei nuovi mezzi di informazione e un campo di discussione tutto da aprire.
Sperando che questo breve scambio di idee possa servire a tutti per iniziare tale percorso, ringrazio ancora una volta Carlo, per la sua disponibilità e perchè uno scrittore che suggerisce di scaricare il proprio libro al giorno d’ oggi si trova assai di rado.
Il falso dibattito sull’ACTA di Karel de Gucht
La Quadrature du Net
Il falso dibattito sull’ACTA di Karel de Gucht
La scorsa settimana il Commissario al Commercio De Gucht, lo stesso che aveva recentemente dichiarato che non era “impaurito delle manifestazioni anti-ACTA”, ha spiegato perché, considerando l’ondata di critiche sull’ACTA, sta ora chiedendo alla Corte Europea dei Giustizia di valutare se l’ACTA possa produrre effetti pregiudizievoli per i diritti fondamentali 1 .
- ACTA non cambia nulla in Europa e non cambierà il modo in cui i cittadini Europei utilizzano siti web e social media, e
- ACTA cambierà qualcosa per l’Europa in quanto garantirà che i posti di lavoro degli Europei non vadano persi a causa di merci contraffatte (sic) che inondano i mercati, pari a un valore di 200 miliardi di euro.
EC Midday Press Conference, 26/02/2012

Ciascuno di questi due argomenti è fallato. Senza attendere che la Corte di Giustizia Europea risponda alla questione sollevata dalla Commissione, vediamo di tenere ben presenti alcuni fatti …
ACTA avrà un forte impatto sul futuro del diritto europeo
ACTA avrà un impatto diretto sulla libertà di accesso e sulla trasmissione delle informazioni per tutti i cittadini
ACTA crea una severa responsabilità finanziaria e penale per gli intermediari attraverso i suoi articoli 9 e 23.4. Questi obbligano gli Stati membri a stabilire procedure di collaborazione tra i titolari dei diritti e gli intermediari per l’applicazione del diritto d’autore on-line (art. 27.3 Ci sono già le prove, in particolare negli esempi degli Stati Uniti e del Regno Unito 5, che una tale combinazione porta ad una limitazione grave e sproporzionata del diritto di accesso e della trasmissione delle informazioni, incoraggiando il filtraggio dei contenuti Internet (per l’accesso o per l’upload su siti), black list di siti, utenti o indirizzi IP e la generalizzazione di misure repressive automatizzate 6 .
ACTA protegge alcuni players consolidati dalla concorrenza su servizi innovativi di cui l’Europa ha bisogno
Karel de Gucht vuole che il dibattito si fermi, mentre la Corte di Giustizia studia l’accordo: rimarrà deluso
Perché sa che un dibattito aperto, tenendo in considerazione le argomentazioni sviluppate in precedenza, può solo portare ad un rifiuto dell’ACTA da parte dei Parlamenti Europei e Nazionali, il signor De Gucht vorrebbe che il dibattito si fermasse mentre la Corte di Giustizia UE prepara il suo parere. Le prime reazioni in seno alle Commissioni del Parlamento dell’UE indicano che resterà deluso. Le informazioni possono richiedere del tempo per raggiungere le arene decisonali politiche, ma una volta arrivate, non se ne andranno.
- 1. Vedi il press-point di metà giornata della Commissione Europea del 22 febbraio 2012, http://mediakit.laquadrature.net/embed/776?size=medium
- 2. Questo era chiaramente riferito nell’articolo 17 “Proprietà” della Carta dei Diritti Fondamentali, secondo comma, nel quale si afferma: “La proprietà intellettuale è protetta”. Si deve notare che l’art. 17.2 non si riferisce alle persone, una chiara indicazione che si tratta di natura più indiretta rispetto ad altri diritti della Carta.
- 3. – Art. 9. 1 recita: “Per determinare l’importo del risarcimento per la violazione dei diritti di proprietà intellettuale le autorità giudiziarie delle parti hanno la facoltà di considerare, tra l’altro, qualsiasi misura di valore legittima presentata dal titolare del diritto, che può includere la perdita di profitti, il valore delle merci o dei servizi oggetto della violazione in termini di prezzo di mercato oppure il prezzo al dettaglio raccomandato.”
