PRIMO MATRIMONIO KOPIMISTA
Ribloggato da PIRATE'S BIT [or BitchX]:
First kopimist wedding
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e invitiamo tutti i pirati al sito italiano:
Now the satellite’s confused
‘Cause on Saturday night
The airwaves were full of compassion and light
And his silicon heart
Warmed to the sight of a billion candles burning
Oh, oh, oh, the tide is turning
"Ora il satellite è confuso
Perche' il Sabato sera…
Traduzione collaborativa della proposta di Riforma del Diritto D’autore del PiratPartiet Svedese al Parlamento Europeo
Come saprete Christian Engström (Eurodeputato per il Partito Pirata Svedese) e Rick Falkvinge (fondatore del primo Partito Pirata) hanno pubblicato alcuni giorni fa un opuscolo dettagliato che spiega la loro posizione in relazione al diritto d’autore e la loro proposta di riforma dello stesso (la stessa posizione che il gruppo Verdi/EFA al Parlamento Europeo ha adottato nel settembre 2011).
In collaborazione con il gruppo dei Traduttori del Partito Pirata Italiano (la cui mailing list è raggiungibile a questo indirizzo) ho deciso di iniziarne la traduzione in italiano convinto che possa essere utile per qualsiasi futuro dibattito sul diritto d’autore anche nel nostro paese, tanto che ho già tradotto i primi due capitoli, che vi presento in fondo a questo post.
Per chi volesse collaborare al progetto di traduzione è stato creato un pad accessibile sulla piattaforma del Partito Pirata Tedesco a questo indirizzo e chiunqe abbia tempo, voglia, interesse a contribuire, anche solo su “piccola scala”, è invitato a accedervi così come a condividere questo invito e questi testi rilasciati con una licenza completamente libera da vincoli Creative Commons CC0.
“Il Partito Pirata non vuole abolire il diritto d’autore; vogliamo riformarlo. Vogliamo mantenere il copyright per scopi commerciali, ma vogliamo rendere tutti gli usi e le copie non-commerciali gratuiti.“
“Il Partito Pirata ha un programma chiaro e positivo per porre fine alla criminalizzazione delle giovani generazioni e fornire le basi per sviluppare un settore culturale diversificato e sostenibile nell’era di Internet. Invitiamo tutti i gruppi politici a copiare le nostre idee.
La condivisione è la cura.“
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L’argomentazione per la Riforma del Diritto d’Autore
Christian Engström MEP & Rick Falkving

File Sharing libero, tempi di protezione del copyright più brevi per il monopolio commerciale, campionamento libero e divieto di DRM.
Questi sono i punti principali della proposta di riforma del copyright che il Partito Pirata sta sostenendo e che i Verdi/EFA come gruppo al Parlamento Europeo hanno adottato nel settembre 2011.
Si tratta di una alternativa costruttiva al controverso accordo ACTA e alla criminalizzazione di un’intera generazione di giovani. Questo opuscolo spiega perché una tale riforma è necessaria e sostenibile e ne beneficeranno sia i cittadini che gli artisti.
Rick Falkvinge è il fondatore del primo Partito Pirata ed è un evangelista politico che viaggia in Europa e nel mondo per parlare e scrivere di idee a proposito di corrette politiche di informazione. Ha un background da imprenditore tecnologico.
Christian Engstrom è un membro del Parlamento Europeo per il Partito Pirata Svedese. Prima di diventare un politico era un imprenditore e programmatore di computer, che fu coinvolto in politica sulla questione dei brevetti software .

Questo libro è pubblicato dal MEP Pirata Christian Engström con il sostegno del gruppo dei Verdi/EFA al Parlamento europeo.
2012 · Nessun diritto riservato · Creative Commons CC0
Questo libro è disponibile all’indirizzo www.copyrightreform.eu e può anche essere acquistato in formato cartaceo attraverso Lulu.com
Informazioni di contatto:
Christian Engström: christianengstrom.wordpress.com
Rick Falkvinge: falkvinge.net
Verdi/EFA al Parlamento europeo: www.greens-efa.eu
Indice
C’è un modo migliore – pg. 1
Una proposta costruttiva per la riforma del Copyright – pg. 3
L’enforcement del Copyright minaccia i diritti fondamentali - pg. 8
Il Copyright non è Proprietà – pg. 36
Gli artisti stanno facendo bene - pg. 60
Di più sulla proposta per la Riforma del Copyright - pg. 78
I mercati culturali del futuro – pg. 91
Ringraziamenti - pg. 101
Capitolo 1
C’è un modo migliore
L’attuale legislazione sul copyright è sbilanciata, e non in sintonia con i tempi. Ha trasformato una intera generazione di giovani in criminali agli occhi della legge, nel futile tentativo di fermare lo sviluppo tecnologico. Malgrado ciò, la condivisione di file ha continuato a crescere in modo esponenziale. Né la propaganda e la tattica della paura, né leggi sempre più severe sono state in grado di bloccarne lo sviluppo.
E ‘impossibile far rispettare il divieto di condivisione non-commerciale di file, senza violare i diritti umani fondamentali. Finché vi sono modi per i cittadini di comunicare in privato, questi saranno utilizzati per condividere materiale protetto da copyright. L’unico modo per cercare anche solo di limitare il file sharing è quello di eliminare il diritto alla comunicazione privata. Nell’ultimo decennio, questa è la direzione nella quale l’enforcement della legislazione sul copyright si è spinto, sotto la pressione delle lobby delle grandi imprese che vedono i loro monopoli in pericolo. Dobbiamo invertire questa tendenza per tutelare i diritti fondamentali.
Allo stesso tempo, vogliamo una società dove la cultura fiorisca e dove artisti e creativi abbiano la possibilità di guadagnarsi da vivere come operatori culturali. Fortunatamente, non vi è alcuna contraddizione tra la condivisione di file e la cultura. Questa è una cosa che sappiamo per l’esperienza di un decennio di file sharing intenso su Internet.
Nelle statistiche economiche, possiamo vedere che la spesa delle famiglie per la cultura e l’intrattenimento sta lentamente aumentando di anno in anno. Se spendiamo meno soldi per l’acquisto di CD, spendiamo di più su qualcos’altro, come andare ai concerti dal vivo. Questa è un’ottima notizia per gli artisti. Un artista in genere ottenere il 5-7% dei ricavi da un CD, ma il 50% dei ricavi da un concerto. Le case discografiche ci perdono, ma questo solo perché non stanno più aggiungendo alcun valore.
Sarà anche possibile che divenga più difficile fare soldi in alcune aree del settore culturale, ma in questo caso, sarà più facile farlo in alcuni altri – compresi alcuni nuovi, che non avevamo nemmeno immaginato finora. Ma finché la spesa totale per la cultura delle famiglie continua ad essere allo stesso livello od in aumento, nessuno può sostenere che gli artisti, nel complesso, abbiano qualcosa da perdere da un diritto d’autore riformato.
Se questo avrà anche l’effetto collaterale di allentare un po’ la stretta che i grandi distributori hanno sulla vita culturale, allora tanto meglio per entrambe, artisti e consumatori.
Quando le biblioteche pubbliche sono state introdotti in Europa 150 anni fa, le case editrici erano molto contrare. L’argomento che usarono era lo stesso che viene utilizzato oggi nel corso del dibattito sulla condivisione di file: se la gente può ottenere l’accesso ai libri gratis, gli autori non saranno in grado di guadagnarsi da vivere e nessun nuovi libri verrà più scritto.
Ora sappiamo che gli argomenti contro le biblioteche pubbliche erano sbagliati. Ed ovviamente non hanno portato ad una situazione in cui non viene scritto più alcun nuovo libro e non hanno impedito agli autori di guadagnare denaro dalla scrittura. Al contrario, il libero accesso alla cultura si è rivelato non solo un vantaggio per la società in generale, ma anche vantaggioso per gli autori.
Internet è la biblioteca pubblica più fantastica che sia mai stato creata. Ciò significa che tutti, comprese le persone con limitate possibilità economiche, hanno accesso a tutta la cultura del mondo con solo un click del mouse. Questo è uno sviluppo positivo che dovremmo abbracciare e ad applaudire.
Il Partito Pirata ha un programma chiaro e positivo per porre fine alla criminalizzazione delle giovani generazioni e fornire le basi per sviluppare un settore culturale diversificato e sostenibile nell’era di Internet. Invitiamo tutti i gruppi politici a copiare le nostre idee.
La condivisione è la cura.
Capitolo 2
Una proposta costruttiva per la riforma del Copyright
Il Partito Pirata non vuole abolire il diritto d’autore; vogliamo riformarlo. Vogliamo mantenere il copyright per scopi commerciali, ma vogliamo rendere tutti gli usi e le copie non-commerciali gratuiti.
Questa riforma è urgente, visto che i tentativi giornalieri di imporre il divieto sulla condivisione non-commerciale della cultura tra privati cittadini minacciano i diritti fondamentali, quali il diritto alla comunicazione privata, libertà di informazione ed anche il diritto al giusto processo.
Il file sharing è quando due privati inviane uno e zero gli uni agli altri. L’unico modo per cercare anche solo di limitare il file sharing, è quello di introdurre la sorveglianza delle comunicazioni private di tutti. Non c’è modo di separare i messaggi privati da materiale protetto da copyright senza aprire i messaggi e controllarne i contenuti. Perdendo così il segreto postale, il diritto di comunicare in privato con il vostro avvocato o di flirtare con la vostra web-cam, o la vostra tutela di informatore se volete far conoscere una storia delicata ad un giornalista.
