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Big Brother Award: chi viola la privacy merita un “premio”

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 8 maggio 2012
traduzione 7 maggio 2012 12:13 GMT · articolo originale [en]
GV Advocacy Questo post è ripreso da GV Advocacy , progetto del circuito Global Voices mirato a tutelare la libertà d’espressione contro la censura online. · tutti gli articoli

 

Non c’è bisogno di ritornare sull’importanza che il romanziere britannico George Orwell [it, come gli altri link del paragrafo] ha avuto per la società contemporanea: è sufficiente guardarsi attorno per rendersi conto che lo scenario distopico descritto in 1984, si è concretizzato intorno a noi. “Neolingua“, “psicoreato” e “Grande Fratello” sono solo alcuni degli innumerevoli neologismi da lui coniati di cui ci serviamo per identificare, descrivere e constrastare, nel mondo reale, gli attacchi alla libertà personale rappresentati dal tecnocontrollo e dalla censura.

Al giorno d’oggi, la presenza di telecamere a circuito chiuso (TVCC) a ogni angolo di strada è la norma e, paradossalmente, serve a garantire la nostra sicurezza. Può persino aiutarci a stare al passo con le tendenze del momento, come dimostra questa campagna ideata da Pimkie, una marca francese di abbigliamento a prezzi contenuti, che invita a scoprire i colori più usati dalle donne nelle principali città europee e fornisce spunti per trovare le mise più alla moda.

Berlino, Per la vostra sicurezza.

Area videosorvegliata per la Vostra sicurezza. Cartello che indica la presenza di una TVCC a Berlino in Germania. Foto di Cory Doctorow ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (BY-SA-2.0).

Fortunatamente, da molti anni esistono dei paladini della privacy che ne denunciano le sempre più frequenti e invasive violazioni: uno dei più attivi è Privacy International [en, come gli altri link, tranne ove diversamente indicato], un’organizzazione con sede a Londra che ha lanciato molteplici iniziative tra cui i Big Brother Award (Premio “Grande Fratello”), creati nel 1998 per premiare “gli enti pubblici, le aziende private e gli individui che si sono maggiormente distinti per aver commesso delle violazioni della privacy”. Dapprima vengono selezionati i candidati che hanno attentato in vario modo al diritto alla privacy, vengono raccolte le prove e infine un’apposita giuria sceglie “il più meritevole” con il contributo dei cittadini, anche se parlare di “merito”, in questo caso, appare alquanto discutibile vista la natura del riconoscimento. Esistono inoltre dei premi positivi che vengono assegnati ai progetti promotori di un dibattito critico verso l’uso del tecnocontrollo.

 

Schermata dal sito  bigbrotherawards.org

 

Nel corso degli ultimi dieci anni i Big Brother Award hanno acquisito una crescente notorietà stimolando la partecipazione attiva dei cittadini di molti Paesi: dal 1998 ai giorni nostri si contano più di 75 cerimonie di premiazione organizzate nei vari Stati europei ma anche in Australia, Giappone e altri ancora. Qui di seguito ne viene presentata una breve rassegna:

Germania

In Germania la più recente assegnazione dei Big Brother Award è avvenuta lo scorso aprile. Il Ministero dell’Interno della Sassonia si è aggiudicato il primo premio nella categoria “Enti governativi e amministrazione pubblica” per aver raccolto, nel 2011, i dati dei cellulari di più di un milione di cittadini dopo una manifestazione contro il neonazismo, un provvedimento che l’ente ha definito [de] “conforme alla legge” per ragioni investigative. Il premio conferito al modello Cloud ha voluto mettere l’accento sui rischi dei servizi distribuiti online: gli utenti sono sempre più disposti a riversare i loro dati personali su server remoti che possono essere infiltrati da parte di governi stranieri (in base al Patriot Act gli Stati Uniti hanno facoltà di raccogliere dati anche se il fornitore di servizi cloud si trova in Europa).