- 4. Il Copyright è ad esempio ottenuto attraverso un semplice atto di espressione, con una presunzione di titolarità, sottoposto ad un semplice standard di originalità, ma solo un giudice può decidere che sia stato violato e la libertà di compiere atti che altrimenti violano il diritto d’autore è essenziale per le attività legali quali la parodia, l’educazione, l’informazione, la partecipazione alla cultura, o la citazione. Al contrario, i brevetti sono ottenuti solo attraverso un processo formale di esame, soggetti in linea di principio a criteri di non-ovvietà, inventiva e suscettibilità di applicazione industriale o nozioni simili. Violare il brevetto di un prodotto può essere una normale prassi commerciale, almeno fino a quando vi è stata una notifica da parte del titolare del brevetto di una presunta violazione. Infine i marchi si applicano alle attività in settori che rientrano nelle classi indicate e la valutazione se un marchio sia o meno violato da un’attività è una decisione complessa.
- 5. L’accesso al sito de La Quadrature du Net è stato bloccato per diversi giorni da Orange per i suoi utenti di telefonia mobile nel Regno Unito, “per errore”, in nome della “self-regulation” contro contenuti pornografici. Vedi: http://www.openrightsgroup.org/blog/2012/orange-uk-blocking-la-quadrature-du-net
- 6. Misure repressive automatizzate includono i DRM, che non consentono l’uso legale e sono comunque protetti contro l’elusione (art. 27.5).
Fonte: https://www.laquadrature.net/en/karel-de-guchts-fake-acta-debate
Traduzione a cura di yanfry per Partito Pirata Italiano
Settimana dell’ #ACTA al Parlamento Europeo. I Parlamentari Europei devono agire!
La Quadrature du Net
Settimana dell’ACTA al Parlamento Europeo.
I Parlamentari Europei devono agire!
Bruxelles, 27 febbraio 2012 – Nonostante il tentativo da parte della Commissione di guadagnare tempo e disinnescare il dibattito politico, importanti incontri si terranno questa settimana al Parlamento europeo per decidere sul futuro dell’ACTA. I cittadini devono chiedere ai loro rappresentanti di lavorare senza indugio per il rifiuto di questo accordo illegittimo.
La settimana scorsa la Commissione Europea ha annunciato che avrebbe chiesto alla Corte Europea di Giustizia un parere sulla compatibilità dell’ACTA con i trattati dell’UE ed i diritti fondamentali. In base a come la questione sara configurata dalla Corte, questo deferimento potrà svelare importanti problemi legali dell’ACTA. Tuttavia, non c’è motivo di aspettare per affrontare gli evidenti problemi politici sollevati da questo accordo.
Il deferimento alla Corte di giustizia è chiaramente inteso dai sostenitori dell’ACTA come un modo per guadagnare tempo a fronte della forte opposizione ad ACTA. Il Parlamento UE deve quindi procedere immediatamente e formulare le proprie ragioni per respingere ACTA.
I cittadini provenienti da tutta l’Unione europea possono entrare in contatto con i propri rappresentanti eletti delle Commissioni Commercio Internazionale ( INTA ) e Industria ( ITRE ) (che si incontrano questa settimana per discutere ACTA) ed esortarli a continuare a lavorare nelle loro Commissioni per il rifiuto dell’ACTA (vedi più sotto le informazioni sulla procedura dell’ACTA al Parlamento UE).
“ACTA è stato avviato e negoziato al di fuori del forum democratici. La sua formulazione vaga, se interpretata alla luce di altre iniziative in corso, non lascia alcun dubbio sul fatto che l’ACTA è destinato a trasformare gli intermediari di Internet in una polizia privata del copyright . Ancora peggio, configurerà una terribile irreversibilità nel nostro inadatto regime di copyright impedendo la sua necessaria riforma.”, Ha detto Philippe Aigrain, co-fondatore del gruppo di difesa dei cittadini La Quadrature du Net.
“I membri del Parlamento europeo devono resistere alla strategia della Commissione dell’UE per guadagnare tempo e trasformare il dibattito in una mera discussione legale e devono continuare a lavorare verso il rifiuto dell’ACTA. ACTA mira ad imporre una tendenza globale nella formazione delle decisioni politiche, che è tossica per un Internet libero e per le libertà. Il Parlamento europeo è l’unica salvaguardia rimasta:. Deve agire e prendere una posizione chiara e forte, altrimenti lascierà alla Commissione la strada aperta verso l’imposizione di una repressione inaccettabile “, ha dichiarato Jérémie Zimmermann, co-fondatore e portavoce del gruppo di difesa dei cittadini .