Noi non siamo disposti a rinunciare ai nostri diritti fondamentali, per far rispettare l’attuale diritti d’autore. Il diritto alla privacy è più importante del diritto di grandi compagnie dei media di continuare a fare soldi allo stesso modo con cui l’hanno fatto fin’ora, perché quest’ultimo diritto non esiste neppure.
Il Copyright attuale impedisce o limita anche molte espressioni culturali nuove ed eccitanti. Il campionamento musica su MySpace, il remix su YouTube, o perché no una Wikipedia riempita con un sacco di foto e musica negli articoli? La legislazione sul copyright dice di no.
Le leggi sul diritto d’autore devono essere riformate o abolite completamente. Il Partito dei Pirati sostiene l’alternativa della riforma.
Vogliamo rendere tutti gli usi e le copie non-commerciali gratuite e vogliamo ridurre il tempo di protezione per lo sfruttamento commerciale. Ma vogliamo mantenere l’esclusività commerciale in modo tale da consentire alla maggior parte dei modelli di business che sono vitali oggi di continuare a lavorare.
La nostra proposta si può riassumere in sei punti:
• Diritti morali Invariati: Noi proponiamo di lasciare invariato il diritto morale dell’autore di essere riconosciuto come autore dell’opera.
A nessuno dovrebbe essere consentito di affermare di essere gli ABBA o di aver scritto tutte le canzoni di Paul McCartney, a meno che realmente non lo siano o non l’abbiano fatto. Nella misura in cui questo è un problema reale, dovrebbe essere ancora illegale farlo. “Dare a Cesare quello che è di Cesare” è una buona massima con la quale tutti sono d’accordo.
• Condivisione Non-Commerciale Libera: fino a vent’anni fa, il copyright non era di gran interesse per la gente comune. Le regole sull’esclusività della produzione di copie erano rivolte agli attori commerciali, che avevano i mezzi per, ad esempio, stampare libri o documenti.
I privati cittadini che volevano copiare una poesia e inviarla ad un loro caro, o copiare la registrazione di una cassetta per darla ad un amico, non dovevano preoccuparsi di violare il diritto d’autore. In pratica, tutto quello per cui eri in possesso dei mezzi tecnici per realizzarlo come una normale persona, potevi farlo senza il rischio di alcuna pena.
Ma oggi, il diritto d’autore si è evoluto ad un livello che impone gravi restrizioni su ciò che i cittadini comuni possono fare nella loro vita di ogni giorno. Nel momento in cui il progresso tecnologico ha reso più facile per la gente comune godere e condividere la cultura, la legislazione sul copyright si è mossa nella direzione opposta.
Vogliamo restituire il copyright alle sue origini e rendere assolutamente chiaro che esso regola solo la copia per fini commerciali. Condividere copie, o comunque diffondere o fare uso del lavoro tutelato di qualcun altro, non dovrebbe mai essere vietato se è fatto da privati senza fini di lucro. Il Peer-to-peer file sharing è un esempio di attività come queste che dovrebbero essere legali.
• 20 anni di monopolio commerciale: Gran parte dell’industria dell’intrattenimento di oggi è costruita sull’esclusività commerciale delle opere protette da copyright. Questo, lo vogliamo preservare. Ma i tempi di protezione di oggi – 70 anni dalla morte del titolare – sono assurdi. Nessun investitore potrebbe anche solo guardare un pacchetto commerciale dove il tempo di rifusione è così lungo.
Vogliamo accorciare il tempo di protezione a qualcosa che sia ragionevole sia dal punto di vista della società che da quello dell’investitore, e proponiamo 20 anni dalla pubblicazione.
• Registrazione dopo 5 anni: oggi, le opere che sono ancora protette da copyright, ma per le quali è impossibile o difficile individuare il titolare dei diritti, sono un grosso problema. La maggior parte di queste opere hanno poco o nessun valore commerciale, ma dal momento che sono ancora coperte dal diritto d’autore, non possono essere riutilizzate o distribuite perché non c’è nessuno a cui chiedere il permesso.
La protezione del copyright deve essere concessa automaticamente come lo è oggi per le opere di recente pubblicazione, ma i proprietari dei diritti che vogliono continuare ad esercitare la loro esclusività commerciale di un opera oltre i primi 5 anni dalla pubblicazione, dovrebbero essere tenuti a registrare tale diritto, in modo tale che possa essere trovato da un’accurata ricerca di database di diritti pubblici. Questo risolverà il problema delle opere orfane.
• Campionamento libero: Oggi legislazioni e pratiche sul copyright sempre più restrittive sono un grosso ostacolo per i musicisti, registi e altri artisti che vogliono creare nuove opere grazie al riutilizzo di parti di opere esistenti. Vogliamo cambiare questo attraverso l’introduzione di chiare eccezioni e limitazioni per consentire remix e parodie, nonché diritti di citazione per materiale sonoro e audiovisivo sul modello dei diritti di citazione che già esistono per i testi.
• Il divieto di DRM: DRM è l’acronimo di “Digital Rights Management”, o “Digital Restrictions Management”. Il termine è usato per indicare un certo numero di differenti tecnologie che sono tutte volte a limitare la capacità di consumatori e cittadini all’uso e alla copia di contenuti, anche quando essi hanno il diritto legale a farlo.
Deve essere sempre legale aggirare le restrizioni del DRM e dovremmo considerare l’introduzione di un divieto nella legislazione sui diritti dei consumatori all’uso di tecnologie DRM che limitano usi gli legali di un’opera. Non vi è alcun senso nell’introdurre nei nostri parlamenti una legislazione sul copyright equilibrata e ragionevole, se allo stesso tempo permettiamo alle grandi imprese multinazionali di scrivere le proprie leggi ed imporne il rispetto con mezzi tecnici.
Si tratta, in sostanza, di ciò che il Partito Pirata Svedese propone e la posizione sul diritto d’autore che i Verdi/EFA al Parlamento europeo hanno adottato nel settembre 2011.
La proposta è completamente in linea con le idee che sono state espresse nel dibattito internazionale, come nel Cultura Libera di Lawrence Lessig o ne a ricchezza delle reti di Yochai Benkler .Queste idee sono state discusse a fondo per almeno un decennio, sia dal mondo accademico che nella comunità Internet.
“Ma come verranno pagati gli artisti, se la condivisione di file verrà legalizzata?” è la domanda che emerge sempre in questa discussione.
Ebbene, il “come” non è in realtà ciò che noi dobbiamo dire come politici. Trovare un modello di business che funzioni è compito del singolo imprenditore, nel settore culturale, come in qualsiasi altra industria. Ma siamo certi che il settore culturale nel suo complesso continuerà a fare bene, come dimostrato dalle statistiche economiche che derivano da più di un decennio di file sharing dilagante. Non vi è alcun conflitto tra la condivisione dei file e la produzione di nuova cultura, tutto il contrario. La nostra proposta è buona per gli artisti, sia da un punto di vista creativo che economico.
Ma il problema è più grande di questo. Si tratta di che tipo di società vogliamo.
Internet è la cosa più grande che sia successa al genere umano dall’introduzione della stampa, e probabilmente molto maggiore. The Pirate Bay, Wikipedia, e la primavera araba hanno fatto notizia per come persone appassionate abbiano applicato la nuova tecnologia rispettivamente per diffondere la cultura, la conoscenza e la democrazia. E abbiamo visto solo l’inizio.
Ma in questo momento di fantastiche opportunità, il diritti d’autore sta mettendo ostacoli sulla strada della creatività, e l’enforcement del copyright minaccia i diritti fondamentali, compreso il diritto alla comunicazione privata, il diritto di ricevere o di comunicare informazioni senza interferenze da parte delle autorità pubbliche indipendentemente dalle frontiere, il diritto al giusto processo ed il principio di proporzionalità quando vengono comminate punizioni.
Abbiamo bisogno di cambiare la direzione in cui sta andando la legislazione sul copyright, al fine di proteggere i nostri diritti fondamentali. Nessun modello di business vale più del diritto alla comunicazione privata e della libertà di informazione.
Il Copyright deve essere riformato con urgenza.
…
Dopo la Conferenza di Praga: Congresso Estivo del Partito Pirata
Come andare avanti?

(traduzione dell’articolo How to go on del 26/04/2012, di Steffen)
La Conferenza di Praga si è conclusa positivamente, possiamo dire di aver avuto discussioni importanti sul PPEU e su alcune critiche che erano state sollevate.
La grande svolta che avevamo di fronte a Praga, era una dichiarazione riguardante il PPEU (qui in ita). Molti pirati si sono riuniti per ore per formularla ed il fatto che molti l’hanno già firmata dimostra che stiamo andando nella giusta direzione. La sfida più grande che dobbiamo affrontare è quella di far ratificare questa dichiarazione a tutti i Partiti Pirata Europei.
A tal fine e per ulteriori discussioni e pianificazioni riguardanti il PPEU vorremmo chiedere a tutti i Partiti Pirata Europei di nominare almeno un Pirata (meglio due) per fungere da proxy tra noi Pirati che prepariamo il PPEU ed i Partiti Pirata nazionali. Essi ci aiuteranno a tener ben presenti le particolari esigenze del loro Partito e, allo stesso tempo, si assicureranno che le loro board vengano aggiornate su quello che facciamo.
