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USA favorevoli, con riserve, al trattato WIPO a favore delle persone con disabilità della vista

Posted in Internet&Copyright by yanfry on 16 dicembre 2009

Pur ribadendo la necessità di imporre un regime di copyright mondiale più forte e di nuovo supportando sistemi per la protezione dagli abusi (DRM?), gli Stati Uniti appoggiano il Trattato WIPO a favore delle eccezioni per le persone con disabilità della vista.

Nell’intervento odierno alla World International Property Organization delle Nazioni Unite, i delegati americani supportano il Trattato della World Blind Union proposto da Brasile, Ecuador e Paraguay per consentire un migliore accesso alle opere per le persone con disabilità della vista. Si tratta di un intervento significativo che ci auguriamo possa portare al superamento dell’assurda e intransigente posizione delle associazioni dei copyright holder e antipirateria, come MPAA, BSA e RIAA.

Sfortunatamente l’intervento non nasconde passaggi piuttosto ambigui, che sembrano supportare di nuovo i DRM e apertamente incitano ad un regime di copyright più duro. Nella sostanza l’intervento americano è un passo avanti rispetto alle posizioni dei talebani del copyright, ma include anche concezioni arretrate sul copyright stesso difficilmente condivisibili nell’attuale società dell’informazione.

Segue la traduzione del passaggio chiave dell’intervento.

“Gli Stati Uniti sono fieri di avere una serie di specifiche eccezioni e limitazioni nella propria legge sul copyright, compresi i casi per l’educazione, le biblioteche e le persone con disabilità alla lettura.

Naturalmente, gli Stati Uniti non sono soli nell’attenzione riservata alle persone con disabilità tramite limitazioni ed eccezioni accuratamente studiate. Come sappiamo tutti, oltre 50 paesi hanno specifiche eccezioni legislative mirate alle necessità delle persone con disabilità della vista e alla lettura. Altri paesi come l’India sono nel mezzo di decisioni ponderate in merito alle loro eccezioni nazionali.

Gli Stati Uniti riconoscono e mostrano apprezzamento per il linguaggio utilizzato nella proposta preparata dall’Associazione Mondiale Ciechi e sottoposta come proposta formale all’ultima sessione del Comitato dai nostri colleghi dal Brasile, Ecuador e Paraguay.

Quelli che lavorano con noi nel Governo americano ritengono che siamo sinceramente degli studenti di questo problema; siamo ancora nel processo di apprendimento. Ma ci impegniamo a fare i nostri compiti e a farli bene.

Detto questo, gli Stati Uniti partecipano a questo meeting con maggiore chiarezza e convinzione delle nostre vedute in merito a come la comunità internazionale del copyright dovrebbe procedere nell’affrontare le necessità delle persone con disabilità.

Primo, gli Stati Uniti ritengono che è giunto il tempo per i Membri di WIPO di lavorare verso qualche forma di consenso internazionale su limitazioni ed eccezioni al copyright necessarie e basilari per le persone con disabilità alla lettura. Il consenso internazionale potrebbe assumere diverse forme, incluse un modello di legge approvato dal SCCR, una dettagliata Raccomandazione Comune adottata dall’Assemblea Generale WIPO, e/o un accordo multilaterale. Gli Stati Uniti sono aperti a discutere ed esplorare tutte queste opzioni.

Nelle nostre consultazioni ed analisi è diventato chiaro per noi che il problema più pressante – quello ripetutamente identificato dagli esperti – è la distribuzione attraverso le frontiere di materiali di formato speciale realizzato per le persone con disabilità, se questi materiali di formato speciale vengano realizzati sotto eccezioni al copyright o specifici accordi di licenza.

Crediamo che una soluzione al problema della distribuzione interfrontaliera di materiali di formato speciale, propriamente delineati per impedire gli abusi, risolverebbero il problema principale identificato dalle comunità delle persone con disabilità.

Siamo consapevoli che alcuni nella comunità internazionale del copyright credono che un consenso internazionale su limitazioni ed eccezioni sostanziali alla legge sul copyright indebolirebbe la legge internazionale sul copyright. Gli Stati Uniti non condividono questo punto di vista. Gli Stati Uniti si impegnano sia verso eccezioni migliori nella legge sul copyright sia verso una migliore imposizione della stessa. In realtà, mentre lavoreremo con gli altri paesi per stabilire un consenso su eccezioni legittime e basilari all’interno della legge sul copyright, chiederemo agli stessi di lavorare con noi per migliorare l’imposizione del copyright. Questo è parte integrante di un sistema internazionale bilanciato sulla proprietà intellettuale”.
Paolo Brini

Fonte: http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=4699
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

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