La procedura dell’ACTA al Parlamento UE
- La Commissione del Commercio Internazionale ( INTA ) del Parlamento europeo è l’organo che principalmente lavora su ACTA.
- La commissione Giuridica ( JURI ), di Sviluppo ( DEVE ), delle Libertà Civili ( LIBE ) e dell’industria ( ITRE ) per prima cosa voteranno il loro parere dopo aver avuto uno “scambio di opinioni” sulle bozze nelle prossime settimane.
- I pareri saranno poi inviati all’INTA per influenzare la sua relazione finale, che suggerirà al Parlamento UE nel suo insieme di rifiutare o accettare l’ACTA.
- Infine si terrà il voto in plenaria del Parlamento UE sull’ACTA che dovrebbe essere fissato non prima di giugno.
- Potete vedere qui il calendariodelParlamentoeuropeo (le Commissioni si riuniscono durante i periodi in rosa).
Per ulteriori informazioni sull’ACTA
- Potete esaminare il nostro dossier sull’ACTA.
- Leggere anche la lista in continua espansione di organizzazioni non governative, politici, accademici, ecc, contrari all‘ACTA .
- Leggere e diffondere le contro-argomentazioni da opporre a coloro che sostengono l’ACTA.
- Informare i cittadini attraverso la diffusione di questo video di due minuti sull’ACTA.
- Per essere informati sui prossimi passi per sollecitare i membri del Parlamento Europeo a respingere l’ACTA, inviate una email vuota a NOtoACTA-subscribe@laquadrature.net per iscrivervi alla nostra lista.
- Per discutere ACTA, iscrivetevi alla nostra lista di discussione inviando una mail vuota a acta-subscribe@laquadrature.net . Non useremo la vostra email per altri scopi.
La Quadrature du Net- 2008 – 2012
Fonte: https://www.laquadrature.net/en/acta-week-in-the-eu-parliament-meps-must-act
Traduzione a cura di yanfry per il Partito Pirata
La Quadrature du Net Wiki: Come agire contro ACTA
Rieccomi a voi, Axel de La Quadrature du Net, che è tra le ONG che più si battono per contrastare ACTA, mi ha chiesto di tradurre un bel po di documenti da loro prodotti per descrivere i pericoli ed i potenziali danni che questo trattato può fare al livello mondiale:
dato che al momento per la traduzione dall’eng all’ita sono solo (con la mia tristemente scolastica conoscenza della lingua inglese) chi volesse contribuire può contattarmi inserendo un commento a questo post (non spaventatevi, un aiuto anche per qualche riga è un grande aiuto, il p2p funziona proprio così, ognuno dà il suo piccolo contributo per condividere grandi cose).
A questo proposito vi posto la mia traduzione della pagina Wiki de La Quadrature https://www.laquadrature.net/wiki/Come_Agire_contro_ACTA in cui viene suggerito come agire concretamente per contrastare ACTA 
>>>>>>>>>>>>
Mandate una mail vuota a notoacta-subscribe@laquadrature.net per sapere quando la campagna per far pressione sui parlamentari europei a respingere ACTA inizierà. Useremo la vostra mail solo per questo scopo.
Principali azioni attualmente in corso: –
Potete esaminare il nostro dossier sull’ACTA, vedere un’elenco di ONG, politici, accademici, etc. contrari ad ACTA, leggere le controargomentazioni per rispondere a coloro che difendono l’ACTA ed un video di 2 minuti sull’ACTA.
Per essere informati sui prossimi passi per spronare i membri del Parlamento Europeo a respingere ACTA, inviare una email vuota a notoacta-subscribe@laquadrature.net per iscriverti alla nostra Mailing list.
Per discutere ACTA, iscriviti alla nostra lista di discussione inviando una mail vuota a acta-subscribe@laquadrature.net. Non useremo la vostra email per altri scopi.
ACTA è un ampio accordo intergovernativo in corso di negoziazione che minaccia di cambiare Internet come la conosciamo e mette a rischio le libertà fondamentali.