In pochi giorni si comincerà anche a strutturare il lavoro che deve essere fatto per preparare il PPEU. Verranno probabilmente istituiti un paio di gruppi di lavoro non ufficiali. I temi principali su cui la gente vuole lavorare al momento sono le traduzioni, l’ambito/ la struttura e lo statuto, il programma elettorale comune, l’infrastruttura e la comunicazione IT, logo e design del Partito Pirata. Anche i nostri due deputati Pirata Svedesi poranno darci una mano!
Dal 9 al 10 giugno ci sarà il prossimo incontro nella real-life dove ciò che riguarda il PPEU verrà discusso, questa volta ad Aarau, ospitati dal Partito Pirata Svizzero. Tutti gli ospiti sono i benvenuti. Per avere una panoramica di quanti Pirati parteciperanno, scrivete una breve e-mail a aarau@ppeu.net
Siete invitati a dare un’occhiata a http://www.piraten-aargau.ch/2012/04/03/piraten-sommerkongress/ (tedesco, francese e inglese, per l’italiano segue la traduzione dopo questo post).
Se non siete ancora coinvolti ma desiderate aiutarci in futuro scrivete una mail a iwanttohelp@ppeu.net
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(Traduzione dell’articolo Pirate Party Summer Congress del Partito Pirata Svizzero di Argovia)
Congresso Estivo del Partito Pirata
L’evento: 9 e 10 giugno 2012
Un evento di due giorni proposto dal Partito Pirata non solo per prendere decisioni, ma anche per sviluppare collegamenti e migliorare la cooperazione tra tutte le organizzazioni ed i gruppi coinvolti.
La prima giornata inizierà con l’assemblea Pirata #PV12Q2, e metterà l’accento sull’ampliamento delle questioni fondamentali. Parallelamente i Pirati Europei inizieranno il loro incontro internazionale. La serata è dedicata al networking, allo stare insieme e alla condivisione di esperienze.
Il secondo giorno inizierà con una sostanziosa colazione. A seguire verranno offerti diversi laboratori con vari argomenti. Parallelamente ci sarà spazio e tempo per la discussione di temi politici. I Laboratori possono riguardare le pubbliche relazioni come le tecniche di intervista, l’utilizzo degli strumenti forniti dai PPS (WordPress, Drupal, OTRS, MDB, ecc). Ci sarà anche spazio per lezioni su diversi altri argomenti.
La partecipazione dei Pirati Internazionali è senza dubbio auspicabile ed ha un senso, perchè contribuirà in tal modo allo scambio transfrontaliero di idee ed esperienze. L’assetto di questo evento rappresenta un’ottima occasione per ottenere un tale risultato. Abbiamo invitato i Pirati Europei Ci saranno due o tre binari paralleli in entrambe le giornate, creando così un ampio spazio per corsi, dibattiti Openspace, conferenze, convegni internazionali, ecc.
L’Organizzatore
L’evento è organizzato dal Partito Pirata di Argovia, che verrà sostenuto dal gruppo di lavoro Organizzazione e Amministrazione.
La location
C’è un ampio spazio nell’Auenhalle per ospitare tutti coloro che vorranno partecipare. L’Auenhalle si trova nel quartiere Rohr della città di Aarau. La posizione è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (autobus dalla stazione ferroviaria di Aarau) e in auto. Un parcheggio è situato nelle vicinanze dell’Auenhalle (il parcheggio è gratuito).
Ci prenderemo cura della ristorazione noi stessi. Nell’Auenhalle è possibile anche il pernottamento. Grazie alla posizione centrale di Aarau, è facilmente raggiungibile un albergo in città per coloro che vogliono partecipare ad entrambe le giornate ma non vogliono passare la notte in loco.
Dopo aver fatto un sopralluogo abbiamo già prenotato la location. L’Auenhalle soddisfa tutte le nostre esigenze.
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Agenda
Giorno 1: Assemblea Nazionale del Partito
Il primo giorno sarà dedicato all’assemblea dei Pirati. Tuttavia, ci sarà spazio sufficiente per altre attività parallele e discussioni prima e dopo l’assemblea.
| Orari. | Percorso 1 | Percorso 3 |
| 09:00 | Implementazione | Implementazione |
| 10:30 | accreditamento | GPG keysigning |
| 11:30 | Inizio dell’assemblea | GPG keysigning |
| 13:30). | Pranzo | Convegno internazionale |
| 15:00 | Assemblea | Meeting Pirati UE |
| 17:30 | Cena / BBQ | cena / BBQ |
| 19:00 | Openspace | Evento Sociale Internazionale |
Giorno 2: Accademia Pirata
La domenica è dedicata al networking, formazione continua e aggregazione sociale. Ognuno troverà qualcosa di suo gusto.
| Orari. | Percorso 1 | Percorso 2 | Percorso 3 |
| 09:00 | Colazione | Colazione | Colazione |
| 10:00 | Openspace | Pirac 1 | Pirati UE |
| 12:00 | Pranzo | Pranzo | Pranzo |
| 13:00 | Openspace | Pirac 2 | PiVote – round |
| 15:00 | Openspace | Pirac 3 | PiVote – round |
| 16:00 | soppresso | soppresso | soppresso |
Programma di supporto
C’è la possibilità di partecipare durante tutto il fine settimana al World Coffee con argomenti tematici
Sabato sera ci sarà un barbecue all’aperto e successivamente inizierà una serata di proiezioni gratuite.
Inutile dire che forniremo anche giochi per grandi e piccini.
Famiglie
Questo fine settimana sarà interessante anche per le famiglie. Verrà offerto un servizio di cura per i bambini. La città di Aarau potrebbe inoltre fornire attrazioni per genitori con bambini.
Documentazione
L’evento sarà probabilmente trasmesso in streaming (audio e / o video). Una registrazione audio sarò comunque offerta da parrot.fm . Ciò consentirà l’accesso alle discussioni e agli approfondimenti per coloro che non potranno partecipare alle riunioni. Naturalmente verrà resa disponibile anche la documentazione scritta e visiva, al fine di sfruttare al meglio entrambe le giornate.
Registrati qui
Come raggiungere Auenhalle
Con i mezzi pubblici:
Dalla stazione principale di Aarau con la linea 2 in direzione Aarau Rohr Unterdorf
Fermata Aarau Rohr Gemeindehaus
Coordinate: 47 ° 24’11 “N 8 ° 5’4″ E mappa
A pochi passi dalla fermata del bus ca. 150 metri
Servizio di autobus regolare il Sabato ogni 10 minuti a partire dalle ore 5.45 fino a mezzanotte. Tempo di guida 12 minuti. L’ultimo viaggio di ritorno alla stazione principale di Aarau nella notte tra Sabato e Domenica è alle 00,23 del mattino. Il servizio di autobus alla Domenica è ogni mezz’ora a partire dalle 6,16 ore in entrambe le direzioni. Orari Bus.
In auto:
Auenhalle
5032 Aarau Rohr
Il parcheggio gratuito è alla fine del Rodungsweg.
Coordinate parcheggio: 47 ° 24’3 “N 8 ° 5’5″ E mappa
Auenhalle Coordinate: 47 ° 24’8 “N 8 ° 5’2″ E mappa
Sull’autostrada A1 prendere l’uscita 50 (Aarau Ost) proseguire in direzione Aarau Ost / Suhr / Aarau. Dopo circa. 3 km prendere l’uscita Buch (dopo l’impianto di incenerimento rifiuti con un camino alto e la dicitura “KVA”). Girare a sinistra dopo l’uscita, dopo ca. 120 metri girare a destra al semaforo, direzione Buchs . Dopo circa 830 metri girare a destra in Rohrerstrasse (cartello Rohr). Dopo altri 800 metri il nome della via è Buchserstrasse, quindi dopo ca. 150 metri sarete in Furorastrasse. Girare a destra dopo circa 190 metri di Rodungsweg. Il parcheggio è alla fine di questa strada. Avete raggiunto la vostra destinazione.
Tradotto da yanfry per il Partito Pirata Italiano.
Licenza CC http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/ch/deed.de
Bignami del PPI GA 2012: Assemblea Generale dell’Internazionale dei Pirati 2012 di Praga

L’Assemblea dell’Internazionale dei Partiti Pirata (PPI, organizzazione che coordina tutti i 60 Partiti Pirata del mondo) tenutasi il 14 e 15 Aprile scorso a Praga, oltre ad eleggere il board che agira’ da coordinamento internazionale e globale, ha fatto il punto sulle attivita’ e azioni comuni intraprese e da intraprendere in questo periodo, per informare e contrastare le sempre più numerose proposte legislative che cercano di “controllare” la Rete, a livello internazionale con ACTA, PIPA, SOPA, il recente CISPA e, a livello nazionale dalla ultracontestata proposta AGCOM, la quale in un clima di quasi illegalità intende attribuirsi poteri regolmentari, che non può avere e che non gli competono, ovvero di “vita e di morte” su ogni contenuto reso disponibile nello spazio pubblico telematico.
Al raduno hanno partecipato oltre 200 pirati da tutto il mondo in rappresentanza dei Partiti Pirata di 29 nazioni e tantissimi altri hanno seguito, partecipato e votato
grazie ai servizi di streaming e partecipazione.
Il movimento Pirata dal 2009 ad oggi gode di un crescente successo Politico e d’immagine (non a caso alcuni “siamo-i-più-furbi” italiani hanno ben pensato di copiarne il nome ed il simbolo, guardandosi bene dal fare lo stesso per i principi e le idee) che parte dall’elezione del Parlamento Europeo del 2009 (2 seggi, Christian Engström e Amelia Andersdotter) al successo nelle elezioni Statali di Berlino nel 2011 (15 seggi sui 141, pari al 9%), alle ancora più recenti elezioni nello Stato Federato del Saarland (4 dei 51 seggi, pari al 7,4%), tanto che secondo un recente sondaggio dell’emittente televisiva tedesca RTL, i Pirati tedeschi riscuoterebbero il 13% dei consensi a livello nazionale, portandoli ad essere la terza forza politica del paese.