Al Centro Nazionale di Cyberdifesa (Nationale Cyber-Abwehrzentrum, NCAZ) e al suo più fervente sostenitore, il Ministro dell’Interno Hans-Peter Friedrich, è stato riconosciuto il “merito” di aver reso labili i confini tra le funzioni di polizia, dei militari e dei servizi segreti. Per ultimo ma non per questo meno importante è stato premiato il produttore di software Gamma Group per la sua abitudine consolidata di sviluppare e vendere programmi per il tecnocontrollo all’Egitto e ad altri governi repressivi.

Belgio

La seconda edizione dei premi in Belgio risale allo scorso gennaio. Il focus di questa edizione è stata la mancanza di sicurezza nella gestione dei dati personali da parte di vari organismi pubblici e privati, tra cui le aziende per il trasporto pubblico e gli enti per la fornitura di energia elettrica. Il progetto VIP (Very Irritating Police, letteralmente “Polizia Veramente Fastidiosa” – questo è il vero nome del progetto) del distretto di polizia della Westkust (sulle coste del Mare del Nord) è risultato pluripremiato per aver travisato la legge introducendo la regola del “presunto colpevole fino a prova contraria” particolarmente lesiva della libertà personale. Il Winston Award (un premio positivo il cui nome si rifà al protagonista di 1984, Winston Smith [it]) è stato assegnato a Yoogle!, un gioco online che simula uno spazio virtuale web 2.0 in miniatura e illustra in che modo i dati vengono gestiti e scambiati tra i social media e gli utenti.

Austria

In Austria la tredicesima edizione dei Big Brother Award [de] si è svolta a ottobre 2011. Nell’elenco dei premiati figura l’editore di testate scandalistiche Wolfgang Fellner [de], che nel corso degli anni si è macchiato di ripetute violazioni della privacy, una delle quali gli è valsa l’elegante riconoscimento “Giornalismo del nonno incestuoso” [de]; altri premi sono stati assegnati al Ministero dell’Interno e al nucleo anti-terrorismo della polizia austriaca. La giuria ha anche insignito Max Schrems della distinzione “Difensore della libertà” per la sua campagna “Europa vs. Facebook“.

Bulgaria

Risale al 2011 anche la quinta edizione [bg] dei Big Brother Award organizzata in Bulgaria [bg]. Assegnatari dei premi sono stati, tra gli altri, il Ministero dell’Interno e gli operatori di telefonia mobile per la mancanza di un’adeguata normativa che regolamenti la privacy, per la sistematica violazione dei diritti dei cittadini e per un’insufficiente livello di protezione dei dati personali.

Foto dell'utente Rob Pongsajapan

Foto di Rob Pongsajapan ripresa da Flickr con licenza Creative Commons BY 2.0

Francia

I Francesi [fr] possono vantare l’elenco di candidature e vincitori più lungo e dettagliato: non è chiaro se questo sia dovuto al progressivo peggioramento della situazione o al fatto che gli organizzatori della manifestazione hanno definito con maggiore precisione le categorie. Comunque sia, la decima edizione dei BBA in Francia ha incoronato 10 vincitori scelti tra le oltre 40 nomination ricevute. Dalla lunga lista di violazioni i giurati hanno precauzionalmente escluso [fr] le “recidive croniche” di cui si rende protagonista il Presidente Sarkozy, per potersi concentrare sul mancato rispetto delle libertà personali, la questione della privacy nelle scuole pubbliche e la crescente criminalizzazione dei migranti e delle associazioni che prestano loro sostegno. Sotto la lente della giuria sono finite anche alcune iniziative locali che hanno promosso azioni di video-sorveglianza invasiva e permanente, definite “video protezione”, un esempio di neolingua che aveva già ricevuto un premio nel 2009 [fr].

Pièces et Main d’oeuvre [fr], un gruppo nato in difesa dei diritti dei cittadini, si è aggiudicato il “Prix Voltaire”, un riconoscimento positivo per la sua lunga attività di informazione e di sensibilizzazione sul rischio di totalitarismi in ambito tecnologico come ad esempio nel campo delle nanotecnologie.

L’autrice desidera ringraziare Katrin Zintoun per aver raccolto e tradotto le citazioni dal tedesco.

scritto da Malicia Rogue · tradotto da Katia Gerussi

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