Troverete su questa pagina diversi modi per agire come cittadini con lo scopo di sconfiggere ACTA.
Perciò prima di tutto, grazie, è bello che voi *vogliate* agire!
Le due cose principali da fare sono contattare i membri del Parlamento Europeo e contribuire ad informare sui pericoli dell’ACTA.
Contattate i vostri Rappresentanti Eletti
Contattare i vostri Rappresentanti Eletti è la cosa più utile che potete fare in questo momento e fino alla votazione finale del Parlamento europeo.
Dobbiamo essere pronti ad agire in ogni fase del processo legislativo in seno al Parlamento Europeo.
Ognuno di questi passaggi è un’occasione per farci sentire contro ACTA.
Per avere una visione chiara del processo legislativo, visitate la nostra pagina ACTA: da tenere a mente
Per essere informati sui prossimi passi per sollecitare i membri del Parlamento Europeo a respingere ACTA, inviate una email vuota a notoacta-subscribe@laquadrature.net per iscrivervi alla nostra mailing list. Non useremo la vostra email per altri scopi.
A chi rivolgersi
Contattate la:
- Commissione INTA per il Commercio internazionale
- Commissione LIBE per le Libertà civili, giustizia e affari interni
- Commissione JURI Giuridica
- Commissione ITRE per l’Industria, ricerca e energia
- Commissione DEVE Sviluppo
In questo momento, dobbiamo contattare i membri della Commissione Commissione INTA per il Commercio internazionale: Stanno lavorando su una relazione concernente ACTA che dobbiamo fare in modo descriva tutte le questioni cruciali sollevate da ACTA.
ChiamateLi e dite cosa pensate di ACTA e che volete che il Loro rapporto contenga la vostra opinione come cittadini.
Potete poi contattare i membri della Commissione LIBE per le Libertà civili, giustizia e affari interni, della Commissione JURI Giuridica, della Commissione ITRE Industria, ricerca e energia e della Commissione DEVE Sviluppo per spiegar Loro le molte questioni che riguardano ACTA e influenzare le loro rispettive relazioni.
Sappiamo già che il gruppo parlamentare “Verdi/EFA” voterà contro ACTA. Pertanto è preferibile indirizzare le vostre chiamate verso gli altri gruppi, come l’ “EPP”.
In pochi mesi, avrà luogo una grande campagna per contattare tutti i membri del Parlamento Europeo, quando ACTA raggiungerà la riunione plenaria, che attualmente pensiamo possa essere per la fine di giugno.
Dobbiamo essere in quanti più possibile a chiamare i membri del Parlamento Europeo in modo da far capire Loro quanto sia importante per i cittadini europei che ACTA venga respinto e perché sia così pericoloso.
Come contattare, cosa dire
Gli argomenti chiave sono elencati alla pagina ACTA: da tenere a mente.
I Deputati Europei hanno pubblicato una “nota informativa” sulla presunta inoffensività dell’ACTA per rassicurare i cittadini interessati (che siete Voi). È possibile trovare un documento che smaschera queste bugie qui, in inglese
Come chiamare:
- Prima di tutto, prendete confidenza con questi argomenti (non esitate a provare a parlarne con i vostri amici, famigliari ecc.) Se non riuscite, non vi arrendete. Potete anche chiedere qual’è la posizione su ACTA del Deputato che contattate e farvi spiegare le Sue argomentazioni.
- Scegliete i Deputati d contattare tra i componenti dei Commissioni che lavorano su ACTA (attualmente la Commissione INTA per il Commercio internazionale) e componete il loro numero.
Quando chiamate, è molto probabile che vi risponderà un assistente Parlamentare che di solito sono persone brillanti ed educate, trattateli di conseguenza. - Siate educati e tranquilli, parlate Loro delle vostre preoccupazioni, chiedendo di prendere parte ai dibattiti parlamentari prendendo una posizione contro ACTA.
- Ricominciate dal primo punto e ripetete: selezionate il numero di un altro Deputato e chiamatelo.
Potrete inoltre chiamare anche i membri della Commissione LIBE per le Libertà civili, giustizia e affari interni, della Commissione JURI Giuridica, della Commissione ITRE Industria, ricerca e energia e della Commissione DEVE Sviluppo per parlare anche con loro.