Questi successi si sono recentemente estesi alla Catalogna e all’Austria e vista la rapida ascesa dei Partiti Pirata dell’Estonia, Lituania, Polonia, Grecia, Slovenia, Slovacchia e Serbia, probabilmente si replicaranno in altri paesi, ecco che quindi riveste una particolare importanza la proposta di riunire i Pirati Europei sotto una bandiera unica continentale (PPEU): i pirati saranno il primo schieramento europeo a sviluppare un programma elettorale comune, ratificato da tutti i partiti nazionali partecipi, che vedrà la tutela dei diritti civili, la partecipazione diretta, la reale trasparenza politica e la difesa delle libertà digitali come pilastri fondamentali.
Nel suo discorso conclusivo lo stesso Rick Falkvinge, stupito dei risultati raggiunti ha scherzato “lo scorso anno vi avevo spronato a raggiungere il 30%, ma non pensavo che ci sareste riusciti davvero
“, “allora quest’anno il target sara’ il 50% cavolo!!!“
Contrariamente a quello che succede nei Partiti tradizionali il problema del “riequilibrio di genere” qui sembra non esistere, infatti Lola Voronina dal Partito Pirata Russo, è stata eletta presidente del PPI, altra presenza femminile nel Board Internazionale è Jelena Jovanovic, Miss Cybernaut del Partito Pirata Serbo, mentre eletta nel Board alternativo è la nostra Alessandra Minoni, meglio conosciuta in rete e nell’ambiente dell’attivismo e free software con lo pseudonimo “lilo“, una di coloro che ha visto nascere il Partito Pirata in Italia nel 2006 e che al momento ne coordina la Comunicazione e i Social Media (ruolo “liquido” che le è stato assegnato dall’assemblea permanente del Partito Pirata in seguito a votazione in Liquid Feedback, di cui si è dotato il Partito negli ultimi mesi, lo stesso software di Democrazia Partecipativa Diretta usato dai Pirati tedeschi).
Ancora 2 cariche sono state affidate ai Pirati Italiani: Marco Ciurcina, avvocato e membro del direttivo di ASSOLI (Associazione Software Libero), eletto nella COA (corte d’arbitrato) e Carlo von lynX, musicista e attivista pirata di Berlino/Roma, eletto nel team dei lay auditors (revisori dei conti).
Risorse Web:
http://www.youtube.com/user/PiratenStreaming (per rivedere gli interventi principali dell’Assemblea)
http://votopirata.it
http://www.partito-pirata.it (sito web ufficiale del PP-IT)
http://twitter.com/partitopirata
http://twitter.com/ppinternational
Partito Pirata Italiano – info@partito-pirata.it
I PIRATI VANNO IN BATTAGLIA
VS 
Cosa è successo fino ad ora:
Maggio 2010: BREIN (associazione olandese che tutela gli interessi delle grandi major del cinema e del disco)accusa il provider Ziggo di non aver mai voluto bloccare gli accessi a The Pirate Bay. I responsabili dell’ISP rispondono picche (non vi sarebbe alcuna base legale per imporre ad un intermediario il blocco dei domini e degli indirizzi IP gestiti dai server di The Pirate Bay) ed in primo grado, BREIN deve subire una severa sconfitta presso una corte de L’Aia.
Gennaio 2012, la battaglia tra BREIN e Ziggo (a cui si è aggiunto l’altro provider XS4ALL) arriva ad una svolta quando l’anti-pirateria olandese convince il giudice de L’Aia che il 30 per cento degli utenti di Ziggo sfrutta abitualmente The Pirate Bay per scaricare musica, software e film: ai due fornitori di connettività viene imposto il blocco a mezzo DNS dei domini legati alla Baia. Entro 10 giorni, pena il pagamento di una sanzione pari a 10mila euro per ciascun giorno d’inadempienza e gli ISP si adeguano
Chiaramente la censura non ha effetto: nascono decine e decine di servizi proxy, realizzati ad hoc per permettere agli utenti olandesi di continuare a navigare verso TPB. BREIN si scatena e comincia a far pressione sui vari gestori delle piattaforme di proxy, chiedendo la chiusura immediata di ogni attività ma ottengono l’ennesima risposta negativa degli operatori i quali dichiarano che senza l’intervento di un giudice non si piegheranno alle pressioni.
Marzo 2012: I legali di BREIN ottengono una seconda ordinanza da parte di un giudice de L’Aia. La corte d’Olanda impone così l’immediata rimozione del servizio proxy tpb.dehomies.nl. Qualora i gestori della piattaforma continuassero a rimanere online, rischierebbero una multa pari a mille euro per ciascun giorno d’inadempienza: questo (colpirne uno per educarne cento) era quello che sperava BREIN e numerosi siti di proxy – tra cui alwaysapirate.org e remastered.nl – si arrendono.
Anche in questo caso però per quante piattaforme proxy chiudano tante altre ne nascono e gli utenti olandesi continuano tranquillamente ad aver accesso alla Baia che gode dell’ennesima pubblicità gratuita fornita gentilmente dai simpatici agenti di BREIN.
5 Aprile 2012, inizia la battaglia tra BREIN ed i vertici del Partito Pirata olandese che, non accettando che un gruppo di lobbying industriale voglia imporre una forma di censura sula rete Olandese, si rifiuta di bloccare la propria versione del proxy verso la Baia tpb.piratenpartij.nl nonostante una minacciosa missiva legale inviata dall’organizzazione anti-pirateria.
13 Aprile 2012: Nuovamente un giudice de L’Aia impone ai vertici del Piratenpartij l’immediata rimozione del servizio proxy per l’aggiramento dei blocchi imposti ai provider Ziggo e XS4ALL, dando tempo al Partito Pirata 6 ore per eseguire, pena il pagamento di una sanzione pecuniaria fissata a 10mila euro per ogni giorno di “vita” del proxy.
Ed ora: http://depiratenpartij.wordpress.com/2012/04/16/press-release-pirates-go-to-battl/
Con la forza di un’intera generazione dietro di loro, oggi il Partito Pirata Olandese va in guerra per un’Internet libera. Trascinando BREIN in tribunale, il Partito Pirata ha finalmente la possibilità di addurre argomenti per colpire l’ingiunzione giudiziaria che è stata imposta unilateralmente su di loro Venerdì scorso, da parte dell’organizzazione Olandese BREIN in rappresentanza dell’industria dell’intrattenimento .
Dopo la persecuzione legale continuata anche il Sabato sera, quando BREIN alle 20.15 ha inviato una email richiedendo misure supplementari sotto la minaccia di sanzioni draconiane, i Pirati sono ansiosi di ottenere finalmente il loro giorno in tribunale. Le sanzioni comminate dal giudice sono 4 volte superiori a quelle ordinate sui grandi ISP commerciali XS4ALL e Ziggo, dimostrando che le idee di un (ancora) piccolo partito politico sono ritenute più pericolose di società for-profit.
Il Partito dei Pirati è molto deluso dal fatto che il giudice abbia stabilito in questo modo ed abbia permesso a BREIN di riscrivere la propria denuncia per evitare la preventiva richiesta legale del Partito Pirata di essere ascoltato in tribunale, dove BREIN arriva con una cosiddetta richiesta di ingiunzione “ex parte” . Il Partito dei Pirati vede in questa linea d’azione un attacco diretto alla democrazia e alla giustizia.
“E’ ora che i cani d’attacco dell’industria capiscano che non si può calpestare la libertà della gente per il proprio guadagno monetario,” ha detto il membro del consiglio del Partito Pirata blauwbaard. “Oggi cercheremo di spiegare al giudice come dando a BREIN uno strumento di blocco, questo li induca ad distorcerlo in modi ingiusti andando a soffocare la libertà di espressione ed il libero flusso delle informazioni. Parafrasando Victor Hugo, niente è più potente di un’idea il cui momento è giunto.”
Alla Convention del Partito Pirata Internazionale di questo fine settimana, dove i delegati di oltre 60 Partiti Pirata di tutto il mondo si sono incontrati, i rappresentanti del Partito Pirata Olandese hanno fatto una dichiarazione sulle questioni in corso. I Pirati Olandesi invitano tutti i pirati ed i marinai d’acqua dolce che amano la libertà ad alzarsi in piedi e sostenere la loro lotta contro la censura. Perché, come Martin Luther King avrebbe detto, se fosse vivo oggi, “la libertà su internet è indivisibile, una minaccia alla libertà di Internet in un luogo è una minaccia alla libertà di Internet ovunque.“
Arrr!
Fonte: http://depiratenpartij.wordpress.com/2012/04/16/press-release-pirates-go-to-battl/
Traduzione by yanfry per il Partito Pirata Italiano
La Quadrature du Net: Insistiamo per un rapido rifiuto dell’ACTA
La Quadrature du Net
Parigi, 19 marzo 2012 – Le discussioni cruciali che sono in corso al Parlamento UE determineranno il destino dell’ACTA. Considerando che il relatore David Martin è schierato con la Commissione Ue nel tentativo di disinnescare il dibattito e rinviare la votazione finale sull’ACTA, gli altri membri del Parlamento Europeo (MEP) sottolineano la necessità di votare nei prossimi mesi, come inizialmente previsto.Sollecitando un rapido rifiuto dell’ACTA prima degli incontri della prossima settimana in Parlamento, i cittadini dell’UE hanno un ruolo decisivo da svolgere.
Dall’inizio del mese di marzo, il relatore britannico per l’ACTA, David Martin , ha sostenuto la strategia della Commissione UE: ritardare la votazione finale del Parlamento Europeo sull’ACTA per evitarne il rigetto. Mentre il deferimento dell’ACTA da parte della Commissione alla Corte di Giustizia Europea (ECJ) sta per essere ultimato 1, il signor Martin vuole che il Parlamento chieda anch’esso uno deferimento, che ritarderebbe il voto finale del Parlamento dell’UE per uno o due anni.
Allo stesso modo, David Martin propone di sostituire la relazione del Parlamento – che dovrebbe guidarne il voto – con un’inutile “relazione intermedia”, in modo da evitare di prendere qualsiasi posizione politica forte e di raccomandare un voto contro l’ACTA 2 .
I deputati devono respingere questi mezzucci politici e invece lavorare per un forte rapporto politicamente vincolante per il rifiuto dell’ACTA. La posizione di David Martin è già stata fortemente avversata dal proprio gruppo politico, i Socialisti e Democratici (S&D) 3 . Tuttavia, altri gruppi restano indecisi e devono essere convinti della necessità che il Parlamento UE prosegua i lavori sull’ACTA, in modo da giungere ad un voto in base al calendario originale.
Sollecitare il Parlamento Europeo a votare presto sull’ACTA!
La decisione circa la sorte della procedura dell’ACTA sarà presa all’inizio della prossima settimana durante gli incontri della Commissione per il Commercio Internazionale (INTA), che sta conducendo i lavori del Parlamento sull’ ACTA. I cittadini possono svolgere un ruolo decisivo, come hanno fatto in passato, facendo sentire la loro voce.
Sollecitiamo i nostri deputati a prendere in considerazione i numerosi problemi politici sollevati dall’ACTA, e lavoriamo per un pronto rifiuto di questo accordo pericoloso.
Uno strumento per la campagna telefonica è disponibile per tale scopo, per aiutarvi a chiamare i membri del Parlamento, gratuitamente, ed indirizzarvi ad utili fonti di informazione.
Prossimo vertice del Paramento UE sull’ ACTA
Lunedi, 26 Marzo:
I Coordinatori della commissione INTA si riuniscono per decidere se mettere in votazione il rinvio alla Corte di Giustizia
Martedì 27 marzo:
La commissione INTA discuterà il potenziale deferimento alla Corte di Giustizia da parte dal Parlamento Europeo e la possibilità di una “relazione intermedia”
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Per ulteriori informazioni sull’ACTA
Potete esaminare il nostro dossier sull’ACTA.
Leggere anche la lista, in continua espansione, di organizzazioni non governative, politici, accademici, ecc, contrari all’ACTA .
Leggere e diffondere le contro-argomentazioni da opporre a coloro che sostengono l’ACTA.
Informare i cittadini attraverso la diffusione di questo video di due minuti sull’ACTA.
Per essere informati sui prossimi passi per sollecitare i membri del Parlamento Europeo a respingere l’ACTA, inviate una email vuota a NOtoACTA-subscribe@laquadrature.net per iscrivervi alla nostra lista.
Per discutere ACTA, iscrivetevi alla nostra lista di discussione inviando una mail vuota a acta-subscribe@laquadrature.net . Non useremo la vostra email per altri scopi.
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- 1. Secondo il commissario Karel De Gucht, incaricato dell’ACTA, i servizi giuridici della Commissione metteranno a punto il quesito da porre alla Corte di Giustizia nei prossimi giorni: http://www.youtube.com/watch?v=JQMkUW2dZ7I
- 2. Una relazione intermedia è equivalente ad un risoluzione non vincolante. Vedi la regola 81 (3) delle norme comunitarie del Parlamento in materia di procedure: “Qualora per una proposta di atto legislativo o un progetto di accordo internazionale sia richiesta l’approvazione del Parlamento, la commissione competente può decidere, al fine di favorire il buon esito della procedura, di presentare al Parlamento una relazione interlocutoria sulla proposta, con una proposta di risoluzione contenente raccomandazioni per la modifica o l’attuazione dell’atto proposto.”(nostra sottolineatura). Source: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+RULES-EP+20120110+RULE-081+DOC+XML+V0//IT&navigationBar=YES
- 3. Infatti, nel corso di una riunione del gruppo la scorsa settimana, l’S&D ha respinto con 59 voti contro 37 un deferimento dell’ACTA alla Corte di giustizia da parte del Parlamento.
Fonte: http://www.laquadrature.net/en/exigez-le-rejet-rapide-de-lacta
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/
Traduzione a cura di yanfry
La democrazia interattiva con “Liquid Democracy”
Dal Blog http://liquidfeedback.org/mission/mission-it/

- La democrazia interattiva con “Liquid Democracy”
- Il progetto LiquidFeedback
- Prospettive ed efficacia
La democrazia interattiva con “Liquid Democracy”
by Andreas Nitsche (translation by Paolo Tacconi)
Interactive Democracy pulls political power away from those who secretly and insidiously buy political power, and gives it back to voters. Instead, the supercapitalists have to persuade us by the merit of their arguments. La democrazia interattiva tiene lontani dal potere politico coloro che cercano di acquisirlo silenziosamente ed insidiosamente e la restituisce agli elettori. Allo stesso tempo, i supercapitalisti possono essere influenti solo con i loro argomenti.
Professor Robert Reich, University of California, Berkeley
Democrazia liquida
Iniziamo citando Alexander Hamilton che, nel 1788, disse: “E ‘stato affermato da un deputato che una democrazia pura, se fosse possibile, sarebbe il governo perfetto.” Con questa frase volle mettere a confronto la democrazia pura con quella proposta dalla Convenzione costituzionale americana a Filadelfia. La repubblica che stavano disegnando doveva essere quello che noi chiamiamo oggi una democrazia rappresentativa.
Una democrazia rappresentativa è fondata su individui eletti in rappresentanza del popolo. Di solito si sceglie un rappresentante (un individuo o un gruppo) per un tempo determinato, ma se il cittadino cambia idea durante il periodo non può fare molto. Questi rappresentanti di solito portano un programma politico. Se il cittadino non ne approva completamente gli obiettivi è necessario che accetti dei compromessi.
D’altro canto, una democrazia pura (o diretta) può essere meno efficiente, è ritenuta impraticabile su larga scala ed i suoi pericoli sono conosciuti sin dai tempi di Platone. Detto questo, molte persone, oneste o meno, sostengono l’ideale di una democrazia pura. Le nuove tecnologie come Internet potrebbero metterla a portata di mano. Naturalmente questo è solo un aspetto tecnico. La domanda che emerge è: ma i cittadini sarebbero in grado di decidere su ogni questione? Potrebbero smettere di partecipare? Potrebbero essere prese decisioni superficiali? – “Buona idea, voto a favore!”.
È qui che entra in gioco l’idea di base della democrazia liquida: un elettore può delegare il suo voto a un fiduciario, tecnicamente un intermediario (proxy) temporaneo. Il voto può essere ulteriormente delegato ad un intermediario dell’intermediario, in modo da produrre una catena di deleghe basate sulla fiducia. Tutte le deleghe possono essere create, modificate o revocate a seconda dell’argomento di discussione. Per esempio, io voto per le questioni ambientali, ma Anne mi rappresenta per la politica estera. Mike mi rappresenta in tutte le altre aree ma posso cambiare idea in qualsiasi momento.
Chiunque può scegliere il suo livello di partecipazione, la possibilità va dall’estremo della democrazia pura, all’estremo opposto della democrazia rappresentativa. In sostanza, ciascuno partecipa alle decisioni a cui è interessato, ma per tutti gli altri argomenti dà la propria delega a qualcuno che agisca nel suo interesse. Ovviamente si possono fare scelte sbagliate, di tanto in tanto, ma è sempre possibile cambiare idea.
Il progetto LiquidFeedback
LiquidFeedback è un sistema online per discutere e votare sulle proposte. Attualmente è utilizzato per le decisioni interne di partiti o di organizzazioni. È utilizzato nel processo che porta a raggiungere una decisione finale partendo dalla presentazione di una bozza iniziale. Discutere un problema prima di votare aumenta la consapevolezza dei vantaggi e degli svantaggi, delle opportunità e dei rischi, e permette alle persone di valutare le alternative e di suggerirne altre.
La democrazia interattiva tiene lontani dal potere politico coloro che cercano di acquisirlo silenziosamente ed insidiosamente e la restituisce agli elettori. Allo stesso tempo, i supercapitalisti possono essere influenti solo con i loro argomenti. professor Robert Reich, University of California, Berkeley
Esso combina il concetto di confronto non-moderato e auto-organizzato (quantificato, e con feedback costruttivo) con quello di la democrazia liquida (con delegati). Seguendo l’idea di democrazia interattiva, LiquidFeedback crea un canale di comunicazione tra elettori e rappresentanti (in questo caso soci o membri di un consiglio), fornisce risultati affidabili su quello che i soci vogliono e può essere utilizzato per informare, ricevere suggerimenti o ricevere direttive, in base alle esigenze organizzative o alle leggi vigenti.