Se vi viene rivolta una domanda a cui non avete risposta non vi preoccupate. Non ci si aspetta che siate degli esperti, ma solo cittadini interessati.
Spiegate che vi informerete a riguardo e richiamerete con più informazioni.
In generale, non esitate ad offrirvi di richiamare con più informazioni, di incontrare il Deputato, di inviare documenti, riferimenti, ecc.
A volte, gli assistenti del Parlamentari vi chiederanno di inviare una e-mail. Non esitate a chiamare in un secondo momento per verificare se l’hanno letta e che cosa pensano a riguardo
Oltre alle telefonate dirette e alle e-mail potete contattare i vostri Deputati utilizzando anche fax e posta cartacea.
Successivamente, è possibile riportare l’esito della vostra chiamata a La Quadrature. Questo ci aiuterà a targettizzare specifici deputati durante la campagna.
Potete leggere qui un esempio di come potrebbe svolgersi una telefonata con un assistente Parlamentare.
Prossimi passi della Campagna
Una volta che le varie Commissioni avranno dato la loro opinione su ACTA, ACTA sarà posta in votazione di fronte all’intero Parlamento Europeo (chiamata anche votazione in seduta plenaria).
Noi non sappiamo esattamente il giorno in cui ci sarà il voto in plenaria, dato che la pianificazione di queste votazioni viene resa pubblica solo pochi giorni/settimane prima. Dobbiamo quindi rimanere vigili.
Appena lo sapremo, nelle settimane precedenti alla votazione sull’ACTA, quante più persone possibili dovranno chiamare i membri del Parlamento Europeo a dire loro perché ACTA è pericoloso, perché è contraria alla democrazia e perché devono rigettarla.
Per essere informati quando questa importante parte finale della campagna inizierà, inviate una email vuota a notoacta-subscribe@laquadrature.net per iscrivervi alla mailing list. Non useremo la vostra email per altri scopi.
Diffondete il messaggio
Un’altro modo importante e gratuito per agire contro ACTA è quello di informare le persone, facendo in modo di far sapere a quante più persone possibile quanto male sia fatto l’ACTA. Può sembrare ovvio, ma la gente sarà invogliata ad agire contro ACTA tanto più verrà informata dei suoi pericoli.
Potete diffondere queste risorse attraverso:
- social networks,
- mailing lists,
- email,
- forums,
- blog personali, etc.
Indirizzate le persone ai file de la Quadrature su ACTA
- Condividete il Dossier ACTA e datene comunicazione alle persone interessate ad avere informazioni.
- L’indirizzo breve è: http://lqdn.fr/acta
Mostrate alla gente il Video NO to ACTA
- Mostrate il video No to Acta alla vostra famiglia, ai colleghi, agli amici (non solo ai geek, a tutti)
- Traducete il video nella vostra lingua
Dal momento che la traduzione in molte lingue è già stata portata a termine, si può collaborare alla sottotitolazione!
Andate a questo EtherPad per vedere se il video NO to ACTA è stato già tradotto nella vostra lingua e se la traduzione è stata trasformata in un file ,srt di sottotitoli:
http://pad.lqdn.fr/p/trad-video-acta
Inviate i vostri file di sottotitoli sincronizzati a contact@laquadrature.net.
- Potete incorporare il video ovunque:
- Utilizzare il seguente codice HTML per inserire la versione originale del video
<iframe src="<a href="http://mediakit.laquadrature.net/embed/716?size=medium" rel="nofollow">http://mediakit.laquadrature.net/embed/716?size=medium</a>" style="width: 640px; height: 500px; border: 0; overflow: hidden"></iframe>
- Oppure andate a questa pagina per trovare il codice per incorporare altre versioni del video in inglese ed a questa pagina per la versione in Francese.
- Il codice per incorporare la versione sottotitolata in Italiano del video, ad esempio, ha questo codice::
-
<iframe src="<a href="http://mediakit.laquadrature.net/embed/716?size=medium&sub=it_IT" rel="nofollow">http://mediakit.laquadrature.net/embed/716?size=medium&sub=it_IT</a>" <pre>style="width: 640px; height: 500px; border: 0; overflow: hidden"></iframe>
- Potete inoltre utilizzare i link embed di Youtube e Dailymotion per diffondere il video.