Questo sistema permette a tutti i membri di partecipare non solo votando, ma anche sviluppando idee. Al tempo stesso, aiuta i membri del consiglio a capire ciò che la maggioranza vuole veramente, così da prendere le decisioni giuste e responsabili sulla base del “voto popolare”.
LiquidFeedback è stato sviluppato dal Public Software Group di Berlino. E ‘disponibile sotto la licenza del Massachusetts Institute of Technology (MIT), simile alla BSD 3 (clause license of the University of California in Berkeley). Quindi il software è praticamente gratuito per tutti. Già nel 2009 la spinta iniziale per il suo sviluppo è nata da un partito politico emergente, con lo scopo di evitare una gerarchia rappresentativa classica. I membri del consiglio del Partito Pirata di Berlino hanno voluto assicurare ad ogni membro del partito la possibilità di partecipare alle idee e alle decisioni.
Anche se vogliamo che tutti possano partecipare allo sviluppo di idee, crediamo che in primo luogo molte bozze di iniziative saranno create da piccoli gruppi o dai singoli membri. Questo non sarà un problema, considerando che
- ognuno può conoscere le nuove iniziative
- tutti possono contribuire dando suggerimenti
- ognuno può creare delle iniziative alternative
- tutti possono votare, alla fine
Ogni membro può creare un’iniziativa. Durante il periodo di discussione i promotori pubblicizzano le loro proposte ed ottengono un riscontro sul livello di interesse che stanno ricevendo all’interno dell’organizzazione.
Suggerimenti con quantificazione dell’interesse
Inoltre, gli autori ricevono suggerimenti per perfezionare la loro iniziativa. Questi suggerimenti saranno valutati soprattutto in base all’approvazione che avrebbe la loro accettazione o il loro rifiuto. Per ovvie ragioni, solo i creatori dell’iniziativa possono decidere se un suggerimento sarà accolto o meno. Un suggerimento potrebbe essere integrato in modi molto diversi. Quindi, dopo la pubblicazione della nuova bozza dell’iniziativa, i membri potranno dire se secondo loro l’integrazione è coerente o meno con il suggerimento iniziale.
Dato che vogliamo che tutti lavorino per lo stesso obiettivo, nell’ambito di una iniziativa è possibile solamente un feedback costruttivo. Non ci si possono aspettare miglioramenti da parte di persone che pensano che l’idea sia sbagliata in partenza. Chi si sente profondamente in disaccordo dovrebbe creare una iniziativa alternativa oppure votare “No” al momento del voto.
Non vogliamo forzare le persone al compromesso nel caso che non siano d’accordo, né vogliamo favorire un voto condizionato dalle maggioranze probabili (cioè, nessuno che vuole votare per A dovrebbe essere indotto a votare per B solo perché B ha maggiori possibilità, mentre C è un’opzione molto peggiore). Devono contare solo gli obiettivi politici, quindi agli elettori è permesso dare delle preferenze.
Voto: l’approvazione o la disapprovazione con le preferenze
Intenzionalmente non abbiamo moderazione e non devono esistere trattative nascosta con i creatori delle iniziative. Di conseguenza, potranno nascere i cosiddetti cloni cioè iniziative molto simili, con differenze apparentemente minori ma che possono essere importanti per alcuni elettori. I cloni non dovrebbero nuocere all’idea di base (senza necessariamente supportarla). Per questo motivo abbiamo implementato un sistema di voto molto avanzato basato sulCloneproof Schwartz Sequential Dropping (CSSD), noto anche come metodo Schulze.
Infine, ci basiamo sulla tracciabilità per garantire l’integrità (coerenza). Questo è ciò che noi chiamiamo anche trasparenza (nel senso politico del termine).
Prospettive ed efficacia
Ci aspettiamo che le decisioni sintetizzate con la democrazia liquida siano utilizzate per influenzare il processo decisionale dei rappresentanti politici. L’impatto sarà anche maggiore se i risultati saranno riconosciuti come affidabili e indiscutibili.
Anche se i risultati non sono giuridicamente vincolanti e valgono solo come indicazione per un rappresentante (o membri del consiglio), non ci deve essere alcun dubbio che essi esprimono la volontà dei partecipanti. Per soddisfare questo requisito ci devono essere regole indiscutibili su quando e come una decisione è presa.
Inoltre, se i risultati sono destinati a rappresentare il parere di un dato gruppo, ci deve essere un accordo all’interno del gruppo di utilizzare un sistema specifico e ogni membro del gruppo (e nessun altro) deve avere accesso al sistema con uno ed un solo account.
Tutta l’esperienza che abbiamo acquisito negli ultimi mesi dimostra la gente partecipa quando sa che conta. E i rappresentanti diventano consapevoli della volontà dei partecipanti, piuttosto che rendere conto a maggioranze silenziose.
… every man is a sharer… and feels that he is a participator in the government of affairs, not merely at an election one day in the year, but every day. … Ogni uomo è fatto per partecipare… e si sente partecipe del governo delle cose, non solamente il giorno all’anno in cui vota, ma ogni giorno.
Thomas Jefferson
Dopo 11 anni della stessa #SOPA non sarebbe ora di pretendere una riforma della minestra?
IN BREVE
Well Done Netizen, SOPA e PIPA sono stati sospesi! E adesso?
Verrebbe da dire come ai tempi della scuole, “listen and repeat” perchè sono ormai oltre 10 anni, dai tempi della guerra a Napster, che la stessa “SOPA” riscaldata viene servita dall’industria del Copyright, che addita il File Sharing di opere protette (a scopo di lucro o meno) come unico vero responsabile della sofferenza del settore, impone ai Governi l’approvazione di leggi che pur di “proteggere” il sacrosanto diritto d’autore/copyright minano i diritti fondamentali dei cittadini:
Ma è davvero il file sharing il nemico che vogliono sconfiggere le Major? La tutela del diritto d’autore e delle forme di renumerazione economica degli artisti/editori nella forme attuali è davvero da proteggere e preservare?
La stragrande maggioranza dei commentatori, più o meno influenti, di questo “sciopero della Rete” contro SOPA e PIPA, hanno dato, giustamente, grande enfasi ai rischi per la libertà di espressione e per i diritti fondamentali dei cittadini e si sono poi compiaciuti della reazione del Web, evitando però di scavare un più a fondo.
Certo, alcuni si sono cimentati in ottimi “esercizi di ricerca”, riscoprendosi grandi intenditori delle leggi che minano i diritti digitali dei cittadini in tutto il mondo e sono andanti a copincollare da Wikipedia
vari “acronimi” e “definizioni”, che per non far torto a nessuno e per allungare un poco il post
anche io vado ad elencarvi:
- ACTA (l’accordo commerciale internazionale “segreto” che doveva trattare l’anticontraffazione e che invece si è rivelato un tentativo di creare una nuova regolamentazione internazionale sulla Rete e sulla proprietà intellettuale);
- Ley Sinde Spagnola che permette ad un organo amministrativo di disporre a chiusura di siti che “presubimilmente” si sono macchiati di violazione di copyright coinvolgendo forzosamente anche gli ISP;
- Hadopi 2 Francese che permette la disconnessione forzata della linea internet ed una multa per coloro che dopo aver ricevuto 3 avvisi “perseverano” nel download di opere protette da copyright, non prima di essere passati da un giudice per un bella procedura sommaria, senza contraddittorio;
- Digital Economy Act, legge Inglese la cui parte più controversa riguarda le sezioni sulla violazione del diritto d’autore online (sezioni 3-18) che contengono i principi generali per disconnettere gli utenti Internet accusati di violare i diritti d’autore;
- IPRED Svedese che permette ai detentori dei diritti locali di obbligare i vari provider a consegnare i dati identificativi di tutti quegli utenti che “presumibilmente” hanno violato il copyright;
- Il Pacchetto Telecom, ebbene si, qualcuno si anche ricordato dell’estenuante battaglia che per anni, cittadini, attivisti e ONG di tutta Europa (quasi del tutto ignorati dai mezzi di informazione) hanno combattuto per impedire che le norme contenute nel Telecom Package (5 direttive volte a disciplinare ed armonizzare il sistema delle comunicazioni elettroniche in europa) diventassero un’ulteriore arma in mano ai sostenitori dei 3-Stikes alla Francese e della limitazione della Neutralità della Rete;
- Agcom/Fava, in italia, oltre ai tre disegni di legge che si “aggirano nelle aule del Parlamento”, attraverso i quali si propone di obbligare tutti gli ISP ad adottare adeguati dispositivi di filtraggio ed al tristemente noto regolamento AGCOM di avviso/censura contro la pirateria, a poche ore dal blocco/posticipazione dei provvedimenti SOPA e PIPA è stato approvato un emendamento dell’Onorevole Fava che ricalca i due discussi disegni di legge (no comment!)
Tutto questa “informazione” è stata accompagnata come dicevo, da una giusta preoccupazione sulle limitazioni di alcuni diritti fondamentali, che l’applicazione di queste norme rischia di provocare, ma ben pochi sono andati a grattare “la superficie” per capire il perchè di questa situazione e quali soluzione (lo sciopero/blackout sarà anche una dimostrazione di forza ma non risolve una “beata ceppa”) proporre per affrontare davvero i problemi che hanno originato tutta questa vicenda.
Il perchè sembra banale, le industrie dei contenuti artistico/culturali si sono mosse “in difesa dei propri diritti e di quelli degli autori” (quel 2% di diritti che non gli hanno ancora contrattualizzato) facendo azione di lobbying per spingere il Governo Americano (in questo caso, ma come abbiamo visto sopra non solo quello) ad approvare leggi (draconiane) per la lotta al cancro del File Sharing, che sta “uccidendo” l’Industria e gli Artisti neli ultimi anni (oddio, una dozzina di studi e ricerche indipendenti svolti in tutto il mondo sostengono il contrario, ma tralasciamo per ora questo particolare).
Andando alla base della vicenda, vediamo quindi che i due “elementi” attorno ai quali gira tutta la nostra vicenda sono la normativa sulla tutela del Copyright ed il Fenomeno Sociale del File sharing senza scopo lucro (quello che rappresenta la quasi totalità della “Pirateria” di opere protette).
Ora, sebbene non sembri davvero possibile varare norme che colpiscano i condivisori fuorilegge, senza incidere o limitare la libertà di espressione e la privacy dei cittadini, ammettiamo per un attimo di riuscirci:
E’ davvero questa la soluzione migliore per gli Artisti/Creativi e per gli utenti/consumatori?
Questo copyright che a tutti costi si vuole difendere è davvero adatto a svolgere la propria funzione di tutela e di renumerazione delle opere/autori?
Questo file sharing che si vuole limitare e abbattere è davvero un male per i Creativi e per la società?
Vediamo se riesco a dare qualche risposta, IMO sotto forma di domanda (retorica):
- Perchè mai si dovrebbe considerare di riformare l’intera materia del Diritto d’Autore, (nato per tutelare “un tantino” gli autori e un “bel poco” gli editori e prosperato sulla base di una tecnologia come la stampa, di un supporto fisico vincolato al contenuto riproducibile solo possedendo enormi capitali) in un era in cui la digitalizzazione dei contenuti ha reso copia e trasferimento di dati pratiche comuni, così come, ha reso potenzialmente banale e “a costo tendente allo zero” per chiunque, diventare editore, distributore e promotore di se stesso?
- Perchè mai dare ascolto ai più noti economisti ed esperti del mondo quando affermano che il monopolio intellettuale anziché stimolare l’innovazione e la creatività procura agli stessi un danno ed un freno? (“Against Intellectual Monopoly” Boldrin/Levine disponibile anche in italiano ; “La ricchezza della rete” 2007 di Yochai Benkler di cui è possibile leggere i primi otto capitoli qui, ”Against Intellectual Proprety” 2001 Kinsella; “Patents and Copyrights – Do the benefits exceed the costs?” 2001 Julio Cole; “A Critique of Intellectual Property Rights” 2002 Dane Joseph Weber);
- Perchè mai cambiare un sistema in cui i compensi riconosciuti ad autori/creatori per la vendita/sfruttamento dei diritti delle loro opere sono in percentuali ridicolmente basse, sia nel caso dei contratti con gli editori/produttori, sia nel caso dei proventi accreditati dalle società di collecting (vedasi SIAE, senza parlare dei costi di gestione di questi stessi enti) tanto che – ad esempio in ambito musicale – il 10% dei musicisti più ricchi si spartisce più dell’80% delle risorse ed il resto fatica a pareggiare le spese sostenute?
- Perchè ascoltare chi (On. Luigi Bobbio, Capo di Gabinetto del Ministro della Gioventù) lucidamente e con consapevolezza dei temi trattati, nell’ambito del forum gestito dal Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale parla di [...] rimettere in discussione vecchi equilibri e rendite di posizione, della necessità di aggiornare il diritto d’autore, non certo di avventurarsi in leggi speciali e pericolose acrobazie costituzionali, [...] puntare su una strategia complessiva dal lato dell’offerta, in positivo e fondata sulla concorrenza, aprendo il mercato piuttosto che restringerlo, spingere [...] lo stato a porsi obiettivi infrastrutturali veramente strategici, costruendo subito la “gigabit-internet” nazionale, una rete mille volte più capace delle realtà ADSL esistenti in Italia, rendendola servizio-universale, gratuito almeno per i giovani, e [...] puntare risolutamente, anche se tardivamente, a divenire titolari di un know-how info-logistico, ossia informatico infrastrutturale, sia a livello istituzionale che imprenditoriale.
- Perchè mai prendere in seria considerazione forme di tutela dei diritti come le licenze Creative Commons, forme di remunerazione dei contenuti come le Licenze Collettive estese (sulle quali già nel 2009 il centro Nexa del Politecnico di Torino aveva pubblicato un position paper sulla sua applicabilità, mentre l’Agcom in un’indagine conoscitiva del 2010 l’aveva riproposta come soluzione più “utile e adatta” di divieti e sanzioni, per contrastare e/o prevenire la condivisione illegale di opere protette?
- Perchè mai poi, in un mondo sempre più digitalizzato ed interconnesso in cui chiunque può produrre e distribuire a costi ridicoli la propria “arte”, favorire nuovi modelli di business, autoproduzione, indipendenza artistica, forme di micropagamento, download e streming con pagamenti forfettari o “pubblicitari” (Hulu, Spotify) od il crowdfounding?
- Perchè mai rinunciare a colpire il File Sharing di opere protette, dopo 11 anni di inutili tentativi, calpestando quanti più diritti fondamentali sia possibile, rischiando di affossare le attività legali commerciali e non correlate, utilizzando sistemi di controllo della Rete sempre più invasivi che non fanno altro che rendere i sistemi di condivisione sempre più “anonimi ed inattaccabili;
- Perchè mai tramutare il “problema” del File Sharing in un’enorme opportunità per autori, creatori ma anche per tutta l’industria dei contenuti, sfruttando le caratteristiche della struttura e della filosofia del p2p:
– diffusione di dati/contenuti in modo particolarmente efficiente, ampio, sicuro e veloce;
– possibilità di ususfruire di “n elaboratori virtuali” con elevate capacità di storaggio e rapidità di reperimento dati a costo “zero” (le reti ed2k, torrent e gnutella ne sono un esempio);
– capacità di calcolo paragonabili ai più potenti supercomputer fisici esistenti (SETI@home con i suoi 5,2 milioni di utenti ce ne da un’esempio di applicazione pratica);
– possibilità di mettere in contatto audio/video tutti gli utenti connessi a costi irrisori (Skype docet);
– capacità di distribuzione attraverso le tecnologie di streaming p2p spettacoli/avvenimenti/musica, dal vivo o registrati, in tutto il globo, senza la necessità di enormi “strutture server” o elevate capacità di banda;
- Perchè mai rischiare di rendere “profittevoli” per l’industria e la società le migliaia di community sparse in tutto il mondo composte da utenti appassionati – i clienti migliori, potenziali ed effettivi – che avvicinatisi per l’enorme quantità di contenuti scambiati, non si limitano a fruire di un semplice “database di file da scaricare grtis”, ma collaborano e contribuiscono con le loro conoscenze e con il loro tempo a creare “spazi” che trattano, in maniera spesso altamente professionale, entusiastica e competente, delle tematiche più disparate, scambiandosi informazioni, recensioni, consigli su Software e Hardware, Musica e Video, Libri e Fumetti, tematiche Sociali e Politiche, andando a creare e moltiplicare contenuti e informazioni e ponendosi come i “fans più dediti e fedeli” dei vari artisti/contenuti/argomenti di interesse;
- Perchè poi sfruttare le miriadi di gruppi dedicati sorti all’interno delle community del file sharing in cui i più agguerriti appassionati di tutto il mondo si confrontano sui loro beniamini e sulle loro creazioni, promuovendoli con un impegno ed una perserveranza che mai nessun professionista del marketing potrebbe eguagliare (tanto da spendersi per creare sottotitoli per film e serie tv, tradurre interi libri da una lingua all’altra, organizzarsi collettivamente per seguirne i tour o per acquistare prodotti originali e rari, etc.);
- Perchè sfruttare le informazioni che possono essere acquisite da milioni di fans sparsi in tutto il mondo, dal genere più apprezzato in quel momento e su cui investire, alle zone geografiche dove un gruppo musicale è più ascoltato e in cui quindi predisporre un tour, etc. etc.?
Perchè tutto ciò non succede?
- Da una parte abbiamo l’industria dei contenuti che ha tutto l’interesse a mantenere l’attuale situazione che le permette di agire in un sostanziale monopolio di mercato in cui essa sceglie quali prodotti promuovere (e quindi quali e quanti “prodotti” portare al successo), in che modo e a che prezzo; questo stesso monopolio, che la digitalizzazione e la Rete hanno messo in discussione, deve essere riprodotto in Rete in maniera “artificiale” operando sui Politici e sui Governi Nazionali perchè romuovano leggi (necessariamente draconiane) che permettano il “controllo e la scelta” su ciò che viene scambiato e prodotto in Rete, senza alcun riguardo per quei settori e mercati che ne possono soffrire, minando alla base la crescita, l’innovazione e l’economia stessa di un paese, per mantenere quell’economia pre-digitale che si regge sulla scarsità delle risorse materiali che artificiosamente deve essere riprodotta per quelle culturali e immaterali;
- Da un’altra parte abbiamo Politici e Governi, in parte foraggiati dalla stessa industria dei contenuti, che hanno tutto l’interesse a rendere “meno libera” una Rete che permette a sempre più cittadini di ascoltare voci diverse e far sentire la propria in totale indipendenza dai Partiti Politici e/o dai mezzi di informazione tradizionali;
- L’ultima “parte coinvolta”, quella che ha tutto l’interesse a che le cose cambino, siamo noi, utenti, cittadini, artisti, fruitori, consumatori (informati), che stiamo vivendo un momento di cambiamento epocale, in cui l’economia tradizionale viene messa in discussione dalla larghissima diffusione e relativa economicità dei mezzi di produzione di informazione, conoscenza e cultura:
per poter assistere a questo cambiamento, godere dei benefici che esso promette e contrastare le forti resistenze che mettono in pericolo l’accesso alla Rete e la liberta di espressione, dobbiamo affrontare una “battaglia” che non può essere vinta con le sole manifestazioni e blackout virtuali in Rete, ma deve essere portata su di un piano Politico, spingendo la società civile a porre come centrale, un ripensamento complessivo della materia del diritto d’autore che tenga conto dei mutamenti tecnologici e sociali, disinnescando quella “carica esplosiva” che permette all’Industria e alla Politica di continuare questa infinita battaglia per il controllo della Rete.