I video sono rilasciati con una licenza permissiva e libera Creative Commons, in modo da non dover chiedere di usarli.

Usa, condividi, remixa il volantino NO to ACTA
Usa il nostro volantino No to ACTA per dimostrazioni e azioni informative e condividilo, remixalo ed aiuta a tradurlo!
Usate le vostre parole, immagini e suoni per parlare di ACTA
Creare qualcosa di personale esprimendo voi stessi è un altro modo efficace per informare altre persone.
Il potere dell’arte di spiegare e toccare le persone è molto forte, quindi questo è un ottimo modo per agire contro ACTA se vi piace scrivere, disegnare, dipingere, fare musica, ecc.
Ecco alcune idee:
- Scrivete un articolo sul vostro blog,
- Scrivete un articolo per la vostra scuola, college/università o giornale aziendale
- Scrivete ai vostri giornali chiedendo perchè non hanno parlato di più di ACTA e comunicate loro quanto più possibile
- Create altri video, films, immagini, dipinti contro ACTA nella sua interezza o contro specifiche parti dell’accordo
- Per esempio, potete creare banners, bottoni, illustrazioni contro ACTA (utilizzando le immagini dei video, se volete) che altri possono utilizzare nelle loro firme, come avatar, per illustrare i loro articoli nei blog, articoli di giornale, ecc.
- Se lo fate, vi invitiamo ad inviare un link al vostro lavoro qui.
- Si possono anche remixare e rimodellare i video per personalizzarli dandogli nuova vita.
- Ad esempio, a destra vedete un bel remix del NO to ACTA video con Robocopyright.
Altri modi per aiutare
Organizzate eventi
- Organizzate eventi pubblici a scuola, all’università, nel luogo di lavoro, ecc.
- Organizzate una dibattito su ACTA, collegandolo al vostro corso o al vostro business
- Mostrate il video NO to ACTA
Prendete posizione pubblicamente
- Se fate parte di una ONG, prendete in considerazione di denunciare pubblicamente ACTA e raccontare ai vostri membri dei pericoli di ACTA.
- Se siete una persona nota od una celebrità è anche possibile utilizzare il vostro seguito per informare le persone su ACTA e denunciarlo.
Sostenete la Quadrature du Net
Se potete permettervelo, il sostegno finanziario è naturalmente molto apprezzato.
È possibile effettuare una donazione per aiutare La Quadrature a combattere ACTA e a continuare a lavorare sulle altre problematiche di cui si occupa.
http://lqdn.fr/support
Traducete questa pagina nella vostra lingua
Per aiutare altre persone di diverse parti del mondo ad agire contro ACTA, è possibile aiutare a tradurre questa pagina.
Ricordate di utilizzare sempre la versione in lingua Inglese come fonte per la traduzione, in quanto è la più aggiornata.
In tal caso, ricordate di aggiornare la versione tradotta abbastanza spesso.
Per una traduzione collaborativa e per semplificare la verifica e la correzione della stessa è possibile utilizzare un EtherPad come questo http://pad.lqdn.fr/p/How-to-act-against-ACTA-LANGUAGE
esempio: https://pad.lqdn.fr/p/How_to_act_against_ACTA_es
Una volta tradotta, create una nuova pagina sul wiki con il testo tradotto, e aggiungete un link alla vostra lingua nella parte superiore di questa pagina.
(È necessario un account per creare una pagina sul Wiki, l’editing libero è disattivato per protezione anti-spam.)
Grazie a tutti per il vostro aiuto ![]()
Insieme possiamo fare cose incredibili! Come sconfiggere ACTA!!





NB: Ogni mio riferimento al Partito Pirata è da intendersi appartenenza a circuito internazionale http://pp-international.net/ del http://www.partito-pirata.it/
[...]"persone accomunate da una scintilla di genialità e da una grande curiosità artistica, menti brillanti inadeguate ad una società grigia, disadattati che non sanno scendere a patti con le regole assurde del mondo in cui vivono, artisti eclettici, ribelli irriducibili, creativi geniali, programmatori brillanti ... in una sola parola: pirati"
(Carlo Gubitosa, Elogio della pirateria)






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