Agenda Digitale della Commissione Europea: più luci che ombre
L’Agenda Digitale del Commissario Europeo Neelie Kroes, pubblicata il 19 maggio, è la prima di sette importanti iniziative che definiscono la strategia “Europa 2020″. Gli elementi a nostro avviso positivi si alternano con quelli negativi. Nel complesso l’Agenda rappresenta un passo avanti significativo in alcuni settori chiave per lo sviluppo della società dell’informazione, come la difesa della neutralità della rete e la ridiscussione delle misure di imposizione del copyright.
Come si legge dal comunicato stampa della Commissione, metà della crescita della produttività europea degli ultimi 15 anni è stata guidata dalle tecnologie di informazione e di comunicazione, e questo andamento probabilmente accelererà. L’Agenda sottolinea sette aree di priorità d’azione finalizzate a:
* creare un Mercato Unico digitale;
* aumentare l’interoperabilità;
* innalzare la fiducia e la sicurezza in Internet;
* permettere accessi più veloci a Internet;
* investire di più in ricerca e sviluppo;
* migliorare l’istruzione e l’integrazione delle capacità digitali;
* applicare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per affrontare le sfide della società quali il cambiamento climatico globale e il progressivo invecchiamento della popolazione.

Il ciclo virtuoso dell’economia digitale secondo la Commissione
Contenuti creativi e copyright
L’Agenda si pone come obiettivo la diminuzione del controllo da parte dell’industria dell’intrattenimento sulla circolazione della cultura. Per raggiungere lo scopo vengono proposte alcune modalità di riforma (anche radicale) del sistema di raccolta e gestione delle royalties e la semplificazione della concessione delle licenze all’interno del Mercato Unico. La modifica del livello di enforcement del copyright avverrà solo dopo l’eventuale modifica della IPRED (Intellectual Property Rights Enforcement Directive, 2004/48/CE) e solo dopo un’ampia consultazione con tutte le parti interessate. Questo è molto positivo perché per la prima volta si prepara un quadro di riforma del copyright enforcement al cui tavolo delle discussioni non saranno presenti solo le industrie del monopolio intellettuale.
Inoltre, l’Agenda riconosce la necessità di un’azione urgente al fine di rendere disponibile ai cittadini europei l’enorme quantità di opere orfane. In questa sezione va dato atto al Commissario Kroes di essere riuscita ad eliminare tutti quei riferimenti a draconiane imposizioni del copyright che erano state inserite nelle prime bozze dell’Agenda (azzardiamo dietro pressione della lobby delle industrie del copyright).
Interoperabilità
In questo settore, sono stati cancellati tutti i riferimenti agli standard aperti che caratterizzavano le prime versioni dell’Agenda. Sebbene gli standard aperti siano stati riconosciuti, sia dalla Commissione sia da rappresentanti di alcuni Paesi Membri, come elementi chiave della sicurezza informatica e come insostituibili motori di concorrenza e di accesso alla tecnologia, l’Agenda non contiene più alcun riferimento alla loro promozione. Secondo Techrights e altri, questa è la conseguenza del successo dell’opera di lobby di Microsoft e SAP.
Net Neutrality
L’Agenda stabilisce che una consultazione sulla Net Neutrality si terrà nell’estate del 2010 e un rapporto sarà presentato al Parlamento Europeo entro la fine dell’anno. L’aspetto più importante è rappresentato dal riconoscimento che la Net Neutrality è importantissima per la libertà di espressione.
Cybercriminalità
Per contrastare lo sfruttamento sessuale e gli abusi sessuali sui bambini, l’Agenda formula una raccomandazione ambigua, promuovendo la rimozione dei contenuti dannosi ma anche inibendone la visione. Mentre la rimozione fisica dei contenuti è, come abbiamo ampiamente visto, il metodo migliore per contrastare la diffusione degli abusi sui bambini e il relativo sfruttamento commerciale (ed include l’inibizione alla visione), l’inibizione alla visione da sola, qualora presentasse quelle caratteristiche di blocco dei siti web proposte dal Commissario Cecilia Malmstrom, rappresenterebbe un pericoloso precedente di censura di Internet ma soprattutto danneggerebbe ulteriormente le vittime degli abusi.
Questi sono i primi commenti dai gruppi di attivisti digitali operanti in Europa rilasciati ad alcuni giornali internazionali:
“Neelie Kroes dà in pasto la sua ambiziosa Agenda Digitale ai gruppi di lobby. Si tratta di una carota senza bastone. Il Commissario mina la dignità dei rappresentanti Europei democraticamente eletti mettendoli sullo stesso piano dei rappresentanti degli interessi privati. FFII teme che questi principi di governance non facciano altro che aggravare il trend di esclusione della spina dorsale del settore europeo dell’informazione e della comunicazione, rappresentato da piccole e medie imprese, dai processi decisionali di Brussels”
René Mages, Foundation for a Free Information Infrastructure (FFII)
“L’intera Agenda Digitale è il risultato parzialmente equivoco delle tensioni presenti all’interno della Commissione, ma rivela l’intensa pressione proveniente dalle lobby corporative. Mentre parti dell’Agenda sono in qualche modo deludenti per gli utenti degli standard aperti e del software libero, le proposte sono nel complesso incoraggianti. Detto questo, l’Agenda Digitale non è vincolante per il futuro della legislazione dell’UE. Dovrebbe essere un invito per tutti i cittadini ad assicurarsi che questo costruttivo documento diventi un impegno continuativo nell’interesse pubblico. Ci congratuliamo con Mrs Kroes e ci auguriamo che sarà capace di resistere fermamente contro gli interessi particolari al fine di tracciare la strada per una società della conoscenza, rispettosa delle libertà fondamentali degli individui”
Jérémie Zimmermann, La Quadrature du Net
“A causa del carattere non vincolante per la legislazione dell’Unione, saranno le forme di eventuale implementazione dell’Agenda Digitale di Mrs Kroes a dimostrare o meno l’effettivo impegno della Commissione per lo sviluppo del Mercato Digitale Unico e per la tutela delle libertà fondamentali dei cittadini. Ampie parti dell’Agenda sono molto positive, in particolare il riconoscimento esplicito della Net Neutrality come fattore importante per la libertà di espressione. Un punto oscuro è lo spazio concesso alle lobby delle società americane: l’influenza di società americane nei processi decisionali delle istituzioni dell’Unione non si è mai dimostrata vantaggiosa per il mercato interno, per le piccole e medie imprese e per cittadini europei.”
Paolo Brini, ScambioEtico.
Fonte: http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=6172
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/
CINA: Crociata delle autorità contro l’anonimato sul web
Secondo Wang Chen, numero due del Dipartimento per la propaganda, citato in un articolo pubblicato il 5 maggio per il quotidiano China Daily: “Prevediamo un sistema di autoidentificazione per gli utilizzatori dei forum”. Ad oggi gli internauti sono tenuti a registrarsi prima di postare dei commenti online, ma possono farlo sotto falso nome. Secondo Wang, dopo aver proibito l’anonimato delle pubblicazioni sui siti chiave per l’informazione e per i siti commerciali, si tratterebbe di estendere il sistema ai forum e si siti di scambi.
La Cina ha adottato, il 29 aprile 2010, un emendamento alla legge sul segreto di stato, che impone alle imprese che operano in Internet e delle telecomunicazioni di collaborare con le autorità sulle questioni legate alla sicurezza nazionale.
Reporters sans frontières chiede poi la liberazione immediata, per ragioni umanitarie, del militante dei diritti umani Hu Jia, del cyberdissidente Zhang Jianhong, più conosciuto con lo pseudonimo di Li Hong e del giornalista online Yang Tianshui. Il loro stato di salute è preoccupante. Il primo è gravemente malato. E’ stato recentemente ricoverato in ospedale e la sua famiglia teme che abbia un cancro al fegato. Il secondo soffre di distrofia muscolare in stadio avanzato e non ha potuto ricevere delle cure per limitare la progressione della malattia. Il terzo ha contratto la tubercolosi e soffre di una brutta artrite, di insufficienza renale e di ipertensione. Le loro vite sono in pericolo.
Fonte: http://rsfitalia.org/2010/05/09/cina-crociata-delle-atorita-contro-lanonimato-sul-web/
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NB: Ogni mio riferimento al Partito Pirata è da intendersi appartenenza a circuito internazionale http://pp-international.net/ del http://www.partito-pirata.it/
[...]"persone accomunate da una scintilla di genialità e da una grande curiosità artistica, menti brillanti inadeguate ad una società grigia, disadattati che non sanno scendere a patti con le regole assurde del mondo in cui vivono, artisti eclettici, ribelli irriducibili, creativi geniali, programmatori brillanti ... in una sola parola: pirati"
(Carlo Gubitosa, Elogio della pirateria)






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